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SUMMARY:INCANTO E FATICA NELLE CRETE SENESI
DESCRIPTION:Museo dell’Antica Grancia e dell’Olio di Serre di Rapolano (esterno) © Fondazione Musei Senesi\nBellezza paesaggistica e mezzadria si incontrano nella mostra ‘Incanto e fatica nelle Crete senesi’ fra dipinti dal ‘900 a oggi\, foto e videoart\nAl Museo dell’Antica Grancia e dell’Olio 40 dipinti in arrivo dai depositi di Banca MPS e dalla Pinacoteca Nazionale di Siena. Al cinema teatro ‘G. Verdi’ foto\, filmati storici\, videoart e un’opera audiovisiva \nL’esposizione animerà Serre di Rapolano dal 27 settembre 2024 al 30 agosto 2025 in due location storiche \nLe Crete senesi viste attraverso tecniche artistiche diverse per raccontare una bellezza paesaggistica amata da secoli e il patrimonio sociale e culturale legato alla mezzadria e alla durezza del lavoro. Sono loro le protagoniste assolute della mostra ‘Incanto e fatica nelle Crete senesi’\, in programma a Serre di Rapolano dal 27 settembre 2024 al 30 agosto 2025 in due location di eccezione del borgo nel comune di Rapolano Terme: il Museo dell’Antica Grancia e dell’Olio ospiterà 40 dipinti in gran parte mai esposti in arrivo dai depositi della Banca Monte dei Paschi di Siena e dalla Pinacoteca Nazionale di Siena\, firmati da grandi autori dal ‘900 a oggi da Dario Neri a Renato Guttuso fino ad artisti contemporanei\, mentre il cinema teatro ‘Giuseppe Verdi’\, recentemente riqualificato\, accoglierà la proiezione di filmati storici e videoart oltre agli scatti di 4 fotografi contemporanei. La mostra\, curata da Anna Maria Guiducci\, è promossa dal Comune di Rapolano Terme in collaborazione con Visionaria e Fondazione Musei Senesi e le due location saranno aperte durante il fine settimana. \nLa mostra ‘Incanto e fatica nelle Crete senesi’ ruota attorno alla bellezza inconfondibile del paesaggio delle Crete senesi\, “portatore d’incanto” fra i più rappresentati dai pittori dal Quattrocento a oggi\, e ne valorizza al tempo stesso l’elemento umano e l’aspetto lavorativo che per secoli ha visto protagonisti tanti uomini e donne con la mezzadria. Il risultato è un viaggio attraverso dipinti\, filmati storici\, scatti fotografici e videoart per raccontare non solo il fascino paesaggistico di questo territorio e delle sue inimitabili “biancane” ma anche il duro e aspro lavoro su queste colline che ne ha caratterizzato lo sviluppo antropologico. A rendere ancora più uniti i due temi è il dialogo fra il Museo dell’Antica Grancia e dell’Olio e il cinema teatro ‘Giuseppe Verdi’\, edifici lontani per epoca di costruzione ma legati dalla loro importanza per la storia di Serre di Rapolano\, pronti ad accogliere chi vorrà scoprire la singolarità e il fascino elegante del borgo. \nIl Museo dell’Antica Grancia e dell’Olio accoglierà 40 dipinti dedicati ai paesaggi delle Crete senesi e ad alcuni particolari che li rendono unici con una raccolta preziosa e in gran parte poco conosciuta. Le opere provengono\, infatti\, dai depositi della Banca Monte dei Paschi di Siena e dalla Pinacoteca Nazionale di Siena\, che partecipa all’evento con il prestito delle preziose pitture di Renato Guttuso ispirate dalla campagna nei dintorni della città e donate alla famiglia dell’amico Cesare Brandi nel 1938 per ringraziarla dell’ospitalità nella villa di Vignano. Insieme a Guttuso\, sarà possibile ammirare le opere di Dario Neri\, Otello Chiti\, Aldo Marzi\, Vittorio Zani\, Roberto Corsini e Vittorio Giunti\, a cui si uniranno i contemporanei Carlo Pizzichini\, Franca Marini e Luca Bellaccini. L’esposizione sarà arricchita da due bassorilievi di Alberto Sani\, scultore autodidatta scoperto e valorizzato da Dario Neri\, e proporrà un itinerario culturale composto da linguaggi stilistici eterogenei pronti a conquistare il pubblico con opere in larga parte mai esposte. \nIl cinema teatro ‘Giuseppe Verdi’ ospiterà\, invece\, un omaggio alle Crete senesi e al lavoro nei campi dal passato ai giorni nostri attraverso gli scatti di 4 fotografi contemporanei – Davide Borghi\, Marco Bruttini\, Alessio Duranti\, Marco Muzzi – pronti a raccogliere il testimone dei pittori protagonisti al Museo dell’Antica Grancia e dell’Olio per continuare a raccontare l’unicità e la bellezza paesaggistica e sociale di queste colline brulle e biancastre. L’esposizione dei fotografi sarà arricchita dall’opera audiovisiva curata dall’artista inglese Jacqueline Tune per raccontare la particolarità paesaggistica delle Crete e l’elemento umano che l’ha caratterizzata nei secoli attraverso le voci di alcune persone che hanno vissuto l’ultimo periodo della mezzadria. \nL’allestimento nel cinema teatro ‘Giuseppe Verdi’ conta su un’attenta ricerca svolta in collaborazione con il Museo della Mezzadria senese di Buonconvento\, che ha messo a disposizione i suoi materiali visivi d’archivio dedicati al lavoro nelle campagne senesi tra Ottocento e Novecento.
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SUMMARY:MODIGLIANI\, PICASSO e le Voci della modernità dal Museo LaM
DESCRIPTION:16 ottobre 2025 – 25 gennaio 2026\nPalazzo Zabarella\, Padova \nMostra organizzata da Palazzo Zabarella e LaM\nLille Métropole Musée d’art moderne\, d’art contemporain et d’art brut \nIn collaborazione con Manifesto Expo\nPromossa da Fondazione Bano in collaborazione con Comune di Padova \nUn’eccezionale collezione d’arte proveniente da uno dei più importanti musei del Nord Europa e della Francia sarà al centro di un nuovo importante appuntamento espositivo in programma\, a partire dal prossimo autunno\, a Palazzo Zabarella. \nNell’ambito del dialogo avviato dalla Fondazione Bano negli ultimi anni con importanti istituzioni museali di fama internazionale – dopo le collaborazioni con il Brooklyn Museum di New York e il museo di Grenoble – è ora la volta del LaM\, Lille Métropole Musée d’art moderne\, d’art contemporain et d’art brut\, che ci offrirà l’opportunità di ammirare 65 opere di 30 artisti d’avanguardia in una nuova grande mostra che si aprirà al pubblico il 16 ottobre. Ai protagonisti delle avanguardie storiche e agli artisti più noti\, se ne affiancano altri che aprono a scenari artistici inediti più vicini alla contemporaneità. Tra i numerosi capolavori spiccano cinque dipinti di Pablo Picasso e sei di Amedeo Modigliani. \n La creazione del museo LaM\, situato a Villeneuve d’Ascq\, una città dell’area metropolitana di Lille\, avvenuta nel 1983\, è legata al lascito di Geneviève (1922-2003) e Jean Masurel (1908-1991)\, membri di una nota famiglia di produttori tessili del nord della Francia. La donazione comprendeva le opere acquistate da Jean Masurel e quelle lasciategli in eredità dallo zio Roger Dutilleul (1872-1956) industriale e appassionato d’arte e uno dei più importanti collezionisti di Modigliani. In un arco temporale compreso tra i primi anni del Novecento e gli anni Settanta dello scorso secolo\, Dutilleul e suo nipote Masurel hanno raccolto un’eccezionale collezione\, molto personale e al tempo stesso rappresentativa dei principali movimenti artistici della prima metà del Novecento in Francia. Da allora\, il LaM è diventato un’istituzione chiave sulla scena culturale europea e si è ulteriormente arricchito nel 1999 con una donazione di oltre 3.500 opere d’arte brut da parte dell’associazione L’Aracine – fondata da Madeleine Lommel\, Claire Teller e Michel Nedjar – e divenendo così il Lille Métropole Musée d’art moderne\, d’art contemporain et d’art brut. Con una collezione di oltre 8.500 opere d’arte\, il LaM è il primo museo francese a riunire questi ambiti artistici offrendo un panorama unico dell’arte del XX e XXI secolo. \nRoger Dutilleul iniziò a collezionare opere d’arte nel 1904 per non smettere mai fino alla sua morte avvenuta nel 1956. Descritto dal gallerista Daniel-Henry Kahnweiler come un “uomo profondamente simpatico e stimabile … nella tradizione dei grandi amanti dell’arte” sembra che avesse un approccio molto istintivo nei confronti della pittura\, mostrando la sua sensibilità verso il colore e favorendo la sincerità dell’opera. Dutilleul affermò di non avere “nessun credo” né “dogma a priori” sull’arte\, osservando: “La cosa più importante è che il dipinto ti guardi. Non spetta all’amatore guardarlo – soprattutto con idee o sentimenti preconcetti – deve accontentarsi di vederlo\, vale a dire di incrociare il suo sguardo con esso\, per intuire il pensiero dell’artista o\, meglio ancora\, la sua più profonda\, intima emozione. Due esseri viventi che comunicano come meglio possono!” \nDopo aver acquisito