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SUMMARY:CRISI DI NERVI - Tre atti unici di Anton Čechov
DESCRIPTION:Foto di scena: Crisi di nervi – Regia di Peter Stein – Il cast © Tommaso Le Pera\n23 maggio | 9 giugno  \nCRISI DI NERVI. TRE ATTI UNICI DI ANTON ČECHOV \nPETER STEIN \nPrima milanese \nProduzione Tieffe Teatro Milano e Teatro Biondo Palermo\nRegia Peter Stein\nAdattamento di Peter Stein e Carlo Bellamio \nL’orso con Maddalena Crippa\, Alessandro Sampaoli\, Sergio Basile\nI danni del tabacco con Gianluigi Fogacci\nLa domanda di matrimonio con Alessandro Averone\, Sergio Basile\, Emilia Scatigno \nAssistente alla regia Carlo Bellamio\nScene Ferdinand Woegerbauer\nCostumi Anna Maria Heinreich\nLuci Andrea Violato \nDurata 90 minuti  \nDopo il successo de IL COMPLEANNO di Harold Pinter nella passata stagione\, il grande regista tedesco Peter Stein dirige una straordinaria compagnia mettendo in scena CRISI DI NERVI. Tre atti unici di Anton Čechov\, che ha debuttato in Prima Nazionale lo scorso 10 maggio al Teatro Biondo di Palermo e sarà in scena al Menotti dal 23 maggio al 9 giugno.\nStein ritorna ad uno dei suoi autori di riferimento creando una non consueta modalità produttiva artistica attorno ad un gruppo di attori e collaboratori\, per una continuità creativa collettiva di notevole spessore. Stein ha scelto L’ORSO\, I DANNI DEL TABACCO\, LA DOMANDA DI MATRIMONIO e per l’interpretazione MADDALENA CRIPPA\, ALESSANDRO AVERONE\, GIANLUIGI FOGACCI\, ALESSANDRO SAMPAOLI\, EMILIA SCATIGNO e SERGIO BASILE che si alterneranno nelle varie pièce\, che lo stesso Čechov non ancora trentenne definiva “scherzi scenici”: sono i drammi più piccoli del mondo… in generale\, è molto meglio scrivere cose piccole che grandi: poche pretese e successo assicurato. Cos’altro? In realtà gli atti unici del grande autore russo sono stati rappresentati in tutto il mondo. Scritti tra il 1884 e il 1891 e ispirati alla commedia francese e al genere del vaudeville\, molto alla moda in Francia ai tempi di Čechov\, sono stati fonte di ispirazione e di studio per gli attori e gli scrittori di teatro e divertimento per intere generazioni di spettatori di tutte le lingue. \nNote di Regia\nDopo l’insuccesso delle sue prime due opere\, il giovane Čechov giurò di non scrivere mai più per il teatro drammatico e decise di dedicarsi esclusivamente ai vaudeville. Questa circostanza ci ha regalato una serie di atti unici\, pieni di sarcasmo\, di comicità paradossale\, di stravagante assurdità e di folle crudeltà\, e che a loro volta sono diventati il terreno fertile per l’esperienza e la preparazione delle grandi opere della maturità dell’autore.\nNelle tre opere esemplari che presentiamo\, i personaggi di volta in volta si fanno prendere da crisi di nervi\, si ammalano\, sono preda di attacchi isterici o litigano in continuazione fra loro.\nNe L’Orso il protagonista quasi muore dalla rabbia\, per un debito che non gli viene rimborsato da parte di una donna\, che lui arriva a sfidare a duello\, per finire in ginocchio a chiederle di diventare sua moglie.\nNe I Danni del Tabacco un presunto oratore deve tenere una conferenza sugli effetti negativi del tabacco\, ma\, tra starnuti e attacchi d’asma\, confessa in realtà di voler mettere fine alla vita disastrosa che conduce come marito della propria moglie.\nNe La Domanda di Matrimonio il futuro sposo\, per timidezza e altre difficoltà fisiche\, non riesce a porre alla futura sposa la fatidica domanda\, e anzi si mette a litigare con lei\, che a sua volta gli ribatte a muso duro ed è preda di un attacco isterico quando lui cade svenuto per ipocondria.