BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Punto e Linea Magazine - ECPv6.15.11//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:Punto e Linea Magazine
X-ORIGINAL-URL:https://www.puntoelineamagazine.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Punto e Linea Magazine
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20230326T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20231029T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20240331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20241027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20270328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20271031T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260210T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260301T160000
DTSTAMP:20260417T100346
CREATED:20260203T161351Z
LAST-MODIFIED:20260203T161511Z
UID:10000066-1770755400-1772380800@www.puntoelineamagazine.it
SUMMARY:CEMENTO di Thomas Bernhard
DESCRIPTION:Foto: Roberto Trifirò © Teatro Out Off Milano\nDa martedì 10 febbraio a domenica 1° marzo  \nTeatro Out Off\nVia Mac Mahon 16\, Milano \nCemento\ndi Thomas Bernhard  \ntraduzione Claudio Groff \nadattamento drammaturgico e regia Roberto Trifirò\ncon Roberto Trifirò e Priscilla Cornacchia\nscene\, luci e costumi Gianni Carluccio \nassistente alla regia Alessio Boccuni\ncollaborazione ai movimenti Franco Reffo \ntecnico Iacopo Bertrand Bonalumi Lottieri\nfotografo Angelo Redaelli\nproduzione Teatro Out Off \nPrima nazionale \nSpettacolo inserito nell’abbonamento Invito a Teatro \nMartedì 10 febbraio debutta in prima nazionale al Teatro Out Off Cemento di Thomas Bernhard\, con l’adattamento drammaturgico e la regia di Roberto Trifirò. La nuova produzione Out Off\, in scena fino a domenica 1° marzo\, vede il regista milanese anche interprete accanto alla giovane attrice Priscilla Cornacchia. Con questo spettacolo Trifirò torna a confrontarsi con l’opera di Bernhard\, proseguendo il suo percorso di rigorosa esplorazione della scrittura dell’autore austriaco. Dopo L’apparenza inganna (2017)\, affronta il romanzo-monologo Cemento costruendo una regia che segue un radicale processo di disgregazione dell’identità\, del pensiero\, del linguaggio e della realtà che si sgretola sotto l’assedio della coscienza.\nProtagonista è il musicologo Rudolf\, bloccato dall’orrore della pagina bianca mentre tenta di iniziare a scrivere un saggio su Felix Mendelssohn. Il suo monologo è una stravagante requisitoria contro gli infiniti ostacoli che si frappongono alla stesura del saggio. Per cercare di superare questa impasse si trasferisce a Palma di Maiorca\, dove incontra Anna Härdtl. Da una situazione inizialmente statica\, Bernhard sorprende con una dinamica emozionante\, in cui il destino della giovane donna si dipana in una successione di colpi di scena.\nAlla tragica eccentricità di Rudolf si contrappone la “banale” tragicità di Anna: il musicologo si confronta con una morte che non è più astratta o letteraria\, ma reale e tangibile. La corsa al cimitero alle sette del mattino è il momento in cui il cemento della sua mente vacilla.\nProprio il cemento domina la scena: materia fisica e mentale\, muro e polvere\, peso e chiusura; uno spazio grigio e opprimente\, fatto di superfici ruvide e simmetrie vuote\, in cui l’eco della voce si moltiplica e ogni gesto è risucchiato dal silenzio delle cose. Un “antiteatro del movimento”\, dove anche i cambi di luogo sembrano accadere solo nella testa del protagonista e la stasi è condizione esistenziale.