alcune opere fauviste\, rimase colpito dalla pittura di Georges Braque e Pablo Picasso divenendo uno dei primi sostenitori e collezionisti dell’arte cubista. Seguendo il gusto del gallerista Kahnweiler\, si interessò anche ai dipinti “Tubisti” di Fernand Léger e alle ricerche di Henri Laurens riguardanti la scultura cubista. \nJean Masurel\, figlio della sorella minore di Roger Dutilleul\, Françoise Collart-Dutilleul\, e del commerciante di lana Jules-Paul Masurel\, crebbe nel nord della Francia e\, nei primi anni Venti\, fu mandato da suo zio a Parigi per prepararsi al baccalaureato. Lì iniziò ad acquistare le prime opere della sua collezione. I suoi gusti rispecchiavano quelli dello zio prediligendo gli stessi artisti: Fernand Léger\, Georges Braque\, Pablo Picasso\, Paul Klee\, André Bauchant e\, in seguito\, Bernard Buffet. Tuttavia\, mostrava anche interesse verso la pittura astratta e sostenne gli artisti locali del nord della Francia. \nRoger Dutilleul lasciò in eredità la maggior parte della sua collezione al nipote Jean Masurel il quale\, considerandosi solo il «custode» della collezione comune\, decise di donarla a una comunità pubblica. Fu scelta l’area metropolitana di Lille\, da dove proveniva\, e il Musée d’art moderne de Villeneuve d’Ascq aprì nel 1983. Da amante della natura\, Jean Masurel voleva che il luogo fosse circondato da un parco e aperto all’arte contemporanea. Questo desiderio fu il segno distintivo del museo e portò nel 1999 all’ingresso della donazione dell’eccezionale collezione dell’associazione L’Aracine comprendente diverse opere come disegni\, dipinti\, assemblaggi\, oggetti e sculture di oltre 170 artisti francesi e stranieri riconducibili all’Art Brut. \nEra stato l’artista Jean Dubuffet nel 1945 a coniare il concetto di ‘Art brut’\, in un periodo in cui stava iniziando a mettere insieme una collezione d’arte altamente eclettica che mostrava il suo interesse verso opere realizzate sotto l’influenza di spiriti\, negli ospedali psichiatrici o da persone emarginate e dagli ‘architetti’ autodidatti che seguivano l’esempio di Ferdinand Cheval. Oggi riconosciuta come un fenomeno chiave dell’arte del XX secolo\, l’Art Brut – in inglese “outsider art”\, si è ampliata e diffusa in tutto il mondo. Essa viene a legarsi all’interesse e all’apprezzamento nei confronti dell’arte autodidatta espressi dagli stessi Roger Dutilleul e Jean Masurel. \n Curata da Jeanne-Bathilde Lacourt\, Curatrice per l’arte moderna al LaM\, la mostra è articolata in sei sezioni in cui il visitatore scoprirà a Padova un approfondimento sull’avanguardia cubista con i dipinti di Picasso come Pesci e bottiglie del 1909\, Donna con cappello del 1942\, e di Georges Braque come La Roche-Guyon del 1909 o Il Sacro Cuore di Montmartre del 1910\, per poi considerare il “Tubismo” di Fernard Léger\, rappresentato da ben sei dipinti\, e le ulteriori versioni del cubismo testimoniate dalle opere pittoriche di Léopold Survage\, Eugène Nestor de Kermadec\, Francisco Borès e dalle pietre policrome di Henri Laurens. Di Amedeo Modigliani verranno esposti autentici capolavori quali il ritratto di Moïse Kisling\, Ragazzo dai capelli rossi\, Nudo seduto con camicia e Maternità. \nVerranno quindi compresi ulteriori movimenti e avanguardie artistiche del primo e del secondo dopoguerra\, come Joan Miró\, André Lanskoy\, Youla Chapoval\, Joaquín Torres-García\, le opere di Alexander Calder\, e i dipinti stratificati e materici di Eugène Leroy. \nIl mazzo di fiori di Séraphine de Senlis\, Il chiosco di Gertrude O’Brady\, Composizione decorativa di Augustin Lesage\, Dipinto meraviglioso n. 35 di Fleury Joseph Crépin faranno scoprire le vie alternative di un’arte ‘autodidatta’\, più spontanea\, istintiva\, naïf (proprio come erano definiti questi artisti)\, capace di esprimere altrettanta poesia e spiritualità. \nCi si confronterà infine con l’Art Brut vera e propria attraverso due sculture in granito di Antoine Rabany\, che lo stesso Dubuffet (presente in mostra con l’opera Pane filosofico) aveva contribuito a far conoscere e una scultura in legno di Auguste Forestier. \nORARI DI APERTURA:\nDalla domenica al giovedì \n10:00 – 19:00 \nVenerdì e sabato \n10:00 – 20:00 \nUltimo ingresso 45 minuti prima\nChiuso il 25 dicembre
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SUMMARY:STEVE McCURRY a Palazzo Pigorini di Parma
DESCRIPTION:Foto: Palazzo Pigorini\, Parma – Orizzonti lontani © Steve Mc Curry\nSteve McCurry non è soltanto uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea\, pluripremiato con il prestigioso World Press Photo Award – spesso considerato il “Premio Nobel” della fotografia –\, ma continua ad essere un punto di riferimento per un vastissimo pubblico\, specialmente tra i giovani. Nelle sue immagini\, molti riconoscono un modo unico di guardare il mondo e\, in qualche modo\, se stessi \nDal 22 novembre 2025 al 12 aprile 2026\, Steve McCurry sarà protagonista a Parma con una grande mostra allestita a Palazzo Pigorini\, nei suggestivi spazi del primo e secondo piano. A curare l’esposizione sarà Biba Giacchetti\, profonda conoscitrice del lavoro di McCurry. Le fotografie non seguiranno un criterio cronologico o geografico\, ma saranno accostate per affinità di soggetti\, emozioni e atmosfere\, cercando quei fili invisibili che legano persone e luoghi\, anche lontanissimi tra loro. \nL’allestimento evoca quel senso profondo di umanità che si respira in ogni scatto di McCurry. In mostra non mancheranno le sue immagini più celebri\, come l’indimenticabile ritratto della ragazza afghana\, fotografie realizzate in oltre quarant’anni di carriera: scatti intensi dal Sud-Est asiatico\, dalla Cina\, dal Sud America e da molte altre parti del mondo. Ogni volto ritratto da McCurry è un concentrato di storie\, emozioni\, dolore\, speranza\, paura e bellezza. «Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza\, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te»\, racconta il fotografo.\nInstancabile viaggiatore\, McCurry ha fatto del movimento una filosofia di vita:\n«Il solo fatto di viaggiare e conoscere culture diverse mi dà gioia e una carica inesauribile». \nProdotta da ARTIKA\, in collaborazione con Orion57 e il Comune di Parma\, la mostra rappresenta un’occasione imperdibile per tutti gli amanti della fotografia e per chi desidera lasciarsi toccare dallo sguardo profondo e autentico di uno dei più grandi narratori visivi del nostro tempo. \nBIOGRAFIA\nNato a Philadelphia nel 1950\, McCurry muove i primi passi come fotografo per un giornale locale. Dopo tre anni\, intraprende un viaggio in India\, da cui nasce il suo primo vero portfolio. La svolta arriva con il reportage sull’Afghanistan\, che gli apre le porte delle più importanti riviste internazionali\, come Time\, Life\, Newsweek\, Geo e National Geographic. Inviato sui fronti più caldi del pianeta – da Beirut alla Cambogia\, dal Kuwait all’ex Jugoslavia\, fino di nuovo all’Afghanistan – McCurry ha sempre scelto di essere in prima linea\, mettendo a rischio la propria vita pur di raccontare le conseguenze della guerra.\nMembro dell’agenzia Magnum dal 1985 e vincitore di numerosi riconoscimenti fotogiornalistici\, McCurry è autore di uno degli scatti più iconici della fotografia mondiale: il ritratto della ragazza afghana dagli occhi verdi\, pubblicato sulle pagine di National Geographic e divenuto simbolo universale del conflitto. \nINFO:\nmostre@artika.it\nwww.artika.it \n 
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SUMMARY:PRIMA DEL TEMPORALE al Piccolo Teatro Grassi di Milano
