BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Punto e Linea Magazine - ECPv6.15.11//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-ORIGINAL-URL:https://www.puntoelineamagazine.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Punto e Linea Magazine
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20230326T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20231029T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20240331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20241027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20240503T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20240505T163000
DTSTAMP:20260408T143124
CREATED:20240426T111323Z
LAST-MODIFIED:20240426T111323Z
UID:10000019-1714764600-1714926600@www.puntoelineamagazine.it
SUMMARY:4:48 PSYCHOSIS  di Sarah Kane
DESCRIPTION:Foto di scena: 4:48 Psychosis – Elena Arvigo © Pino Le Pera\nDal 3 al 5 maggio 2024 \ntraduzione Barbara Nativi\nregia Valentina Calvani\ncon Elena Arvigo\nscene\, costumi e luci Valentina Calvani e Elena Arvigo\nmusiche originali Susanna Stivali\nfoto Pino Le Pera \nproduzione Teatro Out Off e Compagnia Elena Arvigo \n«Io credo che la gente possa cambiare\, credo che sia possibile per noi\, come specie\, cambiare il nostro futuro. Ed è per questo che scrivo quello che scrivo».\n«Mi diceva che il suo scrivere feroce aveva lo scopo di denunciare al mondo quanta ferocia c’è nel mondo».\n(estratti intervista a Sarah Kane di Rodolfo di Giammarco) \nRecensione di Claudio Elli del 4 luglio 2014 \nTeatro OUT OFF via Mac Mahon 16\, Milano\nuffici via Principe Eugenio 22\ntelefono  02 34532140\ninfo@teatrooutoff.it – www.teatrooutoff.it \n \nA venticinque anni dalla scomparsa di Sarah Kane\, la discussa drammaturga britannica\, figura determinante del cosiddetto in-yer-face theatre\, il Teatro Out Off\, per celebrare il valore della sua opera nel teatro non solo europeo\, propone al pubblico milanese lo spettacolo 4:48 Psychosis.\nTre saranno le repliche per lo spettacolo più rappresentativo della poetica dissacrante di Sarah Kane. In scena dal 3 al 5 maggio 2024\, 4:48 Psychosis è l’ultimo testo scritto dall’autrice e tradotto da Barbara Nativi\, Premio Ubu 2002 proprio per traduzione e messa in scena di Sarah Kane.\nDiretto da Valentina Calvani\, 4:48 Psychosis\, spettacolo che ha ottenuto numerosi e straordinari consensi dalla critica\, è una partitura lirica\, una sinfonia sull’amore e sull’assenza di amore attraversato in versione integrale da Elena Arvigo che dà voce e corpo ad uno dei testi più controversi\, assoluti e intimi del teatro contemporaneo mondiale. \n4:48 Psychosis non aderisce alla forma teatrale convenzionale. La parola della Kane\, autrice rivoluzionaria è flusso di pensiero: 24 quadri in cui non ci sono indicazioni per la messa in scena né temporali né psicologiche. 4:48 Psychosis descrive il luogo senza confini\, senza le barriere che dividono la realtà dall’immaginazione. 4:48 Psychosis racconta la fragilità dell’amore\, la ribellione dall’ordine costituito\, la tenacia di fronte all’irrinunciabilità della speranza sentimentale. 4:48 Psychosis non è dunque l’ultima lettera di un suicida ma una preghiera\, una richiesta di ascolto e di amore. 