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SUMMARY:AHI MARIA!  Un teatro canzone per Rino Gaetano al Menotti di Milano
DESCRIPTION:Foto di scena: Ahi Maria! © Gianfranco Ferraro\n11- 21 dicembre / 27 – 31 dicembre 2025\n \nArrangiamenti musicali e Direzione Artistica Alessandro Nidi \nCon Andrea Miró\, Camilla Barbarito\, Laura Frascari\, Federica Garavaglia\, Francesca Tripaldi\, Sofia Weck e Maria Luisa Zaltron\nScene Lucia Rho \nCostumi Pamela Aicardi\nAssistente di produzione Debora La Rocca \nProduzione Tieffe Teatro \nSpettacolo sostenuto da Next Laboratorio delle idee 2025 \nUn omaggio teatrale e musicale a un cantautore scomodo e visionario \n\nDebutta in prima nazionale l’11 dicembre 2025 al Teatro Menotti di Milano Ahi Maria!\nUn teatro canzone per Rino Gaetano\, in scena fino al 31 dicembre con una speciale replica di Capodanno.\nUno spettacolo che non è un semplice tributo\, ma un atto di vita e di reinvenzione.\nUn cast interamente al femminile di attrici\, cantanti e musiciste dà corpo e voce a Berta\, Aida\, Gianna\, Lucia\, Maria\, Daniela\, Rosita\, le figure femminili delle canzoni di Rino Gaetano.\nUn cabaret degli anni ’80\, uno spazio alternativo attraversato dal pensiero anarchico e visionario di Gaetano. Un luogo di libertà dove si parla di cambiamento\, lotta\, rabbia\, amore e disincanto.\n“Ahi Maria” è il titolo di una delle canzoni più note e teatrali di Rino Gaetano. Un’invocazione grottesca\, surreale\, poetica. È da lì che nasce questo spettacolo\, che non è un concerto\, né una biografia\, ma un teatro-canzone: un viaggio dissacrante e appassionato tra le sue canzoni e il suo mondo\, tra parole e musica\, tra costume e visione.\nRino Gaetano – calabrese d’origine\, romano d’adozione – affonda le sue radici artistiche nel teatro cantina della Roma degli anni ’70\, tra sperimentazione\, ironia e disobbedienza creativa. Prima ancora che icona musicale\, è stato uomo di scena\, influenzato da Petrolini\, Ionesco\, Beckett\, Karl Valentin\, e da quel filone di autori “scomodi” che hanno saputo raccontare il mondo dal margine\, con il sorriso obliquo del grottesco.\n“Ahi Maria! Un teatro canzone per Rino Gaetano” è un omaggio alla sua capacità unica di trasformare il disincanto in linguaggio popolare\, di entrare nelle case degli italiani con canzoni che sembrano semplici ma sono cariche di senso\, sberleffi\, utopie e contraddizioni. Brani come “Mio fratello è figlio unico”\, “Nuntereggae più”\, “Gianna”\, “Escluso il cane”\, “Sfiorivano le viole” non sono solo canzoni: sono atti teatrali\, sketch sociali\, paradossi in musica che raccontano un Paese confuso e vivissimo.\nLo spettacolo è pensato come una forma di cabaret teatrale: tra monologhi\, canzoni e frammenti di dialogo\, per raccontare un tempo che esplodeva di speranze\, utopie e nuove identità. È anche un viaggio in un’Italia che voleva cambiare\, e che Gaetano raccontava con ironia tagliente e dolcezza disperata.\nNato a Crotone nel 1950 e scomparso tragicamente a Roma nel 1981 a soli 31 anni\, Rino Gaetano ha inciso un’impronta indelebile nella cultura musicale e nel costume italiano. Sempre in bilico tra successo e rifiuto\, tra palco e margine\, tra provocazione e poesia. Ahi Maria! è un modo per restituire la sua voce teatrale. Non per imitarla\, ma per evocarla: farla risuonare oggi\, in uno spazio scenico dove la musica incontra il teatro e il teatro si fa invocazione\, smorfia\, ballata\, memoria. Una messa laica per un clown tragico e visionario con addosso ancora il frac\, il cappello\, e quella smorfia buffa e malinconica che ride in faccia al potere. \nSPECIALE CAPODANNO\nIl Teatro Menotti propone per il 31 dicembre una replica speciale alle ore 22.30 dello spettacolo Ahi Maria! Un teatro canzone per Rino Gaetano\, un’occasione per salutare il nuovo anno tra ironia\, poesia e un pizzico di anarchia.\nA mezzanotte è previsto un brindisi con rinfresco aperto a tutto il pubblico.\nBiglietto €60\nA partire dalle ore 20.00\, il Meno Bistrot offrirà inoltre la possibilità di una cena pre-spettacolo per completare l’esperienza. Per maggiori info: https://www.teatromenotti.org/evento/ahi-maria—speciale-capodanno.aspx \n\nSTAGIONE 2025 | 2026 \nBIGLIETTERIA  \nPREZZI  \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nAbbonamento Menotti Card 4 ingressi €60\, 8 ingressi €110\n\nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online\nCon carta di credito e Satispay su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI SALA GRANDE\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:INTORNO AL VUOTO - Teatro Menotti Filippo Perego
DESCRIPTION:Foto di scena: Intorno al vuoto © Bottega Teatro Marche/ Tieffe Teatro\nDal 15 al 18 maggio GIANLUIGI FOGACCI E PAOLA GIORGI  \nIntorno al vuoto\nDi Benedetta Nicoletti\nCon Gianluigi Fogacci\, Paola Giorgi\, Fabiana Pesce\nRegia Giampiero Rappa\nScene Laura Benzi\nCostumi Stefania Cempini\nDisegno luci Paolo Vinattieri\nMusiche Massimo Cordovani\nSupervisione drammaturgia Giampiero Rappa\nAssistente alla regia Michela Nicolai \nProdotto da Bottega Teatro Marche/ Tieffe Teatro \nCon il patrocinio di\nINRCA Istituto Nazionale di Ricovero e Cura a carattere Scientifico realizzato con il contributo della Regione Marche – Assessorato alla Cultura\nProgetto vincitore del Premio Impronta d’Impresa Marche “le donne lasciano il segno “Camera di Commercio delle Marche \nDal 15 al 18 maggio al Teatro Menotti Intorno al Vuoto\, il nuovo e intenso spettacolo scritto da Nicoletta Benedetti\, diretto da Giampiero Rappa e interpretato da Paola Giorgi insieme a Gianluigi Fogacci e Fabiana Pesce.\nParlare di Alzheimer a teatro. Non solo si può\, ma anche si deve talvolta\, se è vero come è vero che Arte e Bellezza hanno il potere salvifico di rendere migliori le nostre vite. E portare sulle scene un tema difficile\, che incute più di un timore in una società che tende ad essere estremamente longeva\, può essere forse la chiave per comprenderlo meglio e\, magari\, guardarlo con meno angoscia. Nasce così ‘Intorno al Vuoto’\, un lavoro che si preannuncia già carico di significati\, che non ha la pretesa (né la volontà) di raccontare la malattia\, bensì le persone che si trovano ad affrontarla.\nIntorno al vuoto è\, come una favola. È una pièce che parla di Alzheimer ed è innanzitutto la storia di una famiglia: Carol\, cinquantenne\, titolare di una importante cattedra universitaria di psicologia\, cerca di imporre le scelte lavorative alla figlia Liz\, appoggiata invece dal padre Paul\, anche lui noto ricercatore\, dal carattere apparentemente tranquillo\, razionale e inflessibile. Quelle che vediamo in scena sono tre anime che vagano intorno alla memoria di questa storia familiare. Il viaggio di Carol dentro l’inferno della malattia è una realtà spesso sfocata\, dove tutto è impalpabile\, proprio come avviene con i nostri ricordi: non possiamo toccare le cose né le persone\, possiamo solo immaginarle\, rivederle nella nostra mente\, provare a risentire i sensi e le emozioni di quel momento. Una storia di amore e consapevolezza\, che punta all’obiettivo ambizioso di creare anche tanta Bellezza\, sia pure di fronte ad un tema drammatico. Così come è nella missione primordiale del Teatro: essere portatore di etica\, oltre che di estetica. Più modernamente\, si è di fronte ad un luminoso esempio di ‘Welfare culturale’\, ovvero la cultura che non ha solo scopi terapeutici\, ma diventa fattore concreto di benessere e qualità di vita\, perfettamente inserito nelle leve dello sviluppo armonioso di una collettività. In questo caso\, il tocco ‘femminile’ dà un ulteriore valore aggiunto alla narrazione: ‘Intorno al vuoto’ è un progetto ideato da una donna\, Paola Giorgi\, e prodotto da un’altra donna: Agnese Paolucci\, titolare di Bottega Teatro Marche\, compagnia indipendente di cui la Giorgi è direttore artistico\, nata nel solco del grande lavoro di Tommaso Paolucci\, compianto e indiscusso talento del mondo teatrale italiano. Una compagine a cui si è aggiunta la prestigiosa co- produzione di Tieffe Teatro Menotti di Milano. Ci sono poi i partner scientifici ed istituzionali: lo spettacolo ha l’autorevolissimo patrocino dell’INRCA (Istituto Nazionale di Ricovero e Cura per Anziani)\, ha già vinto il Bando Cultura della Regione Marche e il Premio ‘Impronta d’Impresa’ della Camera di Commercio delle Marche. \nSTAGIONE 2024 | 2025 \nBIGLIETTERIA \nPREZZI: \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nAbbonamento Menotti Card 4 ingressi €60\, 8 ingressi €110\n\nTEATRO MENOTTI:\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA:\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo \nAcquisti online\no a questo link \nORARI SPETTACOLI:\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:Odin Teatret: LE NUVOLE DI AMLETO - Teatro Menotti Filippo Perego
DESCRIPTION:Foto di scena: Le nuvole di Amleto © Stefano di Buduo\nDal 7all’11 maggio\nLE NUVOLE DI AMLETO\nDedicato a Hamnet e ai giovani senza futuro \nODIN TEATRET\nEUGENIO BARBA  \nPrima Nazionale  \nAttori Antonia Cioaza\, Else Marie Laukvik\, Jakob Nielsen\, Rina Skeel\, Ulrik Skeel\, Julia Varley \nDisegno luci e video Stefano Di Buduo \nConsulente film Claudio Coloberti \nCostumi Odin Teatret  \nSpazio scenico Odin Teatret \nDirettore tecnico Knud Erik Knudsen  \nAssistenti alla regia Gregorio Amicuzi e Julia Varley \nTesto\, drammaturgia e regia Eugenio Barba \nTesto Eugenio Barba e citazioni dall’Amleto di William Shakespeare \nDrammaturgia e regia Eugenio Barba \nProduzione Tieffe Teatro\, Odin Teatret\, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale \n\nDal 7 all’11 maggio\, al Teatro Menotti di Milano la Prima Nazionale del nuovo spettacolo di Eugenio Barba\, prodotto da Tieffe Teatro con Odin Teatret ed Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale.  