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SUMMARY:Nuova edizione di LIBERTÀ OBBLIGATORIA
DESCRIPTION:Foto di scena: Libertà obbligatoria – Teatro Menotti Filippo Perego © Laila Pozzo\nDal 28 al 31 ottobre 2024 \nDi Giorgio Gaber e Sandro Luporini \nAdattamento e regia Emilio Russo \nCon Enrico Ballardini\, Gianluigi Fogacci\, Lisa Galantini Andrea Mirò e Musica da Ripostiglio \nScene Federico Biancalani \nCostumi Pamela Aicardi \nLuci Andrea Violato \nAssistente alla regia Chiara Callegari  \nProduzione Tieffe Teatro \nIn collaborazione con la Fondazione Giorgio Gaber \nRecensione di Claudio Elli \nDal 28 al 31 ottobre al Menotti torna in scena LIBERTÀ OBBLIGATORIA\, seconda tappa del progetto Gaber\, con cui il “teatro canzone” sottolinea l’universalità del pensiero gaberiano anche a diversi decenni di distanza. \nDopo il successo di FAR FINTA DI ESSERE SANI a Milano e in tournée nazionale (spettacolo vincitore del Premio Franco Enriquez 2022)\, Emilio Russo adatta e dirige ancora un testo “storico” e controverso come LIBERTÀ OBBLIGATORIA del 1976\, che contiene temi e contenuti assolutamente attuali. Di Libertà Obbligatoria Sandro Luporini scrive a distanza di anni: “Sia io sia Giorgio abbiamo sempre considerato “Libertà obbligatoria” uno dei nostri lavori migliori in assoluto”. \nIn scena lo straordinario gruppo di FAR FINTA DI ESSERE SANI con la piccola orchestra MUSICA DA RIPOSTIGLIO e i suoi esplosivi arrangiamenti a miscelare musiche e generi\, la voce unica di ANDREA MIRÒ\, gaberiana per vocazione e ormai per definizione\, cantante/attrice dotata di grazia\, profondità e presenza e il talento prismatico di ENRICO BALLARDINI. A questo bellissimo ensemble\,  per dare ancora più peso e valore alle parole e ai contenuti\, si aggiungono due attori di grande forza teatrale come GIANLUIGI FOGACCI e LISA GALANTINI\, per uno spettacolo collettivo che sarà leggero e profondo\, ironico ed emozionante e che proverà a restituire il grande senso civile\, culturale\, ma anche spettacolare e popolare di quella straordinaria e indimenticabile esperienza che è stato il teatro-canzone di cui\, per molti\, proprio Libertà Obbligatoria è stata l’espressione più compiuta e coerente. \nNote di Regia\nPur con le dinamiche del teatro-canzone e quindi con la costruzione non convenzionale e contaminata del suo straordinario “fare” teatro\, mi piace considerare Giorgio Gaber come un classico da interpretare e\, pur nella sua universalità\, provare a contestualizzare. \nI personaggi\, gli attori e musicisti della nostra versione\, rappresentano come nella profetica lettura epocale di Gaber e Luporini\, i “reduci” di una rivoluzione mancata. Forse per eccesso di ideologia e scarsità di concretezza e bisogno reale\, oppure semplicemente perché hanno vinto gli altri con le loro regole antiideologiche basate su consumismo\, individualismo e modelli produttivi feroci. I “reduci” finiranno per adeguarsi- forse- o perlomeno di porsi domande su sé stessi e sul proprio futuro\, mentre il tempo stringe\, gli anni passano e magari ci saranno ancora posti da occupare e non ci sarà più tempo per la coscienza collettiva. “A quarant’anni siamo già a raccontare ai nipoti che noi buttavamo tutto in aria…” \nI reduci incarnano il pensiero gaberiano attraverso i conflitti di visioni contrapposte\, nonostante le esperienze ancora condivise\, ma destinate a divergere nel futuro. C’è chi è meno lucido\, ancora combattivo\, se non combattente\, deluso\, incazzato e si rifugia nel passato e nei sogni. Sono quelli che guardano indietro. Ci sono anche quelli più analitici\, disposti a fare i conti con quel presente che hanno combattuto sino a ieri. Accettano l’onda nuova\, ma sino a un certo punto. Compromessi forse sì\, ma contro la DC! Guardano in avanti con sospetto.\nCome tutti i classici\, anche per Libertà Obbligatoria sono consentite interpretazioni e attualizzazioni. Nel nostro caso\, come già è successo in parte per Far Finta di Essere Sani\, ci piace pensare di mantenere la forza\, i contenuti e le emozioni non più nell’originaria formula monologante\, ma attraverso una lettura collettiva tra musicisti e attori. In particolare\, in Libertà Obbligatoria\, a detta degli stessi autori\, lo sviluppo della parte testuale miscelata a canzoni ormai “storiche”\, diventa quasi preponderante. Per questo ho ritenuto opportuno e niente affatto “audace” aggiungere attori di teatro\, Lisa Galantina e Gianluigi Fogacci\, per incarnare ancora di più le parole di Giorgio Gaber e Sandro Luporini.\nHo voluto mantenere i riferimenti storici dell’epoca\, perché mi paiono efficaci. È un testo molto politico\, forse il più politico del teatro canzone perché Gaber e Luporini fanno i conti definitivi con il ’68\, profetizzano (piuttosto in anticipo) la deriva ideologica e non solo dei movimenti (ora Attila fa il consigliere regionale…). \nEmilio Russo \nSTAGIONE 2024 | 2025 \nBIGLIETTERIA \nPREZZI: \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nAbbonamento Menotti Card 4 ingressi €60\, 8 ingressi €110\n\nTEATRO MENOTTI:\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA:\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online\nCon carta di credito su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI:\nore 20