DESCRIPTION:Foto di scena: Prima del Temporale- Diamara Ferrero\, Umberto Orsini © Claudia Pajewski\nUmberto Orsini\nPrima del Temporale\nMassimo Popolizio \nUn maestro del teatro italiano attende\, nel suo camerino\, il momento di entrare in scena per recitare Strindberg: al Teatro Grassi\, dal 2 al 21 dicembre\, Umberto Orsini\, diretto da Massimo Popolizio\, dipinge il ritratto di un attore alle prese con i fantasmi del proprio passato  \nCon un rovesciamento della percezione del tempo tipica dei sogni\, un vecchio attore – nella mezz’ora che lo separa dall’entrata in scena per recitare da protagonista nel Temporale di Strindberg – si trova a rivivere\, in un tempo senza fine\, alcuni momenti della propria vita. La colonna sonora della realtà di un teatro che si sta animando all’esterno del suo camerino diventa il pretesto e l’invito\, a volte spensierato e a volte commosso\, a incontrare e addirittura a dialogare con i fantasmi del proprio passato: dove un suono ne evoca un altro\, una risata riporta a un momento di gioia\, un lungo silenzio a una perdita lontana nel tempo. Massimo Popolizio ha voluto aggirarsi attorno alla figura dell’attore con la delicatezza con cui si tenta di svelare dei segreti che vogliono comunque restare misteriosi. In una scenografia di forte impatto evocativo – dove il suono e le immagini creano un dialogo immaginario con il protagonista – si assiste al lungo viaggio verso quel Temporale vissuto come un’ultima meta non ancora raggiunta\, ma appena rimandata. Umberto Orsini si lascia guidare da Popolizio con la fiducia dell’anziano maestro che affida alla discrezione del più giovane il compito di raccontare i frammenti della sua vita\, ma anche la storia del nostro Paese dal dopoguerra a oggi. \n«Il titolo Prima del Temporale – racconta Umberto Orsini – testimonia un progetto che da tempo avevo in mente: allestire Temporale di Strindberg con la regia di Massimo e nove interpreti\, progetto azzerato dallo scoppio della pandemia di Covid. Massimo allora mi ha spinto a raccontare la mia vita\, prendendo spunto dal mio libro Sold out\, ma riflettendo anche su episodi che in parte non sono nel libro\, raccontandomi e dialogando con due figure tipiche del mondo teatrale\, la sarta di compagnia e un addetto del teatro». \n«Siamo in una città qualunque – aggiunge il regista Massimo Popolizio – prima dell’ultima replica del testo di Strindberg in una situazione “bernhardiana”. È la storia di un ragazzo italiano che\, negli anni Cinquanta\, parte dalla provincia con pochi soldi e arriva nella grande città\, Roma\, con il sogno di iscriversi all’Accademia d’Arte Drammatica e\, nonostante il marcato accento novarese\, viene accettato». \nDopo le repliche milanesi\, lo spettacolo sarà in tournée a Parma (Teatro Due\, 24 e 25 marzo)\, Bologna (Teatro Duse\, dal 27 al 29 marzo)\, Correggio (Teatro Asioli\, 31 marzo)\, Fidenza (Teatro G. Magnani\, 1 aprile)\, Orvieto (Teatro Mancinelli\, dall’11 al 12 aprile)\, Napoli (Teatro Diana\, dal 14 al 26 aprile)\, Roma (Teatro Argentina\, dal 5 al 10 maggio)\, Torino (Teatro Carignano\, dal 26 al 31 maggio). \n\nPiccolo Teatro Grassi (via Rovello\, 2 – M1 Cordusio)\, dal 2 al 21 dicembre 2025 \nPrima del Temporale \nda un’idea di Umberto Orsini e Massimo Popolizio \ncon Umberto Orsini \ne con Flavio Francucci e Diamara Ferrero \nregia Massimo Popolizio \nscene Marco Rossi e Francesca Sgariboldi \ncostumi Gianluca Sbicca \nvideo Lorenzo Letizia \nluci Carlo Pediani \nsuono Alessandro Saviozzi \nassistente alla regia Mario Scandale \nproduzione Compagnia Orsini \nOrari: martedì\, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30;\ndomenica ore 16; lunedì riposo.\nDurata: un’ora e 20 minuti senza intervallo \nPrezzi: platea 33 euro\, balconata 26 euro \nInformazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org
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LOCATION:Piccolo Teatro Grassi\, via Rovello\, 2 – M1 Cordusio\, Milano\, 20121\, Italia
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SUMMARY:SCANDALO di Ivan Cotroneo al Teatro Manzoni di Milano
DESCRIPTION:Foto di scena: Scandalo © Manuela Giusto\nGianpiero Mirra e Daniela De Rosa per Diana Or.I.S. \n presentano: \n\nDal 9 al 21 dicembre 2025\nferiali ore 20\,45 – domenica ore 15\,30\nsabato 20 dicembre ore 15\,30 e 20\,45\n \nANNA VALLE \nGIANMARCO SAURINO \nSCANDALO \n\nuno spettacolo scritto e diretto da IVAN COTRONEO \ncon\nOrsetta De’ Rossi\nAngelo Tanzi\, Matilde Pacella \n\nScene Monica Sironi\, costumi Alberto Moretti\nDisegno luci Cesare Accetta\, Musiche originali Gabriele Roberto \n\nIl desiderio di una donna fa sempre paura.\nNon se ne parla mai\, porta scompiglio\, è eversivo\, rivoluzionario\, scandaloso. \nTrama\nIn Scandalo\, il nuovo lavoro teatrale scritto e diretto da Ivan Cotroneo dopo il successo di ‘Amanti’\, si racconta di sentimenti\, seduzione\, manipolazione.\nLaura ha cinquant’anni\, è una scrittrice\, ma soprattutto\, per il mondo\, letterario e non\, è stata la ‘sposa bambina’ di uno scrittore molto famoso e molto più grande di lei\, che è recentemente scomparso. Nella sua villa sull’Appia Antica\, appena fuori Roma\, in compagnia della sua editor Giulia e di un vicino\, Roberto\, e con l’aiuto di Maria\, una ragazza che vive in casa\, Laura sembra poco interessata sia a riprendere a scrivere che a riprendere a vivere. Sostanzialmente è sola.\nFino a quando in casa non arriva Andrea\, un giovane uomo che suo marito Goffredo prima di morire aveva assunto per riorganizzare la loro grande libreria. Andrea è diretto\, sfrontato\, audace.\nFra Laura e Andrea ci sono gli stessi 24 anni di differenza che separavano Laura da Goffredo. E come all’epoca Laura aveva fatto scandalo per la sua relazione con un uomo famoso e più grande\, ora sa esattamente lo scandalo che provocherà nel momento stesso in cui le sue labbra si avvicinano a quelle di Andrea. E niente sarà più come prima. \nNota di Ivan Cotroneo\n«Scandalo è una commedia brillante sul pregiudizio\, sui rapporti fra il maschile e il femminile\, sui tabù che crediamo di esserci lasciati alle spalle e che continuano invece a tormentarci\, sull’audacia e la spregiudicatezza che spesso la società legittima per gli uomini\, ma mai per le donne.\nUn testo divertente e lucidamente spietato sul sesso\, sull’amore\, su tutto ciò che si può dire e non dire\, fare e non fare o\, nel mondo letterario\, scrivere e non scrivere. Un racconto su una donna di oggi\, libera\, spregiudicata\, per tutti vittima inconsapevole del suo desiderio\, e un giovane uomo che forse la sta usando\, o forse le sta solo dando l’attenzione e l’amore di cui lei ha bisogno.\nL’amore è sempre uno scambio. Sono i termini e gli oggetti di questo scambio a renderlo più o meno scandaloso\, inaccettabile o immorale». \n  \nBIGLIETTI\nPrestige € 37\,00 – Poltronissima € 34\,00 – Poltrona € 26\,00 – Poltronissima under 26 anni € 18\,00 \nPer acquisto:\nbiglietteria del Teatro\nonline https://www.teatromanzoni.it/acquista-online/?event=3972906\ntelefonicamente 027636901\ncircuito Ticketone
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SUMMARY:IL RITORNO DEL PICCOLO PRINCIPE al Teatro Litta di Milano
DESCRIPTION:Foto: Il ritorno del Piccolo Principe – locandina (particolare) © Compagnia Corrado d’Elia\nMTM Teatro Litta – dal 10 al 21 dicembre 2025 \nIL RITORNO DEL PICCOLO PRINCIPE  \ndi Corrado d’Elia \ncon Corrado d’Elia\, Chiara Salvucci\, e Flavio Innocenti \nscene di Chiara Salvucci\nassistente alle scene Luna Maiore\ncostumi Giulia Giovanelli\ntecnico luci Francesca Brancaccio \ntecnico audio Gabriele Copes \nproduzione Compagnia Corrado d’Elia \nDal 10 al 21 dicembre\, a MTM Teatro Litta\, debutta in prima nazionale “Il ritorno del Piccolo Principe”\, spettacolo di e con Corrado d’Elia – liberamente ispirato all’opera di Antoine de Saint-Exupéry – e con Chiara Salvucci e Flavio Innocenti. Il Piccolo Principe torna sulla Terra\, a ottant’anni dal suo primo viaggio. Ritrova un pianeta completamente cambiato\, più rumoroso\, più veloce\, più fragile e scopre che l’aviatore non c’è più: ad attenderlo\, nel silenzio di un deserto che resiste al tempo\, c’è suo figlio\, ormai adulto\, che non ha mai smesso di sperare in quell’incontro. \nIl ritorno del Piccolo Principe è un testo originale di Corrado d’Elia\, liberamente ispirato all’opera di Antoine de Saint-Exupéry. Non una semplice riscrittura\, ma un nuovo capitolo: un racconto autonomo che dialoga con il classico più amato del Novecento e ne osserva il senso nel nostro presente. Il piccolo viaggiatore attraversa nuovi pianeti e incontra figure inedite\, umane e animali\, che incarnano le domande\, le contraddizioni e le speranze del nostro tempo. Il suo cammino si misura con i temi più urgenti della nostra contemporaneità\, come la cura del pianeta\, l’identità\, il femminile\, il bisogno di relazioni autentiche in un mondo dominato dalla velocità e dall’immagine. \nIl linguaggio delicato e immaginifico che caratterizza il racconto originale convive con un universo nuovo\, in cui il Piccolo Principe parla anche una lingua inventata\, il Dadish\, eco poetica dell’infanzia e della sua innocenza senza età\, dando vita a un viaggio teatrale che alterna leggerezza e profondità\, ironia e commozione. Il rapporto tra il Piccolo Principe e il figlio dell’aviatore diventa il cuore emotivo dello spettacolo: un incontro tra passato e presente\, tra memoria e desiderio\, che invita a riflettere su ciò che davvero ci lega gli uni agli altri. Questo nuovo Piccolo Principe racconta il mondo di oggi con la stessa purezza con cui il suo predecessore ci parlò ottant’anni fa\, e ci invita\, ancora una volta\, a guardare con occhi capaci di meraviglia\, perché\, come ricorda la sua voce lieve\, l’essenziale continua a essere invisibile agli occhi. \nTeatro Litta (corso Magenta 24\, Milano)\nda martedì a sabato ore 20.30 – domenica ore 16.30\nintero € 30\,00 – convenzioni € 24\,00 – ridotto Arcobaleno (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno) € 24\,00 – Under 30 e Over 65 € 17\,00 – Università € 17\,00 – scuole di Teatro € 19\,00 – scuole civiche Fondazione Milano\, Piccolo Teatro\, La Scala e Filodrammatici € 11\,00 – Scuole MTM € 10\,00 – ridotto DVA € 15\,00 tagliando Esselunga di colore ROSSO \nDurata: 60 minuti \nINFO e prenotazioni:\nbiglietteria@mtmteatro.it –Tel. 02.86.45.45.45 \nAbbonamenti: MTM Ritrovarsi a volare\, MTM Ritrovarsi a volare Over 65\, MTM Ritrovarsi a volare Under 30 x4 spettacoli\, MTM Corrado d’Elia x4 – valido fino al 21/12/25\nBiglietti acquistabili sul sito www.biglietti.mtmteatro.it e sul sito e punti vendita Vivaticket.  