Un evento molto atteso che segna il ritorno di uno dei maestri della scena contemporanea. Dopo il debutto milanese\, lo spettacolo sarà dal 14 al 18 maggio all’Arena del Sole di Bologna e alla Biennale di Venezia dal 2 al 4 giugno. \nQuesta nuova creazione di Barba\, regista e teorico tra i più influenti del Novecento\, propone una lettura profonda e originale di uno dei temi più affascinanti della storia del teatro\, intrecciando passato e presente in una riflessione intensa e appassionata. \n«…perché oggi Amleto? – si chiede Barba – Cosa dice oggi a noi la vicenda di un padre il cui fantasma appare al figlio e gli lascia il compito di uccidere e vendicarlo? Qual è l’eredità che abbiamo ricevuto dai nostri padri e che trasmetteremo ai nostri figli? Cosa succederebbe se Amleto\, come Antigone\, affermasse: non sono nato per condividere l’odio\, ma l’amore? Il dubbio rende l’uomo debole dice il principe di Danimarca». \nNel 1596\, Hamnet\, l’unico figlio maschio di William Shakespeare\, muore all’età di undici anni. Cinque anni più tardi Shakespeare perde suo padre e durante il periodo di lutto scrive La tragica storia di Amleto\, principe di Danimarca. Nell’ortografia irregolare dell’epoca “Hamnet” e “Hamlet” erano praticamente intercambiabili. Molti studiosi hanno scritto lunghi libri sulla relazione tra Hamnet e Hamlet. \nIl testo racconta del re danese Amleto\, che porta lo stesso nome del figlio\, avvelenato dal fratello Claudio e dalla moglie Gertrude che sono amanti. La loro passione si intreccia con un’altra tragica storia d’amore tra il principe Amleto e la giovane Ofelia. \nCosa dice oggi a noi la vicenda di un padre il cui fantasma appare al figlio e gli lascia in eredità il compito di uccidere per vendicarlo? Qual è l’eredità che abbiamo ricevuto dai nostri padri e che trasmetteremo ai nostri figli? \n\nNOTE DI REGIA DI EUGENIO BARBA \nQuando le nuvole fanno cambiare casa alle parole\nCercai nell’Amleto le linee in cui Shakespeare parla di nuvole. Le misi insieme e le usai come nucleo da cui sviluppare le prime scene di uno spettacolo la cui storia e il cui senso erano da scoprire durante le prove. È importante “umanizzare” il processo. Lo spettacolo cresce come una creatura vivente\, con una coerenza e un ritmo tutto suo. È un feto che deve essere difeso\, che ha già un’identità\, e quindi deve ricevere subito un nome. Battezzai lo spettacolo in gestazione Le nuvole di Amleto. Così Shakespeare entrò nello spazio delle nostre prove e delle nostre menti. È il processo intorno a un testo o a una storia reale o inventata a decidere. Sono le sue vicende a provocare le nostre reazioni e dobbiamo agire con cautela senza imporre la nostra volontà intrisa di pregiudizi. Non siamo noi a cercare le storie. Sono loro a bussare alla nostra porta\, a convincerci ad accoglierle\, a prenderci per mano e condurci nel loro mondo. Un certo tipo di processo creativo presume la rinuncia alle nostre propensioni e l’obbligo a seguire imprevisti\, proposte astruse\, malintesi e sbagli. Non è passività\, cecità\, o fede indolente nelle coincidenze. Seguo una storia ancora poco discernibile con tutti i miei sensi all’erta\, come una madre segue i passi del bambino che apprende a camminare e ad aprirsi una strada in un mondo sconosciuto. \nPerché oggi Amleto?\nHamnet e Hamlet (Amleto) erano nomi intercambiabili in Inghilterra nei registri di fine sedicesimo e inizi del diciassettesimo secolo. Shakespeare aveva battezzato suo figlio Hamnet/Hamlet con il nome di un amico\, suo vicino di casa a Stratford. Nel 1596 Hamnet/Hamlet muore all’età di undici anni nella casa di Henley Street. Intorno al suo capezzale la madre\, le sue due sorelle e i nonni paterni pensano al padre distante\, a Londra\, dove vive stabilmente guadagnandosi il pane come attore e scrittore di drammi. Come gli spiegheranno l’improvvisa malattia e il decesso del figlio? Cinque anni più tardi\, nel 1601\, Shakespeare perde suo padre. Ora è l’unico a portare il nome che scomparirà con lui. Durante il periodo di lutto scrive La tragica storia di Amleto\, principe di Danimarca. Rielabora un testo esistente (oggi perduto) in cui aveva recitato nella sua gioventù il ruolo del fantasma. La storia di Amleto era stata narrata dal francese François de Belleforest che\, a sua volta l’aveva presa da una cronica medioevale in latino del danese Saxo Gramaticus. Un racconto di assassinio e vendetta all’epoca pre-cristiana dei vichinghi in cui era dovere del figlio uccidere l’assassino del padre. Nell’Amleto di Saxo Gramaticus così come nel racconto di Belleforest non ci sono spettri. Non ce n’era bisogno perché l’assassinio era dominio pubblico\, proprio come l’obbligo di vendicarsi. Shakespeare trasforma l’omicidio in un segreto. Da qui l’arrivo del fantasma\, deus ex machina\, che racconta come sia stato ucciso. La prima versione del testo di Amleto fu pubblicata in quarto nel 1603 e l’ultima in folio nel 1623 dopo la sua morte. La versione finale del folio è più lunga e più completa di quella del quarto. Include più scene e circa 600 nuove parole inglesi con sette lunghi monologhi che non sono azione ma riflessioni interiori. Oggi lo sappiamo bene: il monologo è una tecnica dei personaggi per trasmettere allo spettatore quello che sta succedendo dentro di loro. Il quarto del 1603 è la metà del testo del folio del 1623\, circa 2.000 versi – ovvero due ore di recitazione\, la durata abituale di uno spettacolo. È sicuramente la versione utilizzata dagli attori per la rappresentazione al Globe. La versione del folio comporta più di 4.000 versi\, ben quattro ore di rappresentazione\, impossibile per quel tempo. I soliloqui aggiunti all’ultima versione in folio sono “letteratura” pensata e aggiunta da Shakespeare per i lettori che compreranno le sue opere come libri.\nTutte queste informazioni\, però\, non mi aiutano a rispondere alla domanda: perché oggi Amleto? Cosa dice oggi a noi la vicenda di un padre il cui fantasma appare al figlio e gli lascia il compito di uccidere e vendicarlo? Qual è l’eredità che abbiamo ricevuto dai nostri padri e che trasmetteremo ai nostri figli? Cosa succederebbe se Amleto\, come Antigone\, affermasse: non sono nato per condividere l’odio\, ma l’amore? Il dubbio rende l’uomo debole dice il principe di Danimarca. Forse in queste domande risiede il mio errore: giudicare il valore e il senso della mia esistenza e del mio agire secondo norme che appartengono alla società\, a una causa\, a una quantificabile utilità o a uno scopo del teatro. Siamo tutti influenzati da quelli che ci hanno preceduti e da quello che avviene nel presente. Il teatro\, con la sua storia e le sue tecniche è un fiume. Anche senza volerlo\, se tu ci entri dentro\, ne esci bagnato. Se per me il teatro è il paese della nostalgia\, è perché nutre il sogno del possibile nell’impossibile\, della fantasia nella realtà\, dello stupore nella banalità\, della danza nella stasi. La possibilità di condividere l’azione insieme ad altre persone. Da qui la profonda gratitudine per i miei attori e per tanti vivi e morti che mi insegnarono un mestiere la cui energia può intensificare e illuminare il senso incomunicabile della mia vita. Avanzo tentando di capire se il mio corpo-mente ha trovato ancora una volta la strada. Mi identifico impulsivamente con le azioni degli attori: un abbraccio tra intelletto e istinto\, tra disciplina e rischio. Sconosciuto mi è lo spettacolo e sconosciuto il suo senso. Non è un enigma\, ma un mistero. Come la vita. Diceva T.S. Eliot: ogni generazione sbaglia a proposito di Shakespeare in modo nuovo. \nODIN TEATRET\nL’Odin Teatret (www.odinteatret.org) è stato fondato da Eugenio Barba nel 1964 a Oslo\, in Norvegia con quattro giovani rifiutati alla scuola nazionale di teatro. Nel 1966 l’Odin Teatret si trasferì in Danimarca e trasformò in laboratorio teatrale una stalla di una fattoria fuori Holstebro. Nel 1983\, il nome fu cambiato in Nordisk Teaterlaboratorium/Odin Teatret come cornice di un’istituzione dalle numerose attività artistiche e didattiche\, con una casa editrice\, produzione di film\, festival e iniziative nella comunità. Nel 2022 l’Odin Teatret ed Eugenio Barba hanno lasciato il Nordisk Teaterlaboratorium e continuano la loro attività in Danimarca e nel resto del mondo. Nel 2024\, le attività dell’Odin Teatret includono spettacoli in Danimarca e all’estero\, didattica e seminari\, un intenso contatto con gruppi di teatro anche attraverso progetti europei\, la residenza intensiva annuale Odin Home dalla durata di nove giorni a Ringkøbing-Skjern\, l’annuale Transit Festival dedicato alle donne nel teatro a Stendis\, e la Poesia del giovedì in collaborazione con altre istituzioni di Holstebro. In collaborazione con la Fondazione Barba Varley (www.fondazionebarbavarley. org) l’Odin Teatret è attivo nella produzione di film e video didattici\, nella pubblicazione di libri\, nell’appoggio a individui e gruppi in situazioni svantaggiate\, in sessioni dell’ISTA (International School of Theatre Anthropology)\, spettacoli con il multiculturale Theatrum Mundi Ensemble\, la rivista “JTA – Journal of Theatre Anthropology” e una serie di film sull’antropologia teatrale scaricabili gratuitamente. Al centro di questa collaborazione c’è il LAFLIS\, Living Archive Floating Islands (www.LAFLIS.org)\, creato dopo la donazione di Barba della sua biblioteca e del suo patrimonio artistico alla Regione Puglia in Italia. È a Lecce\, presso la Biblioteca Bernardini\, che rivive la storia dell’Odin Teatret\, così come l’ingente documentazione sul Transit Festival diretto da Julia Varley\, sul Magdalena Project e sui gruppi del Terzo Teatro. È disponibile un archivio digitalizzato con documenti risalenti al 1960\, quando Barba si recò in Polonia per studiare regia e incontrò il giovane Grotowski. I legami intrecciati durante 60 anni hanno portato allo sviluppo di un ambiente professionale e accademico in cooperazione con università\, gruppi e associazioni culturali. Le esperienze dell’Odin Teatret\, con 86 spettacoli presentati in 67 paesi e in contesti sociali diversi\, hanno generato una particolare cultura con radici nella diversità culturale e nel principio del “baratto”: gli attori dell’Odin Teatret si presentano con il loro lavoro per un ambiente specifico\, che a loro volta risponde con canti\, musiche e danze della propria cultura. \nSTAGIONE 2024 | 2025 \nBIGLIETTERIA \nPREZZI \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nAbbonamento Menotti Card 4 ingressi €60\, 8 ingressi €110\n\nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online \nORARI SPETTACOLI\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:RIGOLETTO. La notte della maledizione