\nLa regia di Trifirò segue una tensione continua tra immobilità e scarto\, tra monologo mentale e ferita reale. L’attore si lascia attraversare dal testo\, in un lavoro fisico e vocale che procede per stratificazioni\, irrigidimenti e improvvise rotture. Il ritmo è circolare\, spezzato da brevi fenditure\, mentre la voce\, strumento centrale\, oscilla tra sarcasmo\, frustrazione e inattesa tenerezza. \nNote di regia\n«Ogni esistenza è un muro». Da questa immagine prende forma la mia lettura di Cemento. Rudolf è un uomo bloccato. Un intellettuale consumato dall’ambizione di scrivere un saggio su Mendelssohn Bartholdy\, ma incapace di iniziarlo. Tutto diventa alibi: la sorella\, il luogo\, il freddo\, il tempo perduto. La sua è una confessione impietosa\, ossessiva\, in cui la pagina bianca è metafora di un’esistenza schiacciata dal pensiero e mai agita. In lui non c’è più slancio creativo\, solo accumulo\, stratificazione\, paralisi. In fondo\, Cemento è un’autopsia del nostro presente. Il cemento è quello dei casermoni senza volto\, delle periferie mute\, del turismo di massa\, dei loculi senza storia. È simbolo dell’amorfo\, del morto\, dell’irreversibile. È ciò che resta quando tutto il resto è stato rimosso. Ecco perché ho scelto di non cercare redenzione\, né poesia. Solo una lenta sedimentazione. Solo materia. Solo il muro.\nRoberto Trifirò \nINFORMAZIONI e prenotazioni::\nCemento: da martedì 10 febbraio a domenica 1° marzo\nTeatro OUT OFF via Mac Mahon 16\, Milano\nOrari spettacoli: martedì e giovedì ore 20:30 | mercoledì\, venerdì e sabato ore 19:30 | domenica ore 16:00\nPrezzi: Intero: 20€ | Under26: 14€ | Over65: 10€\nTel. 0234532140 – Mail: biglietteriaoutoff@gmail.com – Web: teatrooutoff.it\nRitiro biglietti negli uffici in via Principe Eugenio 22 dal lunedì al venerdì dalle ore 11.00 alle ore 14.00.\nRitiro biglietti in botteghino via Mac Mahon 16 da martedì alla domenica un’ora prima dello spettacolo.\nTrasporti pubblici: M5 FERMATA CENISIO; TRAM 14; TRAM 12; AUTOBUS 78
URL:https://www.puntoelineamagazine.it/evento/cemento-di-thomas-bernhard/
LOCATION:Teatro Out Off\, Via Mac Mahon 16\, Milano\, 20155\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250403T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250417T203000
DTSTAMP:20260417T100346
CREATED:20250403T110749Z
LAST-MODIFIED:20250407T111100Z
UID:10000051-1743712200-1744921800@www.puntoelineamagazine.it
SUMMARY:IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO di Fëdor Dostoevskij
DESCRIPTION:Foto di scena: Mario Sala – Il sogno di un uomo ridicolo\, regia di Lorenzo Loris © Erica Falcinelli\nDa giovedì 3 a giovedì 17 aprile \nTeatro Out Off\, Milano  \nTraduzione e adattamento Fausto Malcovati e Mario Sala \nRegia Lorenzo Loris\nCon Mario Sala \nScena Daniela Gardinazzi \nCostumi Nicoletta Ceccolini \nConsulenza musicale Ariel Bertoldo\nProduzione Teatro Out Off \nSpettacolo inserito nell’abbonamento Invito a Teatro \nRecensione di Claudio Elli del 31 maggio 2019 \nDa giovedì 3 a giovedì 17 aprile torna in scena al Teatro Out Off Il sogno di un uomo ridicolo\, traduzione e adattamento di Fausto Malcovati e Mario Sala del racconto fantastico di Fëdor Dostoevskij scritto intorno al 1876. La regia di Lorenzo Loris\, con l’interpretazione di Mario Sala (produzione Teatro Out Off)\, mette al centro dello spettacolo la necessità dell’utopia proprio in un momento in cui il presente\, più che un sogno fantastico\, sembra essere un incubo distopico. \nUn uomo ripercorre la sua vita e le ragioni per cui si sente estraneo alla società del suo tempo. Ogni interesse\, ogni impulso vitale sembra in lui ormai drammaticamente destinato a esaurirsi nel nulla\, quando ecco che la svolta salvifica sembra presentarglisi in forma di sogno\, suggerendo un’improvvisa quanto inaspettata opportunità di riscatto. Il racconto decolla così insieme al suo protagonista\, si sposta di piano e approda in altri mondi: le anguste pareti di una povera stanza in affitto esplodono letteralmente nello spazio\, e una rivelazione di trascinante potenza si offre disinteressata agli occhi dell’uomo con la forza di una resurrezione per il suo corpo segnato dal dolore e dalla sconfitta. La felicità sulla Terra può esistere\, e cercarla non solo ha senso\, ma è forse l’unica cosa che abbia senso fare: questo ci dice ancora oggi Dostoevskij. L’uomo ridicolo lo sa\, l’ha vista e toccata con mano; il suo sogno gliel’ha inequivocabilmente mostrata. La sua condizione allora non gli è più di peso\, e il tempo della sua vita diventa un tempo pieno di parole da regalare\, di semplici verità da confidare\, senza patemi\, a chi\, tra una risata e l’altra le vuole ascoltare. \nAll’improvviso accade che