I biglietti prenotati vanno ritirati nei giorni precedenti negli orari di prevendita e la domenica a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
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SUMMARY:AHI MARIA!  Un teatro canzone per Rino Gaetano al Menotti di Milano
DESCRIPTION:Foto di scena: Ahi Maria! © Gianfranco Ferraro\n11- 21 dicembre / 27 – 31 dicembre 2025\n \nArrangiamenti musicali e Direzione Artistica Alessandro Nidi \nCon Andrea Miró\, Camilla Barbarito\, Laura Frascari\, Federica Garavaglia\, Francesca Tripaldi\, Sofia Weck e Maria Luisa Zaltron\nScene Lucia Rho \nCostumi Pamela Aicardi\nAssistente di produzione Debora La Rocca \nProduzione Tieffe Teatro \nSpettacolo sostenuto da Next Laboratorio delle idee 2025 \nUn omaggio teatrale e musicale a un cantautore scomodo e visionario \n\nDebutta in prima nazionale l’11 dicembre 2025 al Teatro Menotti di Milano Ahi Maria!\nUn teatro canzone per Rino Gaetano\, in scena fino al 31 dicembre con una speciale replica di Capodanno.\nUno spettacolo che non è un semplice tributo\, ma un atto di vita e di reinvenzione.\nUn cast interamente al femminile di attrici\, cantanti e musiciste dà corpo e voce a Berta\, Aida\, Gianna\, Lucia\, Maria\, Daniela\, Rosita\, le figure femminili delle canzoni di Rino Gaetano.\nUn cabaret degli anni ’80\, uno spazio alternativo attraversato dal pensiero anarchico e visionario di Gaetano. Un luogo di libertà dove si parla di cambiamento\, lotta\, rabbia\, amore e disincanto.\n“Ahi Maria” è il titolo di una delle canzoni più note e teatrali di Rino Gaetano. Un’invocazione grottesca\, surreale\, poetica. È da lì che nasce questo spettacolo\, che non è un concerto\, né una biografia\, ma un teatro-canzone: un viaggio dissacrante e appassionato tra le sue canzoni e il suo mondo\, tra parole e musica\, tra costume e visione.\nRino Gaetano – calabrese d’origine\, romano d’adozione – affonda le sue radici artistiche nel teatro cantina della Roma degli anni ’70\, tra sperimentazione\, ironia e disobbedienza creativa. Prima ancora che icona musicale\, è stato uomo di scena\, influenzato da Petrolini\, Ionesco\, Beckett\, Karl Valentin\, e da quel filone di autori “scomodi” che hanno saputo raccontare il mondo dal margine\, con il sorriso obliquo del grottesco.\n“Ahi Maria! Un teatro canzone per Rino Gaetano” è un omaggio alla sua capacità unica di trasformare il disincanto in linguaggio popolare\, di entrare nelle case degli italiani con canzoni che sembrano semplici ma sono cariche di senso\, sberleffi\, utopie e contraddizioni. Brani come “Mio fratello è figlio unico”\, “Nuntereggae più”\, “Gianna”\, “Escluso il cane”\, “Sfiorivano le viole” non sono solo canzoni: sono atti teatrali\, sketch sociali\, paradossi in musica che raccontano un Paese confuso e vivissimo.\nLo spettacolo è pensato come una forma di cabaret teatrale: tra monologhi\, canzoni e frammenti di dialogo\, per raccontare un tempo che esplodeva di speranze\, utopie e nuove identità. È anche un viaggio in un’Italia che voleva cambiare\, e che Gaetano raccontava con ironia tagliente e dolcezza disperata.\nNato a Crotone nel 1950 e scomparso tragicamente a Roma nel 1981 a soli 31 anni\, Rino Gaetano ha inciso un’impronta indelebile nella cultura musicale e nel costume italiano. Sempre in bilico tra successo e rifiuto\, tra palco e margine\, tra provocazione e poesia. Ahi Maria! è un modo per restituire la sua voce teatrale. Non per imitarla\, ma per evocarla: farla risuonare oggi\, in uno spazio scenico dove la musica incontra il teatro e il teatro si fa invocazione\, smorfia\, ballata\, memoria. Una messa laica per un clown tragico e visionario con addosso ancora il frac\, il cappello\, e quella smorfia buffa e malinconica che ride in faccia al potere. \nSPECIALE CAPODANNO\nIl Teatro Menotti propone per il 31 dicembre una replica speciale alle ore 22.30 dello spettacolo Ahi Maria! Un teatro canzone per Rino Gaetano\, un’occasione per salutare il nuovo anno tra ironia\, poesia e un pizzico di anarchia.\nA mezzanotte è previsto un brindisi con rinfresco aperto a tutto il pubblico.\nBiglietto €60\nA partire dalle ore 20.00\, il Meno Bistrot offrirà inoltre la possibilità di una cena pre-spettacolo per completare l’esperienza. Per maggiori info: https://www.teatromenotti.org/evento/ahi-maria—speciale-capodanno.aspx \n\nSTAGIONE 2025 | 2026 \nBIGLIETTERIA  \nPREZZI  \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nAbbonamento Menotti Card 4 ingressi €60\, 8 ingressi €110\n\nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online\nCon carta di credito e Satispay su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI SALA GRANDE\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:I LEGNANESI: I PROMOSSI SPOSI di Mitia Del Brocco al Teatro Manzoni di Milano
DESCRIPTION:Foto di scena: I Promossi Sposi – Teresa e Giovanni © I Legnanesi\nDall’8 gennaio al 22 febbraio 2026\nferiali ore 20\,45 – domenica ore 15\,30\nsabato 10 e 24 gennaio\, 7 e 21 febbraio ore 15\,30 e 20\,45 \ncon\nAntonio Provasio\, Enrico Dalceri\, Italo Giglioli \nregia\nAntonio Provasio \nScenografia\, musiche e costumi\nEnrico Dalceri \nCoreografie\n       Valentina Bordi        \nI Legnanesi Sito Web \n \n \nDopo il successo di Ricordati il Bonsai con oltre 160.000 spettatori in tutta Italia\, I Legnanesi presentano I Promossi Sposi\, una nuova\, esilarante commedia che promette risate\, emozioni e riflessioni profonde sul valore dei sentimenti e delle relazioni\, insieme alla Teresa\, la Mabilia e il Giovanni.\nIl nuovo spettacolo non è una rivisitazione in chiave moderna de “I promessi sposi”\, ma un omaggio ad Alessandro Manzoni\, o meglio\, al suo modo inconfondibile di indagare l’animo umano. “Lisander”\, come affettuosamente lo chiamavano gli amici lombardi\, diventa l’ispiratore di un viaggio teatrale nei sentimenti più autentici\, quelli che resistono al tempo e alle convenzioni. Una trama travolgente tra amore\, identità e ironia. \nLa trama\nTutto ha inizio con una notizia incredibile: Giovanni\, insolitamente triste e abbattuto\, comunica a Teresa e Mabilia qualcosa che sconvolge la quotidianità della famiglia Colombo. Un errore di vecchie scartoffie comunali sembra infatti rivelare che Teresa e Giovanni… non sono mai stati sposati davvero! Da qui prende vita un susseguirsi di malintesi\, imprevisti e gag irresistibili\, in perfetto stile Legnanesi\, dove la comicità popolare si intreccia con la dolcezza dei sentimenti veri. Tra risate e colpi di scena\, i protagonisti si troveranno a fare i conti con ciò che davvero li unisce: l’amore\, quello autentico\, che va oltre ogni carta bollata e ogni formalità. Come ricordava proprio Manzoni\, “il cuore è un guazzabuglio”… e I Legnanesi\, con la loro inconfondibile ironia\, ce lo raccontano ancora una volta\, tra dialetto\, musica\, scenografie brillanti e momenti di pura poesia popolare. \nI protagonisti \nTeresa (interpretata da Antonio Provasio): capofamiglia indiscussa\, è la tipica donna di cortile\, dal carattere forte e dominante. A tratti un po’ bisbetica e severa\, ha però un cuore grande e generoso\, sempre pronta ad aiutare le donne del suo cortile. Alle prese con un marito “avvinazzato e pigro” e una figlia “zitella e sognatrice”\, Teresa è una donna che\, nonostante le difficoltà\, riesce sempre e comunque a tenere la famiglia unita e sulla retta via. \nMabilia (interpretata da Enrico Dalceri): figlia zitella di Teresa\, incarna il cliché di un certo mondo femminile di provincia\, dove l’apparenza è tutto. È una ragazza che sogna di emergere e diventare una soubrette\, sempre al di sopra delle sue possibilità\, ma incapace di staccarsi da mamma e papà. Mabilia\, con la sua vanità e i suoi sogni di gloria\, è un personaggio esilarante che strizza l’occhio al pubblico più giovane\, rappresentando l’eterna lotta tra aspirazioni e realtà. \nGiovanni (interpretato da Italo Giglioli): unico uomo del cortile\, è costantemente ignorato e poco considerato sia dalla moglie che dalla figlia. La sua vita si divide tra casa\, lavoro e osteria. Di poche parole\, Giovanni è un personaggio inconfondibile\, con il naso perennemente rosso e una camminata incerta\, tipica di chi alza un po’ troppo il gomito. Con la sua semplicità e la sua ironia sottile\, Giovanni è il simbolo dell’uomo comune\, pacato e senza pretese. \nBIGLIETTI:\nPrestige € 53\,00 – Poltronissima € 43\,00 – Poltrona € 35\,00 \nPer acquisto:\nbiglietteria del Teatro\nonline\ntelefonicamente 027636901\ncircuito Ticketone