\nL’estrema comicità\, l’esasperazione e gli eccessi di crudeltà utilizzati dall’autore\, possono funzionare soltanto se accompagnati da un sottofondo realistico e psicologicamente giustificato. Comunque si tratta pur sempre di opere di Čechov. Sono questi i presupposti su cui gli attori hanno dovuto lavorare. Speriamo di averlo fatto con successo.\nPeter Stein \nBIGLIETTERIA: \nPREZZI \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nLink d’acquisto\n\nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online con carta di credito \nORARI SPETTACOLI\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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LOCATION:Teatro Menotti Filippo Perego\, Via Ciro Menotti\, 11\, Milano\, 20129\, Italia
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SUMMARY:HANK al secolo Henry Charles Bukowski
DESCRIPTION:Foto: Hank © Alle Bonicalzi\nDal 4 giugno con Riccardo Magherini al PACTA Salone \nChiude la sezione New classic e la stagione\, un altro momento dedicato alla poesia\, HANK al secolo Henry Charles Bukowski dal 4 al 12 giugno\, una produzione PACTA . dei Teatri in prima assoluta con Riccardo Magherini\, Nicola Maria Lanni e Lele Palimento: un omaggio a un poeta del novecento che ha reso la poesia e la prosa quasi indistinguibili. \nHank per gli amici\, Charles Bukowski per la storia. \nHank è come guardare dal finestrino del treno che viaggia\, pigro\, tra l’umanità. Si vedono uomini e donne attraverso lo sguardo crudele e disincantato di un bambino. Si viene trasportati da quell’umorismo schietto e irriverente\, che ci spinge a specchiarci e a ridere di noi stessi. Hank è un incontro tra la parola e la musica. Hank è un po’ un reading\, come spesso faceva lui stesso\, un po’ è un singing\, un po’ è anche storytelling. \n«HANK – racconta Riccardo Magherini\, attore e regista – vuole essere un tributo a un poeta del novecento che ha reso la poesia e la prosa quasi indistinguibili – si può scrivere poesia come si scrive una lettera e una poesia e può perfino essere divertente\, aveva detto – due facce di una stessa moneta. HANK è un viaggio tra le righe di quegli innumerevoli versi\, racconti\, romanzi. Un ginepraio dove ci si perde: ha scritto così tanto che\, dopo la sua dipartita\, hanno continuato ad apparire inediti\, per un bel pezzo\, venuti fuori da scatoloni rimasti in un angolo. Non si trattava di scarti\, anzi\, spediva troppo e gli editori che non avevano spazio sufficiente per pubblicare tutto – men che meno conservare scatole e scatole – rispedivano indietro. HANK è un incontro tra la parola e la musica: molto di quello che ha scritto\, sembra quasi portare con sé ritmi\, sonorità\, colori inconfondibili. Ascoltando bene\, viene quasi naturale inventare una canzone\, comporre un pezzo. Charles Bukowski è una mia\, una nostra\, vecchia frequentazione. Mia\, di Nicola Maria Lanni e di Lele Palimento\, che sono tornati a farsi ispirare e a comporre e a suonare e cantare\, in scena\, con me». \nPACTA Salone \nDal 4 al 12 giugno\nprima assoluta \nHANK\nal secolo Henry Charles Bukowski\ncon Riccardo Magherini\, Nicola Maria Lanni e Lele Palimento\nregia Riccardo Magherini\ntraduzione Simona Viciani\nmusiche originali eseguite dal vivo Lele Palimento\, Nicola Maria Lanni\nassistenti alla regia Bianca Tortato e Stefano Tirantello\ncostumi e spazio scenico Nello Rickibilli\nluci Manfredi Michelazzi (AILD)\nfoto Alle Bonicalzi\nproduzione PACTA . dei Teatri \nInvito a teatro\nDurata 75’ \nIl 31 maggio presso l’Après-coup alle ore 21.30 lo spettacolo avrà una ouverture: UNA NOTTE CON HANK. \nI suoi