DESCRIPTION:Foto di scena: Rigoletto – Marco Baliani © Guido Mencari\nTEATRO MENOTTI FILIPPO PEREGO\n25 febbraio – 2 marzo 2025   \ndi e con Marco Baliani \ne con\nGiampaolo Bandini (chitarra)\, Cesare Chiacchiaretta (fisarmonica) \nMusiche Giuseppe Verdi\, Nino Rota\, Cesare Chiacchiaretta\nFoto Guido Mencari \nUna produzione Casa degli Alfieri Soc. Coop.\, Società dei Concerti di Parma\nin collaborazione con Teatro Regio di Parma \nPrima milanese  \nArriva al Teatro Menotti di Milano\, dal 25 febbraio al 2 marzo\, “Rigoletto. La notte della maledizione” di e con Marco Baliani\, accompagnato da Giampaolo Bandini\, alla chitarra\, e da Cesare Chiacchiaretta\, alla fisarmonica\, una produzione Società dei Concerti di Parma\, in collaborazione con il Teatro Regio di Parma. \nLa nostalgia per la donna amata\, la gelosa premura nei confronti della figlia\, la sete di vendetta contro chi minaccia la sua purezza: i sentimenti di Rigoletto\, che la musica di Verdi ha reso immortali\, rivivono nell’animo e nella storia di un clown che si esibisce in un piccolo teatro di periferia. Davanti allo specchio\, mentre trasforma col trucco il suo viso\, si prepara per una serata speciale\, quella in cui si consumerà la sua vendetta\, sotto gli occhi di tutti. Pensieri\, rancori\, ricordi si susseguono in un monologo accompagnato\, interrotto e per certi versi ostacolato da una musica sempre presente. \n«Rigoletto è un monologo\, quindi per farlo c’è bisogno di un personaggio in carne e ossa\, spirito e materia – scrive Marco Baliani – È uno dei motivi che mi ha spinto a questa impresa. Poter rivestire per una volta la pelle di un altro e starci dentro dall’inizio alla fine: è una gioia particolare per me che in scena da narratore non ho mai la possibilità di calarmi interamente nelle braghe di chicchessia\, sempre devo stare vigile a controllare e dirigere l’intero svolgersi della vicenda. Quando invece dirigo altri attori\, loro sì\, sono personaggi e li invidio sempre un po’\, perché so che vuol dire poter essere un altro fisicamente e spiritualmente\, una sensazione di pienezza\, aver generato un altro avvicina noi uomini al mistero della duplicazione femminile». E ancora: «la seconda motivazione è stata la mia passione per gli esseri del circo\, ma quei circhi piccoli\, non eclatanti\, non amo i “soleil” circensi fatti di effetti speciali e artisti al limite della robotica per la bellezza scultorea e bravura millimetrica del corpo. No\, preferisco la rozzezza faticosa ma meravigliosa di quei circhi dove chi strappa i biglietti te lo ritrovi dopo vestito da pagliaccio e il trapezista sa anche fare giocolerie\, esseri nomadi\, zingarescamente affamati di vita\, mi prende uno struggimento totale quando varco quei tendoni\, a percepire la fatica quotidiana di un vivere precario ma impeccabile. Volevo fare un omaggio alle cadute\, alle sospensioni\, alle mancanze di appoggi». \nCon Rigoletto. La notte della maledizione Baliani dà vita alla prima di tre tappe di scoperta dell’impianto drammaturgico di alcune opere verdiane\, sottraendo il melò e portandolo verso un più spietato dramma\, quello che sta al fondo dell’opera come cuore pulsante. Partendo dalla figura di Rigoletto\, procederà con il Trovatore e la Traviata. Ogni volta la scrittura muterà spessore e forma\, così come mutevole sorprendente sarà l’interpretazione fisica e posturale di Marco Baliani. \nSTAGIONE 2024 | 2025 \nBIGLIETTERIA \nPREZZI: \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nAbbonamento Menotti Card 4 ingressi €60\, 8 ingressi €110\n\nTEATRO MENOTTI:\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA:\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online \nORARI SPETTACOLI:\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:PINOCCHIO da Carlo Collodi
DESCRIPTION:Foto di scena: Pinocchio – Il Gatto e la Volpe © Teatro del Carretto\nDal 4 al 9 febbraio 2025\n \nTeatro del Carretto\nAdattamento e Regia Maria Grazia Cipriani\nScene e Costumi Graziano Gregori\nCon Giandomenico Cupaiuolo\, Elsa Bossi\, Giacomo Pecchia\, Giacomo Vezzani\, Nicolò Belliti\, Carlo Gambaro\, Ian Gualdani\, Filippo Beltrami\nSuoni Hubert Westkemper\, Luci Angelo Linzalata\, Foto di scena Filippo Brancoli Pantera\nOrganizzazione MAT-Movimenti Artistici Trasversal \nProduzione Teatro Del Carretto \nAl Teatro Menotti dal 4 al 9 febbraio sarà in scena Pinocchio\, uno spettacolo storico della Compagnia Teatro Del Carretto\, che dal 2006 affascina pubblico e critica in Italia e all’estero. La pièce\, ispirata al celebre racconto di Carlo Collodi\, è un viaggio suggestivo e visionario attraverso le avventure del burattino più famoso al mondo\, con una messa in scena che unisce poesia\, teatro d’immagine e artigianalità.\nRiconosciuto come una delle creazioni più significative del teatro contemporaneo\, Pinocchio ha calcato prestigiosi palcoscenici internazionali\, dagli Stati Uniti alla Russia\, conquistando ovunque gli spettatori con la sua magia senza tempo. Lo spettacolo ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti\, tra cui il Premio E.T.I. Gli Olimpici del Teatro assegnato allo scenografo Graziano Gregori e il Premio del pubblico come miglior spettacolo al XIX Baltic House International Theatre Festival di San Pietroburgo. \n«Ho pensato di fabbricarmi un bel burattino di legno…Il burattino deve ballare\, tirare di scherma e fare i salti mortali»\nGeppetto\, misteriosamente custodendo nel suo corpo una scelta da adolescente\, sogna di fabbricarsi un burattino meraviglioso e di girare con costui il mondo: viaggio da clown\, da circo\, avventuroso e illusionistico.\nPinocchio fa suo il sogno di Geppetto. Per realizzare quel sogno\, egli dovrà toccare il fondo della sua sventura\, fino a quando\, trasformato in somaro\, sarà stella della danza nel circo del Paese dei Balocchi e rischierà di diventare una pelle di tamburo per la banda.\nPinocchio è già riconosciuto come fratello dalle marionette del Teatro di Mangiafuoco: il suo ingresso trionfale nel mondo di quelle Maschere immortali sembra un battesimo ufficiale.\nQui egli raggiunge il luogo che spiega e motiva la sua nascita.\nDa quel progetto accarezzato dal genitore (ridotto a puro fantasma nel ventre della balena) …passando attraverso il Carrozzone di Mangiafuoco (Suoni festosi di grancassa\, il giubilo del Gran Teatro\, attori che sembrano marionette e marionette che sembrano attori e la scena\, straziante satira parodica della commedia popolare e del melodramma\, in cui Pinocchio chiede a Mangiafuoco la grazia per “Arlecchino”);\n… o presso la casa della fata\, creatura dominata dal terrore di essere abbandonata\, perduta\, e costretta a sua volta a rischiare di perdere\, abbandonare (ma anche quello della fata sembra essere un mondo teatrale con quei dottori e quei becchini grotteschi e surreali\, con quel suo apparire e scomparire\, resistendo sempre\, di morte in vita\, quella emblematica “massa” di capelli turchini);\n…a quella ribalta che è il circo dove Pinocchio-somaro è costretto ad esibirsi;\n…l’approdo è in un finale con il palcoscenico ormai vuoto quando\, uscito dal sogno “di legno”\, Pinocchio vede il suo simulacro abbandonato come un costume di scena.\nAvventura onirica\, notturna\, di una notte definitiva\, dove il giorno è solo recitato da sarcastici lampi temporaleschi e il destino del grande burattino si rivela\, letteralmente\, teatrale.\nMaria Grazia Cipriani \n\nSTAGIONE 2024 | 2025 \nBIGLIETTERIA: \nPREZZI \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nAbbonamento Menotti Card 4 ingressi €60\, 8 ingressi €110\n\nTEATRO MENOTTI:\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \n\nORARI BIGLIETTERIA:\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online \nORARI SPETTACOLI:\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:NATALE IN CASA CUPIELLO di Eduardo De Filippo
DESCRIPTION:Foto di scena: Natale in Casa Cupiello © Anna Camerlingo\n28 gennaio | 2 febbraio \nLuca Saccoia\nSpettacolo per attore cum figuris \nUn progetto a cura di Interno5 e Teatri Associati di Napoli\nCon il sostegno della Fondazione De Filippo e Teatro Augusteo\nPer i 90 anni di Natale in casa Cupiello\nIdeazione Vincenzo Ambrosino e Luca Saccoia  \nCon Luca Saccoia\nSpazio scenico\, maschere e pupazzi Tiziano Fario\nRegia Lello Serao \nProduzione Teatri associati di Napoli/Teatro Area Nord e Interno 5  \nPremio dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro per la stagione 2023\nPremio Hystrio-Twister 2024  \nDal 28 gennaio al 2 febbraio torna al Teatro Menotti “Natale in casa Cupiello”\, un classico intramontabile del teatro italiano che ha conquistato importanti riconoscimenti. Lo spettacolo\, apprezzato per la sua profondità e intensità della messa in scena\, è stato insignito del Premio dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro per la stagione 2023\, confermandosi come una delle produzioni più apprezzate del panorama teatrale contemporaneo. Inoltre\, ha ottenuto il prestigioso Premio Hystrio-Twister 2024\, un riconoscimento assegnato dal pubblico agli spettacoli più amati e di maggior successo. Un appuntamento imperdibile per gli appassionati di teatro e per chi desidera riscoprire un capolavoro senza tempo. \nLo spettacolo è  nato da un’idea di Vincenzo Ambrosino e Luca Saccoia\, per la regia di Lello Serao\, prodotto da Teatri Associati di Napoli/Teatro Area Nord e Interno e sostenuto dalla Fondazione Eduardo De Filippo e dal Teatro Augusteo. Una messinscena non convenzionale che vede un unico attore interagire con sette pupazzi realizzati dallo scenografo Tiziano Fario autore dell’intera scenografia e animati da un gruppo di manovratori costituito ad hoc per il progetto e coordinato da Irene Vecchia attraverso un laboratorio di formazione aperto ai giovani del territorio\, svoltosi con il sostegno della Fondazione Campania dei Festival nell’ambito della rassegna “Quartieri di Vita” 2020. \nLo spettacolo\, fedele al testo di Eduardo\, evoca le vicende della famiglia Cupiello\, aprendo uno squarcio dentro l’immaginario e la memoria di ogni spettatore. Un sogno che prende vita attraverso il teatro di figura nel quale l’attore Luca Saccoia s’immerge riemergendone come “Tommasino” che\, dopo aver detto il fatidico “sì” a suo padre\, rivive e fa rivivere quel “Natale” che ci accompagna da 90 anni. Eccolo\, allora\, farsi interprete a suo modo di una tradizione\, testimone di un rito e di una rievocazione di fatti e accadimenti familiari comici e tragici che hanno segnato la sua vita e quella di quanti alla rappresentazione prendono parte. Per farlo e rendere ripetibile il rito\, si serve di pupazzi\, di figure che si rianimano dentro i suoi sogni/incubi\, che continuano a riaffacciarsi ogni anno come il presepe e i suoi pastori. Si lascia sorprendere ancora una volta dalle storie che questi raccontano\, vi prende parte\, gli fornisce le battute\, raccapezza il sogno di Luca Cupiello di smussare i conflitti attraverso il rituale del presepe. «Il presepe – così in una nota del regista – è l’orizzonte in cui si muove tutta l’opera\, sia in senso reale che metaforico. È l’elemento necessario a Luca Cupiello per sperare in un’umanità rinnovata e senza conflitti\, ma anche la rappresentazione della nascita e della morte. È il tempo del passaggio dal vecchio al nuovo\, la miscela tra passato e presente\, un’iconografia consolidata e\, al tempo stesso\, da destrutturare di continuo. Il presepe si rinnova ogni anno\, è ciclico come le stagioni\, può piacere o non piacere». \nSTAGIONE 2024 | 2025 \nBIGLIETTERIA: \nPREZZI \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nAbbonamento Menotti Card 4 ingressi €60\, 8 ingressi €110\n\nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online \nORARI SPETTACOLI\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:Il ritorno di CRISI DI NERVI. TRE ATTI UNICI DI ANTON ČECHOV
