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SUMMARY:SCANDALO di Ivan Cotroneo al Teatro Manzoni di Milano
DESCRIPTION:Foto di scena: Scandalo © Manuela Giusto\nGianpiero Mirra e Daniela De Rosa per Diana Or.I.S. \n presentano: \n\nDal 9 al 21 dicembre 2025\nferiali ore 20\,45 – domenica ore 15\,30\nsabato 20 dicembre ore 15\,30 e 20\,45\n \nANNA VALLE \nGIANMARCO SAURINO \nSCANDALO \n\nuno spettacolo scritto e diretto da IVAN COTRONEO \ncon\nOrsetta De’ Rossi\nAngelo Tanzi\, Matilde Pacella \n\nScene Monica Sironi\, costumi Alberto Moretti\nDisegno luci Cesare Accetta\, Musiche originali Gabriele Roberto \n\nIl desiderio di una donna fa sempre paura.\nNon se ne parla mai\, porta scompiglio\, è eversivo\, rivoluzionario\, scandaloso. \nTrama\nIn Scandalo\, il nuovo lavoro teatrale scritto e diretto da Ivan Cotroneo dopo il successo di ‘Amanti’\, si racconta di sentimenti\, seduzione\, manipolazione.\nLaura ha cinquant’anni\, è una scrittrice\, ma soprattutto\, per il mondo\, letterario e non\, è stata la ‘sposa bambina’ di uno scrittore molto famoso e molto più grande di lei\, che è recentemente scomparso. Nella sua villa sull’Appia Antica\, appena fuori Roma\, in compagnia della sua editor Giulia e di un vicino\, Roberto\, e con l’aiuto di Maria\, una ragazza che vive in casa\, Laura sembra poco interessata sia a riprendere a scrivere che a riprendere a vivere. Sostanzialmente è sola.\nFino a quando in casa non arriva Andrea\, un giovane uomo che suo marito Goffredo prima di morire aveva assunto per riorganizzare la loro grande libreria. Andrea è diretto\, sfrontato\, audace.\nFra Laura e Andrea ci sono gli stessi 24 anni di differenza che separavano Laura da Goffredo. E come all’epoca Laura aveva fatto scandalo per la sua relazione con un uomo famoso e più grande\, ora sa esattamente lo scandalo che provocherà nel momento stesso in cui le sue labbra si avvicinano a quelle di Andrea. E niente sarà più come prima. \nNota di Ivan Cotroneo\n«Scandalo è una commedia brillante sul pregiudizio\, sui rapporti fra il maschile e il femminile\, sui tabù che crediamo di esserci lasciati alle spalle e che continuano invece a tormentarci\, sull’audacia e la spregiudicatezza che spesso la società legittima per gli uomini\, ma mai per le donne.\nUn testo divertente e lucidamente spietato sul sesso\, sull’amore\, su tutto ciò che si può dire e non dire\, fare e non fare o\, nel mondo letterario\, scrivere e non scrivere. Un racconto su una donna di oggi\, libera\, spregiudicata\, per tutti vittima inconsapevole del suo desiderio\, e un giovane uomo che forse la sta usando\, o forse le sta solo dando l’attenzione e l’amore di cui lei ha bisogno.\nL’amore è sempre uno scambio. Sono i termini e gli oggetti di questo scambio a renderlo più o meno scandaloso\, inaccettabile o immorale». \n  \nBIGLIETTI\nPrestige € 37\,00 – Poltronissima € 34\,00 – Poltrona € 26\,00 – Poltronissima under 26 anni € 18\,00 \nPer acquisto:\nbiglietteria del Teatro\nonline https://www.teatromanzoni.it/acquista-online/?event=3972906\ntelefonicamente 027636901\ncircuito Ticketone
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SUMMARY:IL RITORNO DEL PICCOLO PRINCIPE al Teatro Litta di Milano