amici\, in attesa di andare in scena al PACTA Salone si ritroveranno insieme alla traduttrice ufficiale dell’opera dello scrittore in Italia\, Simona Viciani\, per condividere con il pubblico una serata emozionante\, vera\, fatta di ricordi intimi\, inediti\, lettere\, poesie\, musica\, per celebrare e ricordare una delle voci più importanti della poesia e della scrittura del ‘900…e un amico. \nE\, dalle 18.00 alle 20.00\, nella libreria accanto\, La Scatola Lilla di Cristina di Canio\, saranno a disposizione le ultime pubblicazioni di Bukowski: sconti per cui acquisterà uno o più libri e si godrà un aperitivo o la cena prima dello spettacolo. \nAprès-coup | via Privata della Braida 5 | Milano\nIl 31 maggio 2024 – h. 21.30 \nOUVERTURE \nUNA NOTTE CON HANK\na cura di e con Simona Viciani e Riccardo Magherini\nmusica dal vivo di Nico Lanni e Lele Palimento\nintroduce la serata Maria Eugenia d’Aquino \nINFORMAZIONI GENERALI \n\nPer HANK al secolo Henry Charles Bukowski\n\nDal 4 al 12 giugno al PACTA Salone \nDove si trova il teatro: PACTA SALONE via Ulisse Dini 7\, 20142 Milano\nMM2 P.zza Abbiategrasso-Chiesa Rossa\, tram 3 e 15\, autobus 65\, 79 e 230 \nPer informazioni: www.pacta.org – tel. 0236503740 – ma biglietteria@pacta.org – promozione@pacta.org – ufficioscuole@pacta.org \nOrari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45 | domenica ore 17.30 – lunedì riposo – VERIFICARE SUL SITO GLI ORARI \nOrari biglietteria: via Ulisse Dini 7\, 20142 Milano\ndal lun al ven dalle ore 16.00 alle ore 19.00 | nei giorni di programmazione\, 1h prima dell’inizio dello spettacolo \nAcquisto biglietti: www.pacta.org e Circuito Vivaticket (online\, telefonicamente e nelle prevendite fisiche) 25% di sconto per chi acquista online\nPrezzi biglietti: Intero €24 | Rid. Convenzioni\, CRAL e gruppi (min. 10 persone) €16 | Under 25/over 60 €12 | gruppi scuola €9\nCONVENZIONE con E-VAI car sharing per favorire la mobilità sostenibile 50% di sconto sul biglietto intero di ingresso a tutti gli utenti E-VAI car sharing che utilizzeranno le auto del gruppo per raggiungere il teatro. \n\nPer UNA NOTTE CON HANK\, \nIl 31 maggio 2024 – h. 21.30\nall’Après-coup | via Privata della Braida 5 | Milano\nINGRESSO LIBERO con consumazione obbligatoria fino a esaurimento posti.\nINFO e prenotazioni: proscenio@apres-coup.it | 02 38243105
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SUMMARY:NUOVA BALERA PIZZIGONI
DESCRIPTION:Foto di scena: Nuova Balera Pizzigoni © Laila Pozzo\nIl debutto al teatro Menotti di uno spettacolo in cui il ballo diventa metafora della vita \nPrima Nazionale \nProduzione: Tieffe Teatro Milano/Artemis Danza\nScritto e diretto da Emilio Russo \nCon:\nAttori Lucia Vasini\, Enrico Ballardini\, Lisa Galantini\, Alessandro Sampaoli\, Emilia Scatigno\nDanzatorii di Artemis Danza Michelle Atoe\, Arianna Cunsolo\, Mattia Molini\, Christian Pellino\nMusicisti Alessandro Centolanza (voce e chitarra)\, Daniele Di Marco (fisarmonica)\, Gianmarco Straniero (contrabbasso)\nCoreografie Monica Casadei\nCostumi Pamela Aicardi\nAssistente regia Chiara Callegari\nspettacolo sostenuto da NEXT- Laboratorio delle Idee edizione 2023 \nDal 13 al 22 giugno\, in scena in Prima Nazionale al Teatro Menotti\, “Nuova Balera Pizzigoni“\, uno spettacolo che racconta il fascino della balera\, un luogo in cui il tempo sembra sospeso e le emozioni si intrecciano attraverso danze\, canti e amori. La balera\, simile a un teatro con i suoi riti codificati\, diventa spazio di confessioni silenziose per i suoi ballerini e avventori\, rivelando storie antiche e nuove.