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LOCATION:Teatro Manzoni di Milano\, Via Alessandro Manzoni 42\, Milano\, 20121\, Italia
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SUMMARY:CEMENTO di Thomas Bernhard
DESCRIPTION:Foto: Roberto Trifirò © Teatro Out Off Milano\nDa martedì 10 febbraio a domenica 1° marzo  \nTeatro Out Off\nVia Mac Mahon 16\, Milano \nCemento\ndi Thomas Bernhard  \ntraduzione Claudio Groff \nadattamento drammaturgico e regia Roberto Trifirò\ncon Roberto Trifirò e Priscilla Cornacchia\nscene\, luci e costumi Gianni Carluccio \nassistente alla regia Alessio Boccuni\ncollaborazione ai movimenti Franco Reffo \ntecnico Iacopo Bertrand Bonalumi Lottieri\nfotografo Angelo Redaelli\nproduzione Teatro Out Off \nPrima nazionale \nSpettacolo inserito nell’abbonamento Invito a Teatro \nMartedì 10 febbraio debutta in prima nazionale al Teatro Out Off Cemento di Thomas Bernhard\, con l’adattamento drammaturgico e la regia di Roberto Trifirò. La nuova produzione Out Off\, in scena fino a domenica 1° marzo\, vede il regista milanese anche interprete accanto alla giovane attrice Priscilla Cornacchia. Con questo spettacolo Trifirò torna a confrontarsi con l’opera di Bernhard\, proseguendo il suo percorso di rigorosa esplorazione della scrittura dell’autore austriaco. Dopo L’apparenza inganna (2017)\, affronta il romanzo-monologo Cemento costruendo una regia che segue un radicale processo di disgregazione dell’identità\, del pensiero\, del linguaggio e della realtà che si sgretola sotto l’assedio della coscienza.\nProtagonista è il musicologo Rudolf\, bloccato dall’orrore della pagina bianca mentre tenta di iniziare a scrivere un saggio su Felix Mendelssohn. Il suo monologo è una stravagante requisitoria contro gli infiniti ostacoli che si frappongono alla stesura del saggio. Per cercare di superare questa impasse si trasferisce a Palma di Maiorca\, dove incontra Anna Härdtl. Da una situazione inizialmente statica\, Bernhard sorprende con una dinamica emozionante\, in cui il destino della giovane donna si dipana in una successione di colpi di scena.\nAlla tragica eccentricità di Rudolf si contrappone la “banale” tragicità di Anna: il musicologo si confronta con una morte che non è più astratta o letteraria\, ma reale e tangibile. La corsa al cimitero alle sette del mattino è il momento in cui il cemento della sua mente vacilla.\nProprio il cemento domina la scena: materia fisica e mentale\, muro e polvere\, peso e chiusura; uno spazio grigio e opprimente\, fatto di superfici ruvide e simmetrie vuote\, in cui l’eco della voce si moltiplica e ogni gesto è risucchiato dal silenzio delle cose. Un “antiteatro del movimento”\, dove anche i cambi di luogo sembrano accadere solo nella testa del protagonista e la stasi è condizione esistenziale.\nLa regia di Trifirò segue una tensione continua tra immobilità e scarto\, tra monologo mentale e ferita reale. L’attore si lascia attraversare dal testo\, in un lavoro fisico e vocale che procede per stratificazioni\, irrigidimenti e improvvise rotture. Il ritmo è circolare\, spezzato da brevi fenditure\, mentre la voce\, strumento centrale\, oscilla tra sarcasmo\, frustrazione e inattesa tenerezza. \nNote di regia\n«Ogni esistenza è un muro». Da questa immagine prende forma la mia lettura di Cemento. Rudolf è un uomo bloccato. Un intellettuale consumato dall’ambizione di scrivere un saggio su Mendelssohn Bartholdy\, ma incapace di iniziarlo. Tutto diventa alibi: la sorella\, il luogo\, il freddo\, il tempo perduto. La sua è una confessione impietosa\, ossessiva\, in cui la pagina bianca è metafora di un’esistenza schiacciata dal pensiero e mai agita. In lui non c’è più slancio creativo\, solo accumulo\, stratificazione\, paralisi. In fondo\, Cemento è un’autopsia del nostro presente. Il cemento è quello dei casermoni senza volto\, delle periferie mute\, del turismo di massa\, dei loculi senza storia. È simbolo dell’amorfo\, del morto\, dell’irreversibile. È ciò che resta quando tutto il resto è stato rimosso. Ecco perché ho scelto di non cercare redenzione\, né poesia. Solo una lenta sedimentazione. Solo materia. Solo il muro.\nRoberto Trifirò \nINFORMAZIONI e prenotazioni::\nCemento: da martedì 10 febbraio a domenica 1° marzo\nTeatro OUT OFF via Mac Mahon 16\, Milano\nOrari spettacoli: martedì e giovedì ore 20:30 | mercoledì\, venerdì e sabato ore 19:30 | domenica ore 16:00\nPrezzi: Intero: 20€ | Under26: 14€ | Over65: 10€\nTel. 0234532140 – Mail: biglietteriaoutoff@gmail.com – Web: teatrooutoff.it\nRitiro biglietti negli uffici in via Principe Eugenio 22 dal lunedì al venerdì dalle ore 11.00 alle ore 14.00.\nRitiro biglietti in botteghino via Mac Mahon 16 da martedì alla domenica un’ora prima dello spettacolo.\nTrasporti pubblici: M5 FERMATA CENISIO; TRAM 14; TRAM 12; AUTOBUS 78
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SUMMARY:TRACCE di Davide Dall'Osso
DESCRIPTION:  \nFino al 4 ottobre 2026\n“Tracce” la nuova mostra diffusa di Davide Dall’Osso a Cernobbio\nA cura di Francesca Bogliolo\n \nBallerine sospese\, volti intensi\, cavalli in tensione plastica inizieranno a dialogare con lo spazio urbano. Figure riconoscibili\, iconiche\, che appartengono alla ricerca di uno degli artisti italiani più noti a livello nazionale \nGALP sas di Colombo Mauro & c.\nSede di Cernobbio (CO) – Via Regina\, 18 \nSito web\nINFO Tracce di Davide Dall’Osso \n\n\n\n\n\n\n\n 
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SUMMARY:DIEGO RIVERA ai Musei Capitolini
DESCRIPTION:Foto: Locandina mostra Diego Rivera © Musei Capitolini\nDiego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo  \nMusei Capitolini – Villa Caffarelli\nPiazza del Campidoglio 1 – 00186 Roma \n9 giugno – 13 dicembre 2026   \nTutti i giorni 9.30-19.30\nUltimo ingresso un’ora prima della chiusura \nINFO Comunicato \n  \nBIGLIETTO:\n \n€ 15\,00 biglietto “solo Mostra” intero;\n€ 13\,00 biglietto “solo Mostra” ridotto \n(categorie aventi diritto alla riduzione cittadini dell’Unione Europea di età compresa tra i sei e i venticinque anni e superiore ai 65 anni; ai giornalisti previa esibizione di idoneo documento comprovante l’attività professionale svolta; agli insegnanti); \n€ 4\,00 biglietto “solo Mostra” speciale scuola ad alunno (ingresso gratuito ad un docente accompagnatore ogni 10 alunni);\n€ 22\,00 biglietto “solo Mostra” speciale Famiglie (2 adulti più figli al di sotto dei 18 anni);\n€ 11\,00 biglietto “solo Mostra” speciale Famiglie (1 adulto più figli al di sotto dei 18 anni) \nIngresso con biglietto gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente: \nper tutti nella fascia di età al di sotto dei 6 anni; ai portatori di handicap e al loro accompagnatore; alle guide turistiche dell’Unione Europea; agli interpreti turistici dell’ Unione Europea quando occorra la loro opera a fianco della guida\, mediante esibizione di valida licenza rilasciata dalla competente autorità; al personale della Sovrintendenza Capitolina; ai membri dell’ICOM (International Council of Museum)\, ai soci ICOMOS (International Council on Monument and Sites) e ai membri degli Istituti di cultura stranieri e nazionali quali Accademia dei Lincei\, Istituto di Studi Romani\,Amici dei Musei di Roma\, ICCROM. \nIngresso con biglietto gratuito ai soli Musei Capitolini e alle mostre “Angeli. Messaggeri\, custodi e viandanti. Le sublimi creature dal Trecento al Novecento” e “Vasari e Roma” per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana previa presentazione in biglietteria della carta di identità\, i quali potranno\, invece\, accedere alla Mostra “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo” con l’acquisto del biglietto “solo Mostra” secondo la tariffazione sopra indicata. \nIngresso con biglietto gratuito ai soli Musei Capitolini e alle mostre “Angeli. Messaggeri\, custodi e viandanti. Le sublimi creature dal Trecento al Novecento” e “Vasari e Roma” per i possessori della “MIC Card”\, i quali potranno\, invece\, accedere alla Mostra “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo” con l’acquisto del biglietto “solo Mostra” ridotto secondo la tariffazione sopra indicata. \nIngresso alla Mostra “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo” con l’acquisto del biglietto “solo Mostra” ridotto secondo la tariffazione sopra indicata per i possessori della “Roma Pass” 72 ore e 48 ore. \nBiglietto “cumulativo” ingresso Musei Capitolini + mostre “Angeli. Messaggeri\, custodi e viandanti. Le sublimi creature dal Trecento al Novecento” e “Vasari e Roma” + Nuovo spazio espositivo con Mostra “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo” per i non residenti a Roma con riduzione del biglietto di € 4\,00: \n€ 27\,50 biglietto intero;\n€ 23\,50 biglietto ridotto;\n€ 27\,50 biglietto intero;\n€ 23\,50 biglietto ridotto; \nRoma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.\nAssociazione MetaMorfosi\, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura\nMiguel Fernández Félix e Alberto González Torres \nGangemi Editore\nTel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) \nwww.museicapitolini.org;\nwww.museiincomune.it;\nwww.zetema.it
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SUMMARY:GenerAzione Danza
DESCRIPTION:Foto © GenerAzione Danza 2026\nSinergie performative tra corpi\, luoghi e architetture sonore\nMilano\, dal 13 settembre all’8 dicembre 2026\nII edizione \nUna rassegna diffusa composta da 11 appuntamenti tra danza\, musica\, teatro e welfare culturale\,\nideata da Maria Carpaneto per l’associazione Il filo di paglia/MOWlab\,\nin codirezione artistica con ELF Teatro\,\ncon il contributo del Comune di Milano  \nUna rassegna come azione per generare futuro e come spazio di incontro tra la generazione di artisti under 35 e maestri internazionali.\nArti che non separano ma mettono in relazione \n \n \nÈ la seconda edizione di GenerAzione Danza – Sinergie performative tra corpi\, luoghi e architetture sonore\, rassegna multidisciplinare diffusa\, ideata da Maria Carpaneto per l’associazione Il filo di paglia/MOWlab\, in codirezione artistica con ELF Teatro\, con il contributo del Comune di Milano e in collaborazione con ZONA K. Composta da undici appuntamenti che mettono in dialogo danza contemporanea\, teatro di ricerca\, performance site-specific\, musica antica e sperimentale\, letture performative\, video-creazione\, equitazione naturale\, la rassegna nasce con l’obiettivo di abitare gli spazi della città non come eventi eccezionali\, ma come pratiche vive\, capaci di tessere relazioni tra generazioni\, comunità e territori. \nLa rassegna attraverserà cinque luoghi milanesi profondamente diversi tra loro per metterli in dialogo non solo con gli spettacoli\, ma con le comunità che li abitano: Casa Chiaravalle\, bene confiscato alla criminalità organizzata\, Il Cielo sotto Milano\, ex passante ferroviario di transito\, ZONA K\, teatro aperto alle avanguardie\, ELF Teatro\, spazio di produzione culturale\, Spazio Fattoria\, hub di danza contemporanea alla Fabbrica del Vapore. Il cartellone vede protagonisti artisti di diverse generazioni e linguaggi. A ZONA K\, arrivano sul palco Antonio Rezza e Flavia Mastrella\, Leoni d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia 2018. A Casa Chiaravalle\, Phoebe Zeitgeist integra equitazione naturale e danza in un attraversamento del bosco. Al Cielo sotto Milano\, Melania Pallini e le sorelle Indolfi\, danzatrici under 35\, presentano due debutti nazionali. A ELF Teatro\, si alternano i concerti di Isobel Kara e Aball Redon\, le letture performative di Civil Words APS sul centenario della nascita di Giangiacomo Feltrinelli e il debutto di Sofia Monsalve. Alla Fabbrica del Vapore\, i maestri internazionali Hervé Diasnas e Julyen Hamilton chiudono la rassegna con l’eccellenza del gesto. \nIl progetto nasce spinto da tre obiettivi. Il pubblico diventa parte attiva: bambini e anziani attraversano il bosco con i cavalli\, il pubblico gioca alla campana con le sorelle Indolfi\, Antonio Rezza apre il suo repertorio a ZONA K. Lo spazio viene riscritto come atto comunitario: un bene confiscato diventa centro di produzione permanente\, un passante sotterraneo si trasforma in teatro di ricerca condivisa. La vulnerabilità diventa dispositivo estetico e sociale: errori\, processi aperti e fragilità generano relazione empatica con gli spettatori. \nIl progetto si inserisce nel centenario della nascita di Giangiacomo Feltrinelli (Milano\, 1926). Come Feltrinelli portò l’editoria nelle periferie e sostenne il “new theatre”\, la rassegna porta la danza\, il teatro e la musica d’eccellenza in luoghi simbolo della città\, traducendo l’eredità feltrinelliana in pratica performativa contemporanea. \n\nGLI SPETTACOLI \nPrimo appuntamento\, in prima nazionale\, sarà domenica 13 settembre alle ore 19\, ad ingresso gratuito\, a Casa Chiaravalle con Collective Walk. A passo riunito: equitazione naturale e danza nell’attraversamento performativo del luogo di Phoebe Zeitgeist\, regia di Giuseppe Isgrò\, con la partecipazione dell’associazione Il Branco e i suoi cavalli\, i bambini della Comunità Casa Chiaravalle e le artiste Francesca Frigoli\, Maria Carpaneto. Nel più grande bene confiscato alla criminalità organizzata in Lombardia\, oggi simbolo di resilienza e rigenerazione comunitaria\, si svolgerà un’esplorazione performativa del luogo\, corpo vivo da riscoprire. La specificità dell’intervento risiede nell’integrazione inedita tra la pratica di equitazione naturale (il Branco) e la ricerca teatrale contemporanea: il rapporto empatico e non verbale con l’animale e l’ambiente diventa preludio a una pratica di ‘scrittura scenica del territorio’. Il bosco di Casa Chiaravalle si trasformerà in un dispositivo narrativo dove il vissuto dei cittadini si intreccerà alla memoria del paesaggio\, in un approccio di welfare culturale che mira a trasformare il presidio sociale in un centro di produzione artistica permanente. \nDomenica 4 ottobre alle ore 18\,30 a ELF Teatro si svolgeranno le letture per adolescenti Se bastasse un libro a cura di Civil Words\, regia di Elisabetta Fraccacreta (biglietto d’ingresso 10\,00 Euro). Una lettura scenica di brani tratti da Senior Service (2001) edito Feltrinelli\, a cura di Carlo Feltrinelli\, che racconta del padre Giangiacomo – editore rivoluzionario e capitalista\, miliardario e guerrigliero\, padre amorevole e terrorista – in una biografia intima\, documentata e appassionante\, per riflettere sul valore della cultura come mezzo per cambiare il mondo e sulla responsabilità dei privilegi. La lettura degli estratti del libro sarà intervallata da azioni sceniche che approfondiranno dettagli della sua storia\, arrivando fino al momento della deriva negli anni ’60. Attraverso l’immedesimazione nella vicenda\, si porta il pubblico a domandarsi: io cosa avrei fatto? \nDomenica 25 ottobre alle ore 20\,30 a Il Cielo sotto Milano debutta Fuoricampo ideazione\, coreografia e interpretazione\, testi\, video\, fotografia e montaggio a cura di Melania Pallini\, danzatrice under 35\, regia tecnica video e audio di Jacopo Nocentini. Fuoricampo è un progetto costola del canale YouTube @bruttomavero\, aperto da Melania Pallini nel 2017 come palcoscenico intimo di circa 20 video-danze diaristiche. Se @bruttomavero è una pratica privata\, Fuoricampo la trasforma in esperienza collettiva e indaga proprio ciò che il canale non mostra: lo scarto tra corpo live e corpo montato. Cosa c’è tra ciò che inquadra e ciò che viene inquadrato? Il progetto lavora sulla convivenza di due paesaggi: quello virtuale del video\, costruito e montato\, e quello reale e istantaneo del corpo in presenza\, che non si lascia montare e che tradisce ciò che la camera nasconde. Un laboratorio urbano aperto a tutti aprirà le porte al lavoro con una giornata di pratica somatica\, scrittura e video come strumenti di osservazione creativa; a seguire\, una fase di elaborazione registica\, a cura dell’autrice\, del materiale raccolto dal laboratorio e a chiudere\, una restituzione performativa\, come dialogo tra corpo vivo\, corpo registrato e corpo del testo (biglietto d’ingresso 15\,00 Euro – ridotto 12\,00 Euro). \nSabato 7 novembre alle ore 11\, in collaborazione con ZONA K\, che ospiterà l’atteso evento\, si svolgerà l’incontro descrittivo performativo con Antonio Rezza e Flavia Mastrella: una condivisione col pubblico della storia e del metodo del noto e amato duo artistico (biglietto d’ingresso 11\,00 Euro con prevendita).