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SUMMARY:NUOVA BALERA PIZZIGONI
DESCRIPTION:Foto di scena: Nuova Balera Pizzigoni © Laila Pozzo\nIl debutto al teatro Menotti di uno spettacolo in cui il ballo diventa metafora della vita \nPrima Nazionale \nProduzione: Tieffe Teatro Milano/Artemis Danza\nScritto e diretto da Emilio Russo \nCon:\nAttori Lucia Vasini\, Enrico Ballardini\, Lisa Galantini\, Alessandro Sampaoli\, Emilia Scatigno\nDanzatorii di Artemis Danza Michelle Atoe\, Arianna Cunsolo\, Mattia Molini\, Christian Pellino\nMusicisti Alessandro Centolanza (voce e chitarra)\, Daniele Di Marco (fisarmonica)\, Gianmarco Straniero (contrabbasso)\nCoreografie Monica Casadei\nCostumi Pamela Aicardi\nAssistente regia Chiara Callegari\nspettacolo sostenuto da NEXT- Laboratorio delle Idee edizione 2023 \nDal 13 al 22 giugno\, in scena in Prima Nazionale al Teatro Menotti\, “Nuova Balera Pizzigoni“\, uno spettacolo che racconta il fascino della balera\, un luogo in cui il tempo sembra sospeso e le emozioni si intrecciano attraverso danze\, canti e amori. La balera\, simile a un teatro con i suoi riti codificati\, diventa spazio di confessioni silenziose per i suoi ballerini e avventori\, rivelando storie antiche e nuove.\nLa gestione della balera è affidata alla famiglia allargata dei Pizzigoni. Nonostante i rapporti conflittuali e le ostilità tipiche di ogni famiglia\, i Pizzigoni riescono a creare una propria armonia\, trasformando il locale da ballo in un rifugio di sogni e passioni.\nLa Balera Pizzigoni nasce negli anni ’40 e la storia che raccontiamo si svolge durante la grande nevicata di Milano del 1985. In quella notte di neve\, quando tutto sembrava fermo\, qualcuno ha varcato inaspettatamente le sue porte\, deciso a ballare nonostante le difficoltà. Le musiche che risuonano in questo luogo incantato sono internazionali e mai banali: dalla Mazurka di Nino Rota al Tango della Gelosia\, fino a Tutti i Frutti di Little Richard.\nIn scena cinque attori: Lucia Vasini\, Enrico Ballardini\, Lisa Galantini\, Alessandro Sampaoli\, ed Emilia Scatigno; quattro danzatori: Michelle Atoe\, Arianna Cunsolo\, Mattia Molini\, Christian Pellino; e tre musicisti: Alessandro Centolanza (voce e chitarra)\, Daniele Di Marco (fisarmonica) e Gianmarco Straniero (contrabbasso). \nNOTE DI REGIA:\n«Nuova Balera Pizzigoni\, liberamente ispirata da “Ballando Ballando” di Ettore Scola e dalle storie di ballerini e balere\, si danza e si racconta di quella vita sospesa tra la pedana e i tavolini\, di quel breve istante che precede il “Sì\, grazie”\, degli abbracci sconosciuti\, perduti o ritrovati\, dei passi incerti che avanzano verso la pista e che\, come per magia\, diventano leggeri al ritmo della musica\, il cui battito risuona come quello del nostro cuore.\nLo spettacolo celebra l’umanità\, l’amore e la musica\, offrendo un viaggio emozionante tra passato e presente\, dove ogni passo di danza racconta una storia e ogni nota musicale evoca ricordi indimenticabili.\nIl ballo\, con i suoi luoghi e riti\, si trasforma in una potente metafora delle esistenze umane. Entrare in una sala da ballo significa esibirsi\, confrontarsi\, lottare con sé stessi e con gli altri\, cercando di mostrare il meglio di sé senza rivelare troppo. Come nella vita reale\, ciò che conta è mantenere un certo mistero\, senza svelare tutto.\nBalera Pizzigoni è un luogo che rimane sé stesso nei decenni del nostro racconto\, pur cambiando abitudini e attitudini\, pur conoscendo le gioie e i dolori\, le piccole vittorie e le grandi sconfitte\, continua ad aprire il sabato sera per accogliere solitudini\, desideri\, sogni e passioni\, le poche parole cancellate dalla musica\, i pensieri di case lontane\, amori perduti\, tenerezza ritrovata\, quotidianità opache e vite scintillanti.