4:48 Psychosis perché viviamo in una società sorda\, anestetizzata in cui non c’è spazio per emozioni così estreme\, forti\, devastanti. Una società che si ostina a “voler curare”\, invece che “prendersi cura”. C’è bisogno di un teatro che risvegli “nervi e cuori” e 4:48 Psychosis porta alla luce il desiderio di speranza celato nel disagio\, offrendo al pubblico l’opportunità di riscoprire il senso di compassione e umanità affinché la speranza diventi una possibilità mai più tradita. Questa lettura di 4.48 Psychosis non vuole essere uno spettacolo sulla follia ma uno spettacolo luminoso\, un inno alla vita\, nonostante la consapevolezza del suo essere effimera e sfuggevole riscoprendo così il senso vitale che abita ogni stato di dolore.\nLo spettacolo è stato scelto nel 2019 come unica rappresentazione teatrale all’interno della rassegna “I’m much fucking angrier than you think. Il teatro di Sarah Kane vent’anni dopo” convegno organizzato dal Teatro Mercadante di Napoli in collaborazione con L’Università L’Orientale e curata dal prof Roberto Davascio. \nINFORMAZIONI E PRENOTAZIONI \nTeatro OUT OFF via Mac Mahon 16\, Milano \nOrari spettacoli:\nvenerdì\, sabato ore 19.30\ndomenica ore 16.00 \nTel. 0234532140 / biglietteriaoutoff@gmail.com\nlunedì › venerdì ore 10.00 › 16.00 \nRITIRO BIGLIETTI\nUffici\nvia Principe Eugenio\, 22\nlunedì – venerdì  ore 11.00 › 13.00\nBotteghino\nvia Mac Mahon\, 16\nmartedì – domenica 1 ora prima dello spettacolo \nTrasporti pubblici: M5 FERMATA CENISIO; TRAM 14; TRAM 12; AUTOBUS 78 \nPREZZO\nIntero: 20 euro\nUnder26: 14 euro\nOver65: 10 euro \nABBONAMENTI\nOutCard\n50€   4 ingressi a scelta per uno o più spettatori\nJ&S Card – Junior (under26) & Senior (over65)\n45 €   6 spettacoli \nPassepartout Promozione riservata ai residenti del Municipio 8; acquistando la tessera a 10 Euro ingresso a 6 Euro per tutti gli spettacoli in programma.
URL:https://www.puntoelineamagazine.it/evento/448-psychosis-di-sarah-kane/
LOCATION:Teatro Out Off\, Via Mac Mahon 16\, Milano\, 20155\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20240507T204500
DTEND;TZID=Europe/Rome:20240519T153000
DTSTAMP:20260408T143124
CREATED:20240506T140008Z
LAST-MODIFIED:20240506T140008Z
UID:10000020-1715114700-1716132600@www.puntoelineamagazine.it
SUMMARY:IL MERCANTE DI VENEZIA di William Shakespeare
DESCRIPTION:Foto di scena: Il mercante di Venezia © Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\nTeatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, Centro Teatrale Bresciano e Teatro de Gli Incamminati\npresentano: \nDal 7 al 19 maggio 2024\nferiali ore 20\,45 – domenica ore 15\,30\nsabato 18 maggio ore 15\,30 e 20\,45 \nIL MERCANTE DI VENEZIA\ndi William Shakespeare\ntraduzione Masolino D’Amico \ncon FRANCO BRANCIAROLI\nPIERGIORGIO FASOLO\ne  (in ordine di apparizione)\nEmanuele Fortunati\, Riccardo Maranzana\, Stefano Scandaletti\, Lorenzo Guadalupi\,\nGiulio Cancelli\, Valentina Violo\, Mauro Malinverno\, Mersila Sokoli\, Veronica Dariol \nregia e adattamento di PAOLO VALERIO\nscene di Marta Crisolini Malatesta\ncostumi di Stefano Nicolao\nluci di Gigi Saccomandi\nmusiche Antonio Di Pofi\nmovimenti di scena Monica Codena\nSi ringrazia per la collaborazione Laura Pelaschiar dell’Università degli Studi di Trieste \nCon i suoi potenti temi universali “Il mercante di Venezia” di William Shakespeare – rappresentato per la prima volta a Londra nel 1598 – pone al pubblico contemporaneo questioni di assoluta necessità: scontri etici\, rapporti sociali e interreligiosi mai pacificati\, l’amore\, l’odio\, il valore dell’amicizia e della lealtà\, l’avidità e il ruolo del denaro.