DESCRIPTION:Foto di scena: Maddalena Crippa © Tommaso Le Pera\nRegia di PETER STEIN \nAdattamento di Peter Stein e Carlo Bellamio \nL’Orso con Maddalena Crippa\, Alessandro Sampaoli\, Sergio Basile\nI Danni del Tabacco con Gianluigi Fogacci\nLa Domanda di Matrimonio con Alessandro Averone\, Sergio Basile\, Emilia Scatigno\nAssistente alla regia Carlo Bellamio\nScene Ferdinand Woegerbauer\nCostumi Anna Maria Heinreich\nLuci Andrea Violato \nProduzione Tieffe Teatro /  Quirino Srl \nRecensione di Claudio Elli del 25 maggio 2024 \nDopo il grande successo\, che è valso a Peter Stein il Premio Le Maschere 2024 per la regia\, lo spettacolo sarà di nuovo sul palco del Teatro Menotti di Milano dal 21 al 26 gennaio. \nIl celebre regista tedesco Peter Stein dirige una straordinaria compagnia mettendo in scena CRISI DI NERVI. Tre atti unici di Anton Čechov e ritorna ad uno dei suoi autori di riferimento creando una non consueta modalità produttiva artistica attorno ad un gruppo di attori e collaboratori\, per una continuità creativa collettiva di notevole spessore. \nStein ha scelto L’ORSO\, I DANNI DEL TABACCO\, LA DOMANDA DI MATRIMONIO e per l’interpretazione MADDALENA CRIPPA\, ALESSANDRO AVERONE\, SERGIO BASILE\, GIANLUIGI FOGACCI\, ALESSANDRO SAMPAOLI\, EMILIA SCATIGNO che si alterneranno nelle varie pièce\, che lo stesso Čechov non ancora trentenne definiva “scherzi scenici”: sono i drammi più piccoli del mondo… in generale\, è molto meglio scrivere cose piccole che grandi: poche pretese e successo assicurato. Cos’altro? In realtà gli atti unici del grande autore russo sono stati rappresentati in tutto il mondo. \nScritti tra il 1884 e il 1891\, questi atti unici si ispirano alla commedia francese e al vaudeville\, generi molto in voga in Francia all’epoca di Čechov. Nel corso del tempo\, hanno conquistato il pubblico di tutto il mondo e sono diventati una preziosa fonte di ispirazione per attori\, scrittori e registi\, oltre che un irresistibile divertimento per intere generazioni di spettatori. \nNote di Regia \nDopo l’insuccesso delle sue prime due opere\, il giovane Čechov giurò di non scrivere mai più per il teatro drammatico e decise di dedicarsi esclusivamente ai vaudeville. Questa circostanza ci ha regalato una serie di atti unici\, pieni di sarcasmo\, di comicità paradossale\, di stravagante assurdità e di folle crudeltà\, e che a loro volta sono diventati il terreno fertile per l’esperienza e la preparazione delle grandi opere della maturità dell’autore.\nNelle tre opere esemplari che presentiamo\, i personaggi di volta in volta si fanno prendere da crisi di nervi\, si ammalano\, sono preda di attacchi isterici o litigano in continuazione fra loro.\nNe L’Orso il protagonista quasi muore dalla rabbia\, per un debito che non gli viene rimborsato da parte di una donna\, che lui arriva a sfidare a duello\, per finire in ginocchio a chiederle di diventare sua moglie.\nNe I Danni del Tabacco un presunto oratore deve tenere una conferenza sugli effetti negativi del tabacco\, ma\, tra starnuti e attacchi d’asma\, confessa in realtà di voler mettere fine alla vita disastrosa che conduce come marito della propria moglie.\nNe La Domanda di Matrimonio il futuro sposo\, per timidezza e altre difficoltà fisiche\, non riesce a porre alla futura sposa la fatidica domanda\, e anzi si mette a litigare con lei\, che a sua volta gli ribatte a muso duro ed è preda di un attacco isterico quando lui cade svenuto per ipocondria.\nL’estrema comicità\, l’esasperazione e gli eccessi di crudeltà utilizzati dall’autore\, possono funzionare soltanto se accompagnati da un sottofondo realistico e psicologicamente giustificato. Comunque si tratta pur sempre di opere di Čechov. Sono questi i presupposti su cui gli attori hanno dovuto lavorare. Speriamo di averlo fatto con successo.\nPeter Stein \nSpettacolo sostenuto da NEXT- Laboratorio delle Idee  \nSTAGIONE 2024 | 2025 \nBIGLIETTERIA: \nPREZZI \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nAbbonamento Menotti Card 4 ingressi €60\, 8 ingressi €110\n\nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online \nORARI SPETTACOLI\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:L’AMORE SCOPPIÒ DAPPERTUTTO
DESCRIPTION:Foto di scena: Laura Marinoni © Laila Pozzo\nPer Fabrizio De André \nDal 10 al 18 gennaio 2025 \nIdeato e diretto da Emilio Russo\nCon Laura Marinoni \nArrangiamenti musicali di Alessandro Nidi \nMusica dal vivo Nidi Ensemble\nPianoforte Alessandro Nidi\nPercussioni Sebastiano Nidi\nTrombone Filippo Nidi\nFisarmonica e sax Andrea Coruzzi\nArrangiamenti musicali di Alessandro Nidi \nCostumi Pamela Aicardi\nLuci Mattia De Pace \nTotal look di Laura Marinoni a cura di Antonio Marras \nProduzione Tieffe Teatro in collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi \nDal 10 al 18 gennaio al Teatro Menotti ritorna in scena L’amore scoppiò dappertutto\, un omaggio a Fabrizio De André tra parole e musica\, con Laura Marinoni e un quartetto di musicisti con arrangiamenti di Alessandro Nidi. \nVentisei anni di assenza. Era l’11 gennaio 1999 e\, per noi che restavamo\, sembrava impossibile continuare le nostre vite senza Fabrizio De André\, senza la sua musica\, senza la sua poesia\, senza il suo sguardo lucido e penetrante sul mondo. Ci sbagliavamo: è rimasto con noi\, e la sua presenza è oggi più forte che mai\, estendendosi anche alle generazioni che non l’hanno conosciuto in vita. La sua luce non si è affatto spenta. \nNon per ricordarlo\, poiché non ce n’è affatto bisogno\, ma per festeggiarlo\, abbiamo pensato ad uno spettacolo a modo nostro\, tra le parole e la musica\, con nuovi pensieri e ricordi che creano un intreccio di emozioni tra il palco e la platea. Sul palcoscenico una grande protagonista delle nostre scene LAURA MARINONI\, che con sensibilità\, energia e intensità “naviga” tra le parole e le canzoni lungo il filo rosso dei temi cari a Fabrizio De André. \nUn viaggio senza soluzione di continuità\, uno sguardo trasversale e originale\, un racconto di parole e musica che spazia tra riferimenti alti (Baudelaire\, Villon\, Mutis) e storie degli ultimi\, dei diseredati. In scena un quartetto di musicisti con gli arrangiamenti non convenzionali di ALESSANDRO NIDI in grado di dare nuove sonorità alle canzoni e ai momenti teatrali dello spettacolo. \nUn atto d’amore per il più grande dei nostri cantautori\, racchiuso in un titolo\, che rappresenta anche uno dei suoi ultimi appunti. “E poi a un tratto l’amore scoppiò dappertutto” \nSpettacolo sostenuto da NEXT- Laboratorio delle Idee \n  \nSTAGIONE 2024 | 2025 \nBIGLIETTERIA \nPREZZI \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nAbbonamento Menotti Card 4 ingressi €60\, 8 ingressi €110\n\nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo \nAcquisti online \nORARI SPETTACOLI:\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:IL BAR SOTTO IL MARE da Stefano Benni
DESCRIPTION:Foto di scena: Il bar sotto il mare – Regia di Emilio Russo © Alessandro Fibbi\nDal 12 al 31 dicembre 2024\n \nCon Fabrizio Checcacci\, Roberto Andrioli\, Lorenzo degli Innocenti \nRegia e adattamento Emilio Russo\nMusiche dal vivo Cosimo Zannelli\nMusiche Fabrizio Checcacci e Cosimo Zannelli\nScene e costumi Pamela Aicardi \nLuci Mattia de Pace \nProduzione Tieffe Teatro / La Macchina del Suono \nPrima milanese \nDal 12 al 31 dicembre\, in prima milanese al Teatro Menotti\, va in scena Il bar sotto il mare\, tratto dall’omonimo romanzo di Stefano Benni. Un luogo magico e senza tempo\, dove le storie si intrecciano e i personaggi diventano indimenticabili. \nÈ il bar in cui tutti vorremmo perderci almeno una notte\, per ascoltare i racconti di personaggi straordinari: il barista enigmatico\, l’uomo col cappello\, il vecchio con la gardenia\, la sirena ammaliatrice\, il marinaio solitario\, l’uomo invisibile\, la bionda misteriosa\, la pulce del cane nero e molti altri avventori\, ciascuno con il suo bagaglio di follie e meraviglie. \nOgni storia\, con la sua comicità surreale e la sua profonda umanità\, ci farà ridere\, riflettere e sognare\, riportandoci a quella dimensione dell’immaginazione in cui è ancora possibile sorprendersi e non prendersi troppo sul serio. \nLa nostra versione teatrale di uno dei capolavori di Stefano Benni si propone di catturare questa stessa magia\, portando sul palco il suo mondo illogico\, immorale e irresistibilmente poetico. Parole e musica si fondono in uno spettacolo che restituisce la follia ragionata di questi personaggi incredibili\, che tanto somigliano alle persone che incrociamo nella vita reale. \nIn scena\, un trio di compagni di viaggio composto da Fabrizio Checcacci\, Roberto Andrioli e Lorenzo degli Innocenti: attori versatili e carismatici\, capaci di recitare\, cantare e danzare con energia travolgente\, dando vita a uno spettacolo unico e irripetibile.  Accanto a loro\, la musica dal vivo di Cosimo Zannelli\, che arricchisce e amplifica le emozioni dello spettacolo.\nUn viaggio teatrale dove l’assurdo diventa ragione e l’immaginazione prende il comando\, per una serata che farà divertire\, emozionare e sognare spettatori di ogni età. \nLe poesie di Stefano Benni – come Dormi Liù\, Hooligan Love\, Quello che non voglio\, Ma che notte è\, Little Red Hood – si trasformano in canzoni originali\, grazie alle musiche composte da Fabrizio Checcacci\, che riesce a tradurre in note la forza evocativa delle parole del grande scrittore bolognese. \nIl 31 dicembre replica speciale di Capodanno alle ore 22 per salutare il nuovo anno con brindisi finale. \nSTAGIONE 2024 | 2025 \nBIGLIETTERIA:\nPrezzi\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nAbbonamento Menotti Card 4 ingressi €60\, 8 ingressi €110 \nSPECIALE CAPODANNO:\nOre 22\nIntero – 55.00€\nRidotto under/over – 45.00€ \nTEATRO MENOTTI:\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA:\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online\nCon carta di credito su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI:\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:Nuova edizione di LIBERTÀ OBBLIGATORIA