\nLa gestione della balera è affidata alla famiglia allargata dei Pizzigoni. Nonostante i rapporti conflittuali e le ostilità tipiche di ogni famiglia\, i Pizzigoni riescono a creare una propria armonia\, trasformando il locale da ballo in un rifugio di sogni e passioni.\nLa Balera Pizzigoni nasce negli anni ’40 e la storia che raccontiamo si svolge durante la grande nevicata di Milano del 1985. In quella notte di neve\, quando tutto sembrava fermo\, qualcuno ha varcato inaspettatamente le sue porte\, deciso a ballare nonostante le difficoltà. Le musiche che risuonano in questo luogo incantato sono internazionali e mai banali: dalla Mazurka di Nino Rota al Tango della Gelosia\, fino a Tutti i Frutti di Little Richard.\nIn scena cinque attori: Lucia Vasini\, Enrico Ballardini\, Lisa Galantini\, Alessandro Sampaoli\, ed Emilia Scatigno; quattro danzatori: Michelle Atoe\, Arianna Cunsolo\, Mattia Molini\, Christian Pellino; e tre musicisti: Alessandro Centolanza (voce e chitarra)\, Daniele Di Marco (fisarmonica) e Gianmarco Straniero (contrabbasso). \nNOTE DI REGIA:\n«Nuova Balera Pizzigoni\, liberamente ispirata da “Ballando Ballando” di Ettore Scola e dalle storie di ballerini e balere\, si danza e si racconta di quella vita sospesa tra la pedana e i tavolini\, di quel breve istante che precede il “Sì\, grazie”\, degli abbracci sconosciuti\, perduti o ritrovati\, dei passi incerti che avanzano verso la pista e che\, come per magia\, diventano leggeri al ritmo della musica\, il cui battito risuona come quello del nostro cuore.\nLo spettacolo celebra l’umanità\, l’amore e la musica\, offrendo un viaggio emozionante tra passato e presente\, dove ogni passo di danza racconta una storia e ogni nota musicale evoca ricordi indimenticabili.\nIl ballo\, con i suoi luoghi e riti\, si trasforma in una potente metafora delle esistenze umane. Entrare in una sala da ballo significa esibirsi\, confrontarsi\, lottare con sé stessi e con gli altri\, cercando di mostrare il meglio di sé senza rivelare troppo. Come nella vita reale\, ciò che conta è mantenere un certo mistero\, senza svelare tutto.\nBalera Pizzigoni è un luogo che rimane sé stesso nei decenni del nostro racconto\, pur cambiando abitudini e attitudini\, pur conoscendo le gioie e i dolori\, le piccole vittorie e le grandi sconfitte\, continua ad aprire il sabato sera per accogliere solitudini\, desideri\, sogni e passioni\, le poche parole cancellate dalla musica\, i pensieri di case lontane\, amori perduti\, tenerezza ritrovata\, quotidianità opache e vite scintillanti.\nBalera Pizzigoni è anche un teatro trasformato in grande pista da ballo o\, se volete\, un grande circo al confine del tempo\, tra leggerezza\, divertimento\, sorprese\, emozioni e qualche malinconia\, così come è la vita\, provando a togliere filtri e barriere tra attori\, ballerini\, musicisti e il pubblico». \nEmilio Russo \nPREZZI: \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nLink d’acquisto\n\nTEATRO MENOTTI:\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA:\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online con carta di credito su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI:\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:IL GIOCO DELL’AMORE E DEL CASO