\nÈ un testo fondamentale che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia assieme al Centro Teatrale Bresciano e al Teatro de Gli Incamminati producono in un nuovo\, raffinato allestimento firmato da Paolo Valerio: lo interpreta una notevole compagnia d’attori capeggiata da Franco Branciaroli\, che offrirà una prova magistrale nel ruolo di Shylock\, figura sfaccettata\, misteriosa\, crudele nella sua sete di vendetta\, ma che spiazza gli spettatori suscitando anche la loro compassione.\nA lui\, ebreo\, usuraio\, si rivolge Antonio\, ricco mercante veneziano\, che pur avendo impegnato i suoi beni in traffici rischiosi non esita a farsi garante per l’amico Bassanio che ha bisogno di tremila ducati per armare una nave e raggiungere Belmonte\, dove spera di cambiare il proprio destino. Shylock che ha livore verso i gentili e sete di vendetta per il disprezzo che gli mostrano\, impone una spietata obbligazione. Se la somma non sarà restituita\, egli pretenderà una libbra della carne di Antonio\, tagliata vicino al cuore.\nParallelamente allo scellerato patto che Antonio sottoscrive\, evolvono altre linee del plot creando un’architettura drammaturgica di simmetrie e specularità dense di senso.\nC’è la dimensione di Belmonte\, una sorta di Arcadia dove la nobile Porzia\, obbedendo al volere del padre\, si concederà in sposa solo al pretendente che risolverà un enigma scegliendo quello giusto fra tre scrigni: a ciò ambisce Bassanio che vince optando per lo scrigno più povero. Specularmente agisce Jessica\, bellissima figlia di Shylock\, che invece tradendo le aspirazioni paterne\, si unisce a un cristiano e fugge rubando un anello appartenuto alla madre. E se Porzia e Bassanio declinano il loro amore in modo “alto” più popolare ma simmetrico appare il rapporto fra l’amico di lui – Graziano – e Nerissa\, fidata cameriera di Porzia.\nSarà l’intelligentissima dama “en travesti” ad intervenire come avvocato in difesa di Antonio\, quando questi – perdute le sue navi – si troverà nella drammatica condizione di pagare la cruenta obbligazione a Shylock. Con argute argomentazioni salverà la vita ad Antonio\, punirà la furia vendicativa dell’usuraio\, assicurerà sostanze e futuro a Jessica riuscendo anche a rimproverare al marito Bassanio la sua scarsa costanza. Un mondo mutevole e vibrante di personaggi che incarnano inquietudini\, chiaroscuri e complessità di modernità assoluta.\nPiermario Vescovo in “Una lettura di “The Merchant of Venice” a partire dalla sua fonte” evidenzia infatti «Basta (…) una minima porzione dell’intera estensione di questi motivi nel testo\, per capire che Bassanio è la realizzazione del desiderio di ‘nobiltà’ di Antonio (ivi compreso il suo dispendio di rappresentanza) e che Antonio trova a propria volta – dall’incomprensibile «sadness»\, né mercantile né amorosa\, che lo distanzia dall’interesse all’offerta della sua carne degna dell’antica virtù romana – un percorso di elevazione. Tant’è che l’Antonio che sputa sulla barba e sulla veste di Shylock e che si dichiara di volerlo fare anche dopo il prestito è certo diverso dall’Antonio patiens incarcerato e che attende la sentenza\, forse più eroe romano che martire cristiano.