DESCRIPTION:Foto di scena: Libertà obbligatoria – Teatro Menotti Filippo Perego © Laila Pozzo\nDal 28 al 31 ottobre 2024 \nDi Giorgio Gaber e Sandro Luporini \nAdattamento e regia Emilio Russo \nCon Enrico Ballardini\, Gianluigi Fogacci\, Lisa Galantini Andrea Mirò e Musica da Ripostiglio \nScene Federico Biancalani \nCostumi Pamela Aicardi \nLuci Andrea Violato \nAssistente alla regia Chiara Callegari  \nProduzione Tieffe Teatro \nIn collaborazione con la Fondazione Giorgio Gaber \nRecensione di Claudio Elli \nDal 28 al 31 ottobre al Menotti torna in scena LIBERTÀ OBBLIGATORIA\, seconda tappa del progetto Gaber\, con cui il “teatro canzone” sottolinea l’universalità del pensiero gaberiano anche a diversi decenni di distanza. \nDopo il successo di FAR FINTA DI ESSERE SANI a Milano e in tournée nazionale (spettacolo vincitore del Premio Franco Enriquez 2022)\, Emilio Russo adatta e dirige ancora un testo “storico” e controverso come LIBERTÀ OBBLIGATORIA del 1976\, che contiene temi e contenuti assolutamente attuali. Di Libertà Obbligatoria Sandro Luporini scrive a distanza di anni: “Sia io sia Giorgio abbiamo sempre considerato “Libertà obbligatoria” uno dei nostri lavori migliori in assoluto”. \nIn scena lo straordinario gruppo di FAR FINTA DI ESSERE SANI con la piccola orchestra MUSICA DA RIPOSTIGLIO e i suoi esplosivi arrangiamenti a miscelare musiche e generi\, la voce unica di ANDREA MIRÒ\, gaberiana per vocazione e ormai per definizione\, cantante/attrice dotata di grazia\, profondità e presenza e il talento prismatico di ENRICO BALLARDINI. A questo bellissimo ensemble\,  per dare ancora più peso e valore alle parole e ai contenuti\, si aggiungono due attori di grande forza teatrale come GIANLUIGI FOGACCI e LISA GALANTINI\, per uno spettacolo collettivo che sarà leggero e profondo\, ironico ed emozionante e che proverà a restituire il grande senso civile\, culturale\, ma anche spettacolare e popolare di quella straordinaria e indimenticabile esperienza che è stato il teatro-canzone di cui\, per molti\, proprio Libertà Obbligatoria è stata l’espressione più compiuta e coerente. \nNote di Regia\nPur con le dinamiche del teatro-canzone e quindi con la costruzione non convenzionale e contaminata del suo straordinario “fare” teatro\, mi piace considerare Giorgio Gaber come un classico da interpretare e\, pur nella sua universalità\, provare a contestualizzare. \nI personaggi\, gli attori e musicisti della nostra versione\, rappresentano come nella profetica lettura epocale di Gaber e Luporini\, i “reduci” di una rivoluzione mancata. Forse per eccesso di ideologia e scarsità di concretezza e bisogno reale\, oppure semplicemente perché hanno vinto gli altri con le loro regole antiideologiche basate su consumismo\, individualismo e modelli produttivi feroci. I “reduci” finiranno per adeguarsi- forse- o perlomeno di porsi domande su sé stessi e sul proprio futuro\, mentre il tempo stringe\, gli anni passano e magari ci saranno ancora posti da occupare e non ci sarà più tempo per la coscienza collettiva. “A quarant’anni siamo già a raccontare ai nipoti che noi buttavamo tutto in aria…” \nI reduci incarnano il pensiero gaberiano attraverso i conflitti di visioni contrapposte\, nonostante le esperienze ancora condivise\, ma destinate a divergere nel futuro. C’è chi è meno lucido\, ancora combattivo\, se non combattente\, deluso\, incazzato e si rifugia nel passato e nei sogni. Sono quelli che guardano indietro. Ci sono anche quelli più analitici\, disposti a fare i conti con quel presente che hanno combattuto sino a ieri. Accettano l’onda nuova\, ma sino a un certo punto. Compromessi forse sì\, ma contro la DC! Guardano in avanti con sospetto.\nCome tutti i classici\, anche per Libertà Obbligatoria sono consentite interpretazioni e attualizzazioni. Nel nostro caso\, come già è successo in parte per Far Finta di Essere Sani\, ci piace pensare di mantenere la forza\, i contenuti e le emozioni non più nell’originaria formula monologante\, ma attraverso una lettura collettiva tra musicisti e attori. In particolare\, in Libertà Obbligatoria\, a detta degli stessi autori\, lo sviluppo della parte testuale miscelata a canzoni ormai “storiche”\, diventa quasi preponderante. Per questo ho ritenuto opportuno e niente affatto “audace” aggiungere attori di teatro\, Lisa Galantina e Gianluigi Fogacci\, per incarnare ancora di più le parole di Giorgio Gaber e Sandro Luporini.\nHo voluto mantenere i riferimenti storici dell’epoca\, perché mi paiono efficaci. È un testo molto politico\, forse il più politico del teatro canzone perché Gaber e Luporini fanno i conti definitivi con il ’68\, profetizzano (piuttosto in anticipo) la deriva ideologica e non solo dei movimenti (ora Attila fa il consigliere regionale…). \nEmilio Russo \nSTAGIONE 2024 | 2025 \nBIGLIETTERIA \nPREZZI: \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nAbbonamento Menotti Card 4 ingressi €60\, 8 ingressi €110\n\nTEATRO MENOTTI:\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA:\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online\nCon carta di credito su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI:\nore 20
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SUMMARY:MozART GROUP in CLASSICAL THERAPY 
DESCRIPTION:Foto: Mozart Group © Nicolas Fagot\nDal 24 al 27 ottobre 2024 \nCLASSICAL THERAPY  \nMozART GROUP   \nCon \nFilip Jaślar\, violino \nMichał Sikorski\, violino  \nPaweł Kowaluk\, viola \nBolesław Błaszczyk\, violoncello  \nMozART Group Production \nPrima milanese  \n“Classical Therapy” al Teatro Menotti: lo spettacolo dell’anno dove risate e musica diventano le migliori medicine! \n\nDal 1995\, il MozART Group diffonde il suo inconfondibile marchio di terapia musicale nei teatri e nelle sale da concerto di Europa\, Asia e America. Ora\, dal 24 al 27 ottobre\, arriva al Teatro Menotti con “Classical Therapy”\, uno spettacolo dove le risate si mescolano alla musica in una formula irresistibile.\nPerché “terapia”? E perché “classica” quando\, ormai\, c’è un’app per tutto? Questo spettacolo è un’esperienza analogica: un incontro che ci permette di prendere le distanze da noi stessi\, offrendoci nuovi punti di vista su ciò che riteniamo ordinario o diamo per scontato.\nLa musica è la fonte inesauribile di giovinezza e il cuore delle creazioni del MozART Group\, che da quasi trent’anni riesce a far ridere e sorprendere il pubblico in tutto il mondo. E con il loro trentesimo anniversario all’orizzonte\, nel 2025\, continuano a raccogliere momenti e intuizioni straordinarie da condividere con oltre 50 paesi su cinque continenti\, eliminando ogni ostacolo alla felicità interiore.\nIl loro è un cabaret musicale unico al mondo\, dove la musica – e non le parole – è la vera protagonista. Prendendo composizioni classiche come punto di partenza\, il quartetto le smonta\, le rielabora con brillanti associazioni musicali\, offrendo al pubblico sorprese\, risate e talvolta anche commozione fino alle lacrime.\nI quattro musicisti\, tutti diplomati presso prestigiose accademie musicali di Varsavia e Łódź\, hanno scelto di interpretare la musica classica in modo irriverente e divertente\, dimostrando che la risata è davvero la miglior medicina!\n«Noi esistiamo nonostante la sobria formalità delle grandi sale da concerto\, nonostante la noiosa vita dei musicisti di musica classica\, nonostante i fanatici amanti della musica classica\, nonostante i fans della musica rock\, rap o pop che hanno paura di quella classica. Trattiamo la nostra Musa con divertente ironia e\, ne siamo sicuri\, non si offenderà!».\nMozART Group \nSTAGIONE 2024 | 2025 \nBIGLIETTERIA \nPREZZI: \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nAbbonamento Menotti Card 4 ingressi €60\, 8 ingressi €110\n\nTEATRO MENOTTI:\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA:\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo \nAcquisti online\nCon carta di credito su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI:\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:MEDEA di Euripide
DESCRIPTION:Foto di scena: Medea © Roberto De Biasio\nSpettacolo realizzato per il 72°Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza \n\nRegia di Emilio Russo \nCon Romina Mondello\, Gianluigi Fogacci\, Camilla Barbarito\, Paolo Cosenza\, Nicolas Errico\, Claudio Pellegrini\, Debora Zuin \nScenografia Dario Gessati \nMusiche Andrea Salvadori \nCostumi Pamela Aicardi \nRealizzazione costumi Lara Friio \nSi ringrazia Domo Adami Vintage Couture per la collaborazione al costume di Romina Mondello   \nProduzione Tieffe Teatro  \nDal 10 al 20 ottobre\, il Teatro Menotti riporta in scena Medea di Euripide\, con Romina Mondello nel ruolo della protagonista\, interpretazione che le è valsa il Premio Enriquez 2020 come Miglior Attrice. \nLa tragedia classica torna a parlare al pubblico contemporaneo\, offrendosi come un viaggio senza ritorno verso un destino oscuro e ineluttabile. Il ritorno\, tuttavia\, è tutto da decifrare\, da confrontare con la nostra epoca: Euripide dissemina nella sua opera tracce di un percorso che continua a interrogarci ancora oggi\, in un mondo sempre più distratto e corrotto dalla perdita di riferimenti etici. Eppure\, in noi risuona ancora la sensibilità di chi\, nonostante tutto\, continua a cercare un senso\, una direzione per quella “cosa” che ostinatamente chiamiamo umanità.\nMedea veste gli sguardi\, i gesti\, la voce di un’attrice di grazia\, passione e talento come Romina Mondello\, capace di tramutare intensità in essenzialità\, di toccare la terra e guardare il cielo\, di sedurre implicitamente ed esplicitamente uomini e Dei per costruire un personaggio multidimensionale\, che saprà essere fuori dagli schemi sorprendentemente.\nAl suo fianco\, Gianluigi Fogacci interpreta Giasone\, offrendo una lettura del personaggio che ne svela il dualismo: fragilità e ambizione\, crudeltà e ingenuità\, nemico e amico. Un uomo incapace di riconoscere il dubbio come il preludio necessario alla verità\, un protagonista di contraddizioni che si specchia nella sua relazione con Medea.