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SUMMARY:ALTRI LIBERTINI di Pier Vittorio Tondelli
DESCRIPTION:Foto di scena: Altri libertini © Manuela Giusto\nPer la prima volta\, dalla morte del suo autore\, Licia Lanera porta in teatro\, allo Studio Melato dal 29 ottobre al 3 novembre\, gli sfrontati e coraggiosi Altri libertini raccontati da Tondelli \nPubblicata nel 1980\, Altri libertini è l’opera prima di Pier Vittorio Tondelli\, giornalista\, saggista\, drammaturgo e scrittore\, scomparso nel 1991 a soli trentasei anni. Con linguaggio vivo\, crudo e a tratti sperimentale\, racconta le storie di giovani\, spesso ai margini della società\, in cerca di una propria identità nell’Italia della fine degli anni ’70. Un’opera talmente rivoluzionaria e spudorata – fu addirittura sequestrata per oscenità – da affermarsi rapidamente come manifesto di un’intera generazione\, contribuendo ad annoverare lo scrittore emiliano tra gli autori più importanti della letteratura contemporanea. Dei sei racconti che compongono il volume – “romanzo a episodi” lo definiva Tondelli – Licia Lanera ha scelto di lavorare su Viaggio\, Altri libertini e Autobahn\, incrociandoli a creare un’unica narrazione che la vede in scena al fianco di Giandomenico Cupaiuolo\, Danilo Giuva\, Roberto Magnani. \n«Perché ho scelto Altri libertini? Al di là del piacere puramente letterario nell’affrontare questi personaggi con la loro lingua meticciata e regressiva\, e quello teatrale di occuparmi di personaggi in tumulto\, ci doveva essere dell’altro; qualcosa di più profondo che avesse a che fare con me\, con la mia vita\, con i miei quarant’anni\, con le mie origini. Questo qualcosa che oggi provo a definire\, si è rispecchiato un giorno\, come un’epifania\, in quelle parole tondelliane e ha deciso di appropriarsene. Innanzitutto\, un aspetto politico: due saggi di Paolo Morando ’78-’79 Dancing days e ’80\, che raccontano gli avvenimenti degli anni titolati\, insieme ad una ricerca video (molto importante è stato il documentario di Comencini L’amore in Italia) mi hanno messa in relazione con la parola ‘reflusso’ (o riflusso a seconda delle fonti)\, cioè il momento esatto in cui è cominciato quel processo in cui la politica perde terreno\, il capitalismo avanza e la cosa pubblica viene sostituita dal privato. Questo processo è arrivato dritto fino a noi e ci pone davanti a due macrotemi: la fine dell’ideologia e la presenza totalizzante del privato nelle narrazioni contemporanee. Ed è questo processo che condanno\, che soffro ma di cui sono totalmente parte\, in cui soccombe anche la mia di narrazione\, dai social al teatro. Che cos’è questo punto di non ritorno? Che cos’ero io? Che cosa mia madre? Quel suo sguardo ritrovato in alcune descrizioni pasoliniane\, quanto può assomigliare al mio? Come guardo i giovani oggi? Quello spirito reazionario da giovane scapestrata degli anni Novanta quanto mi fa puntare l’indice con giudizio e a volte disprezzo per le nuove generazioni e la loro ‘assenza di un corpo’. Come sono invecchiata? Sono invecchiata? Io e i miei compagni di viaggio ci siamo messi addosso l’etichetta di altri libertini\, vitelloni nati nel secolo scorso\, senza figli\, animali notturni\, poca grazia nel nostro stare al mondo\, bestie solitarie terrorizzati dalla solitudine\, incapaci di essere genitori\, condannati ad essere eternamente figli\, figli dai capelli bianchi\, figli coi drink in mano e la droga nel portafogli da usare rigorosamente in occasioni speciali. Dunque\, questo spettacolo mette in scena Altri libertini\, ma fugge dalla rappresentazione continuamente\, gli attori si appropriano di quelle parole e alla fine Pier Vittorio Tondelli non esiste più se non nei corpi nella carne negli sputi degli attori\, nelle loro biografie. Io\, con il mio corpo in scena\, sono lì ‘in borghese’ a combattere questa personale guerra alla rappresentazione\, sono lì a confondere\, sono lì a ricordare continuamente allo spettatore che siamo in un teatro a rievocare i morti attraverso il corpo dei vivi. Siamo qui a memento della storia. Siamo qui a raccontare le miserie di una generazione che si perpetua sempre uguale da almeno quarant’anni». \nPiccolo Teatro Studio Melato (Via Rivoli\, 6 – M2 Lanza)\ndal 29 ottobre al 3 novembre 2024 \nAltri libertini\ndi Pier Vittorio Tondelli\nadattamento e regia Licia Lanera\ncon Giandomenico Cupaiuolo\, Danilo Giuva\, Licia Lanera\, Roberto Magnani\nluci Martin Palma\nsound design Francesco Curci\ncostumi Angela Tomasicchio\naiuto regia Nina Martorana\ntecnici di compagnia Massimiliano Tane\, Laura Bizzoca\nproduzione Compagnia Licia Lanera\nin coproduzione con Teatro delle Albe/Ravenna Teatro\nsi ringrazia Compagnia La Luna nel Letto \nLo spettacolo presenta scene con linguaggio esplicito e ingiurie \nOrari: martedì\, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica\, ore 16. \nDurata: 90 minuti senza intervallo \nPrezzi: platea 33 euro\, balconata 26 euro \nInformazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org
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