DESCRIPTION:Foto: Il ritorno del Piccolo Principe – locandina (particolare) © Compagnia Corrado d’Elia\nMTM Teatro Litta – dal 10 al 21 dicembre 2025 \nIL RITORNO DEL PICCOLO PRINCIPE  \ndi Corrado d’Elia \ncon Corrado d’Elia\, Chiara Salvucci\, e Flavio Innocenti \nscene di Chiara Salvucci\nassistente alle scene Luna Maiore\ncostumi Giulia Giovanelli\ntecnico luci Francesca Brancaccio \ntecnico audio Gabriele Copes \nproduzione Compagnia Corrado d’Elia \nDal 10 al 21 dicembre\, a MTM Teatro Litta\, debutta in prima nazionale “Il ritorno del Piccolo Principe”\, spettacolo di e con Corrado d’Elia – liberamente ispirato all’opera di Antoine de Saint-Exupéry – e con Chiara Salvucci e Flavio Innocenti. Il Piccolo Principe torna sulla Terra\, a ottant’anni dal suo primo viaggio. Ritrova un pianeta completamente cambiato\, più rumoroso\, più veloce\, più fragile e scopre che l’aviatore non c’è più: ad attenderlo\, nel silenzio di un deserto che resiste al tempo\, c’è suo figlio\, ormai adulto\, che non ha mai smesso di sperare in quell’incontro. \nIl ritorno del Piccolo Principe è un testo originale di Corrado d’Elia\, liberamente ispirato all’opera di Antoine de Saint-Exupéry. Non una semplice riscrittura\, ma un nuovo capitolo: un racconto autonomo che dialoga con il classico più amato del Novecento e ne osserva il senso nel nostro presente. Il piccolo viaggiatore attraversa nuovi pianeti e incontra figure inedite\, umane e animali\, che incarnano le domande\, le contraddizioni e le speranze del nostro tempo. Il suo cammino si misura con i temi più urgenti della nostra contemporaneità\, come la cura del pianeta\, l’identità\, il femminile\, il bisogno di relazioni autentiche in un mondo dominato dalla velocità e dall’immagine. \nIl linguaggio delicato e immaginifico che caratterizza il racconto originale convive con un universo nuovo\, in cui il Piccolo Principe parla anche una lingua inventata\, il Dadish\, eco poetica dell’infanzia e della sua innocenza senza età\, dando vita a un viaggio teatrale che alterna leggerezza e profondità\, ironia e commozione. Il rapporto tra il Piccolo Principe e il figlio dell’aviatore diventa il cuore emotivo dello spettacolo: un incontro tra passato e presente\, tra memoria e desiderio\, che invita a riflettere su ciò che davvero ci lega gli uni agli altri. Questo nuovo Piccolo Principe racconta il mondo di oggi con la stessa purezza con cui il suo predecessore ci parlò ottant’anni fa\, e ci invita\, ancora una volta\, a guardare con occhi capaci di meraviglia\, perché\, come ricorda la sua voce lieve\, l’essenziale continua a essere invisibile agli occhi. \nTeatro Litta (corso Magenta 24\, Milano)\nda martedì a sabato ore 20.30 – domenica ore 16.30\nintero € 30\,00 – convenzioni € 24\,00 – ridotto Arcobaleno (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno) € 24\,00 – Under 30 e Over 65 € 17\,00 – Università € 17\,00 – scuole di Teatro € 19\,00 – scuole civiche Fondazione Milano\, Piccolo Teatro\, La Scala e Filodrammatici € 11\,00 – Scuole MTM € 10\,00 – ridotto DVA € 15\,00 tagliando Esselunga di colore ROSSO \nDurata: 60 minuti \nINFO e prenotazioni:\nbiglietteria@mtmteatro.it –Tel. 02.86.45.45.45 \nAbbonamenti: MTM Ritrovarsi a volare\, MTM Ritrovarsi a volare Over 65\, MTM Ritrovarsi a volare Under 30 x4 spettacoli\, MTM Corrado d’Elia x4 – valido fino al 21/12/25\nBiglietti acquistabili sul sito www.biglietti.mtmteatro.it e sul sito e punti vendita Vivaticket.  I biglietti prenotati vanno ritirati nei giorni precedenti negli orari di prevendita e la domenica a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
