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SUMMARY:I LEGNANESI: I PROMOSSI SPOSI di Mitia Del Brocco al Teatro Manzoni di Milano
DESCRIPTION:Foto di scena: I Promossi Sposi – Teresa e Giovanni © I Legnanesi\nDall’8 gennaio al 22 febbraio 2026\nferiali ore 20\,45 – domenica ore 15\,30\nsabato 10 e 24 gennaio\, 7 e 21 febbraio ore 15\,30 e 20\,45 \ncon\nAntonio Provasio\, Enrico Dalceri\, Italo Giglioli \nregia\nAntonio Provasio \nScenografia\, musiche e costumi\nEnrico Dalceri \nCoreografie\n       Valentina Bordi        \nI Legnanesi Sito Web \n \n \nDopo il successo di Ricordati il Bonsai con oltre 160.000 spettatori in tutta Italia\, I Legnanesi presentano I Promossi Sposi\, una nuova\, esilarante commedia che promette risate\, emozioni e riflessioni profonde sul valore dei sentimenti e delle relazioni\, insieme alla Teresa\, la Mabilia e il Giovanni.\nIl nuovo spettacolo non è una rivisitazione in chiave moderna de “I promessi sposi”\, ma un omaggio ad Alessandro Manzoni\, o meglio\, al suo modo inconfondibile di indagare l’animo umano. “Lisander”\, come affettuosamente lo chiamavano gli amici lombardi\, diventa l’ispiratore di un viaggio teatrale nei sentimenti più autentici\, quelli che resistono al tempo e alle convenzioni. Una trama travolgente tra amore\, identità e ironia. \nLa trama\nTutto ha inizio con una notizia incredibile: Giovanni\, insolitamente triste e abbattuto\, comunica a Teresa e Mabilia qualcosa che sconvolge la quotidianità della famiglia Colombo. Un errore di vecchie scartoffie comunali sembra infatti rivelare che Teresa e Giovanni… non sono mai stati sposati davvero! Da qui prende vita un susseguirsi di malintesi\, imprevisti e gag irresistibili\, in perfetto stile Legnanesi\, dove la comicità popolare si intreccia con la dolcezza dei sentimenti veri. Tra risate e colpi di scena\, i protagonisti si troveranno a fare i conti con ciò che davvero li unisce: l’amore\, quello autentico\, che va oltre ogni carta bollata e ogni formalità. Come ricordava proprio Manzoni\, “il cuore è un guazzabuglio”… e I Legnanesi\, con la loro inconfondibile ironia\, ce lo raccontano ancora una volta\, tra dialetto\, musica\, scenografie brillanti e momenti di pura poesia popolare. \nI protagonisti \nTeresa (interpretata da Antonio Provasio): capofamiglia indiscussa\, è la tipica donna di cortile\, dal carattere forte e dominante. A tratti un po’ bisbetica e severa\, ha però un cuore grande e generoso\, sempre pronta ad aiutare le donne del suo cortile. Alle prese con un marito “avvinazzato e pigro” e una figlia “zitella e sognatrice”\, Teresa è una donna che\, nonostante le difficoltà\, riesce sempre e comunque a tenere la famiglia unita e sulla retta via. \nMabilia (interpretata da Enrico Dalceri): figlia zitella di Teresa\, incarna il cliché di un certo mondo femminile di provincia\, dove l’apparenza è tutto. È una ragazza che sogna di emergere e diventare una soubrette\, sempre al di sopra delle sue possibilità\, ma incapace di staccarsi da mamma e papà. Mabilia\, con la sua vanità e i suoi sogni di gloria\, è un personaggio esilarante che strizza l’occhio al pubblico più giovane\, rappresentando l’eterna lotta tra aspirazioni e realtà. \nGiovanni (interpretato da Italo Giglioli): unico uomo del cortile\, è costantemente ignorato e poco considerato sia dalla moglie che dalla figlia. La sua vita si divide tra casa\, lavoro e osteria. Di poche parole\, Giovanni è un personaggio inconfondibile\, con il naso perennemente rosso e una camminata incerta\, tipica di chi alza un po’ troppo il gomito. Con la sua semplicità e la sua ironia sottile\, Giovanni è il simbolo dell’uomo comune\, pacato e senza pretese. \nBIGLIETTI:\nPrestige € 53\,00 – Poltronissima € 43\,00 – Poltrona € 35\,00 \nPer acquisto:\nbiglietteria del Teatro\nonline\ntelefonicamente 027636901\ncircuito Ticketone
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SUMMARY:SCANDALO di Ivan Cotroneo al Teatro Manzoni di Milano
DESCRIPTION:Foto di scena: Scandalo © Manuela Giusto\nGianpiero Mirra e Daniela De Rosa per Diana Or.I.S. \n presentano: \n\nDal 9 al 21 dicembre 2025\nferiali ore 20\,45 – domenica ore 15\,30\nsabato 20 dicembre ore 15\,30 e 20\,45\n \nANNA VALLE \nGIANMARCO SAURINO \nSCANDALO \n\nuno spettacolo scritto e diretto da IVAN COTRONEO \ncon\nOrsetta De’ Rossi\nAngelo Tanzi\, Matilde Pacella \n\nScene Monica Sironi\, costumi Alberto Moretti\nDisegno luci Cesare Accetta\, Musiche originali Gabriele Roberto \n\nIl desiderio di una donna fa sempre paura.\nNon se ne parla mai\, porta scompiglio\, è eversivo\, rivoluzionario\, scandaloso. \nTrama\nIn Scandalo\, il nuovo lavoro teatrale scritto e diretto da Ivan Cotroneo dopo il successo di ‘Amanti’\, si racconta di sentimenti\, seduzione\, manipolazione.