\nIn scena con loro\, una compagnia di attori\, musicisti e cantanti che\, attraverso ruoli individuali e momenti corali\, daranno vita a una drammaturgia in cui parola e musica si fondono. La partitura musicale\, composta dal visionario Andrea Salvadori (Premio Ubu 2018)\, contaminerà e amplificherà il testo antico\, creando un’esperienza immersiva e suggestiva\, fedele alla tragedia originale ma aperta a nuove interpretazioni». \nNote di Regia\nDentro questo percorso faremo vivere la nostra Medea\, convinti della forza immutata e straordinaria della narrazione euripidea\, della sua tensione drammatica e minacciosa\, della potente e concreta al tempo stesso costruzione dei personaggi\, anche quelli solo evocati\, dello sviluppo formidabile dei conflitti. Ci soffermiamo nel nostro racconto a cogliere proprio quelle tracce che conducono verso scenari e visioni di un’universalità senza tempo e senza spazio\, come\, ad esempio\, la condizione dell’abbandono a cui è costretta Medea\, senza più patria\, famiglia\, punti di riferimento\, una gabbia dalla quale deve per forza uscire\, oppure l’aspetto politico\, che Euripide affronta elevando inaspettatamente Medea ad eroina portatrice dei nuovi valori contro quelli arcaici (Atene e Corinto proprio alla vigilia della sanguinosa guerra del Peloponneso e perché non oggi Oriente e Occidente\, Nord e Sud del mondo?)\, difficile non leggere alla luce – o meglio al buio – dei muri d’acqua e mattoni di oggi il rifiuto verso il barbaro\, il diverso “…ti guardano e ti odiano senza sapere cosa hai dentro…” così\, quasi 2500 anni fa Euripide\, intellettuale\, profugo e incompreso diceva e faceva dire a Medea nel suo straordinario discorso alle donne corinte e così quell’urlo arriva a noi\, a smuovere ancora le nostre coscienze.\nEmilio Russo \nSTAGIONE 2024 | 2025 \nBIGLIETTERIA \nPREZZI:\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nAbbonamento Menotti Card 4 ingressi €60\, 8 ingressi €110 \nTEATRO MENOTTI:\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA:\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo \nAcquisti online\nCon carta di credito su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI:\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:NUOVA BALERA PIZZIGONI
DESCRIPTION:Foto di scena: Nuova Balera Pizzigoni © Laila Pozzo\nIl debutto al teatro Menotti di uno spettacolo in cui il ballo diventa metafora della vita \nPrima Nazionale \nProduzione: Tieffe Teatro Milano/Artemis Danza\nScritto e diretto da Emilio Russo \nCon:\nAttori Lucia Vasini\, Enrico Ballardini\, Lisa Galantini\, Alessandro Sampaoli\, Emilia Scatigno\nDanzatorii di Artemis Danza Michelle Atoe\, Arianna Cunsolo\, Mattia Molini\, Christian Pellino\nMusicisti Alessandro Centolanza (voce e chitarra)\, Daniele Di Marco (fisarmonica)\, Gianmarco Straniero (contrabbasso)\nCoreografie Monica Casadei\nCostumi Pamela Aicardi\nAssistente regia Chiara Callegari\nspettacolo sostenuto da NEXT- Laboratorio delle Idee edizione 2023 \nDal 13 al 22 giugno\, in scena in Prima Nazionale al Teatro Menotti\, “Nuova Balera Pizzigoni“\, uno spettacolo che racconta il fascino della balera\, un luogo in cui il tempo sembra sospeso e le emozioni si intrecciano attraverso danze\, canti e amori. La balera\, simile a un teatro con i suoi riti codificati\, diventa spazio di confessioni silenziose per i suoi ballerini e avventori\, rivelando storie antiche e nuove.\nLa gestione della balera è affidata alla famiglia allargata dei Pizzigoni. Nonostante i rapporti conflittuali e le ostilità tipiche di ogni famiglia\, i Pizzigoni riescono a creare una propria armonia\, trasformando il locale da ballo in un rifugio di sogni e passioni.\nLa Balera Pizzigoni nasce negli anni ’40 e la storia che raccontiamo si svolge durante la grande nevicata di Milano del 1985. In quella notte di neve\, quando tutto sembrava fermo\, qualcuno ha varcato inaspettatamente le sue porte\, deciso a ballare nonostante le difficoltà. Le musiche che risuonano in questo luogo incantato sono internazionali e mai banali: dalla Mazurka di Nino Rota al Tango della Gelosia\, fino a Tutti i Frutti di Little Richard.\nIn scena cinque attori: Lucia Vasini\, Enrico Ballardini\, Lisa Galantini\, Alessandro Sampaoli\, ed Emilia Scatigno; quattro danzatori: Michelle Atoe\, Arianna Cunsolo\, Mattia Molini\, Christian Pellino; e tre musicisti: Alessandro Centolanza (voce e chitarra)\, Daniele Di Marco (fisarmonica) e Gianmarco Straniero (contrabbasso). \nNOTE DI REGIA:\n«Nuova Balera Pizzigoni\, liberamente ispirata da “Ballando Ballando” di Ettore Scola e dalle storie di ballerini e balere\, si danza e si racconta di quella vita sospesa tra la pedana e i tavolini\, di quel breve istante che precede il “Sì\, grazie”\, degli abbracci sconosciuti\, perduti o ritrovati\, dei passi incerti che avanzano verso la pista e che\, come per magia\, diventano leggeri al ritmo della musica\, il cui battito risuona come quello del nostro cuore.\nLo spettacolo celebra l’umanità\, l’amore e la musica\, offrendo un viaggio emozionante tra passato e presente\, dove ogni passo di danza racconta una storia e ogni nota musicale evoca ricordi indimenticabili.\nIl ballo\, con i suoi luoghi e riti\, si trasforma in una potente metafora delle esistenze umane. Entrare in una sala da ballo significa esibirsi\, confrontarsi\, lottare con sé stessi e con gli altri\, cercando di mostrare il meglio di sé senza rivelare troppo. Come nella vita reale\, ciò che conta è mantenere un certo mistero\, senza svelare tutto.\nBalera Pizzigoni è un luogo che rimane sé stesso nei decenni del nostro racconto\, pur cambiando abitudini e attitudini\, pur conoscendo le gioie e i dolori\, le piccole vittorie e le grandi sconfitte\, continua ad aprire il sabato sera per accogliere solitudini\, desideri\, sogni e passioni\, le poche parole cancellate dalla musica\, i pensieri di case lontane\, amori perduti\, tenerezza ritrovata\, quotidianità opache e vite scintillanti.\nBalera Pizzigoni è anche un teatro trasformato in grande pista da ballo o\, se volete\, un grande circo al confine del tempo\, tra leggerezza\, divertimento\, sorprese\, emozioni e qualche malinconia\, così come è la vita\, provando a togliere filtri e barriere tra attori\, ballerini\, musicisti e il pubblico». \nEmilio Russo \nPREZZI: \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nLink d’acquisto\n\nTEATRO MENOTTI:\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA:\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online con carta di credito su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI:\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:CRISI DI NERVI - Tre atti unici di Anton Čechov
DESCRIPTION:Foto di scena: Crisi di nervi – Regia di Peter Stein – Il cast © Tommaso Le Pera\n23 maggio | 9 giugno  \nCRISI DI NERVI. TRE ATTI UNICI DI ANTON ČECHOV \nPETER STEIN \nPrima milanese \nProduzione Tieffe Teatro Milano e Teatro Biondo Palermo\nRegia Peter Stein\nAdattamento di Peter Stein e Carlo Bellamio \nL’orso con Maddalena Crippa\, Alessandro Sampaoli\, Sergio Basile\nI danni del tabacco con Gianluigi Fogacci\nLa domanda di matrimonio con Alessandro Averone\, Sergio Basile\, Emilia Scatigno \nAssistente alla regia Carlo Bellamio\nScene Ferdinand Woegerbauer\nCostumi Anna Maria Heinreich\nLuci Andrea Violato \nDurata 90 minuti  \nDopo il successo de IL COMPLEANNO di Harold Pinter nella passata stagione\, il grande regista tedesco Peter Stein dirige una straordinaria compagnia mettendo in scena CRISI DI NERVI. Tre atti unici di Anton Čechov\, che ha debuttato in Prima Nazionale lo scorso 10 maggio al Teatro Biondo di Palermo e sarà in scena al Menotti dal 23 maggio al 9 giugno.\nStein ritorna ad uno dei suoi autori di riferimento creando una non consueta modalità produttiva artistica attorno ad un gruppo di attori e collaboratori\, per una continuità creativa collettiva di notevole spessore. Stein ha scelto L’ORSO\, I DANNI DEL TABACCO\, LA DOMANDA DI MATRIMONIO e per l’interpretazione MADDALENA CRIPPA\, ALESSANDRO AVERONE\, GIANLUIGI FOGACCI\, ALESSANDRO SAMPAOLI\, EMILIA SCATIGNO e SERGIO BASILE che si alterneranno nelle varie pièce\, che lo stesso Čechov non ancora trentenne definiva “scherzi scenici”: sono i drammi più piccoli del mondo… in generale\, è molto meglio scrivere cose piccole che grandi: poche pretese e successo assicurato. Cos’altro? In realtà gli atti unici del grande autore russo sono stati rappresentati in tutto il mondo. Scritti tra il 1884 e il 1891 e ispirati alla commedia francese e al genere del vaudeville\, molto alla moda in Francia ai tempi di Čechov\, sono stati fonte di ispirazione e di studio per gli attori e gli scrittori di teatro e divertimento per intere generazioni di spettatori di tutte le lingue. \nNote di Regia\nDopo l’insuccesso delle sue prime due opere\, il giovane Čechov giurò di non scrivere mai più per il teatro drammatico e decise di dedicarsi esclusivamente ai vaudeville. Questa circostanza ci ha regalato una serie di atti unici\, pieni di sarcasmo\, di comicità paradossale\, di stravagante assurdità e di folle crudeltà\, e che a loro volta sono diventati il terreno fertile per l’esperienza e la preparazione delle grandi opere della maturità dell’autore.\nNelle tre opere esemplari che presentiamo\, i personaggi di volta in volta si fanno prendere da crisi di nervi\, si ammalano\, sono preda di attacchi isterici o litigano in continuazione fra loro.\nNe L’Orso il protagonista quasi muore dalla rabbia\, per un debito che non gli viene rimborsato da parte di una donna\, che lui arriva a sfidare a duello\, per finire in ginocchio a chiederle di diventare sua moglie.\nNe I Danni del Tabacco un presunto oratore deve tenere una conferenza sugli effetti negativi del tabacco\, ma\, tra starnuti e attacchi d’asma\, confessa in realtà di voler mettere fine alla vita disastrosa che conduce come marito della propria moglie.\nNe La Domanda di Matrimonio il futuro sposo\, per timidezza e altre difficoltà fisiche\, non riesce a porre alla futura sposa la fatidica domanda\, e anzi si mette a litigare con lei\, che a sua volta gli ribatte a muso duro ed è preda di un attacco isterico quando lui cade svenuto per ipocondria.\nL’estrema comicità\, l’esasperazione e gli eccessi di crudeltà utilizzati dall’autore\, possono funzionare soltanto se accompagnati da un sottofondo realistico e psicologicamente giustificato. Comunque si tratta pur sempre di opere di Čechov. Sono questi i presupposti su cui gli attori hanno dovuto lavorare. Speriamo di averlo fatto con successo.\nPeter Stein \nBIGLIETTERIA: \nPREZZI \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nLink d’acquisto\n\nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online con carta di credito \nORARI SPETTACOLI\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:IL TEMPO ATTORNO di Giuliano Scarpinato
