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Lella Costa e la “sindrome di Gertrude” in una quasi-autobiografia PDF Stampa E-mail
Scritto da Alex Miozzi   
Martedì 20 Luglio 2010 15:21

Foto: copertina libro“Gertrudismo s.m. Neologismo liberamente ispirato al noto personaggio manzoniano, indica la tendenza compulsiva e a tratti patologica a rispondere affermativamente a proposte, richieste e provocazioni, quasi mai valutandone con attenzione le conseguenze” è quanto scritto sulla quarta di copertina di “Quasi un’autobiografia”, quella della nostrana one-woman-band Lella Costa.

Una quasi autobiografia? Neanche tanto, piuttosto un racconto a tutto campo, tra gli inizi di una studentessa di talento che decide che cosa voler fare della propria vita, certamente sperimentando molto ma con obiettivi, e tempi, ben precisi, fino a diventare una donna di spettacolo al contempo anche donna nella vita, con tanto di famiglia e prole (signori, chapeau).

Attrice, e autrice, di teatro, e non (memorabile la sua partecipazione alla storica TV delle Ragazze, che su RAI3 vent’anni fa, circa, diede inizio alla stagione televisiva di Avanzi, Tunnel & co., ndr), conduttrice televisiva, doppiatrice (scoprite voi di quale incredibile personaggio di serial, tra l’altro) e opinionista, con firma su settimanali prestigiosi. E perché no, autentica intellettuale (per quanto il termine abbia acquisito una valenza non esattamente invidiabile) in grado di spaziare oltre l’arte, da temi di importanza fondamentale, dall’inviolabilità della Costituzione Italiana, a casi giudiziari che hanno scosso il paese (vedi il caso Sofri o le stragi che lo hanno dilaniato, e di cui oggi non si è ancora accertato una definitiva responsabilità giudiziaria). Aggiungiamo anche la collaborazione con il Gino Strada di Emergency, e con i preti “da battaglia” (don Luigi Ciotti di “Libera”, don Gino Rigoldi e a don Virginio Colmegna, ndr), sempre con quella sana laicità che permette di partecipare alle migliori campagne senza appiccicarsi etichette.

Un gertrudismo annunciato e dimostrato, quindi, ma senza rimpianti poiché, sempre in conclusione della citata quarta di copertina “… La risposta non comporta necessariamente sventura, talvolta qualche ripensamento”.

Una raffinata, e sicuramente istruttiva, carrellata dallo stile fluido e sicuramente colloquiale, accattivante nell’invogliare la lettura, anche in passaggi in cui il lettore (uomo) come il sottoscritto in primis, non è assolutamente in grado di capire il senso del discorso (quando si parla di scarpe da donna, e di abiti femminili… Mah!).

 

Lella Costa (con Andrea Càsoli) – La sindrome di Gertrude – Rizzoli - € 18,50

 
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Data: 08 09, 2010