DESCRIPTION:Foto di scena: Il gioco dell’amore e del caso © MTM Teatro\nDebutto Nazionale \ndi Pierre Carlet de Chamblain de Marivaux\nnuova traduzione di Michele Zaffarano\nadattamento e regia Antonio Syxty \ncon Gaetano Callegaro\, Francesca Massari\, Francesco Martucci\, Jasmine Monti\, Filippo Renda \nregista assistente Filippo Renda\nscene Guido Buganza\ncostumi Valentina Volpi\ndisegno luci Fulvio Melli \nstaff tecnico Ahmad Shalabi\, Stefano Lattanzio\ndelegate di produzione Lisa Metelli\, Sofia Tieri\nproduzione Manifatture Teatrali Milanesi \nIl gioco dell’amore e del caso di Pierre Carlet de Chamblain de Marivaux è una commedia teatrale molto simile a un prezioso ingranaggio. Questo capolavoro\, esaltato come uno dei vertici della drammaturgia francese\, cattura l’attenzione degli spettatori con un intricato intreccio di travestimenti\, inganni e amori segreti. \nIn questa vera e propria commedia degli equivoci\, Marivaux mette in scena il classico scambio di ruoli\, quello tra padroni e servi\, che\, pur proponendosi uno scopo chiarificatore\, non porta altro se non ulteriori complicazioni di sentimenti e relazioni. \nAlcuni estratti dal testo originale (francese- italiano) – Scena IX\, Atto II \nDorante\nEt que pourrais-je espérer en tâchant de me faire aimer? Hélas! quand même je posséderais ton cœur… \nE cosa potrei sperare cercando di farmi amare? E poi\, anche se riuscissi a ottenere il tuo cuore… \nSilvia\nQue le ciel m’en préserve! quand tu le posséderais\, tu ne le saurais pas; et je ferais si bien que je ne le saurais pas moi-même. Tenez\, quelle idée il lui vient là! \n Che il cielo me ne scampi! Anche se riuscissi a ottenere il mio cuore\, tu non lo verresti comunque a sapere. E farei addirittura in modo di non saperlo nemmeno io. Ma guarda che idee che gli vengono!\nDorante \nIl est donc bien vrai que tu ne me hais\, ni ne m’aimes\, ni ne m’aimeras? \nQuindi è vero che non mi odi e non mi ami? E che non mi amerai?\nSilvia \nSans difficulté.\nSenza dubbio. \nLa giovane Silvia\, consapevole della difficoltà di trovare il ‘marito perfetto’\, tanto più che i cosiddetti ‘ottimi partiti’ si trasformano ben presto\, tra le mura domestiche\, in individui dispotici\, privi di spirito e di gentilezza\, attende con timore l’arrivo dell’uomo che il padre ha scelto come suo sposo. \nNasce così in lei il desiderio di poterlo osservare ‘da una certa distanza’\, prendendo il posto della sua cameriera\, Lisetta\, la quale a sua volta indosserà i panni della padrona.\nNon sa però che Dorando\, per lo stesso motivo\, ha deciso di fingersi servitore\, affidando al proprio servo Arlecchino\, il compito di impersonarlo. La commedia si conclude con un doppio matrimonio tra Silvia e Dorando e tra Arlecchino e Lisetta. \nTra dialoghi e continui malintesi\, il grande autore francese riesce a offrirci una commedia divertente\, brillante\, con momenti esilaranti non privi di una comica suspense. Riuscirà l’amore a trionfare sull’egoismo\, sui pregiudizi e sugli ostacoli che il destino si diverte a innalzare? \nRappresentato per la prima volta nel 1730 dalla Comédie italienne\, il testo esplora le sfumature dell’amore attraverso lo scambio di ruoli tra i personaggi\, offrendo una vivace girandola di emozioni e colpi di scena. L’opera\, ambientata a Parigi\, si distingue per la brillantezza delle interpretazioni e la profondità psicologica dei personaggi.\nAttraverso questa commedia\, Marivaux offre uno sguardo penetrante sulla metafisica del cuore\, evidenziando il trionfo della passione sull’egoismo e le convenzioni sociali\, incantando il pubblico con il suo intrigo avvincente e la sua raffinata analisi dell’amore e della società. \nNote di regia:\nUna nuova traduzione per Marivaux.