\nIl giovinotto\, ‘soldato’ e ‘umanista’ che si accompagnava al Marchese di Monferrato\, ha dunque studiato e si comporta da nobile e lo diventerà sposando Portia\, appunto non per un calcolo venale che lo salvi dalla rovina o che gli permetta ancora di scialacquare\, ma per una relazione che si spiega solo in termini simbolici. Per sposare Portia bisogna\, infatti\, essere degni di lei\, avere ‘cuor gentile’\, il che significa – nel percorso escogitato dal fu signore di Belmonte – essere capaci di preferire ciò che apparentemente non ha valore (il piombo) all’oro e all’argento: saper trovare il vero tesoro non facendosi ingannare dalle apparenze e soprattutto dai motti depistanti degli scrigni\, che\, come in un’‘impresa’\, accompagnano un’immagine (l’oro\, l’argento\, il piombo)\, con la caratteristica che i motti sono qui arguti e non didascalici\, e quindi ‘traditori’. Chi spreca il denaro o non se ne cura si mostra più adatto di chi lo accumula o saggiamente lo investe dell’impresa: questa la differenza capitale tra Bassanio\, Shylock ed Antonio». \nNota di regia\n“For Sport”\, per sport.\nShylock dice così\, nel momento cruciale del primo atto del “Mercante di Venezia”\, rivolgendosi ad Antonio: “(…) firmatemi il vostro contratto\, con la clausola (è solo per sport) che se non mi rimborsate nel tale giorno e nel tale luogo la tale somma\, la penale sarà stabilita in una libbra precisa della vostra bianca carne (…)”\nQuindi è un gioco\, uno scherzo\, una bagatella…\nTutta questa storia di una libbra di carne è solo il divertimento di un ricco ebreo che vuole farsi beffa di un mercante tanto arrogante quanto malinconico.\n«Bisognerebbe essere ciechi\, sordi e ottusi – scrive il grande critico letterario Harold Bloom – per non accorgersi che la grandiosa ed equivoca commedia shakespeariana “Il mercante di Venezia” è un’opera profondamente antisemita». Uno scherzo…\nDietro a questo “sport”\, a questa ignobile beffa\, c’è una storia di vendetta\, di denaro\, di tradimenti\, di emarginazione. E carne e sangue: Shylock ne è ossessionato.\nC’è sempre qualcosa di potentemente fisico a caratterizzare la figura di Shylock: un forte rapporto con la materia\, con il corpo\, con ciò che è divorabile… “sazierò l’antico rancore” è una delle prime asserzioni dell’ebreo. Un verbo non scelto a caso\, in una battuta che pone subito in luce il tema fondante della vendetta contro una società che esclude chi le è estraneo.\n«Sono infatti odio e spirito di vendetta – per gli sputi subiti\, per gli insulti di Antonio che lo paragona a un cane rabbioso\, per il suo opporsi all’usura – a suggerire a Shylock la crudele obbligazione per il prestito al mercante\, la famosa libbra di carne: “Lui odia il nostro sacro popolo e inveisce contro di noi e io odio lui perché è un cristiano” dice infatti l’ebreo\, dichiarando chiaramente lo scenario di un’aperta lotta fra religioni\, fra culture.\nDi contro\, ogni battuta di Antonio adduce ad una vocazione al martirio. Nell’iconografia dello spettacolo abbiamo accolto quest’ispirazione ed Antonio durante il processo appare in effetti “crocifisso”\, a petto nudo e braccia aperte\, in attesa della lama di Shylock.\nAppena l’intervento del giovane avvocato salva la vita di Antonio e condanna Shylock\, il mercante però rovescia la violenza dell’ebreo in una violenza altrettanto brutale chiedendo per lui la forzata conversione al cristianesimo. Da una parte\, allora\, c’è il cruento cannibalismo di Shylock\, e dall’altra\, apparentemente\, un martire cristiano: però questo cristiano\, appena scende dalla sua croce\, come prima azione obbliga l’ebreo alla conversione\, imponendogli di fatto il corpo di Cristo.\nNulla obbliga Antonio a questa scelta: è la sua volontà\, la sua richiesta al Doge\, una richiesta di terribile violenza.\nMa nell’immaginario degli spettatori è la “libbra di carne” a rimanere impressa\, e scivola via invece l’inumana scelta del mercante\, fino ad allora tratteggiato come un uomo libero\, più o meno illuminato\, generoso… E che invece rivela un lato vendicativo\, un atteggiamento impositivo che rimanda piuttosto all’oscurantismo dell’inquisizione.