\nLaura ha cinquant’anni\, è una scrittrice\, ma soprattutto\, per il mondo\, letterario e non\, è stata la ‘sposa bambina’ di uno scrittore molto famoso e molto più grande di lei\, che è recentemente scomparso. Nella sua villa sull’Appia Antica\, appena fuori Roma\, in compagnia della sua editor Giulia e di un vicino\, Roberto\, e con l’aiuto di Maria\, una ragazza che vive in casa\, Laura sembra poco interessata sia a riprendere a scrivere che a riprendere a vivere. Sostanzialmente è sola.\nFino a quando in casa non arriva Andrea\, un giovane uomo che suo marito Goffredo prima di morire aveva assunto per riorganizzare la loro grande libreria. Andrea è diretto\, sfrontato\, audace.\nFra Laura e Andrea ci sono gli stessi 24 anni di differenza che separavano Laura da Goffredo. E come all’epoca Laura aveva fatto scandalo per la sua relazione con un uomo famoso e più grande\, ora sa esattamente lo scandalo che provocherà nel momento stesso in cui le sue labbra si avvicinano a quelle di Andrea. E niente sarà più come prima. \nNota di Ivan Cotroneo\n«Scandalo è una commedia brillante sul pregiudizio\, sui rapporti fra il maschile e il femminile\, sui tabù che crediamo di esserci lasciati alle spalle e che continuano invece a tormentarci\, sull’audacia e la spregiudicatezza che spesso la società legittima per gli uomini\, ma mai per le donne.\nUn testo divertente e lucidamente spietato sul sesso\, sull’amore\, su tutto ciò che si può dire e non dire\, fare e non fare o\, nel mondo letterario\, scrivere e non scrivere. Un racconto su una donna di oggi\, libera\, spregiudicata\, per tutti vittima inconsapevole del suo desiderio\, e un giovane uomo che forse la sta usando\, o forse le sta solo dando l’attenzione e l’amore di cui lei ha bisogno.\nL’amore è sempre uno scambio. Sono i termini e gli oggetti di questo scambio a renderlo più o meno scandaloso\, inaccettabile o immorale». \n  \nBIGLIETTI\nPrestige € 37\,00 – Poltronissima € 34\,00 – Poltrona € 26\,00 – Poltronissima under 26 anni € 18\,00 \nPer acquisto:\nbiglietteria del Teatro\nonline https://www.teatromanzoni.it/acquista-online/?event=3972906\ntelefonicamente 027636901\ncircuito Ticketone
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SUMMARY:L’AVARO di Molière
DESCRIPTION:Foto di scena: L’avaro © Federico Pitto\nTeatro Nazionale di Genova\, a.ArtistiAssociati Centro di produzione teatrale\nTeatro Stabile di Bolzano\, Centro Teatrale Bresciano \npresentano: \nTEATRO MANZONI\nDal 18 febbraio al 2 marzo 2025\nferiali ore 20\,45 – domenica ore 15\,30\nsabato1° marzo ore 15\,30 e 20\,45 \nL’AVARO\ndi Molière\nregia Luigi Saravo\ntraduzione e adattamento Letizia Russo \ninterpreti Ugo Dighero\, Mariangeles Torres\, Fabio Barone\, Stefano Dilauro\, Cristian Giammarini\,\nPaolo Li Volsi\, Carolina Leporatti\, Rebecca Redaelli\, Luigi Saravo \nmusiche Paolo Silvestri\ncostumi Lorenzo Russo Rainaldi\nscene Luigi Saravo\, Lorenzo Russo Rainaldi\nmovimenti coreografici Claudia Monti\nluci Aldo Mantovani \nUgo Dighero\, già apprezzatissimo protagonista di opere di Stefano Benni e Dario Fo\, si confronta per la prima volta con un grande classico\, interpretando Arpagone nel nuovo allestimento diretto da Luigi Saravo. \nNella commedia di Molière si assiste a un epico scontro tra sentimenti e soldi. Il protagonista è disposto a sacrificare la felicità dei figli\, pur di non dovere fornire loro una dote e anzi acquisire nuove ricchezze attraverso i loro matrimoni. \n«L’Avaro di Molière ruota attorno a un tema centrale\, cui tutti gli altri si riconnettono: il danaro – afferma il regista – Il conflitto tra Arpagone e il suo entourage è il conflitto tra due visioni economiche: una consumistica e una conservativa. Nella nostra contemporaneità\, in cui vige l’imperativo di far circolare il danaro inseguendo una crescita economica infinita\, il gesto immobilista di Arpagone\, ossessionato dall’idea di non intaccare il proprio patrimonio\, suona quasi sovversivo\, in opposizione alla tirannia del consumo». \nLa regia di Saravo ambienta lo spettacolo in una dimensione che rimanda al nostro quotidiano\, giostrando riferimenti temporali diversi\, dagli smartphone agli abiti anni Settanta agli spot che tormentano Arpagone (la pubblicità è il diavolo che potrebbe indurlo nella tentazione di spendere il suo amato denaro). Anche le musiche originali di Paolo Silvestri si muovono su piani diversi\, mentre la nuova traduzione di Letizia Russo\, fresca e diretta\, contribuisce a dare al tutto un ritmo contemporaneo. \nA fianco di Ugo Dighero\, Mariangeles Torres è impegnata in un doppio ruolo: sarà Freccia\, il servitore che sottrae la cassetta di denaro di Arpagone\, e la domestica / mezzana Frosina\, ovvero i due personaggi che muovono l’azione\, scatenando l’irresistibile gioco degli equivoci\, sino al ribaltamento di tutte le carte in tavola. \nL’Avaro di Molière: dall’analisi dei bisogni alla fine dei sogni – Note di Luigi Saravo\nLa narrazione de L’Avaro di Molière ruota attorno a un tema centrale\, cui tutti gli altri si riconnettono: il danaro.