\nAlle ore 18\,30 seguiranno le letture per adulti Le rivoluzioni di Osvaldo a cura di Civil Words\, regia Elisabetta Fraccacreta. Partendo dagli scritti Senior Service\, Giangiacomo Feltrinelli e L’editore guerrigliero\, la lettura scenica fa riferimento al nome da partigiano di G.G Feltrinelli e si concentra sia sulla rivoluzione culturale\, ma soprattutto sulla deriva violenta che hanno preso le sue idee negli anni ’60\, cercando di rispondere all’interrogativo: cosa fare quando la cultura non basta? Estratti dei libri ed aneddoti verranno teatralizzati per raccontare una figura controversa ma fondamentale della nostra storia\, e quanto mai attuale (biglietto d’ingresso 10\,00 Euro). \nDomenica 8 novembre alle ore 20\,30 Il Cielo sotto Milano presenta la prima regionale di danza under 35 Manifesto di resa\, coreografia e performance Alessandra e Roberta Indolfi\, con i danzatori Eleonora Gambini\, Alessandra Indolfi\, Roberta Indolfi\, Giuseppe Zagaria\, una produzione Zerogrammi\, progetto vincitore del “Premio Cantiere 2024”\, del Bando nuovo Grand Tour 2024 sostenuto da INTEATRO Polverigi\, Associazione Petra Satriano di Lucania\, Capotrave/Kilowatt San Sepolcro\, CCNN-Centre Choregraphique National de Nantes\, Spazio Slap Lambrate Milano\, Spazio Franco Palermo. Lo spettacolo nasce da una riflessione sulla società iperproduttiva che misura il valore dell’essere umano attraverso il risultato. Il gioco della campana diventa dispositivo scenico e metafora di un sistema che cede: giocare è un gesto di resistenza\, una pratica di sopravvivenza (biglietto d’ingresso 15\,00 Euro – ridotto 12\,00 Euro). \nSabato 14 novembre\, alle ore 20\,45\, a ELF Teatro Sofia Monsalve\, attrice e regista italo-colombiana\, presenta La donna che dorme di Sofia Monsalve e Angelo De Matteis\, con Sofia Monsalve\, scritto da Angelo De Matteis\, scenofonia\, luminismi e stile di Roberto Tarasco. Ispirato all’immaginario favolistico di Sole\, Luna e Talia de Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile\, una delle prime versioni de La Bella Addormentata\, e a forme drammaturgiche frammentate come Not I di Samuel Beckett\, lo spettacolo intreccia frammenti di parola\, canto e musica per animare una figura archetipica che nella realtà e nella cronaca assume diversi nomi: oggi quello di Giselle Pelicot (biglietto d’ingresso 15\,00 Euro – ridotto 12\,00 Euro). \nSabato 21 novembre alle ore 20\,45 a ELF Teatro l’Ensemble di musica antica Aball Redon presenta Miezz’ a chiazza Canzoni villanesche alla napolitana\, di Aball Redon\, con Luca Bocchia (canto\, salterio\, percussioni)\, Penelope Falsitta (canto)\, Elisa Omodei Zorini (liuto). Un villano e una villana si corteggiano\, beffeggiano e dileggiano cantandosi il proprio amore alla finestra\, nel giardino\, o in mezzo alla piazza. Aball Redon porta in scena alcune fra le più antiche canzoni partenopee\, provenienti dalla prima raccolta conosciuta di questo genere: l’edizione a stampa delle Canzoni villanesche alla napolitana del 1537. Giocando con lo scambio di ruoli\, l’ensemble di musica antica\, under 35\, interpreta in chiave ironica un repertorio fra i più caratteristici del XVI secolo. I testi\, cantati in napoletano antico\, parlano dell’amore non corrisposto e accostano immagini auliche ad espressioni vernacolari\, giochi di parole e dicerie popolari; il tutto musicato in modo orecchiabile ed intuitivo\, allo stesso tempo grezzo e raffinato (biglietto d’ingresso 10\,00 Euro). \nSabato 28 novembre alle ore 20\,45 a ELF Teatro va in scena Hansel e Gretel di e con Isobel Kara (Emanuele Balsamo e Chiara Ritelli)\, supervisione alla regia di Elisabetta Fraccacreta\, un progetto musicale e teatrale under 35 prodotto da Isobel Kara\, che ha radici nella musica antica\, nel cantautorato sperimentale e nel gioco. Uno spettacolo adatto a bambini e adulti\, che unisce leggerezza e profondità. Nella riscrittura della fiaba dei fratelli Grimm\, il viaggio dei due piccoli protagonisti diventa un cammino di scoperta: anche nelle situazioni più difficili è possibile affidarsi al bene. Le figure più inquietanti rivelano una profondità inattesa\, e proprio attraverso l’ascolto e la comprensione trovano una nuova possibilità (biglietto d’ingresso 10\,00 Euro). \nSabato 5 dicembre alle ore 20\,45 allo Spazio Fattoria\, presso Fabbrica del Vapore\, in anteprima nazionale\, debutta Ad Vitam Aeternam di e con Hervé Diasnas\, danzatore eccelso e coreografo riconosciuto in tutto il mondo\, autore anche delle musiche. La danza si nutre di ciò che è primordiale e condiviso e di ciò che è enigmatico e irraggiungibile come il sorriso della Gioconda. Il corpo è già esposto\, senza difese. Se non si vede\, si ascolta: il battito cardiaco diventa guida. L’apparire in scena è fatto di fragilità e incertezze\, non di certezze. Un addio alla scena che vuole essere un nuovo inizio. \nAlle ore 21\,30 debutta Solo for Barre di e con Julyen Hamilton\, pioniere della New Dance nei Paesi Bassi. Con oltre 100 assoli in 40 anni\, considerato uno dei massimi artisti a livello europeo dell’improvvisazione e della composizione istantanea\, proporrà un omaggio danzato a Barre Phillips\, celebre bassista che ha influenzato generazioni di musicisti e danzatori. Per anni Hamilton e Phillips si sono esibiti in duo\, in tutta Europa e negli Stati Uniti\, con un’intesa unica e istantanea sul timing\, sul fraseggio\, sullo stare insieme nello spazio e nel tempo mentre creavano musica e danza nel momento. Dopo la scomparsa di Phillips\, Hamilton non avrebbe mai pensato di voler danzare sulla sua musica registrata. E invece è arrivato il desiderio semplice e profondo di farlo (biglietto d’ingresso doppio spettacolo 18\,00Euro – uno spettacolo 12\,00 Euro). \nI LABORATORI\nProgramma di proposte formative \nDomenica 4 ottobre la coreografa e danzatrice Melania Pallini terrà un laboratorio urbano aperto a tutti in zona Molise-Calvairate\, con una giornata di pratica somatica\, scrittura e video come strumenti di osservazione creativa; a seguire\, una fase di elaborazione registica\, a cura dell’autrice\, del materiale raccolto dal laboratorio e a chiudere\, una restituzione performativa\, come dialogo tra corpo vivo\, corpo registrato e corpo del testo. \nDomenica 8 novembre\, presso Il Cielo sotto Milano\, si terrà la Masterclass di Alessandra e Roberta Indolfi\, un laboratorio aperto a tutti con elementi di gioco.  Dei corpi riscrivono la campana – il gioco del mondo – come rito contemporaneo. Saltano\, inciampano\, si perdono nel ritmo che loro stessi creano. Ogni regola si incrina\, ogni gesto diventa suono. Un inno alla libertà del gesto inutile\, all’infanzia del presente. \nSabato 14 e domenica 15 novembre L’azione della parola è il titolo del laboratorio\, presso ELF Teatro\, a cura di Sofia Monsalve. Il workshop propone un percorso di lavoro basato sui principi dell’antropologia teatrale e sulla ricerca della presenza scenica\, conquistata attraverso il training fisico e vocale. Il lavoro mira a individuare azioni\, stati di presenza e qualità energetiche capaci di trasformarsi in materiale performativo. A partire da una presentazione di sé costruita sui dati essenziali della propria identità\, i partecipanti saranno guidati in un processo di messa in corpo della parola e di rielaborazione creativa del racconto personale. Il percorso alterna training psico-fisico\, pratiche di ricerca sull’azione e lavoro sulla parola\, accompagnando i partecipanti nella creazione di un breve studio performativo. \nSabato 5 e domenica 6 dicembre allo Spazio Fattoria si svolgerà il workshop con Julyen Hamilton Theatre Works: the Performing Element. L’elemento performativo fa parte del programma Theatre Works di Julyen Hamilton. Le altre aree tematiche includono il lavoro su tempo\, spazio\, voce e testo\, nonché l’uso di oggetti e musica. Nell’ambito dell’“elemento performativo”\, sarà esplorato l’atto stesso della performance\, insieme a tutte le esigenze e le sfide intrinseche a questa attività. Le lezioni si concentrano sulle capacità e sui punti