\nShylock\, davanti ad un simile atto\, avrebbe potuto a propria volta immolarsi\, dire “no\, uccidetemi”. Invece per sopravvivere dice “accetto”: questa è la sua vera sconfitta. Rimane un escluso\, un violento e diviene un perdente\, privato non solo della sua orribile obbligazione\, e del denaro\, ma soprattutto della sua dignità.\nShakespeare lo lascia così: lo fa uscire di scena “sottovoce” nel quarto atto\, dedicando il quinto alla dimensione dell’incanto e del divertimento di Belmonte\, alla celebrazione di un universo femminile\, luminoso\, intuitivo e salvifico\, come spesso è nella sua drammaturgia.\nMa la figura dell’ebreo e la sua dialettica con il mercante\, sono così centrali\, così potenti e universali\, che abbiamo scelto di evidenziarlo\, aprendo e chiudendo il nostro spettacolo con un’apparizione di Shylock\, che nell’ultima scena vive davanti ai nostri occhi la brutalità di una conversione imposta. \nInterpreti e personaggi: \nFranco Branciaroli      –           Shylock \nPiergiorgio Fasolo       –           Antonio \nRiccardo Maranzana –           Salerio / Doge \nEmanuele Fortunati    –           Solanio / Principe di Marocco \nStefano Scandaletti    –           Bassanio \nLorenzo Guadalupi     –           Lorenzo \nGiulio Cancelli            –           Graziano / Principe di Aragona \nValentina Violo           –           Porzia \nMersila Sokoli             –           Nerissa \nMauro Malinverno     –           Lancillotto / Tubal \nVeronica Dariol           –           Jessica \nBIGLIETTI\nPrestige € 36\,50 – Poltronissima € 33\,00 – Poltrona € 25\,00 – Poltronissima under 26 anni € 16\,00 \nPer acquisto:\nbiglietteria del Teatro\nonline https://www.teatromanzoni.it/acquista-online/?event=957218\ntelefonicamente 027636901\ncircuito Ticketone
URL:https://www.puntoelineamagazine.it/evento/il-mercante-di-venezia-di-william-shakespeare/
LOCATION:Teatro Manzoni di Milano\, Via Alessandro Manzoni 42\, Milano\, 20121\, Italia
CATEGORIES:Teatro
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20240514T200000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20240519T163000
DTSTAMP:20260408T143124
CREATED:20240514T105024Z
LAST-MODIFIED:20240514T105024Z
UID:10000021-1715716800-1716136200@www.puntoelineamagazine.it
SUMMARY:IL TEMPO ATTORNO di Giuliano Scarpinato
DESCRIPTION:Foto di scena: Il tempo attorno© 2023 Rosellina Garbo\nPrima Milanese \nProduzione Teatro Biondo di Palermo\nIdeazione\, regia e drammaturgia Giuliano Scarpinato\nSupervisione del testo Lucia Calamaro\nCon Roberta Caronia (Paola Randazzo\, magistrato)\, Giandomenico Cupaiuolo (Michele Vetrano\, magistrato)\, Emanuele Del Castillo (il figlio Benedetto)\, Alessio Barone (Liborio Mansueto\, agente della scorta)\, Gaetano Migliaccio (Diego De Piccolo\, agente della scorta)\nScene Diana Ciufo\nCostumi Dora Argento\nSuono e luci Giacomo Agnifili\nAssistente alla regia Adele di Bella\nDirettore di scena Sergio Beghi \ndurata 1 ora e 20 minuti \n Il Tempo Attorno\, spettacolo scritto da Giuliano Scarpinato che si incentra sulla lotta alla mafia raccontata dal figlio di due magistrati\, sarà al Menotti in Prima Milanese dal 14 al 19 maggio.