\nBalera Pizzigoni è anche un teatro trasformato in grande pista da ballo o\, se volete\, un grande circo al confine del tempo\, tra leggerezza\, divertimento\, sorprese\, emozioni e qualche malinconia\, così come è la vita\, provando a togliere filtri e barriere tra attori\, ballerini\, musicisti e il pubblico». \nEmilio Russo \nPREZZI: \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nLink d’acquisto\n\nTEATRO MENOTTI:\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA:\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online con carta di credito su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI:\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:CRISI DI NERVI - Tre atti unici di Anton Čechov
DESCRIPTION:Foto di scena: Crisi di nervi – Regia di Peter Stein – Il cast © Tommaso Le Pera\n23 maggio | 9 giugno  \nCRISI DI NERVI. TRE ATTI UNICI DI ANTON ČECHOV \nPETER STEIN \nPrima milanese \nProduzione Tieffe Teatro Milano e Teatro Biondo Palermo\nRegia Peter Stein\nAdattamento di Peter Stein e Carlo Bellamio \nL’orso con Maddalena Crippa\, Alessandro Sampaoli\, Sergio Basile\nI danni del tabacco con Gianluigi Fogacci\nLa domanda di matrimonio con Alessandro Averone\, Sergio Basile\, Emilia Scatigno \nAssistente alla regia Carlo Bellamio\nScene Ferdinand Woegerbauer\nCostumi Anna Maria Heinreich\nLuci Andrea Violato \nDurata 90 minuti  \nDopo il successo de IL COMPLEANNO di Harold Pinter nella passata stagione\, il grande regista tedesco Peter Stein dirige una straordinaria compagnia mettendo in scena CRISI DI NERVI. Tre atti unici di Anton Čechov\, che ha debuttato in Prima Nazionale lo scorso 10 maggio al Teatro Biondo di Palermo e sarà in scena al Menotti dal 23 maggio al 9 giugno.\nStein ritorna ad uno dei suoi autori di riferimento creando una non consueta modalità produttiva artistica attorno ad un gruppo di attori e collaboratori\, per una continuità creativa collettiva di notevole spessore. Stein ha scelto L’ORSO\, I DANNI DEL TABACCO\, LA DOMANDA DI MATRIMONIO e per l’interpretazione MADDALENA CRIPPA\, ALESSANDRO AVERONE\, GIANLUIGI FOGACCI\, ALESSANDRO SAMPAOLI\, EMILIA SCATIGNO e SERGIO BASILE che si alterneranno nelle varie pièce\, che lo stesso Čechov non ancora trentenne definiva “scherzi scenici”: sono i drammi più piccoli del mondo… in generale\, è molto meglio scrivere cose piccole che grandi: poche pretese e successo assicurato. Cos’altro? In realtà gli atti unici del grande autore russo sono stati rappresentati in tutto il mondo. Scritti tra il 1884 e il 1891 e ispirati alla commedia francese e al genere del vaudeville\, molto alla moda in Francia ai tempi di Čechov\, sono stati fonte di ispirazione e di studio per gli attori e gli scrittori di teatro e divertimento per intere generazioni di spettatori di tutte le lingue. \nNote di Regia\nDopo l’insuccesso delle sue prime due opere\, il giovane Čechov giurò di non scrivere mai più per il teatro drammatico e decise di dedicarsi esclusivamente ai vaudeville. Questa circostanza ci ha regalato una serie di atti unici\, pieni di sarcasmo\, di comicità paradossale\, di stravagante assurdità e di folle crudeltà\, e che a loro volta sono diventati il terreno fertile per l’esperienza e la preparazione delle grandi opere della maturità dell’autore.\nNelle tre opere esemplari che presentiamo\, i personaggi di volta in volta si fanno prendere da crisi di nervi\, si ammalano\, sono preda di attacchi isterici o litigano in continuazione fra loro.\nNe L’Orso il protagonista quasi muore dalla rabbia\, per un debito che non gli viene rimborsato da parte di una donna\, che lui arriva a sfidare a duello\, per finire in ginocchio a chiederle di diventare sua moglie.