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SUMMARY:ASPETTANDO GODOT di Samuel Beckett
DESCRIPTION:Foto di scena: Paolo Musio (in alto)\, Giulio Germano Cervi (in basso)\, Enzo Vetrano © Johanna Weber\nTeatro Grassi\, dal 5 al 10 marzo\nTheodoros Terzopoulos \nDal 5 al 10 marzo\, al Piccolo Teatro Grassi\, va in scena Aspettando Godot nella versione diretta da Theodoros Terzopoulos. Il regista greco\, tra i più grandi maestri della ricerca teatrale\, dirige un cast d’eccezione – Paolo Musio\, Stefano Randisi\, Enzo Vetrano\, Giulio Germano Cervi e Rocco Ancarola – per offrire una lettura contemporanea e universale del capolavoro di Samuel Beckett \nAspettando Godot\ndi Samuel Beckett\ncopyright Éditions de Minuit\ntraduzione Carlo Fruttero \nregia\, scene\, luci e costumi Theodoros Terzopoulos\ncon (in ordine alfabetico) Paolo Musio\, Stefano Randisi\, Enzo Vetrano\ne Giulio Germano Cervi\, Rocco Ancarola\nmusiche originali Panayiotis Velianitis\nconsulenza drammaturgica e assistenza alla regia Michalis Traitsis\ntraining attoriale – Metodo Terzopoulos Giulio Germano Cervi\nproduzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale\, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\nin collaborazione con Attis Theatre Company \nIl regista greco Theodoros Terzopoulos\, riconosciuto a livello internazionale fra i grandi maestri del teatro del Novecento\, si confronta con Aspettando Godot di Samuel Beckett\, uno dei testi più celebri del “teatro dell’assurdo”\, in scena al Piccolo Teatro Grassi dal 5 al 10 marzo. \nScritto alla fine degli anni quaranta\, pubblicato in lingua francese nel 1952 e andato in scena per la prima volta al Theatre de Babylone di Parigi il 5 gennaio 1953\, Aspettando Godot è tra i drammi che hanno maggiormente segnato la storia del teatro novecentesco. La vicenda si concentra su un dialogo inconcludente tra due personaggi\, sospesi in una misteriosa condizione d’attesa. \nCon una pratica che coniuga arte antica e moderna\, Theodoros Terzopoulos è noto per il suo originale approccio alla tragedia greca e ai testi classici\, vere e proprie fonti per indagare questioni universali dell’essere umano. Nella sua versione\, la vicenda è ambientata in un mondo futuro ferito e in rovina\, che apre l’interrogativo su quali siano le condizioni minime per pensare a una vita degna di essere vissuta. Con la sua cifra stilistica Terzopoulos crea un vivo scambio tra la contemporaneità e il dramma beckettiano\, trattato come una lente per leggere e interpretare il presente e le sue profonde contraddizioni. \n«Tutto deve essere profondamente radicato nella tradizione\, deve poter attraversare la realtà del presente ed essere indirizzato verso il futuro. Il riflesso dal futuro probabilmente potrebbe essere la realtà che desideriamo. Una realtà nuova» ha dichiarato il regista. «In Aspettando Godot – commenta – vengono date due risposte possibili\, da cui vogliamo far partire il nostro lavoro. La prima è il tentativo di comunicare e coesistere con l’Altro\, nonostante gli ostacoli\, anche quando questi sembrano insuperabili. La seconda è il tentativo di mettersi in comunicazione con l’Altro dentro di noi\, quest’area buia e imperscrutabile densa di desideri repressi e paure\, istinti dimenticati\, regione dell’animalesco e del divino\, in cui dimorano la pazzia e il sogno\, il delirio e l’incubo. Questo è il viaggio che cercheremo di fare: verso l’Altro dentro di noi e verso l’Altro al di fuori di noi\, all’opposto\, lontano da noi».\n«I personaggi beckettiani – conclude – si muovono in una zona grigia\, in un paesaggio del nulla\, quello dell’annientamento dei valori umani. […] Il sarcasmo alla ricerca di una fine che non ha fine è l’espressione dominante dei loro esercizi di sopravvivenza. […] Ogni nuovo inizio è la definizione di una nuova fine. Pessimismo estremo. I personaggi tacciono aspettando la rivelazione dell’indicibile\, che non si rivela mai. Alcune domande\, che riguardano la natura umana e il futuro\, forse avranno risposte\, la maggior parte però no. Forse alcune arriveranno dagli stessi spettatori. L’arte del teatro esiste e persiste proprio in virtù̀ delle domande senza risposta». \nPiccolo Teatro Grassi (via Rovello\, 2 – M1 Cordusio)\, dal 5 al 10 marzo 2024 \nOrari: martedì\, giovedì e sabato\, ore 19.30; mercoledì e venerdì\, ore 20.30; domenica\, ore 16\nDurata: 90 minuti senza intervallo\nPrezzi: platea 33 euro\, balconata 26 euro\nInformazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org
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