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SUMMARY:AHI MARIA!  Un teatro canzone per Rino Gaetano al Menotti di Milano
DESCRIPTION:Foto di scena: Ahi Maria! © Gianfranco Ferraro\n11- 21 dicembre / 27 – 31 dicembre 2025\n \nArrangiamenti musicali e Direzione Artistica Alessandro Nidi \nCon Andrea Miró\, Camilla Barbarito\, Laura Frascari\, Federica Garavaglia\, Francesca Tripaldi\, Sofia Weck e Maria Luisa Zaltron\nScene Lucia Rho \nCostumi Pamela Aicardi\nAssistente di produzione Debora La Rocca \nProduzione Tieffe Teatro \nSpettacolo sostenuto da Next Laboratorio delle idee 2025 \nUn omaggio teatrale e musicale a un cantautore scomodo e visionario \n\nDebutta in prima nazionale l’11 dicembre 2025 al Teatro Menotti di Milano Ahi Maria!\nUn teatro canzone per Rino Gaetano\, in scena fino al 31 dicembre con una speciale replica di Capodanno.\nUno spettacolo che non è un semplice tributo\, ma un atto di vita e di reinvenzione.\nUn cast interamente al femminile di attrici\, cantanti e musiciste dà corpo e voce a Berta\, Aida\, Gianna\, Lucia\, Maria\, Daniela\, Rosita\, le figure femminili delle canzoni di Rino Gaetano.\nUn cabaret degli anni ’80\, uno spazio alternativo attraversato dal pensiero anarchico e visionario di Gaetano. Un luogo di libertà dove si parla di cambiamento\, lotta\, rabbia\, amore e disincanto.\n“Ahi Maria” è il titolo di una delle canzoni più note e teatrali di Rino Gaetano. Un’invocazione grottesca\, surreale\, poetica. È da lì che nasce questo spettacolo\, che non è un concerto\, né una biografia\, ma un teatro-canzone: un viaggio dissacrante e appassionato tra le sue canzoni e il suo mondo\, tra parole e musica\, tra costume e visione.\nRino Gaetano – calabrese d’origine\, romano d’adozione – affonda le sue radici artistiche nel teatro cantina della Roma degli anni ’70\, tra sperimentazione\, ironia e disobbedienza creativa. Prima ancora che icona musicale\, è stato uomo di scena\, influenzato da Petrolini\, Ionesco\, Beckett\, Karl Valentin\, e da quel filone di autori “scomodi” che hanno saputo raccontare il mondo dal margine\, con il sorriso obliquo del grottesco.\n“Ahi Maria! Un teatro canzone per Rino Gaetano” è un omaggio alla sua capacità unica di trasformare il disincanto in linguaggio popolare\, di entrare nelle case degli italiani con canzoni che sembrano semplici ma sono cariche di senso\, sberleffi\, utopie e contraddizioni. Brani come “Mio fratello è figlio unico”\, “Nuntereggae più”\, “Gianna”\, “Escluso il cane”\, “Sfiorivano le viole” non sono solo canzoni: sono atti teatrali\, sketch sociali\, paradossi in musica che raccontano un Paese confuso e vivissimo.\nLo spettacolo è pensato come una forma di cabaret teatrale: tra monologhi\, canzoni e frammenti di dialogo\, per raccontare un tempo che esplodeva di speranze\, utopie e nuove identità. È anche un viaggio in un’Italia che voleva cambiare\, e che Gaetano raccontava con ironia tagliente e dolcezza disperata.