\nNe I Danni del Tabacco un presunto oratore deve tenere una conferenza sugli effetti negativi del tabacco\, ma\, tra starnuti e attacchi d’asma\, confessa in realtà di voler mettere fine alla vita disastrosa che conduce come marito della propria moglie.\nNe La Domanda di Matrimonio il futuro sposo\, per timidezza e altre difficoltà fisiche\, non riesce a porre alla futura sposa la fatidica domanda\, e anzi si mette a litigare con lei\, che a sua volta gli ribatte a muso duro ed è preda di un attacco isterico quando lui cade svenuto per ipocondria.\nL’estrema comicità\, l’esasperazione e gli eccessi di crudeltà utilizzati dall’autore\, possono funzionare soltanto se accompagnati da un sottofondo realistico e psicologicamente giustificato. Comunque si tratta pur sempre di opere di Čechov. Sono questi i presupposti su cui gli attori hanno dovuto lavorare. Speriamo di averlo fatto con successo.\nPeter Stein \nBIGLIETTERIA: \nPREZZI \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nLink d’acquisto\n\nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online con carta di credito \nORARI SPETTACOLI\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:IL TEMPO ATTORNO di Giuliano Scarpinato
DESCRIPTION:Foto di scena: Il tempo attorno© 2023 Rosellina Garbo\nPrima Milanese \nProduzione Teatro Biondo di Palermo\nIdeazione\, regia e drammaturgia Giuliano Scarpinato\nSupervisione del testo Lucia Calamaro\nCon Roberta Caronia (Paola Randazzo\, magistrato)\, Giandomenico Cupaiuolo (Michele Vetrano\, magistrato)\, Emanuele Del Castillo (il figlio Benedetto)\, Alessio Barone (Liborio Mansueto\, agente della scorta)\, Gaetano Migliaccio (Diego De Piccolo\, agente della scorta)\nScene Diana Ciufo\nCostumi Dora Argento\nSuono e luci Giacomo Agnifili\nAssistente alla regia Adele di Bella\nDirettore di scena Sergio Beghi \ndurata 1 ora e 20 minuti \n Il Tempo Attorno\, spettacolo scritto da Giuliano Scarpinato che si incentra sulla lotta alla mafia raccontata dal figlio di due magistrati\, sarà al Menotti in Prima Milanese dal 14 al 19 maggio.\nTroppe volte in quel flusso caotico\, magmatico che chiamiamo vita\, ci accade di dimenticare che al di là del nostro essere individui\, persone dedite al lavoro\, alla realizzazione dei propri desideri\, a passioni e relazioni\, siamo frutto di una Storia\, quella con la S maiuscola\, che ci precede\, ci contiene\, avanza dopo di noi. Il tempo attorno è il racconto di cinque vite che quella Storia non hanno mai potuto ignorarla: ne sono state investite\, travolte\, come da un gigantesco masso che rotoli giù da un monte la cui cima si perde a vista d’occhio. \nNel cono d’ombra che dagli anni 80 della seconda guerra di mafia si allarga fino al processo Andreotti\, si dipana la vicenda familiare di una coppia di magistrati antimafia\, Michele Vetrano e Paola Randazzo\, un figlio\, Benedetto\, costretto a crescere troppo in fretta\, due agenti della scorta\, De Piccolo e Mansueto\, che li affiancano costantemente. Gli accadimenti si succedono a un ritmo innaturale\, come se qualcuno avesse impresso una velocità doppia alla moviola dei giorni: le stragi Falcone e Borsellino\, l’omicidio del piccolo Di Matteo\, il “processo del secolo” a carico dell’uomo più potente d’Italia\, Giulio Andreotti… Tutto questo entra prepotentemente nella casa di Benedetto\, che vede volar via l’amore dei suoi genitori\, l’innocenza dell’infanzia e ogni certezza\, a partire da quella della vita stessa. \nIl tempo attorno\, ispirato al vissuto reale di Giuliano Scarpinato\, dei suoi genitori Roberto Scarpinato e Teresa Principato\, magistrati antimafia\, e degli agenti