\nIl danaro e la sua conservazione\, il suo sperpero\, il gioco d’azzardo\, l’acquisto di beni e il loro degrado che porta all’acquisto di nuovi beni\, i prestiti\, gli interessi e i rapporti di potere che dal danaro discendono.\nNella nostra contemporaneità orientata al consumo\, definita dalla necessità di far circolare il danaro inseguendo una crescita economica infinita\, il gesto conservativo e immobilista di Arpagone\, dal punto di vista finanziario\, ci suona come sovversivo\, in netta opposizione alla tirannia consumistica\, alla pubblicità che ne è motore\, e a quella patologia del desiderio che vede nella sostituzione il suo fondamento. Se analizziamo il fulcro del testo\, ovvero il conflitto tra Arpagone e il suo entourage\, ci troviamo di fronte al conflitto di due visioni economiche: una consumistica di stampo capitalistico novecentesco e una\, relativamente nuova\, conservativa\, che si oppone al consumo e si orienta alla conservazione dei beni\, al loro riutilizzo\, al loro scambio e\, infine\, alla protezione di essi\, primi tra tutti quei beni definiti come “beni naturali”. Non vogliamo dire che Arpagone sia un eroe positivo\, che sia mosso da una spinta ideologica\, ma\, senz’altro\, che con la sua attitudine si ponga chiaramente in opposizione all’economia capitalistica novecentesca e più in linea con la visione conservativa. Intorno a lui si muovono gli altri personaggi\, apparentemente vittime della sua tirannia\, ma\, in realtà\, figure votate a ideali ben riconoscibili in questo slittamento di contesto. Queste figure lamentano la loro prigionia\, la loro sottomissione forzata alle volontà di Arpagone\, ma in realtà sono sottomesse soprattutto al vincolo economico che le lega a lui\, potenzialmente capaci di sottrarsi a quella tirannia abbandonando la casa e gli averi promessi da eredità e salari. E in ultimo\, per dirla con Voltaire: gli uomini odiano coloro che chiamano avari solo perché non ne possono cavar nulla. \nPERSONAGGI e INTERPRETI:\nARPAGONE padre di Cleante e di Elisa\, innamorato di Marianna Ugo Dighero\nCLEANTE figlio di Arpagone\, amante di Marianna Stefano Dilauro\nELISA figlia di Arpagone e sorella di Cleante\, amante di Valerio Carolina Leporatti\nVALERIO figlio di Anselmo\, amante di Elisa Fabio Barone\nMARIANNA amante di Cleante\, amata da Arpagone Rebecca Redaelli\nANSELMO padre di Valerio e di Marianna Cristian Giammarini\nFROSINA ruffiana Mariangeles Torres\nMASTRO SIMON faccendiere Cristian Giammarini\nMASTRO GIACOMO cuoco e cocchiere di Arpagone Paolo Li Volsi\nSAETTA servo di Cleante Mariangeles Torres\nCOMMISSARIO Luigi Saravo \nBIGLIETTI:\nPrestige € 37\,00 – Poltronissima € 34\,00 – Poltrona € 26\,00 – Poltronissima under 26 anni € 18\,00\nPer acquisto:\nbiglietteria del Teatro\nonline\ntelefonicamente 027636901\ncircuito Ticketone
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SUMMARY:TOOTSIE
DESCRIPTION:Foto di scena: Tootsie – Paolo Conticini © PeepArrow Entertainment – Il Sistina\nDal 26 dicembre al 1 gennaio\nferiali ore 20\,45 – domenica ore 15\,30\n26 dicembre e 1 gennaio ore 17\,30\n31 dicembre ore 16\,00 e ore 21\,00 \nPer la prima volta in Italia \nTOOTSIE\nla nuova commedia musicale firmata Massimo Romeo Piparo\nAl Teatro Manzoni di Milano per tutte le feste di Natale \nDivertente\, romantico e con una irresistibile vena dissacrante che fa sorridere ma anche riflettere: per la prima volta in Italia è in scena “Tootsie”\, il nuovo Musical firmato e adattato in italiano da Massimo Romeo Piparo tratto dal famoso film del 1982 di Sydney Pollack con l’indimenticabile interpretazione di Dustin Hoffman. \nInterpretato dall’inedita ma affiatatissima coppia formata da Paolo Conticini – già protagonista acclamato di successi come “Mamma Mia!” e “The Full Monty”- ed Enzo Iacchetti che torna finalmente al Musical dopo il grande successo personale ottenuto nei panni di Zazà ne “Il Vizietto”\, “Tootsie” –già in tour da novembre- sarà in scena da giovedì 26 dicembre e per tutte le feste di Natale\, fino a mercoledì 1° gennaio. \nDopo i grandissimi successi e le novità degli ultimi anni\, da “Cats” a “Matilda”\, e al trionfale ritorno di “Jesus Christ Superstar”\, Massimo Romeo Piparo porta in scena un nuovo spettacolo\, destinato