\nNato a Crotone nel 1950 e scomparso tragicamente a Roma nel 1981 a soli 31 anni\, Rino Gaetano ha inciso un’impronta indelebile nella cultura musicale e nel costume italiano. Sempre in bilico tra successo e rifiuto\, tra palco e margine\, tra provocazione e poesia. Ahi Maria! è un modo per restituire la sua voce teatrale. Non per imitarla\, ma per evocarla: farla risuonare oggi\, in uno spazio scenico dove la musica incontra il teatro e il teatro si fa invocazione\, smorfia\, ballata\, memoria. Una messa laica per un clown tragico e visionario con addosso ancora il frac\, il cappello\, e quella smorfia buffa e malinconica che ride in faccia al potere. \nSPECIALE CAPODANNO\nIl Teatro Menotti propone per il 31 dicembre una replica speciale alle ore 22.30 dello spettacolo Ahi Maria! Un teatro canzone per Rino Gaetano\, un’occasione per salutare il nuovo anno tra ironia\, poesia e un pizzico di anarchia.\nA mezzanotte è previsto un brindisi con rinfresco aperto a tutto il pubblico.\nBiglietto €60\nA partire dalle ore 20.00\, il Meno Bistrot offrirà inoltre la possibilità di una cena pre-spettacolo per completare l’esperienza. Per maggiori info: https://www.teatromenotti.org/evento/ahi-maria—speciale-capodanno.aspx \n\nSTAGIONE 2025 | 2026 \nBIGLIETTERIA  \nPREZZI  \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nAbbonamento Menotti Card 4 ingressi €60\, 8 ingressi €110\n\nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online\nCon carta di credito e Satispay su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI SALA GRANDE\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:I LEGNANESI: I PROMOSSI SPOSI di Mitia Del Brocco al Teatro Manzoni di Milano
DESCRIPTION:Foto di scena: I Promossi Sposi – Teresa e Giovanni © I Legnanesi\nDall’8 gennaio al 22 febbraio 2026\nferiali ore 20\,45 – domenica ore 15\,30\nsabato 10 e 24 gennaio\, 7 e 21 febbraio ore 15\,30 e 20\,45 \ncon\nAntonio Provasio\, Enrico Dalceri\, Italo Giglioli \nregia\nAntonio Provasio \nScenografia\, musiche e costumi\nEnrico Dalceri \nCoreografie\n       Valentina Bordi        \nI Legnanesi Sito Web \n \n \nDopo il successo di Ricordati il Bonsai con oltre 160.000 spettatori in tutta Italia\, I Legnanesi presentano I Promossi Sposi\, una nuova\, esilarante commedia che promette risate\, emozioni e riflessioni profonde sul valore dei sentimenti e delle relazioni\, insieme alla Teresa\, la Mabilia e il Giovanni.\nIl nuovo spettacolo non è una rivisitazione in chiave moderna de “I promessi sposi”\, ma un omaggio ad Alessandro Manzoni\, o meglio\, al suo modo inconfondibile di indagare l’animo umano. “Lisander”\, come affettuosamente lo chiamavano gli amici lombardi\, diventa l’ispiratore di un viaggio teatrale nei sentimenti più autentici\, quelli che resistono al tempo e alle convenzioni. Una trama travolgente tra amore\, identità e ironia. \nLa trama\nTutto ha inizio con una notizia incredibile: Giovanni\, insolitamente triste e abbattuto\, comunica a Teresa e Mabilia qualcosa che sconvolge la quotidianità della famiglia Colombo. Un errore di vecchie scartoffie comunali sembra infatti rivelare che Teresa e Giovanni… non sono mai stati sposati davvero! Da qui prende vita un susseguirsi di malintesi\, imprevisti e gag irresistibili\, in perfetto stile Legnanesi\, dove la comicità popolare si intreccia con la dolcezza dei sentimenti veri. Tra risate e colpi di scena\, i protagonisti si troveranno a fare i conti con ciò che davvero li unisce: l’amore\, quello