\nQuando faccio teatro la prima cosa\, per il mio lavoro\, è avere a disposizione una lingua che possa produrre un suono coerente con il testo e con il dispositivo che il testo mette in atto\, inizialmente sulla pagina scritta e in un secondo momento nella trasposizione organica per la voce. Mi capita spesso – nella vita quotidiana – di notare come spesso scegliamo a caso le parole che pronunciamo per comunicare. Il più delle volte usiamo le parole con trascuratezza\, con approssimazione\, in modo sbrigativo perché ciò che ci preme è comunicare\, ma nello stesso tempo utilizziamo il dispositivo verbale senza la consapevolezza della sua ricchezza e potenzialità allegorica\, semantica\, metaforica.\nIl teatro non può e non deve uniformarsi al quotidiano\, soprattutto nel caso di un testo del 1730\, che è un dispositivo drammaturgico in grado di creare un disegno raffinato intorno a quelli che sono i meccanismi umani\, che regolano verità e rappresentazione di sé e dei propri sentimenti.\nPer questo ho chiesto a Michele Zaffarano\, già traduttore di autori francesi come Francis Ponge\, Christophe Tarkos\, Michel Onfray\, Alain Badiou\, Chare Baudelaire\, Jean-Marie Gleize e altri di fare una nuova traduzione dal testo francese originale di Marivaux.\nOgni traduzione è un tradimento dell’originale e il teatro è il luogo del tradimento\, ma la scelta che si fa del dispositivo verbale è fondamentale\, perché prima di ogni altra cosa la parola diventa suono e il suono entra nelle nostre orecchie generando vibrazioni di senso\, immaginazione e pensiero.\nIl dialogo fra traduttore e attori\, nella fase di studio del testo\, è stato fondamentale per scoprire le differenze culturali dell’utilizzo della lingua e dei modi di dire nel contesto culturale di origine contestualizzata in un periodo storico e a un contesto sociale e politico.\nAntonio Syxty \nLa scenografia di Guido Buganza e i costumi di Valentina Volpi\nIl gioco dell’amore e del caso di Marivaux è per me principalmente un meccanismo. Avevo affrontato questo testo nel 1998 e poi in un riallestimento nel 2001. Non è un testo molto rappresentato in Italia. La tradizione teatrale del nostro paese apprezza molto Moliere. In Francia è invece un grande classico e sicuramente i francesi lo rappresentano in modi e modalità che sono aderenti alla loro cultura e lingua.\nA distanza di molti anni il mio incantamento nei confronti di questo testo risiede ancora nel comportamento del ruolo che decidiamo di giocare (di mettere in atto) in un contesto sociale\, politico\, sentimentale.\nIl gioco del ruolo – inscritto nel nostro presente – è cosa ben nota\, anche se il teatro lo pratica concettualmente e di fatto da molto prima che i vari dispositivi di comunicazione digitale abbiano messo in atto la modalità del fake.\nCiò che sembra non è\, e viceversa\, ma quando ci sono di mezzo i sentimenti e la vita la faccenda si fa più complicata. Perché non possiamo uscire dai ruoli che ci siamo definiti o che abbiamo assunto per mascherare il vero? Quando mascheriamo il vero che cosa è vero di ciò che scegliamo di comunicare? E se quando usciamo dal “ruolo vero” per entrare in altri ruoli che non sono tali complicassimo a noi e agli altri la percezione del reale? Per questi e altri pensieri ho chiesto a Guido Buganza una sorta di limbo visivo spirituale e minimal\, in cui poter far convergere comportamenti e modalità di spazio e movimento che diano la sensazione di essere all’interno di una “bolla trasparente” e apparentemente senza confini e invisibile. Quindi il lavoro si è basato su una forma di astrazione che non vuole citare iconicamente alcun fregio consolatorio e di stile relativo al periodo storico.\nSospensione e non neutralità\, però.\nHo avvertito anche la necessità di un’intrusione visiva che facesse risultare lo spazio della scena quasi una forma di installazione\, che per certi aspetti potremmo avvicinare alle nuvole di Berndnaut Smilde\, anche se nel nostro caso al posto della nuvola c’è un primate della famiglia degli ominidi\, un gorilla.