a sorprendere e conquistare il cuore degli spettatori. \n«Come sempre il Teatro arriva più in fondo e in modo più diretto al cuore dei temi fondamentali della nostra società”\, afferma Massimo Romeo Piparo. «In un momento in cui si fa tanto parlare (o urlare) di temi così delicati e sensibili come “sessismo”\, “patriarcato”\, “identità”\, Tootsie\, con leggerezza e grande ironia\, oltre che con la ineguagliabile forza della musica\, li rappresenta in modo chiaro e deciso\, affidando a poche ma significative indimenticabili battute la prova di quanta confusione ci sia ancora oggi tra “essere” e “apparire”. Nella versione teatrale si aggiunge anche una caustica e pungente critica all’intero mondo dello showbusiness in cui – purtroppo – la differenza tra i sessi è ancora marcatamente segnata. La mia versione italiana – continua Piparo – tiene fedelmente conto dell’indirizzo dato dagli autori e ne esalta tutta l’ironia e la rinnovata comicità\, integrandola grazie anche alla grande ispirazione che una inedita e strepitosa coppia di attori come Conticini e Iacchetti mi hanno fornito. Un cast di grandissimi professionisti\, tutti perfettamente aderenti ai propri ruoli\, ha completato la ricetta che mi ha permesso di offrire al pubblico italiano un prodotto attualissimo\, scorrevole e di grande intrattenimento\, che per la prima volta in Italia viene rappresentato dopo il suo successo a Broadway. Tootsie è un (meritato e doveroso) inno alle donne\, uno spettacolo al femminile anche quando a parlarne… sono gli uomini\, che potremmo condensare nella celeberrima battuta finale: “sono stato un uomo migliore con te\, da donna…di quanto non lo sia stato con le altre donne…da uomo. Devo solo imparare a farlo…senza la gonna!». \nCon il libretto di Robert Horn\, vincitore del Tony Award per questo titolo\, e la musica e i testi di David Yazbek\, già autore di un altro grande successo come “The Full Monty\, “Tootsie” è classificato come una delle migliori commedie di tutti i tempi nella lista stilata dall’American Film Institute e acclamato come “Il Musical più divertente di Broadway!” (The New York Post)\, oltre ad aver ricevuto l’incredibile cifra di 11 nomination agli Oscar del Musical (Tony Award)\, tra cui quello per il miglior musical e la migliore colonna sonora originale. \nLo spettacolo\, prodotto da PeepArrow Entertainment in collaborazione con Il Sistina\, racconta la storia di Michael Dorsey (Paolo Conticini)\, un bravo attore con un particolare talento per… non riuscire a mantenere un lavoro! Avvilito e disoccupato\, Michael decide di fare un ultimo\, disperato tentativo per realizzare i suoi sogni: si presenta al provino del musical sequel di Giulietta e Romeo\, travestito da donna con il nome di Dorothy Michaels e\, dopo un’ottima performance\, lo vince. In una fulminea ascesa verso la celebrità di Broadway\, Michael (travestito da Dorothy) diventa presto un’attrice amatissima dal pubblico ma\, mentre il lavoro comincia ad andare a gonfie vele\, Michael si innamora di una sua collega. Sarà il suo amico e coinquilino Jeff (Enzo Iacchetti)\, uno squattrinato ma navigato scrittore che per sopravvivere gestisce un ristorante\, a metterlo di fronte alla realtà\, facendogli realizzare che mantenere quel successo “di attrice” è molto più difficile di quanto si possa aspettare. \nCon il suo ritmo serrato\, la coinvolgente colonna sonora e una vicenda incredibilmente attuale\, “Tootsie” è una commedia brillante e piena di colpi di scena\, che si prende amabilmente gioco dell’intero mondo dello showbusiness con le sue dinamiche distorte\, in cui “merito” e “scorciatoia” spesso si confondono. Ma la storia di Michael\, grazie anche allo scoppiettante rapporto con il suo alter-ego Jeff\, offre anche l’occasione per riflettere su temi importanti\, come l’amore e il rapporto tra i sessi\, l’identità e il ruolo della donna nella società\, la genialità e il coraggio di rischiare per guadagnarsi un’opportunità per emergere. Celeberrima la frase finale che il camaleontico Dustin Hoffman rivolge alla sua amata nel disperato tentativo di “giustificare” il suo scambio di identità: «Sono stato un uomo migliore con te da ‘donna’\, di quanto lo sia stato con le altre donne da ‘uomo’». \nPer San Silvestro sono previste 2 recite\, alle ore 16\,00 e alle ore 21\,00. Al termine della recita delle 21\,00\, allo scoccare della mezzanotte\, si brinderà al nuovo anno con spumante\, panettone e un buffet di dolci insieme alla Compagnia.