autentico\, che va oltre ogni carta bollata e ogni formalità. Come ricordava proprio Manzoni\, “il cuore è un guazzabuglio”… e I Legnanesi\, con la loro inconfondibile ironia\, ce lo raccontano ancora una volta\, tra dialetto\, musica\, scenografie brillanti e momenti di pura poesia popolare. \nI protagonisti \nTeresa (interpretata da Antonio Provasio): capofamiglia indiscussa\, è la tipica donna di cortile\, dal carattere forte e dominante. A tratti un po’ bisbetica e severa\, ha però un cuore grande e generoso\, sempre pronta ad aiutare le donne del suo cortile. Alle prese con un marito “avvinazzato e pigro” e una figlia “zitella e sognatrice”\, Teresa è una donna che\, nonostante le difficoltà\, riesce sempre e comunque a tenere la famiglia unita e sulla retta via. \nMabilia (interpretata da Enrico Dalceri): figlia zitella di Teresa\, incarna il cliché di un certo mondo femminile di provincia\, dove l’apparenza è tutto. È una ragazza che sogna di emergere e diventare una soubrette\, sempre al di sopra delle sue possibilità\, ma incapace di staccarsi da mamma e papà. Mabilia\, con la sua vanità e i suoi sogni di gloria\, è un personaggio esilarante che strizza l’occhio al pubblico più giovane\, rappresentando l’eterna lotta tra aspirazioni e realtà. \nGiovanni (interpretato da Italo Giglioli): unico uomo del cortile\, è costantemente ignorato e poco considerato sia dalla moglie che dalla figlia. La sua vita si divide tra casa\, lavoro e osteria. Di poche parole\, Giovanni è un personaggio inconfondibile\, con il naso perennemente rosso e una camminata incerta\, tipica di chi alza un po’ troppo il gomito. Con la sua semplicità e la sua ironia sottile\, Giovanni è il simbolo dell’uomo comune\, pacato e senza pretese. \nBIGLIETTI:\nPrestige € 53\,00 – Poltronissima € 43\,00 – Poltrona € 35\,00 \nPer acquisto:\nbiglietteria del Teatro\nonline\ntelefonicamente 027636901\ncircuito Ticketone
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SUMMARY:CEMENTO di Thomas Bernhard
DESCRIPTION:Foto: Roberto Trifirò © Teatro Out Off Milano\nDa martedì 10 febbraio a domenica 1° marzo  \nTeatro Out Off\nVia Mac Mahon 16\, Milano \nCemento\ndi Thomas Bernhard  \ntraduzione Claudio Groff \nadattamento drammaturgico e regia Roberto Trifirò\ncon Roberto Trifirò e Priscilla Cornacchia\nscene\, luci e costumi Gianni Carluccio \nassistente alla regia Alessio Boccuni\ncollaborazione ai movimenti Franco Reffo \ntecnico Iacopo Bertrand Bonalumi Lottieri\nfotografo Angelo Redaelli\nproduzione Teatro Out Off \nPrima nazionale \nSpettacolo inserito nell’abbonamento Invito a Teatro \nMartedì 10 febbraio debutta in prima nazionale al Teatro Out Off Cemento di Thomas Bernhard\, con l’adattamento drammaturgico e la regia di Roberto Trifirò. La nuova produzione Out Off\, in scena fino a domenica 1° marzo\, vede il regista milanese anche interprete accanto alla giovane attrice Priscilla Cornacchia. Con questo spettacolo Trifirò torna a confrontarsi con l’opera di Bernhard\, proseguendo il suo percorso di rigorosa esplorazione della scrittura dell’autore austriaco. Dopo L’apparenza inganna (2017)\, affronta il romanzo-monologo Cemento costruendo una regia che segue un radicale processo di disgregazione dell’identità\, del pensiero\, del linguaggio e della realtà che si sgretola sotto l’assedio della coscienza.