\nTroppe volte in quel flusso caotico\, magmatico che chiamiamo vita\, ci accade di dimenticare che al di là del nostro essere individui\, persone dedite al lavoro\, alla realizzazione dei propri desideri\, a passioni e relazioni\, siamo frutto di una Storia\, quella con la S maiuscola\, che ci precede\, ci contiene\, avanza dopo di noi. Il tempo attorno è il racconto di cinque vite che quella Storia non hanno mai potuto ignorarla: ne sono state investite\, travolte\, come da un gigantesco masso che rotoli giù da un monte la cui cima si perde a vista d’occhio. \nNel cono d’ombra che dagli anni 80 della seconda guerra di mafia si allarga fino al processo Andreotti\, si dipana la vicenda familiare di una coppia di magistrati antimafia\, Michele Vetrano e Paola Randazzo\, un figlio\, Benedetto\, costretto a crescere troppo in fretta\, due agenti della scorta\, De Piccolo e Mansueto\, che li affiancano costantemente. Gli accadimenti si succedono a un ritmo innaturale\, come se qualcuno avesse impresso una velocità doppia alla moviola dei giorni: le stragi Falcone e Borsellino\, l’omicidio del piccolo Di Matteo\, il “processo del secolo” a carico dell’uomo più potente d’Italia\, Giulio Andreotti… Tutto questo entra prepotentemente nella casa di Benedetto\, che vede volar via l’amore dei suoi genitori\, l’innocenza dell’infanzia e ogni certezza\, a partire da quella della vita stessa. \nIl tempo attorno\, ispirato al vissuto reale di Giuliano Scarpinato\, dei suoi genitori Roberto Scarpinato e Teresa Principato\, magistrati antimafia\, e degli agenti della scorta che li hanno affiancati per anni\, è un viaggio nella memoria\, uno scandaglio lanciato nelle acque mosse del passato per riportare a galla la perla rara di un senso\, di una ragione che tenga tutto insieme. Accade di chiedersi\, dopo lunghi anni di rabbia\, risentimento e\, certo\, amore\, mescolati insieme: “Ne sarà valsa la pena?” Attraverso il Teatro\, luogo eletto della catarsi\, Giuliano Scarpinato apre al pubblico questa domanda. Perché le ferite di una famiglia e quelle di un paese\, riaperte con grazia e coraggio\, possano diventare occhi vigili sul presente e sul futuro. \n\nPREZZI \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nLink d’acquisto\n\nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online con carta di credito \nORARI SPETTACOLI\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
URL:https://www.puntoelineamagazine.it/evento/il-tempo-attorno-di-giuliano-scarpinato/
LOCATION:Teatro Menotti Filippo Perego\, Via Ciro Menotti\, 11\, Milano\, 20129\, Italia
CATEGORIES:Teatro
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20240523T200000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20240609T163000
DTSTAMP:20260408T143124
CREATED:20240522T154030Z
LAST-MODIFIED:20240522T200453Z
UID:10000022-1716494400-1717950600@www.puntoelineamagazine.it
SUMMARY:CRISI DI NERVI - Tre atti unici di Anton Čechov
DESCRIPTION:Foto di scena: Crisi di nervi – Regia di Peter Stein – Il cast © Tommaso Le Pera\n23 maggio | 9 giugno  \nCRISI DI NERVI. TRE ATTI UNICI DI ANTON ČECHOV \nPETER STEIN \nPrima milanese \nProduzione Tieffe Teatro Milano e Teatro Biondo Palermo\nRegia Peter Stein\nAdattamento di Peter Stein e Carlo Bellamio \nL’orso con Maddalena Crippa\, Alessandro Sampaoli\, Sergio Basile\nI danni del tabacco con Gianluigi Fogacci\nLa domanda di matrimonio con Alessandro Averone\, Sergio Basile\, Emilia Scatigno \nAssistente alla regia Carlo Bellamio\nScene Ferdinand Woegerbauer\nCostumi Anna Maria Heinreich\nLuci Andrea Violato \nDurata 90 minuti  \nDopo il successo de IL COMPLEANNO di Harold Pinter nella passata stagione\, il grande regista tedesco Peter Stein dirige una straordinaria compagnia mettendo in scena CRISI DI NERVI. Tre atti unici di Anton Čechov\, che ha debuttato in Prima Nazionale lo scorso 10 maggio al Teatro Biondo di Palermo e sarà in scena al Menotti dal 23 maggio al 9 giugno.