\nInoltre in occasione della recita delle ore 21\,00 sarà possibile cenare nel foyer del Teatro a partire dalle ore 20\,00. Info su prenotazione\, prezzo e menù sul sito del Teatro alla pagina di questo link \nLa realizzazione di Tootsie – unitamente alla prossima produzione di “West Side Story” sancisce per Peeparrow Entertainment e per il Teatro Sistina l’inizio dell’importante partnership con Fineco che per un biennio sarà Main Sponsor delle rispettive attività. Una collaborazione prestigiosa e di grande qualità che vede affiancate due realtà molto affermate nei rispettivi ambiti. \nTOOTSIE\nMusica e testi di David Yazbek\nLibretto di Robert Horn\nTratto dalla storia di Don McGuire e Larry Gelbart e dal film Columbia Pictures prodotto da Punch Production\, interpretato da Dustin Hoffman\nRegia e adattamento di Massimo Romeo Piparo\nProdotto da PeepArrow Entertainment e Il Sistina\nin accordo con Music Theatre International (Europe) Limited: www.mtishows.eu \nTEAM CREATIVO\nEmanuele Friello Direzione Musicale\nTeresa Caruso Scene\nCecilia Betona Costumi\nRoberto Croce Coreografie\nUmile Vainieri Luci\nStefano Gorini Suono \nCon\nPaolo Conticini nel ruolo di Michael Dorsey/ Dorothy Michaels\ncon la partecipazione di Enzo Iacchetti nel ruolo di Jeff \nE con\nBeatrice Baldaccini/ Julie\nIlaria Fioravanti/ Sandy\nMatteo Guma / Max\nMassimiliano Carulli / Ron\nElena Mancuso-Gea Rambelli / Rita\nSebastiano Vinci / Stan\nNico Colucci / Clar\nFabrizia Scaccia / Suzie\nRoberto Tarsi / Stuart \nEnsemble\nMartina Bassarello\nBenjamin Bemporad\nMatteo Germinario\nSilvia Giacobbe\nPaolo Giammona\nGinevra Grossi\nClara Intorre\nAlice Longo\nDenis Scoppetta \nBIGLIETTI\nPrestige € 58\,00 – Poltronissima € 49\,00 \n31 dicembre ore 16\,00\nPrestige € 63\,00 – Poltronissima € 54\,00 \n31 dicembre ore 21\,00\nPrestige € 115\,00 – Poltronissima € 97\,00 \nPer acquisto:\nbiglietteria del Teatro\nonline\ntelefonicamente 027636901\ncircuito Ticketone
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SUMMARY:NATALE IN CASA CUPIELLO di Eduardo De Filippo
DESCRIPTION:Foto di scena: Natale in casa Cupiello – Vincenzo Salemme © Chi è di scena – Diana Or.I.S.\nChi è di scena e Diana Or.I.S.\npresentano: \nDal 26 novembre all’8 dicembre 2024\nferiali e 7 dicembre ore 20\,45 – domenica ore 15\,30    \nVINCENZO SALEMME\n\nNATALE IN CASA CUPIELLO\ndi Eduardo De Filippo \nScene Luigi Ferrigno    Costumi Francesca Romana Scudiero\nLuci Cesare Accetta    Musiche Nicola Piovani\n \nRegia VINCENZO SALEMME  \nINTERPRETI E PERSONAGGI:\nVincenzo Salemme è Luca Cupiello; Antonella Cioli è Concetta; Antonio Guerriero è Tommasino; Franco Pinelli è Pasquale; Vincenzo Borrino è Nicola Percuoco; Sergio D’Auria è Vittorio Elia; Fernanda Pinto è Ninuccia; Oscarino Di Maio è Raffaele; Agostino Pannone è Luigi Pastorelli; Pina Giarmanà è Carmela; Geremia Longobardo è Il dottore; Nuvoletta Lucarelli è Olga Pastorelli; Gennaro Guazzo è Alberto; Marianna Liguori è Rita. \nVINCENZO SALEMME IN TEATRO RITROVA EDUARDO DE FILIPPO \nNatale in casa Cupiello\, la commedia eduardiana per eccellenza\, nella messa in scena di uno dei più celebrati protagonisti del teatro di oggi \nRispettando il testo originale\, Salemme ha compiuto l’impresa di “modernizzare” una delle commedie più conosciute del Teatro del Novecento\, lavorando come mai prima sulla trasposizione di quei dialoghi e di quella gestualità che fanno parte della tradizione e della cultura del nostro Paese: «Mi sono avventurato nel capolavoro di Eduardo\, mettendo in piedi una macchina pazzesca\, davanti e dietro le quinte\, a cui lavorano più di 40 persone. Portare in scena per la prima volta un’opera così fondamentale per il teatro italiano è stata una gioia immensa. Attraverso il meraviglioso testo di Eduardo\, ‘respirando’ le sue parole ho potuto riscoprire una civiltà culturale che credo si stia affievolendo nel mondo di oggi. Anche per questa ragione\, quindi\, non potrei essere più felice di averlo ritrovato sul palco». \nDopo la strepitosa tournée dello scorso anno che ha registrato il tutto esaurito nei maggiori teatri Italiani\, ‘Natale in casa Cupiello’\, diretta e interpretata da Vincenzo Salemme\, è un successo letteralmente travolgente\, il pubblico entusiasta ha accolto con grandi consensi il “presepio” di Eduardo De Filippo\, in una nuova versione inedita a cui il regista e drammaturgo lavorava da tempo. \nVincenzo Salemme e la sua compagnia riprendono per il secondo anno  questo testo capolavoro del teatro mondiale\, rievocando un tempo nel quale lo stesso Salemme ha iniziato a muovere con entusiasmo e passione i primi passi nel mondo del teatro\, incontrando proprio il Maestro Eduardo nel 1977: «Andai a Cinecittà per provare a fare la comparsa in qualcuna delle sue commedie che stava registrando per la Rai. E lo incontrai in una pausa della lavorazione. Aveva sulle spalle lo scialle color vinaccia pallido\, un