\nProtagonista è il musicologo Rudolf\, bloccato dall’orrore della pagina bianca mentre tenta di iniziare a scrivere un saggio su Felix Mendelssohn. Il suo monologo è una stravagante requisitoria contro gli infiniti ostacoli che si frappongono alla stesura del saggio. Per cercare di superare questa impasse si trasferisce a Palma di Maiorca\, dove incontra Anna Härdtl. Da una situazione inizialmente statica\, Bernhard sorprende con una dinamica emozionante\, in cui il destino della giovane donna si dipana in una successione di colpi di scena.\nAlla tragica eccentricità di Rudolf si contrappone la “banale” tragicità di Anna: il musicologo si confronta con una morte che non è più astratta o letteraria\, ma reale e tangibile. La corsa al cimitero alle sette del mattino è il momento in cui il cemento della sua mente vacilla.\nProprio il cemento domina la scena: materia fisica e mentale\, muro e polvere\, peso e chiusura; uno spazio grigio e opprimente\, fatto di superfici ruvide e simmetrie vuote\, in cui l’eco della voce si moltiplica e ogni gesto è risucchiato dal silenzio delle cose. Un “antiteatro del movimento”\, dove anche i cambi di luogo sembrano accadere solo nella testa del protagonista e la stasi è condizione esistenziale.\nLa regia di Trifirò segue una tensione continua tra immobilità e scarto\, tra monologo mentale e ferita reale. L’attore si lascia attraversare dal testo\, in un lavoro fisico e vocale che procede per stratificazioni\, irrigidimenti e improvvise rotture. Il ritmo è circolare\, spezzato da brevi fenditure\, mentre la voce\, strumento centrale\, oscilla tra sarcasmo\, frustrazione e inattesa tenerezza. \nNote di regia\n«Ogni esistenza è un muro». Da questa immagine prende forma la mia lettura di Cemento. Rudolf è un uomo bloccato. Un intellettuale consumato dall’ambizione di scrivere un saggio su Mendelssohn Bartholdy\, ma incapace di iniziarlo. Tutto diventa alibi: la sorella\, il luogo\, il freddo\, il tempo perduto. La sua è una confessione impietosa\, ossessiva\, in cui la pagina bianca è metafora di un’esistenza schiacciata dal pensiero e mai agita. In lui non c’è più slancio creativo\, solo accumulo\, stratificazione\, paralisi. In fondo\, Cemento è un’autopsia del nostro presente. Il cemento è quello dei casermoni senza volto\, delle periferie mute\, del turismo di massa\, dei loculi senza storia. È simbolo dell’amorfo\, del morto\, dell’irreversibile. È ciò che resta quando tutto il resto è stato rimosso. Ecco perché ho scelto di non cercare redenzione\, né poesia. Solo una lenta sedimentazione. Solo materia. Solo il muro.\nRoberto Trifirò \nINFORMAZIONI e prenotazioni::\nCemento: da martedì 10 febbraio a domenica 1° marzo\nTeatro OUT OFF via Mac Mahon 16\, Milano\nOrari spettacoli: martedì e giovedì ore 20:30 | mercoledì\, venerdì e sabato ore 19:30 | domenica ore 16:00\nPrezzi: Intero: 20€ | Under26: 14€ | Over65: 10€\nTel. 0234532140 – Mail: biglietteriaoutoff@gmail.com – Web: teatrooutoff.it\nRitiro biglietti negli uffici in via Principe Eugenio 22 dal lunedì al venerdì dalle ore 11.00 alle ore 14.00.\nRitiro biglietti in botteghino via Mac Mahon 16 da martedì alla domenica un’ora prima dello spettacolo.\nTrasporti pubblici: M5 FERMATA CENISIO; TRAM 14; TRAM 12; AUTOBUS 78
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