della scorta che li hanno affiancati per anni\, è un viaggio nella memoria\, uno scandaglio lanciato nelle acque mosse del passato per riportare a galla la perla rara di un senso\, di una ragione che tenga tutto insieme. Accade di chiedersi\, dopo lunghi anni di rabbia\, risentimento e\, certo\, amore\, mescolati insieme: “Ne sarà valsa la pena?” Attraverso il Teatro\, luogo eletto della catarsi\, Giuliano Scarpinato apre al pubblico questa domanda. Perché le ferite di una famiglia e quelle di un paese\, riaperte con grazia e coraggio\, possano diventare occhi vigili sul presente e sul futuro. \n\nPREZZI \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nLink d’acquisto\n\nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online con carta di credito \nORARI SPETTACOLI\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:ORAZIO incautamente ispirato dall'Amleto di W. Shakespeare
DESCRIPTION:Foto: Paolo Mazzarelli © Mario Spada\ntesto e regia\nPaolo Mazzarelli \ncon\nAntonio Bandiera\, Beatrice Vento\, Francesco Jacopo Provenzano\, Paolo Mazzarelli\nscene e costumi Paola Castrignanò\nsound design e musiche originali Luca Canciello\nluci Carlo Pediani\nmaschere Tiziano Fario\naiuto regista Gianluca Bonagura \nproduzione\nTeatro Stabile di Bolzano – a.ArtistiAssociati – Compagnia Orsini\nDurata spettacolo 80’ \nDal 27 febbraio al 3 marzo in scena al Teatro Menotti in prima milanese Orazio\, spettacolo incautamente ispirato all’Amleto di William Shakespeare\, scritto e diretto da Paolo Mazzarelli.\n“Orazio” è un racconto avvincente che esplora il mondo degli antieroi\, dei giovani che inciampano\, si rialzano e\, nelle macerie lasciate dai padri\, cercano la forza per immaginare\, costruire e raccontare un orizzonte diverso. Una commedia che si sviluppa con un finale vagamente apocalittico\, impreziosito da una tragedia permeata di umorismo che permette di riflettere sulla complessità della vita.\nIl testo\, scritto in modo originale\, attinge ispirazione dall’Amleto di Shakespeare\, dando vita a un’opera che si distingue per la sua autenticità e profondità. “Orazio” è un’ode commovente a un personaggio shakespeariano amato – Orazio stesso – e a coloro che\, come lui\, sanno restare in secondo piano\, accettando il ruolo di spalla\, compagno e testimone. \nNOTE DI REGIA\nLa prima cosa che mi viene da dire su ORAZIO è che si tratta di una commedia\, di qualcosa\, cioè\, che aspira (anche) a divertire.\nLa seconda è che i tre protagonisti della vicenda – Orazio\, Anna\, Mahdi – sono ragazzi poco più che ventenni. L’intera operazione nasce dal mio desiderio di guardare la realtà attraverso i loro occhi\, occhi di ragazzi che si muovono\, per un motivo o per l’altro\, tra le macerie del presente. Dietro i ragazzi\, in secondo piano\, mi sono divertito ad interpretare le figure dei loro padri: padri dannati\, spesso ridicoli\, a volte assenti.\nLa terza cosa da dire è che sì\, ORAZIO è una storia che parla di teatro\, si svolge in un teatro\, e addirittura contiene al suo interno frammenti dell’Amleto; ma proprio Shakespeare ci insegna che parlare di teatro non vuol dire altro che parlare della realtà\, e guardare ad Amleto non vuol dire altro che guardare all’essere umano. Di Amleto\, Orazio è il migliore amico\, il compagno silenzioso cui l’eroe morente affida il compito di raccontare la sua storia\, una storia nella quale Orazio è l’unico superstite\, il testimone\, l’antieroe. Dal mio amore per la sua figura nasce questa commedia che ha al suo centro un Orazio di oggi\, anch’egli un antieroe\, anch’egli alle prese con un amico in difficoltà\, anch’egli perso in una realtà che lo inchioda -teatro o non teatro\, questo è il problema- al ruolo di testimone.