camicione da notte e i mutandoni che finivano dentro i calzettoni di lana. Era il costume della commedia più bella\, più amara\, più divertente\, più sentimentale\, più intensa\, più malinconica\, più festosa\, più struggente della storia: Natale in casa Cupiello. Sono passati\, da allora\, ben 46 anni. Nel frattempo\, sono diventato attore a tempo pieno e\, dopo aver avuto il privilegio di lavorare con Eduardo nei suoi ultimi due anni di palcoscenico\, ho potuto continuare a frequentare il suo magnifico teatro grazie ai 12 anni nella compagnia del figlio Luca. Poi da più di 30 anni scrivo e metto in scena commedie e spettacoli scritti da me. E ho avuto anche la fortuna di lavorare nel cinema come attore\, regista e sceneggiatore».  \nTra i protagonisti più apprezzati dello Spettacolo\, da più di 30 anni scrive e mette in scena commedie e spettacoli scritti da lui\, spesso portati anche al Cinema\, dove lavora con successo come attore\, regista e sceneggiatore. «Ma la voglia di tornare in quella casa degli anni ‘40 del secolo scorso\, di sentire il freddo del dopoguerra addolcito dai preparativi del presepe\, la voglia di rivedere quel prototipo di bamboccione\, indimenticabile nelle sembianze di Luca De Filippo\, la voglia di sentire le  zampogne a fare da colonna sonora alla forza travolgente e incontrollabile delle passioni della figlia\, la voglia di rivedere la potenza disperata di Concetta/Pupella\, le sue lacrime di fronte al pericolo della disgregazione familiare\, la voglia di abbracciare la tenera impotenza di Luca Cupiello di fronte alle promesse disilluse della vita\, quella voglia non mi ha mai lasciato. Ecco perché ho deciso di mettere in scena questo capolavoro. E di farlo come io ho imparato a fare in questo mestiere. Con semplicità e amore. Amore per le mie origini\, amore per Eduardo\, per Luca\, amore per quei Natali passati davanti alla televisione per scaldarci il cuore tra una manciata di struffoli e una giocata a tombola».\nBuon “Natale in casa Cupiello” a tutte e a tutti! \nBIGLIETTI\nDa martedì a venerdì\nPrestige € 41\,00 – Poltronissima € 36\,60 – Poltrona € 26\,50 – Poltronissima under 26 anni € 18\,50 \nSabato e domenica\nPrestige € 46\,00 – Poltronissima € 40\,00 – Poltrona € 29\,00 – Poltronissima under 26 anni € 21\,50 \nPer acquisto:\nbiglietteria del Teatro\nonline\ntelefonicamente 027636901\ncircuito Ticketone
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SUMMARY:IL MERCANTE DI VENEZIA di William Shakespeare
DESCRIPTION:Foto di scena: Il mercante di Venezia © Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\nTeatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, Centro Teatrale Bresciano e Teatro de Gli Incamminati\npresentano: \nDal 7 al 19 maggio 2024\nferiali ore 20\,45 – domenica ore 15\,30\nsabato 18 maggio ore 15\,30 e 20\,45 \nIL MERCANTE DI VENEZIA\ndi William Shakespeare\ntraduzione Masolino D’Amico \ncon FRANCO BRANCIAROLI\nPIERGIORGIO FASOLO\ne  (in ordine di apparizione)\nEmanuele Fortunati\, Riccardo Maranzana\, Stefano Scandaletti\, Lorenzo Guadalupi\,\nGiulio Cancelli\, Valentina Violo\, Mauro Malinverno\, Mersila Sokoli\, Veronica Dariol \nregia e adattamento di PAOLO VALERIO\nscene di Marta Crisolini Malatesta\ncostumi di Stefano Nicolao\nluci di Gigi Saccomandi\nmusiche Antonio Di Pofi\nmovimenti di scena Monica Codena\nSi ringrazia per la collaborazione Laura Pelaschiar dell’Università degli Studi di Trieste \nCon i suoi potenti temi universali “Il mercante di Venezia” di William Shakespeare – rappresentato per la prima volta a Londra nel 1598 – pone al pubblico contemporaneo questioni di assoluta necessità: scontri etici\, rapporti sociali e interreligiosi mai pacificati\, l’amore\, l’odio\, il valore dell’amicizia e della lealtà\, l’avidità e il ruolo del denaro.\nÈ un testo fondamentale che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia assieme al Centro Teatrale Bresciano e al Teatro de Gli Incamminati producono in un nuovo\, raffinato allestimento firmato da Paolo Valerio: lo interpreta una notevole compagnia d’attori capeggiata da Franco Branciaroli\, che offrirà una prova magistrale nel ruolo di Shylock\, figura sfaccettata\, misteriosa\, crudele nella sua sete di vendetta\, ma che spiazza gli spettatori suscitando anche la loro compassione.\nA lui\, ebreo\, usuraio\, si rivolge Antonio\, ricco mercante veneziano\, che pur avendo impegnato i suoi beni in traffici rischiosi non esita a farsi garante per l’amico Bassanio che ha bisogno di tremila ducati per armare una nave e raggiungere Belmonte\, dove spera di cambiare il proprio destino. Shylock che ha livore verso i gentili e sete di vendetta per il disprezzo che gli mostrano\, impone una spietata obbligazione. Se la somma non sarà restituita\, egli pretenderà una libbra della carne di Antonio\, tagliata vicino al cuore.