deboli individuali legati alla condivisione pubblica di elementi performativi\, nonché sulle specifiche aspirazioni dei partecipanti nell’avvicinarsi a questo ambito creativo. Il corso è rivolto a creativi della danza e professionisti del teatro che desiderano sviluppare ulteriormente le proprie abilità e competenze nell’ambito della performance dal vivo. \nLunedì 7 e martedì 8 dicembre presso ELF Teatro avrà luogo il workshop con Hervé Diasnas Présence Mobilité Danse\, pratica di movimento danzato elaborata da Hervé Diasnas a partire dall’ ambiente acquatico. Accessibile a tutti\, offre uno spazio di scoperta\, sperimentazione e perfezionamento dei principi fondamentali della danza (centratura\, asse\, appoggi e trasferimenti di peso\, gestione dell’energia). La Pratica del Movimento Danzato\, formazione indipendente da ogni stile coreografico e accessibile ad ogni livello tecnico\, permette di acquisire autonomia con un allenamento delicato\, potente ed efficace. La PMD affronta il movimento con dolcezza e vitalità\, rendendo al corpo la propria mobilità e potenza; accorda il corpo come uno strumento\, restituendogli sia la forza che l’agilità\, per il piacere di danzare. Libera da costrizioni stilistiche e più aperta nella sua relazione con il corpo\, Présence\, Mobilité\, Danse®\, interessa ugualmente gli artisti\, per i quali il corpo è lo strumento principale della propria espressione\, gli sportivi (per la preparazione fisica e il recupero dopo lo sforzo) e tutti coloro che desiderano acquisire una mobilità naturale. (Per info\, costi\, orari\, iscrizioni ai laboratori: mariacarpaneto@gmail.com – mob. 347 9355159). \nMaria Carpaneto\, coreografa\, danzatrice e pedagoga milanese\, con formazione in Filologia della musica e diploma alla Scuola Paolo Grassi\, fonda nel 2011 l’associazione “Il filo di Paglia” e sviluppa un metodo didattico basato sui principi PMD (Présence\, Mobilité\, Danse®)\, frutto di anni di ricerca con Hervé Diasnas; è anche guida escursionistica e istruttrice di apnea.  Danza per coreografi internazionali e realizza le seguenti produzioni: Una Canzone infinita (tournée in Cile2023)\, premio Fringe Napoli per Arie di Carta (2015)\, Bo We (2017) e progetti sostenuti da bandi e fondazioni. Realizza video danza e documentari. È direttrice artistica di GenerAzioneDanza\, INCONTRODANZA\, “Effetto Polvere” (performance site-specific in Appennino) e del Focus Danza per il Teatro della Contraddizione; ha partecipato ai festival Più che Danza Milano e Granara. Per approfondimenti: www.mowlab.it. \n  \nI LUOGHI: \nIl Branco/Casa Chiaravalle/Soul Food Via Sant’Arialdo 69 – info@ilbrancoequitazione.com \nElf Teatro via S.G. Emiliani 1- elf@elfteatro.it Tel. 02 23169704 – Mob. 392 7487809 \nIl cielo sotto Milano Passante di Porta Vittoria Viale Molise/Via Monte Ortigara organizzazione@ladualband.com \nZONA K via Spalato 11 biglietti@zonak.it – Tel 02.97378443 – Mob.393 8767162\nSpazio Fattoria/fattoria Vittadini Via G.C. Procaccini 4 – Mob. 3240232436 – info@fattoriavittadini.it \n\nINFORMAZIONI E CONTATTI: \nMob. 347 9355159 – email info@ilfilodipaglia.eu\, mariacarpaneto@gmail.com\nLink Sito: www.mowlab.it  \nFB @ilfilodipaglia – Instagram @mowlabilfilodipaglia
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DESCRIPTION:Francis Picabia\, Paesaggio\, pastello\, 1909 © Antoine Bonfils per Archive Famille Picabia\nDal 9 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027 \nNel cuore delle sue storiche sale\, Villa Medici espone per un periodo di tre mesi Paesaggio (1909) di Francis Picabia. L’opera viene presentata in concomitanza con la mostra Picabia. Aprire le porte della notte\, in programma al Palazzo Reale di Milano\, con la curatela di Anne Berest Picabia. Questo straordinario prestito a beneficio di Villa Medici mette in luce una svolta decisiva nella storia dell’arte moderna: il passaggio dell’artista verso la nascente astrazione \nINFO: \nPaesaggio a Villa Medici\nDal 9 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027 \nIncontro François Morellet\, «figlio mostruoso» di Francis Picabia\nmartedì 13 ottobre 2026\, Villa Medici\ncon Anne Berest Picabia e Arnauld Pierre \nAccademia di Francia a Roma – Villa Medici\nViale della Trinità dei Monti\, 1 \n00187 Roma\, Italia \n+39 06 67611\nwww.villamedici.it \nL’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici è un’istituzione pubblica del ministero della Cultura \n \n \nMostra Picabia. Aprire le porte della notte\, Palazzo Reale di Milano\nDal 9 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027\nwww.palazzorealemilano.it \n  \nDopo Il limone (1880) di Édouard Manet\, esposto nel 2024 nella Camera degli Elementi di Villa Medici\, grazie all’eccezionale prestito del musée d’Orsay\, in occasione del 150° anniversario dell’impressionismo\, questo autunno l’Accademia di Francia a Roma accoglierà Paesaggio (1909) di Francis Picabia\, su invito di Anne Berest Picabia\, scrittrice\, nipote dell’artista e curatrice della grande retrospettiva italiana\, dal titolo Picabia. Aprire le porte della notte\, presentata in parallelo al Palazzo Reale di Milano. \nPittore e poeta formatosi all’École des Arts Décoratifs di Parigi\, Francis Picabia (Parigi\, 1879-1953) è una delle figure artistiche più poliedriche dell’inizio del XX secolo. Nel corso della sua vita ha attraversato le principali correnti della sua epoca — impressionismo\, cubismo\, fauvismo\, dadaismo\, astrattismo — senza mai lasciarsi incasellare in un solo stile\, dando vita a un’opera polimorfa che sfugge a ogni definizione univoca. «Per avere idee pulite\, bisogna cambiarle come le camicie»\, affermava l’artista. \nNel 1909\, all’età di trent’anni\, Francis Picabia gode già di un solido riconoscimento da parte delle istituzioni in virtù del suo periodo postimpressionista. Eppure\, è proprio in quell’anno che decide di rimettere tutto in gioco: vende le sue vecchie tele e si avventura in una ricerca pittorica radicalmente nuova\, ai confini del nascente astrattismo. Paesaggio si situa esattamente in questo momento di svolta e testimonia dei suoi primi tentativi in tal senso: le forme si amplificano e le ampie campiture di colore preannunciano già il progressivo abbandono della rappresentazione naturalistica. Eseguito con la tecnica a pastello\, l’opera precede di poco Caoutchouc\, dipinto considerato una delle pietre miliari dell’arte astratta\, insieme a quelle di Kandinsky\, Kupka\, Malevich e Robert Delaunay. La cesura del 1909 nell’opera di Picabia\, di cui Paesaggio rappresenta una luminosa testimonianza\, inaugura uno dei percorsi più liberi e imprevedibili della storia dell’arte. \nIn dialogo con Paesaggio in mostra a Villa Medici\, il Palazzo Reale di Milano dedica un’ampia retrospettiva a Francis Picabia\, a partire dal 9 ottobre 2026 fino al 24 gennaio 2027.  L’esposizione\, dal titolo Picabia. Aprire le porte della notte\, è a cura di Anne Berest Picabia e prodotta da Madeinart. Saranno presentate al pubblico più di 150 opere provenienti da collezioni pubbliche e private internazionali\, che ripercorrono l’itinerario dell’artista filtrato attraverso il tema della notte\, quale metafora di vita e spazio privilegiato della sua creazione. \nIn occasione di questo doppio appuntamento tra Roma e Milano\, Villa Medici organizza per martedì 13 ottobre 2026 un incontro pubblico con Anne Berest Picabia e Arnauld Pierre\, storico dell’arte\, professore alla Sorbonne Université e autore di testi di riferimento su Francis Picabia. L’incontro si propone di indagare i legami tra Francis Picabia e François Morellet (Cholet\, 1926-2016)\, maestro dell’astrazione\, a cui Villa Medici dedica ugualmente una mostra in autunno. Con i loro interventi i relatori evidenzieranno le risonanze che attraversano le rispettive pratiche dei due artisti\, all’insegna del rigore e dell’ironia. Se François Morellet ha sempre difeso un’astrazione geometrica basata su principi di neutralità\, la sua opera rimane nondimeno profondamente permeata dal gusto per la beffa\, il gioco e l’assurdo. Atteggiamenti\, questi\, che invitano a rileggere il suo lavoro alla luce di quello di Francis Picabia\, di cui Morellet amava volentieri definirsi “figlio”. Coniugando letteratura e storia dell’arte\, Anne Berest e Arnauld Pierre metteranno a confronto i loro rispettivi punti di vista sui due artisti. Un dialogo che offrirà senz’altro l’occasione di contestualizzare due approcci che\, senza confondersi\, rivelano sorprendenti corrispondenze.
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