\nPaolo Mazzarelli  \nPAOLO MAZZARELLI\nNato a Milano da famiglia napoletana\, Mazzarelli si diploma nel 1999 alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi; quindi\, intraprende la carriera di attore lavorando soprattutto a teatro con alcuni fra i più importanti registi (Nekrosius\, Stein\, Martone\, De Rosa\, Tolcachir\, Baracco\, Veronese\, Andò\, Carsen). Il primo lavoro di cui è autore e regista -Pasolini Pasolini! – vince nel 2001 il premio speciale Scenario e nel 2005 il Premio Franco Enriquez\, dando inizio al suo percorso autoriale. Nel 2009\, insieme al collega Lino Musella\, fonda la compagnia teatrale MusellaMazzarelli con cui scrive\, dirige e interpreta diversi spettacoli. La Compagnia si afferma negli anni come una delle più interessanti realtà italiane\, vincendo nel 2010 il premio IN-BOX per Figlidiunbruttodio\, nel 2014 il Premio della Critica ANCT per La società\, nel 2016 il premio HYSTRIO alla drammaturgia per Strategie Fatali. Nel 2017 insieme a Lino Musella e Monica Nappo vince il Premio Enriquez come miglior attore per Orphans di Dennis Kelly. Oltre al teatro Mazzarelli ha preso parte a diverse pellicole cinematografiche\, lavorando con registi quali Paolo Sorrentino (La grande bellezza)\, Silvio Soldini (3/19)\, Michele Placido (Vallanzasca)\, Gipi (L’ultimo terrestre)\, Mario Martone (Noi credevamo)\, Renato De Maria (Italian gangsters)\, Laura Chiossone (Genitori quasi perfetti). Ha inoltre preso parte a diversi film e serie per la televisione\, tra cui 1994 (serie SKY diretta da Giuseppe Gagliardi)\, La porta rossa (serie RAI diretta da Gianpaolo Tescari)\, È arrivata la felicità (serie RAI diretta da Riccardo Milani e Francesco Vicario)\, Rossella (serie RAI diretta da Carmine Elia)\, L’assalto (film TV diretto da Ricky Tognazzi)\, Hache (serie Netflix diretta da Jorge Torregrossa e Fernando Trullols)\, Blocco181 (serie SKY diretta da Ciro Visco). \nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA:\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo \nAcquisti online\nCon carta di credito su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI:\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:STORIA DI UNA CAPINERA di Giovanni Verga
DESCRIPTION:Foto di scena: Storia di una capinera © Francesco Maria Attardi\nENRICO GUARNERI e NADIA DE LUCA \nPrima Milanese \nProduzione Teatro Abc Catania – Ass. Progetto Teatrando\nRegia Guglielmo Ferro\nCon Enrico Guarneri e Nadia De Luca\nCon la partecipazione straordinaria di Emanuela Muni  \nE (in ordine alfabetico) \nRosario Marco Amato – Verdiana Barbagallo – Federica Breci \nAlessandra Falci – Elisa Franco – Loredana Marino – Liborio Natali \nRegista collaboratore Giampaolo Romania \nScene Salvo Manciagli – Musiche Massimiliano Pace – Costumi Sartoria Pipi  \nDurata spettacolo 90’ con intervallo \n\nStoria di una capinera\, in scena al Menotti dal 13 al 18 febbraio\, è la passionale narrazione della novizia Maria con il riadattamento di Micaela Miano\, per la messinscena di Guglielmo Ferro\, che ne ricodifica la struttura drammaturgica del romanzo per fare emergere il rigido impianto culturale e umano delle famiglie dell’epoca.