\nParallelamente allo scellerato patto che Antonio sottoscrive\, evolvono altre linee del plot creando un’architettura drammaturgica di simmetrie e specularità dense di senso.\nC’è la dimensione di Belmonte\, una sorta di Arcadia dove la nobile Porzia\, obbedendo al volere del padre\, si concederà in sposa solo al pretendente che risolverà un enigma scegliendo quello giusto fra tre scrigni: a ciò ambisce Bassanio che vince optando per lo scrigno più povero. Specularmente agisce Jessica\, bellissima figlia di Shylock\, che invece tradendo le aspirazioni paterne\, si unisce a un cristiano e fugge rubando un anello appartenuto alla madre. E se Porzia e Bassanio declinano il loro amore in modo “alto” più popolare ma simmetrico appare il rapporto fra l’amico di lui – Graziano – e Nerissa\, fidata cameriera di Porzia.\nSarà l’intelligentissima dama “en travesti” ad intervenire come avvocato in difesa di Antonio\, quando questi – perdute le sue navi – si troverà nella drammatica condizione di pagare la cruenta obbligazione a Shylock. Con argute argomentazioni salverà la vita ad Antonio\, punirà la furia vendicativa dell’usuraio\, assicurerà sostanze e futuro a Jessica riuscendo anche a rimproverare al marito Bassanio la sua scarsa costanza. Un mondo mutevole e vibrante di personaggi che incarnano inquietudini\, chiaroscuri e complessità di modernità assoluta.\nPiermario Vescovo in “Una lettura di “The Merchant of Venice” a partire dalla sua fonte” evidenzia infatti «Basta (…) una minima porzione dell’intera estensione di questi motivi nel testo\, per capire che Bassanio è la realizzazione del desiderio di ‘nobiltà’ di Antonio (ivi compreso il suo dispendio di rappresentanza) e che Antonio trova a propria volta – dall’incomprensibile «sadness»\, né mercantile né amorosa\, che lo distanzia dall’interesse all’offerta della sua carne degna dell’antica virtù romana – un percorso di elevazione. Tant’è che l’Antonio che sputa sulla barba e sulla veste di Shylock e che si dichiara di volerlo fare anche dopo il prestito è certo diverso dall’Antonio patiens incarcerato e che attende la sentenza\, forse più eroe romano che martire cristiano.\nIl giovinotto\, ‘soldato’ e ‘umanista’ che si accompagnava al Marchese di Monferrato\, ha dunque studiato e si comporta da nobile e lo diventerà sposando Portia\, appunto non per un calcolo venale che lo salvi dalla rovina o che gli permetta ancora di scialacquare\, ma per una relazione che si spiega solo in termini simbolici. Per sposare Portia bisogna\, infatti\, essere degni di lei\, avere ‘cuor gentile’\, il che significa – nel percorso escogitato dal fu signore di Belmonte – essere capaci di preferire ciò che apparentemente non ha valore (il piombo) all’oro e all’argento: saper trovare il vero tesoro non facendosi ingannare dalle apparenze e soprattutto dai motti depistanti degli scrigni\, che\, come in un’‘impresa’\, accompagnano un’immagine (l’oro\, l’argento\, il piombo)\, con la caratteristica che i motti sono qui arguti e non didascalici\, e quindi ‘traditori’. Chi spreca il denaro o non se ne cura si mostra più adatto di chi lo accumula o saggiamente lo investe dell’impresa: questa la differenza capitale tra Bassanio\, Shylock ed Antonio». \nNota di regia\n“For Sport”\, per sport.\nShylock dice così\, nel momento cruciale del primo atto del “Mercante di Venezia”\, rivolgendosi ad Antonio: “(…) firmatemi il vostro contratto\, con la clausola (è solo per sport) che se non mi rimborsate nel tale giorno e nel tale luogo la tale somma\, la penale sarà stabilita in una libbra precisa della vostra bianca carne (…)”\nQuindi è un gioco\, uno scherzo\, una bagatella…\nTutta questa storia di una libbra di carne è solo il divertimento di un ricco ebreo che vuole farsi beffa di un mercante tanto arrogante quanto malinconico.\n«Bisognerebbe essere ciechi\, sordi e ottusi – scrive il grande critico letterario Harold Bloom – per non accorgersi che la grandiosa ed equivoca commedia shakespeariana “Il mercante di Venezia” è un’opera profondamente antisemita». Uno scherzo…\nDietro a questo “sport”\, a questa ignobile beffa\, c’è una storia di vendetta\, di denaro\, di tradimenti\, di emarginazione. E carne e sangue: Shylock ne è ossessionato.\nC’è sempre qualcosa di potentemente fisico a caratterizzare la figura di Shylock: un forte rapporto con la materia\, con il corpo\, con ciò che è divorabile… “sazierò l’antico rancore” è una delle prime asserzioni dell’ebreo. Un verbo non scelto a caso\, in una battuta che pone subito in luce il tema fondante della vendetta contro una società che esclude chi le è estraneo.