DESCRIPTION:Foto di scena: Il tempo attorno© 2023 Rosellina Garbo\nPrima Milanese \nProduzione Teatro Biondo di Palermo\nIdeazione\, regia e drammaturgia Giuliano Scarpinato\nSupervisione del testo Lucia Calamaro\nCon Roberta Caronia (Paola Randazzo\, magistrato)\, Giandomenico Cupaiuolo (Michele Vetrano\, magistrato)\, Emanuele Del Castillo (il figlio Benedetto)\, Alessio Barone (Liborio Mansueto\, agente della scorta)\, Gaetano Migliaccio (Diego De Piccolo\, agente della scorta)\nScene Diana Ciufo\nCostumi Dora Argento\nSuono e luci Giacomo Agnifili\nAssistente alla regia Adele di Bella\nDirettore di scena Sergio Beghi \ndurata 1 ora e 20 minuti \n Il Tempo Attorno\, spettacolo scritto da Giuliano Scarpinato che si incentra sulla lotta alla mafia raccontata dal figlio di due magistrati\, sarà al Menotti in Prima Milanese dal 14 al 19 maggio.\nTroppe volte in quel flusso caotico\, magmatico che chiamiamo vita\, ci accade di dimenticare che al di là del nostro essere individui\, persone dedite al lavoro\, alla realizzazione dei propri desideri\, a passioni e relazioni\, siamo frutto di una Storia\, quella con la S maiuscola\, che ci precede\, ci contiene\, avanza dopo di noi. Il tempo attorno è il racconto di cinque vite che quella Storia non hanno mai potuto ignorarla: ne sono state investite\, travolte\, come da un gigantesco masso che rotoli giù da un monte la cui cima si perde a vista d’occhio. \nNel cono d’ombra che dagli anni 80 della seconda guerra di mafia si allarga fino al processo Andreotti\, si dipana la vicenda familiare di una coppia di magistrati antimafia\, Michele Vetrano e Paola Randazzo\, un figlio\, Benedetto\, costretto a crescere troppo in fretta\, due agenti della scorta\, De Piccolo e Mansueto\, che li affiancano costantemente. Gli accadimenti si succedono a un ritmo innaturale\, come se qualcuno avesse impresso una velocità doppia alla moviola dei giorni: le stragi Falcone e Borsellino\, l’omicidio del piccolo Di Matteo\, il “processo del secolo” a carico dell’uomo più potente d’Italia\, Giulio Andreotti… Tutto questo entra prepotentemente nella casa di Benedetto\, che vede volar via l’amore dei suoi genitori\, l’innocenza dell’infanzia e ogni certezza\, a partire da quella della vita stessa. \nIl tempo attorno\, ispirato al vissuto reale di Giuliano Scarpinato\, dei suoi genitori Roberto Scarpinato e Teresa Principato\, magistrati antimafia\, e degli agenti della scorta che li hanno affiancati per anni\, è un viaggio nella memoria\, uno scandaglio lanciato nelle acque mosse del passato per riportare a galla la perla rara di un senso\, di una ragione che tenga tutto insieme. Accade di chiedersi\, dopo lunghi anni di rabbia\, risentimento e\, certo\, amore\, mescolati insieme: “Ne sarà valsa la pena?” Attraverso il Teatro\, luogo eletto della catarsi\, Giuliano Scarpinato apre al pubblico questa domanda. Perché le ferite di una famiglia e quelle di un paese\, riaperte con grazia e coraggio\, possano diventare occhi vigili sul presente e sul futuro. \n\nPREZZI \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nLink d’acquisto\n\nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online con carta di credito \nORARI SPETTACOLI\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:ORAZIO incautamente ispirato dall'Amleto di W. Shakespeare
DESCRIPTION:Foto: Paolo Mazzarelli © Mario Spada\ntesto e regia\nPaolo Mazzarelli \ncon\nAntonio Bandiera\, Beatrice Vento\, Francesco Jacopo Provenzano\, Paolo Mazzarelli\nscene e costumi Paola Castrignanò\nsound design e musiche originali Luca Canciello\nluci Carlo Pediani\nmaschere Tiziano Fario\naiuto regista Gianluca Bonagura \nproduzione\nTeatro Stabile di Bolzano – a.ArtistiAssociati – Compagnia Orsini\nDurata spettacolo 80’ \nDal 27 febbraio al 3 marzo in scena al Teatro Menotti in prima milanese Orazio\, spettacolo incautamente ispirato all’Amleto di William Shakespeare\, scritto e diretto da Paolo Mazzarelli.\n“Orazio” è un racconto avvincente che esplora il mondo degli antieroi\, dei giovani che inciampano\, si rialzano e\, nelle macerie lasciate dai padri\, cercano la forza per immaginare\, costruire e raccontare un orizzonte diverso. Una commedia che si sviluppa con un finale vagamente apocalittico\, impreziosito da una tragedia permeata di umorismo che permette di riflettere sulla complessità della vita.\nIl testo\, scritto in modo originale\, attinge ispirazione dall’Amleto di Shakespeare\, dando vita a un’opera che si distingue per la sua autenticità e profondità. “Orazio” è un’ode commovente a un personaggio shakespeariano amato – Orazio stesso – e a coloro che\, come lui\, sanno restare in secondo piano\, accettando il ruolo di spalla\, compagno e testimone. \nNOTE DI REGIA\nLa prima cosa che mi viene da dire su ORAZIO è che si tratta di una commedia\, di qualcosa\, cioè\, che aspira (anche) a divertire.\nLa seconda è che i tre protagonisti della vicenda – Orazio\, Anna\, Mahdi – sono ragazzi poco più che ventenni. L’intera operazione nasce dal mio desiderio di guardare la realtà attraverso i loro occhi\, occhi di ragazzi che si muovono\, per un motivo o per l’altro\, tra le macerie del presente. Dietro i ragazzi\, in secondo piano\, mi sono divertito ad interpretare le figure dei loro padri: padri dannati\, spesso ridicoli\, a volte assenti.\nLa terza cosa da dire è che sì\, ORAZIO è una storia che parla di teatro\, si svolge in un teatro\, e addirittura contiene al suo interno frammenti dell’Amleto; ma proprio Shakespeare ci insegna che parlare di teatro non vuol dire altro che parlare della realtà\, e guardare ad Amleto non vuol dire altro che guardare all’essere umano. Di Amleto\, Orazio è il migliore amico\, il compagno silenzioso cui l’eroe morente affida il compito di raccontare la sua storia\, una storia nella quale Orazio è l’unico superstite\, il testimone\, l’antieroe. Dal mio amore per la sua figura nasce questa commedia che ha al suo centro un Orazio di oggi\, anch’egli un antieroe\, anch’egli alle prese con un amico in difficoltà\, anch’egli perso in una realtà che lo inchioda -teatro o non teatro\, questo è il problema- al ruolo di testimone.\nPaolo Mazzarelli  \nPAOLO MAZZARELLI\nNato a Milano da famiglia napoletana\, Mazzarelli si diploma nel 1999 alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi; quindi\, intraprende la carriera di attore lavorando soprattutto a teatro con alcuni fra i più importanti registi (Nekrosius\, Stein\, Martone\, De Rosa\, Tolcachir\, Baracco\, Veronese\, Andò\, Carsen). Il primo lavoro di cui è autore e regista -Pasolini Pasolini! – vince nel 2001 il premio speciale Scenario e nel 2005 il Premio Franco Enriquez\, dando inizio al suo percorso autoriale. Nel 2009\, insieme al collega Lino Musella\, fonda la compagnia teatrale MusellaMazzarelli con cui scrive\, dirige e interpreta diversi spettacoli. La Compagnia si afferma negli anni come una delle più interessanti realtà italiane\, vincendo nel 2010 il premio IN-BOX per Figlidiunbruttodio\, nel 2014 il Premio della Critica ANCT per La società\, nel 2016 il premio HYSTRIO alla drammaturgia per Strategie Fatali. Nel 2017 insieme a Lino Musella e Monica Nappo vince il Premio Enriquez come miglior attore per Orphans di Dennis Kelly. Oltre al teatro Mazzarelli ha preso parte a diverse pellicole cinematografiche\, lavorando con registi quali Paolo Sorrentino (La grande bellezza)\, Silvio Soldini (3/19)\, Michele Placido (Vallanzasca)\, Gipi (L’ultimo terrestre)\, Mario Martone (Noi credevamo)\, Renato De Maria (Italian gangsters)\, Laura Chiossone (Genitori quasi perfetti). Ha inoltre preso parte a diversi film e serie per la televisione\, tra cui 1994 (serie SKY diretta da Giuseppe Gagliardi)\, La porta rossa (serie RAI diretta da Gianpaolo Tescari)\, È arrivata la felicità (serie RAI diretta da Riccardo Milani e Francesco Vicario)\, Rossella (serie RAI diretta da Carmine Elia)\, L’assalto (film TV diretto da Ricky Tognazzi)\, Hache (serie Netflix diretta da Jorge Torregrossa e Fernando Trullols)\, Blocco181 (serie SKY diretta da Ciro Visco). \nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA:\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo \nAcquisti online\nCon carta di credito su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI:\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:STORIA DI UNA CAPINERA di Giovanni Verga
DESCRIPTION:Foto di scena: Storia di una capinera © Francesco Maria Attardi\nENRICO GUARNERI e NADIA DE LUCA \nPrima Milanese \nProduzione Teatro Abc Catania – Ass. Progetto Teatrando\nRegia Guglielmo Ferro\nCon Enrico Guarneri e Nadia De Luca\nCon la partecipazione straordinaria di Emanuela Muni  \nE (in ordine alfabetico) \nRosario Marco Amato – Verdiana Barbagallo – Federica Breci \nAlessandra Falci – Elisa Franco – Loredana Marino – Liborio Natali \nRegista collaboratore Giampaolo Romania \nScene Salvo Manciagli – Musiche Massimiliano Pace – Costumi Sartoria Pipi  \nDurata spettacolo 90’ con intervallo \n\nStoria di una capinera\, in scena al Menotti dal 13 al 18 febbraio\, è la passionale narrazione della novizia Maria con il riadattamento di Micaela Miano\, per la messinscena di Guglielmo Ferro\, che ne ricodifica la struttura drammaturgica del romanzo per fare emergere il rigido impianto culturale e umano delle famiglie dell’epoca.\nLa vicenda si concentra su un unico nucleo narrativo: la storia della povera Maria\, raccontata attraverso le lettere che scrive ad una compagna di convento (Marianna). Il cambiamento interiore di Maria nasce da una sua provvisoria liberazione\, dal contatto con la natura\, dal suo ritrovarsi con la famiglia nelle terre di Monte Ilice mentre a Catania infuria il contagio del colera. “Il mio pensiero non è imprigionato sotto le oscure volte del coro\, ma si stende per le ombre maestose di questi boschi\, per tutta l’immensità di questo cielo e di quest’orizzonte…”\nLa storia si snoda tutta sul filo di un progressivo itinerario spirituale: quella esperienza fa sorgere in lei il senso d’una vita più libera e aperta\, e l’avvia a concepire una crescente avversione per l’ambiente conventuale dove ha trascorso da educanda gli anni dell’adolescenza. Di qui\, scopre l’amore. Il giovane Nino è l’idolo un po’ sfocato che accende nella protagonista la fiamma di una passione inestinguibile. Ma il rapporto è troncato sul nascere dall’intervento dei familiari: Nino sposerà la sorella di Maria (Giuditta)\, acconciandosi a un matrimonio giudizioso e senza fantasticherie. Maria sarà costretta a rientrare in convento dove si spegnerà dopo una lunga e penosa agonia.