\nLa vicenda si concentra su un unico nucleo narrativo: la storia della povera Maria\, raccontata attraverso le lettere che scrive ad una compagna di convento (Marianna). Il cambiamento interiore di Maria nasce da una sua provvisoria liberazione\, dal contatto con la natura\, dal suo ritrovarsi con la famiglia nelle terre di Monte Ilice mentre a Catania infuria il contagio del colera. “Il mio pensiero non è imprigionato sotto le oscure volte del coro\, ma si stende per le ombre maestose di questi boschi\, per tutta l’immensità di questo cielo e di quest’orizzonte…”\nLa storia si snoda tutta sul filo di un progressivo itinerario spirituale: quella esperienza fa sorgere in lei il senso d’una vita più libera e aperta\, e l’avvia a concepire una crescente avversione per l’ambiente conventuale dove ha trascorso da educanda gli anni dell’adolescenza. Di qui\, scopre l’amore. Il giovane Nino è l’idolo un po’ sfocato che accende nella protagonista la fiamma di una passione inestinguibile. Ma il rapporto è troncato sul nascere dall’intervento dei familiari: Nino sposerà la sorella di Maria (Giuditta)\, acconciandosi a un matrimonio giudizioso e senza fantasticherie. Maria sarà costretta a rientrare in convento dove si spegnerà dopo una lunga e penosa agonia.\nTimida e fragile come una capinera\, e rinchiusa come l’uccellino in gabbia\, fra le grigie mura di un convento: così è Maria\, nel celebre romanzo epistolare di Giovanni Verga\, che regala un affresco della Sicilia borghese ottocentesca\, ma anche un toccante esempio di scrittura introspettiva\, di critica sociale\, di partecipazione per il destino dei più deboli… “Storia di una capinera” – di cui rimane memorabile la versione cinematografica di Franco Zeffirelli – arriva a teatro con il nuovo allestimento a cura del regista Guglielmo Ferro e\, fra gli interpreti\, Enrico Guarneri e Nadia De Luca. \nNOTE DI REGIA:\nEcco perché l’ho intitolata Storia di una Capinera\, così Giovanni Verga introduce il suo romanzo epistolare\, una di quelle intime storie\, che passano inosservate tutti i giorni\, storia di un cuore tenero\, timido\, che aveva amato e pianto e pregato senza osare di far scorgere le sue lagrime o di far sentire la sua preghiera\, che infine si era chiuso nel suo dolore ed era morto. \nPerché\, se Maria è vittima\, non lo è dell’amore peccaminoso per Nino che fa vacillare la sua vocazione\, ma lo è del vero peccatore ‘verghiano’ che è il padre Giuseppe Vizzini.\nGiuseppe che\, rimasto vedovo\, manda in convento a soli sette anni la primogenita\, condannandola all’infelicità.  Un uomo che per amore\, paura e rispetto delle convenzioni causa a Maria la morte del corpo e dello spirito. È sul drammatico rapporto padre figlia\, sui loro dubbi e tormenti che si mette in scena la storia della Capinera.  La stanza del convento è il centro della scena\, Maria non esce da quella prigione\, e il padre Giuseppe ne è il carceriere. Entrambi dolorosamente vittime e carnefici. Ogni evento che deflagra nella mente di Maria\, ogni personaggio altro che scardina il viaggio del noviziato di Maria\, sono gli elementi drammaturgici per sviscerare il dramma interiore di un padre che finisce per uccidere la figlia. È il racconto di legami infelici\, di dinamiche familiari per noi oggi impossibili da immaginare ma che Verga racconta con l’inesorabilità di una condanna.\nNon c’è redenzione per Maria\, non c’è redenzione per il padre Giuseppe\, e nemmeno per noi. Perché la redenzione non appartiene alla Sicilia di Giovanni Verga.\n(Guglielmo Ferro) \nTEATRO MENOTTI:\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA:\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online\nCon carta di credito \nORARI SPETTACOLI:\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:Torna UCCELLI di ARISTOFANE