\n«Sono infatti odio e spirito di vendetta – per gli sputi subiti\, per gli insulti di Antonio che lo paragona a un cane rabbioso\, per il suo opporsi all’usura – a suggerire a Shylock la crudele obbligazione per il prestito al mercante\, la famosa libbra di carne: “Lui odia il nostro sacro popolo e inveisce contro di noi e io odio lui perché è un cristiano” dice infatti l’ebreo\, dichiarando chiaramente lo scenario di un’aperta lotta fra religioni\, fra culture.\nDi contro\, ogni battuta di Antonio adduce ad una vocazione al martirio. Nell’iconografia dello spettacolo abbiamo accolto quest’ispirazione ed Antonio durante il processo appare in effetti “crocifisso”\, a petto nudo e braccia aperte\, in attesa della lama di Shylock.\nAppena l’intervento del giovane avvocato salva la vita di Antonio e condanna Shylock\, il mercante però rovescia la violenza dell’ebreo in una violenza altrettanto brutale chiedendo per lui la forzata conversione al cristianesimo. Da una parte\, allora\, c’è il cruento cannibalismo di Shylock\, e dall’altra\, apparentemente\, un martire cristiano: però questo cristiano\, appena scende dalla sua croce\, come prima azione obbliga l’ebreo alla conversione\, imponendogli di fatto il corpo di Cristo.\nNulla obbliga Antonio a questa scelta: è la sua volontà\, la sua richiesta al Doge\, una richiesta di terribile violenza.\nMa nell’immaginario degli spettatori è la “libbra di carne” a rimanere impressa\, e scivola via invece l’inumana scelta del mercante\, fino ad allora tratteggiato come un uomo libero\, più o meno illuminato\, generoso… E che invece rivela un lato vendicativo\, un atteggiamento impositivo che rimanda piuttosto all’oscurantismo dell’inquisizione.\nShylock\, davanti ad un simile atto\, avrebbe potuto a propria volta immolarsi\, dire “no\, uccidetemi”. Invece per sopravvivere dice “accetto”: questa è la sua vera sconfitta. Rimane un escluso\, un violento e diviene un perdente\, privato non solo della sua orribile obbligazione\, e del denaro\, ma soprattutto della sua dignità.\nShakespeare lo lascia così: lo fa uscire di scena “sottovoce” nel quarto atto\, dedicando il quinto alla dimensione dell’incanto e del divertimento di Belmonte\, alla celebrazione di un universo femminile\, luminoso\, intuitivo e salvifico\, come spesso è nella sua drammaturgia.\nMa la figura dell’ebreo e la sua dialettica con il mercante\, sono così centrali\, così potenti e universali\, che abbiamo scelto di evidenziarlo\, aprendo e chiudendo il nostro spettacolo con un’apparizione di Shylock\, che nell’ultima scena vive davanti ai nostri occhi la brutalità di una conversione imposta. \nInterpreti e personaggi: \nFranco Branciaroli      –           Shylock \nPiergiorgio Fasolo       –           Antonio \nRiccardo Maranzana –           Salerio / Doge \nEmanuele Fortunati    –           Solanio / Principe di Marocco \nStefano Scandaletti    –           Bassanio \nLorenzo Guadalupi     –           Lorenzo \nGiulio Cancelli            –           Graziano / Principe di Aragona \nValentina Violo           –           Porzia \nMersila Sokoli             –           Nerissa \nMauro Malinverno     –           Lancillotto / Tubal \nVeronica Dariol           –           Jessica \nBIGLIETTI\nPrestige € 36\,50 – Poltronissima € 33\,00 – Poltrona € 25\,00 – Poltronissima under 26 anni € 16\,00 \nPer acquisto:\nbiglietteria del Teatro\nonline https://www.teatromanzoni.it/acquista-online/?event=957218\ntelefonicamente 027636901\ncircuito Ticketone
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SUMMARY:CANOVA - Tra innocenza e peccato
DESCRIPTION:Foto: Vittorio Sgarbi\n27 e 28 febbraio 2024 \nore 20\,45 \nCorvino Produzioni\npresenta: \nVittorio Sgarbi\nCANOVA\nTra innocenza e peccato\ndi Vittorio Sgarbi \ncon: \nCarlo Bergamasco Piano\nMarcello Corvino violino \nAntonio Canova ha incarnato\, con le sue sculture\, l’ideale di una bellezza eterna\, fondata su principi di armonia\, misura\, equilibrio\, affermandosi come massimo esponente del Neoclassicismo italiano e lasciando in eredità un ideale estetico che continua a vivere fino a oggi.\nCanova tra innocenza e peccato intende indagare come questa eredità abbia influenzato i linguaggi artistici contemporanei\, nella ricerca di un concetto di bellezza che trova declinazioni diverse – dalla fotografia alle esperienze scultoree più recenti – fino a venire talvolta negato in maniera radicale. \nBIGLIETTI\nPrestige € 35\,00 – Poltronissima € 32\,00 – Poltrona € 23\,00 – Poltronissima under 26 anni € 20\,00\nPer acquisto:\nbiglietteria del Teatro\nonline\ncircuito Ticketone
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