\nFin dall’antichità i primati hanno incuriosito e inquietato per la loro somiglianza\, diventando\, a seconda dei casi\, un termine di paragone buffo o imbarazzante. Se il Medioevo ne fece un’allegoria del vizio\, mentre il Rinascimento ne colse soprattutto l’aspetto grottesco\, nell’età classica e nel secolo dei Lumi la scimmia divenne oggetto e spunto di riflessioni filosofiche\, in particolare intorno al rapporto uomo/natura\, in un periodo in cui la visione fondata sui dogmi cristiani cominciava a essere messa in discussione.\nIl “nostro” gorilla è colorato e monocromo (simile a un’icona wharoliana) \, dipinto alla stregua dei modi della street-art\, ma indossa anche lui una maschera a voler emulare gli umani nei loro bizzarri travestimenti e traccheggiamenti. La nostra forma-sembiante-simulacro pende dall’alto e sovrasta la bolla abitandola e assurgendo a deus-ex-machina della vicenda.\nAnche nei costumi chiesti a Valentina Volpi l’intento è quello di sovrastare la citazione di abiti del 1700\, ingabbiandoli in un segno che possa anch’esso installarsi nel dispositivo scenico e dei comportamenti interpretativi. Anche per accessori e copricapi l’intento è quello truccare (falsificare?) l’iconografia in modo da creare delle interferenze o glitch di percezione (quasi un errore non prevedibile)\, in realtà voluto e ricercato. \nConsiderazioni in conclusione\nI segni\, nel teatro della messa in scena\, sono congruenti o congruenti a seconda di come li vogliamo disporre e combinare. Allo stesso modo anche l’interpretazione si combina in un dispositivo atto a mettere il vero nel falso e viceversa\, senza pretese psicologiche “moderne”.\nIn fondo Marivaux si diverte con il personaggio di Orgone\, padre di Silvia (e al pari del suo omologo: il padre di Dorante) a orchestrare l’architettura della finzione dichiarandola apertamente allo spettatore già all’inizio della pièce.\nL’arte combinatoria è quella che può far coincidere la trama del disegno o anche di fuorviarla per crearne uno analogo\, ma non identico\, quindi possibile anch’esso. Lo spostamento degli equilibri e delle combinazioni dei segni sono per me (e lo sono sempre stati) pattern mentali\, visivi e emotivi in grado di riattivare la circolazione del sangue e del pensiero\, in continue derive di senso e di significato.\nMarivaux\, in questo\, è un tavolo da gioco ideale\, per lanciare il coup de dés che n’abolira jamais le hasard per dirla con Mallarmé.\nAntonio Syxty \nTeatro Litta\nlunedì/sabato ore 20.30\nintero € 30\,00 – convenzioni € 24\,00 – ridotto Arcobaleno (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno) € 24\,00 – Under 30 e Over 65 € 17\,00 – Università € 17\,00 – scuole di Teatro € 19\,00 – scuole civiche Fondazione Milano\, Piccolo Teatro\, La Scala e Filodrammatici € 11\,00 – Scuole MTM € 10\,00 – ridotto DVA € 15\,00 tagliando Esselunga di colore ROSSO \nInvito a Teatro – Manifatture Teatrali Milanesi \nInfo e prenotazioni biglietteria@mtmteatro.it – 02.86.45.45.45\nScarica l’App di MTM Teatro e acquista con un clic \nBiglietti sono acquistabili sul sito www.mtmteatro.it e sul sito e punti vendita vivaticket.it.\nI biglietti prenotati vanno ritirati nei giorni precedenti negli orari di prevendita e la domenica a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
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LOCATION:MTM Teatro Litta\, Corso Magenta 24\, Milano\, 20123\, Italy
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