DESCRIPTION:Foto di scena: Uccelli di Aristofane © Gianfranco Ferraro\nProduzione TieffeTeatro Milano \nAdattamento e regia Emilio Russo \nCon Enrico Ballardini\, Camilla Barbarito\, Giulia D’Imperio\, Nicolas Errico\, Claudio Pellegrini\, Maria Vittoria Scarlattei\, Emilia Scatigno\, Jacopo Sorbini\, Chiara Tomei \nVoce Camilla Barbarito\nProduzione e arrangiamenti musicali Fabio Marconi\nScene Francesco Fassone\nCostumi Pamela Aicardi \nInterventi di teatro d’ombra della Compagnia Controluce \nDurata spettacolo 100’ con intervallo \nRecensione di Claudio Elli del 1° febbraio 2019 \nTorna in scena al Menotti dal 1°all’11 febbraio Uccelli\, la commedia senza tempo di Aristofane che il regista Emilio Russo ha realizzato intrecciando parole e musica e affidandosi a una compagnia di giovani e talentuosi attori. \nPisetero ed Evelpide\, cittadini ateniesi\, decidono di lasciare la polis per andare in cerca di un posto dove trascorrere la vita senza grattacapi\, lontano dai meccanismi complicati della vita sociale e istituzionale di Atene.\nIn un immaginario luogo tra terra e cielo\, lontano da noie e dispiaceri\, i due realizzano un sogno utopico: quello di una città che rinnovi la perduta età dell’oro\, quando gli uccelli\, più antichi di Crono e dei Titani\, padroni del tempo\, erano sovrani di una patria dolce e materna\, senza leggi né violenza. \nSpettacolo vincitore del Premio Nazionale Franco Enriquez 2019\, sezione migliore adattamento e regia. \n«Aristofane nella Grecia del 414 A.C.\, mentre il suo mondo si sgretola tra guerre e scontri ideologici e generazionali\, riesce a fermare il tempo\, a cercare una via di fuga nell’immaginario\, a disegnare un impossibile mondo possibile. Uomini e Dei accumunati da corruzione e avidità\, saranno da ora in poi divisi da Nubicuculia\, la città costruita sulle nuvole\, e dal sogno di libertà e partecipazione degli uccelli suoi abitanti\, che decideranno per una vita senza leggi e senza denaro.\nSarà proprio in questo “spazio”\, quello della voglia di cambiamento\, quello della rivoluzione possibile\, quello delle pulsioni adrenaliniche\, che proveremo a raccontare il capolavoro del più grande poeta comico della commedia classica.\nUn racconto senza tempo\, attualizzato nel linguaggio\, tra Cervantes\, George Orwell e Alfred Jarry\, ma anche Totò\, eppure con estrema fedeltà alle dinamiche e agli intrecci dei personaggi originari. \nIn scena una compagnia di giovani interpreti tra parole e musica in uno spettacolo che restituisce la forza comica e le emozioni della straordinaria e controversa opera del grande poeta ateniese. Per il racconto/viaggio dei due “profughi” alla ricerca della città e della vita ideale utilizzeremo diversi linguaggi\, dal teatro d’ombre\, al canto\, al movimento all’interno di una scenografia che richiama gli spalti di un teatro antico\, specchio della platea reale in un gioco ad incastro tra il tempo e lo spazio».\nEmilio Russo  \nPREZZI\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita \nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online Vivaticket \nCon carta di credito su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:LA NOTTE di Pippo Delbono
DESCRIPTION:Foto: Pippo Delbono – La Notte © Lorenzo Porrazzini © Tieffe Milano\nProduzione Tieffe Teatro Milano \nUno spettacolo-concerto di  Pippo Delbono \nDa La nuit juste avant les forêts di Bernard-Marie Koltès \nCon Pippo Delbono \nMusiche Piero Corso \nDelbono\, in scena al Menotti dal 9 al 14 gennaio\, si confronta per la prima volta con un autore come Bernard-Marie Koltès dando voce alla sua versione di ‘La notte poco prima della foresta’\, testo che irruppe per la prima volta ad Avignone nel 1977 e restò una voce lancinante nella scrittura contemporanea fino alla morte di Koltès\, scomparso prematuramente nel 1989. \nUn viaggio quasi autobiografico per Delbono che apre la serata con una lettera di François Koltès\, fratello di Bernard- Marie\, da cui l’artista ligure ha ricevuto il consenso a tagliare\, operare\, quasi stracciare il testo originale per intrecciare due vite e due voci. \nUn monologo forte\, intenso\, provocatorio\, rabbioso che Delbono\, accompagnato dalla chitarra di Piero Corso\, interpreta con grande musicalità\, modulando voce\, toni e ritmi.  