\nStein ritorna ad uno dei suoi autori di riferimento creando una non consueta modalità produttiva artistica attorno ad un gruppo di attori e collaboratori\, per una continuità creativa collettiva di notevole spessore. Stein ha scelto L’ORSO\, I DANNI DEL TABACCO\, LA DOMANDA DI MATRIMONIO e per l’interpretazione MADDALENA CRIPPA\, ALESSANDRO AVERONE\, GIANLUIGI FOGACCI\, ALESSANDRO SAMPAOLI\, EMILIA SCATIGNO e SERGIO BASILE che si alterneranno nelle varie pièce\, che lo stesso Čechov non ancora trentenne definiva “scherzi scenici”: sono i drammi più piccoli del mondo… in generale\, è molto meglio scrivere cose piccole che grandi: poche pretese e successo assicurato. Cos’altro? In realtà gli atti unici del grande autore russo sono stati rappresentati in tutto il mondo. Scritti tra il 1884 e il 1891 e ispirati alla commedia francese e al genere del vaudeville\, molto alla moda in Francia ai tempi di Čechov\, sono stati fonte di ispirazione e di studio per gli attori e gli scrittori di teatro e divertimento per intere generazioni di spettatori di tutte le lingue. \nNote di Regia\nDopo l’insuccesso delle sue prime due opere\, il giovane Čechov giurò di non scrivere mai più per il teatro drammatico e decise di dedicarsi esclusivamente ai vaudeville. Questa circostanza ci ha regalato una serie di atti unici\, pieni di sarcasmo\, di comicità paradossale\, di stravagante assurdità e di folle crudeltà\, e che a loro volta sono diventati il terreno fertile per l’esperienza e la preparazione delle grandi opere della maturità dell’autore.\nNelle tre opere esemplari che presentiamo\, i personaggi di volta in volta si fanno prendere da crisi di nervi\, si ammalano\, sono preda di attacchi isterici o litigano in continuazione fra loro.\nNe L’Orso il protagonista quasi muore dalla rabbia\, per un debito che non gli viene rimborsato da parte di una donna\, che lui arriva a sfidare a duello\, per finire in ginocchio a chiederle di diventare sua moglie.\nNe I Danni del Tabacco un presunto oratore deve tenere una conferenza sugli effetti negativi del tabacco\, ma\, tra starnuti e attacchi d’asma\, confessa in realtà di voler mettere fine alla vita disastrosa che conduce come marito della propria moglie.\nNe La Domanda di Matrimonio il futuro sposo\, per timidezza e altre difficoltà fisiche\, non riesce a porre alla futura sposa la fatidica domanda\, e anzi si mette a litigare con lei\, che a sua volta gli ribatte a muso duro ed è preda di un attacco isterico quando lui cade svenuto per ipocondria.\nL’estrema comicità\, l’esasperazione e gli eccessi di crudeltà utilizzati dall’autore\, possono funzionare soltanto se accompagnati da un sottofondo realistico e psicologicamente giustificato. Comunque si tratta pur sempre di opere di Čechov. Sono questi i presupposti su cui gli attori hanno dovuto lavorare. Speriamo di averlo fatto con successo.\nPeter Stein \nBIGLIETTERIA: \nPREZZI \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nLink d’acquisto\n\nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online con carta di credito \nORARI SPETTACOLI\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
URL:https://www.puntoelineamagazine.it/evento/crisi-di-nervi-tre-atti-unici-di-anton-cechov/
LOCATION:Teatro Menotti Filippo Perego\, Via Ciro Menotti\, 11\, Milano\, 20129\, Italia
CATEGORIES:Teatro
END:VEVENT
END:VCALENDAR