\nTimida e fragile come una capinera\, e rinchiusa come l’uccellino in gabbia\, fra le grigie mura di un convento: così è Maria\, nel celebre romanzo epistolare di Giovanni Verga\, che regala un affresco della Sicilia borghese ottocentesca\, ma anche un toccante esempio di scrittura introspettiva\, di critica sociale\, di partecipazione per il destino dei più deboli… “Storia di una capinera” – di cui rimane memorabile la versione cinematografica di Franco Zeffirelli – arriva a teatro con il nuovo allestimento a cura del regista Guglielmo Ferro e\, fra gli interpreti\, Enrico Guarneri e Nadia De Luca. \nNOTE DI REGIA:\nEcco perché l’ho intitolata Storia di una Capinera\, così Giovanni Verga introduce il suo romanzo epistolare\, una di quelle intime storie\, che passano inosservate tutti i giorni\, storia di un cuore tenero\, timido\, che aveva amato e pianto e pregato senza osare di far scorgere le sue lagrime o di far sentire la sua preghiera\, che infine si era chiuso nel suo dolore ed era morto. \nPerché\, se Maria è vittima\, non lo è dell’amore peccaminoso per Nino che fa vacillare la sua vocazione\, ma lo è del vero peccatore ‘verghiano’ che è il padre Giuseppe Vizzini.\nGiuseppe che\, rimasto vedovo\, manda in convento a soli sette anni la primogenita\, condannandola all’infelicità.  Un uomo che per amore\, paura e rispetto delle convenzioni causa a Maria la morte del corpo e dello spirito. È sul drammatico rapporto padre figlia\, sui loro dubbi e tormenti che si mette in scena la storia della Capinera.  La stanza del convento è il centro della scena\, Maria non esce da quella prigione\, e il padre Giuseppe ne è il carceriere. Entrambi dolorosamente vittime e carnefici. Ogni evento che deflagra nella mente di Maria\, ogni personaggio altro che scardina il viaggio del noviziato di Maria\, sono gli elementi drammaturgici per sviscerare il dramma interiore di un padre che finisce per uccidere la figlia. È il racconto di legami infelici\, di dinamiche familiari per noi oggi impossibili da immaginare ma che Verga racconta con l’inesorabilità di una condanna.\nNon c’è redenzione per Maria\, non c’è redenzione per il padre Giuseppe\, e nemmeno per noi. Perché la redenzione non appartiene alla Sicilia di Giovanni Verga.\n(Guglielmo Ferro) \nTEATRO MENOTTI:\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA:\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online\nCon carta di credito \nORARI SPETTACOLI:\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:Torna UCCELLI di ARISTOFANE
DESCRIPTION:Foto di scena: Uccelli di Aristofane © Gianfranco Ferraro\nProduzione TieffeTeatro Milano \nAdattamento e regia Emilio Russo \nCon Enrico Ballardini\, Camilla Barbarito\, Giulia D’Imperio\, Nicolas Errico\, Claudio Pellegrini\, Maria Vittoria Scarlattei\, Emilia Scatigno\, Jacopo Sorbini\, Chiara Tomei \nVoce Camilla Barbarito\nProduzione e arrangiamenti musicali Fabio Marconi\nScene Francesco Fassone\nCostumi Pamela Aicardi \nInterventi di teatro d’ombra della Compagnia Controluce \nDurata spettacolo 100’ con intervallo \nRecensione di Claudio Elli del 1° febbraio 2019 \nTorna in scena al Menotti dal 1°all’11 febbraio Uccelli\, la commedia senza tempo di Aristofane che il regista Emilio Russo ha realizzato intrecciando parole e musica e affidandosi a una compagnia di giovani e talentuosi attori. \nPisetero ed Evelpide\, cittadini ateniesi\, decidono di lasciare la polis per andare in cerca di un posto dove trascorrere la vita senza grattacapi\, lontano dai meccanismi complicati della vita sociale e istituzionale di Atene.\nIn un immaginario luogo tra terra e cielo\, lontano da noie e dispiaceri\, i due realizzano un sogno utopico: quello di una città che rinnovi la perduta età dell’oro\, quando gli uccelli\, più antichi di Crono e dei Titani\, padroni del tempo\, erano sovrani di una patria dolce e materna\, senza leggi né violenza. \nSpettacolo vincitore del Premio Nazionale Franco Enriquez 2019\, sezione migliore adattamento e regia. \n«Aristofane nella Grecia del 414 A.C.\, mentre il suo mondo si sgretola tra guerre e scontri ideologici e generazionali\, riesce a fermare il tempo\, a cercare una via di fuga nell’immaginario\, a disegnare un impossibile mondo possibile. Uomini e Dei accumunati da corruzione e avidità\, saranno da ora in poi divisi da Nubicuculia\, la città costruita sulle nuvole\, e dal sogno di libertà e partecipazione degli uccelli suoi abitanti\, che decideranno per una vita senza leggi e senza denaro.\nSarà proprio in questo “spazio”\, quello della voglia di cambiamento\, quello della rivoluzione possibile\, quello delle pulsioni adrenaliniche\, che proveremo a raccontare il capolavoro del più grande poeta comico della commedia classica.\nUn racconto senza tempo\, attualizzato nel linguaggio\, tra Cervantes\, George Orwell e Alfred Jarry\, ma anche Totò\, eppure con estrema fedeltà alle dinamiche e agli intrecci dei personaggi originari. \nIn scena una compagnia di giovani interpreti tra parole e musica in uno spettacolo che restituisce la forza comica e le emozioni della straordinaria e controversa opera del grande poeta ateniese. Per il racconto/viaggio dei due “profughi” alla ricerca della città e della vita ideale utilizzeremo diversi linguaggi\, dal teatro d’ombre\, al canto\, al movimento all’interno di una scenografia che richiama gli spalti di un teatro antico\, specchio della platea reale in un gioco ad incastro tra il tempo e lo spazio».\nEmilio Russo  \nPREZZI\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita \nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online Vivaticket \nCon carta di credito su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:LA NOTTE di Pippo Delbono
DESCRIPTION:Foto: Pippo Delbono – La Notte © Lorenzo Porrazzini © Tieffe Milano\nProduzione Tieffe Teatro Milano \nUno spettacolo-concerto di  Pippo Delbono \nDa La nuit juste avant les forêts di Bernard-Marie Koltès \nCon Pippo Delbono \nMusiche Piero Corso \nDelbono\, in scena al Menotti dal 9 al 14 gennaio\, si confronta per la prima volta con un autore come Bernard-Marie Koltès dando voce alla sua versione di ‘La notte poco prima della foresta’\, testo che irruppe per la prima volta ad Avignone nel 1977 e restò una voce lancinante nella scrittura contemporanea fino alla morte di Koltès\, scomparso prematuramente nel 1989. \nUn viaggio quasi autobiografico per Delbono che apre la serata con una lettera di François Koltès\, fratello di Bernard- Marie\, da cui l’artista ligure ha ricevuto il consenso a tagliare\, operare\, quasi stracciare il testo originale per intrecciare due vite e due voci. \nUn monologo forte\, intenso\, provocatorio\, rabbioso che Delbono\, accompagnato dalla chitarra di Piero Corso\, interpreta con grande musicalità\, modulando voce\, toni e ritmi.  La Notte si chiude con una lettera di Bernard-Marie alla madre: alla critica di pensare quasi soltanto al sesso\, l’autore risponde rivendicando il suo concetto di amore\, usando parole aspre\, dolci e malinconiche per esprimere un sentimento di resistenza al nonsense del mondo che ci circonda. \nPIPPO DELBONO BIOGRAFIA\nAutore\, attore e regista\, Pippo Delbono nasce a Varazze nel 1959. Negli anni ‘80 fonda la Compagnia Pippo Delbono\, dando vita a numerosi spettacoli che hanno segnato la storia del teatro contemporaneo. L’incontro con persone in situazioni di emarginazione e diversità determina una svolta nella sua ricerca. Nasce così Barboni – Premio Speciale UBU nel 1997 “per una ricerca condotta tra arte e vita”. Da oltre vent’anni gli spettacoli realizzati con la sua Compagnia in un flusso di ricerca continua fra teatro\, poesia\, musica\, cinema e danza\, sono presentati in prestigiosi teatri e festival di tutto il mondo\, inclusi il Festival d’Avignon\, la Biennale di Venezia\, l’Holland Festival\, l’Hong Kong Arts Festival\, il Festival de Otoño\, il Festival Grec di Barcellona\, il Theater Spektakel di Zurigo\, il Wiener Festwochen\, il Festival TransAmeriques di Montréal: Il tempo degli assassini\, La rabbia\, Guerra\, Esodo\, Gente di plastica\, Urlo\, Il silenzio\, Racconti di giugno\, Questo buio feroce\, La menzogna\, Dopo la bataglia\, Orchidee\, Vangelo\, La gioia  e la co-produzione internazionale Amore nata in Portogallo nel 2021 e da allora in tournée insieme a La gioia che dal 2018 è in tournée in tutto il mondo – fin ora lo spettacolo è stato presentato in 17 Paesi\, 53 città per un totale di 128 recite.\nNel 2003 Delbono realizza il film Guerra (Mostra del Cinema di Venezia e Miglior film documentario David di Donatello 2004); a seguire: Grido (2006)\, La paura (Festival di Locarno 2009)\, Amore carne (68° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia 2011)\, Blue Sofa (miglior film alla 32° edizione del Festival International du Court Métrage à Clermont-Ferrand)\, Sangue (66° Festival di Locarno)\, La Visite-Versailles (2016) e Vangelo (2017).\nNella lirica ha firmato le regie: Studio per Obra Maestra (Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto 2007)\, Don Giovanni (Teatr Wielki di Poznan\, Polonia 2014)\, Cavalleria rusticana e Madama Butterfly (Teatro San Carlo di Napoli 2012 e 2014)\, La Passione secondo Giovanni (Teatro Massimo di Palermo 2017) e I Pagliacci (Opera di Roma 2018). Realizza con grandi musicisti i concerti: Amore e carne con Alexander Balanescu\, Il sangue sull’Edipo di Sofocle con Petra Magoni\, Bestemmia d’amore con Enzo Avitabile e La notte con Piero Corso.\nHa pubblicato Barboni – Il teatro di Pippo Delbono\, Racconti di giugno\, Corpi senza menzogna\, Dopo la battaglia – scritti poetico-politici\, Sangue. Dialogo tra un artista buddista e un ex terrorista tornato in libertà\, L’uomo che cadde sulla terra\, Le don de soi. Ha ottenuto il Premio Speciale Ubu per Barboni\, il Premio della Critica per Guerra\, i Premi Olimpici per Gente di plastica e Urlo\, a Wroclaw\, Polonia (2009)\, il Premio Europa per le nuove realtà teatrali\, nel 2022 lo spettacolo Amore vince il Premio Speciale della Giuria del Festival MESS di Sarajevo per le scene e per le luci. Nel 2021 Pippo Delbono riceve un Premio alla Carriera all’International Theatre Festival IKSV di Istanbul nel 2021. \nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online\nCon carta di credito su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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