La Notte si chiude con una lettera di Bernard-Marie alla madre: alla critica di pensare quasi soltanto al sesso\, l’autore risponde rivendicando il suo concetto di amore\, usando parole aspre\, dolci e malinconiche per esprimere un sentimento di resistenza al nonsense del mondo che ci circonda. \nPIPPO DELBONO BIOGRAFIA\nAutore\, attore e regista\, Pippo Delbono nasce a Varazze nel 1959. Negli anni ‘80 fonda la Compagnia Pippo Delbono\, dando vita a numerosi spettacoli che hanno segnato la storia del teatro contemporaneo. L’incontro con persone in situazioni di emarginazione e diversità determina una svolta nella sua ricerca. Nasce così Barboni – Premio Speciale UBU nel 1997 “per una ricerca condotta tra arte e vita”. Da oltre vent’anni gli spettacoli realizzati con la sua Compagnia in un flusso di ricerca continua fra teatro\, poesia\, musica\, cinema e danza\, sono presentati in prestigiosi teatri e festival di tutto il mondo\, inclusi il Festival d’Avignon\, la Biennale di Venezia\, l’Holland Festival\, l’Hong Kong Arts Festival\, il Festival de Otoño\, il Festival Grec di Barcellona\, il Theater Spektakel di Zurigo\, il Wiener Festwochen\, il Festival TransAmeriques di Montréal: Il tempo degli assassini\, La rabbia\, Guerra\, Esodo\, Gente di plastica\, Urlo\, Il silenzio\, Racconti di giugno\, Questo buio feroce\, La menzogna\, Dopo la bataglia\, Orchidee\, Vangelo\, La gioia  e la co-produzione internazionale Amore nata in Portogallo nel 2021 e da allora in tournée insieme a La gioia che dal 2018 è in tournée in tutto il mondo – fin ora lo spettacolo è stato presentato in 17 Paesi\, 53 città per un totale di 128 recite.\nNel 2003 Delbono realizza il film Guerra (Mostra del Cinema di Venezia e Miglior film documentario David di Donatello 2004); a seguire: Grido (2006)\, La paura (Festival di Locarno 2009)\, Amore carne (68° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia 2011)\, Blue Sofa (miglior film alla 32° edizione del Festival International du Court Métrage à Clermont-Ferrand)\, Sangue (66° Festival di Locarno)\, La Visite-Versailles (2016) e Vangelo (2017).\nNella lirica ha firmato le regie: Studio per Obra Maestra (Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto 2007)\, Don Giovanni (Teatr Wielki di Poznan\, Polonia 2014)\, Cavalleria rusticana e Madama Butterfly (Teatro San Carlo di Napoli 2012 e 2014)\, La Passione secondo Giovanni (Teatro Massimo di Palermo 2017) e I Pagliacci (Opera di Roma 2018). Realizza con grandi musicisti i concerti: Amore e carne con Alexander Balanescu\, Il sangue sull’Edipo di Sofocle con Petra Magoni\, Bestemmia d’amore con Enzo Avitabile e La notte con Piero Corso.\nHa pubblicato Barboni – Il teatro di Pippo Delbono\, Racconti di giugno\, Corpi senza menzogna\, Dopo la battaglia – scritti poetico-politici\, Sangue. Dialogo tra un artista buddista e un ex terrorista tornato in libertà\, L’uomo che cadde sulla terra\, Le don de soi. Ha ottenuto il Premio Speciale Ubu per Barboni\, il Premio della Critica per Guerra\, i Premi Olimpici per Gente di plastica e Urlo\, a Wroclaw\, Polonia (2009)\, il Premio Europa per le nuove realtà teatrali\, nel 2022 lo spettacolo Amore vince il Premio Speciale della Giuria del Festival MESS di Sarajevo per le scene e per le luci. Nel 2021 Pippo Delbono riceve un Premio alla Carriera all’International Theatre Festival IKSV di Istanbul nel 2021. \nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online\nCon carta di credito su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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