quest’uomo\, afflitto dall’inutilità di essere al mondo\, riprenda forza e vigore attraverso un sogno e ritrovi la volontà e la gioia di vivere. Decide di trasmettere agli altri la propria straordinaria esperienza\, basata su una verità incontrovertibile\, tanto semplice ed evidente da non essere vista: l’amore salverà l’umanità e ciò che la circonda. Questo è ciò che lo stravagante protagonista vuole comunicarci e\, per questo\, viene scambiato per un pazzo. In fondo\, il testo di Dostoevskij sta tutto qui. La nostra scelta per rappresentarlo è stata radicale: abbiamo prosciugato ogni aspetto predicatorio\, cercando di far emergere oltre che un valore religioso più universale\, anche una visione profeticamente apocalittica del mondo contemporaneo su cui poter riflettere\, filtrata però attraverso il candore e la simpatia del protagonista. Sulle tavole di un teatro in disarmo\, in uno spazio svuotato\, uno spazio destinato alla finzione in cui non c’è più niente da fingere\, assistiamo al confronto fra uno strano individuo e le sue avventurose fantasie; una specie di clown\, che vorrebbe svelare una verità importante a coloro che lo ascoltano ma non intendono prenderlo sul serio. Lui ne è cosciente e ne soffre. Ma in fondo non gli importa. Basta che il suo messaggio salvifico prima o poi raggiunga qualcuno e risvegli le anime morte delle persone che incontra. Se ponessimo\, per un attimo\, l’attenzione sulle piccole meschinità quotidiane che tutti noi commettiamo nei confronti degli altri\, allora capiremmo quante volte perdiamo l’occasione di tendere una mano a un nostro simile in difficoltà per trasmettergli anche il più semplice gesto d’amore. L’egoismo\, la corruzione\, la malvagità non sono inevitabili\, il Male non è insito nella natura umana; una nuova via è possibile\, una nuova umanità\, in pace con sé stessa e con la Terra\, può nascere e prosperare. Dostoevskij sceglie\, per diffondere “la lieta novella”\, un uomo insignificante\, un emarginato: proprio dai più umili può iniziare il riscatto.\nLorenzo Loris\, regista. \nIn questo testo affiora il grande tema dell’amore: l’uomo\, ci dice Dostoevskij\, è nato per amare\, per dividere con i propri simili affetto\, tenerezza\, comprensione. E se siamo circondati da violenze\, delitti\, perversioni\, guerre cerchiamo anche noi di far affiorare il sogno (forse\, appunto\, il sogno di un uomo ridicolo) di un’altra possibilità più umana\, per noi umani. Troppo spesso ce ne dimentichiamo\, anche noi travolti dal nostro quotidiano affanno: ma è così semplice un gesto d’amore verso chi ci sta vicino. Ecco quello che l’uomo ridicolo vuole predicare: amatevi. E lo prendono per pazzo. Non importa. Basta che il messaggio arrivi. Cadrà nel vuoto\, forse. O germoglierà. E allora forse qualche frammento dell’età dell’oro si realizzerà su questa nostra terra così desolata. La bellezza salverà il mondo\, ci dice Dostoevskij ne “L’idiota”: non è la bellezza esteriore\, è una bellezza interiore che nasce dall’amore.\nFausto Malcovati \nINFORMAZIONI e prenotazioni:\nTeatro OUT OFF via Mac Mahon 16\, Milano  \nOrari spettacoli:\nmartedì\, giovedì ore 20:30 | mercoledì\, venerdì e sabato ore 19:30 | domenica ore 16:00 \nDurata: 80 minuti \nPrenotazioni e informazioni: T. 0234532140 | M. biglietteriaoutoff@gmail.com\nBiglietteria aperta da lunedì a venerdì dalle ore 10.00 alle ore 16.30.\nRitiro biglietti negli uffici in via Principe Eugenio 22 dal lunedì al venerdì dalle ore 11.00 alle ore 13.00.\nRitiro biglietti in botteghino via Mac Mahon 16 dal mercoledì alla domenica un’ora prima dello spettacolo. \nPrezzi:\nIntero: 20€ | Under26: 14€ | Over65: 10€ \nSpettacolo inserito nell’abbonamento Invito a Teatro. \nABBONAMENTI:\nOutCard 50€ 4 ingressi a scelta per uno o più spettatori/spettatrici.\nJ&S Card – Junior (under26) & Senior (over65) 45€ 6 spettacoli.\nPassepartout Promozione riservata ai e alle residenti del Municipio 8; acquistando la tessera a 10€ ingresso a 6€ per tutti gli spettacoli in programma. \nTrasporti pubblici: M5 FERMATA CENISIO; TRAM 14; TRAM 12; AUTOBUS 78
URL:https://www.puntoelineamagazine.it/evento/il-sogno-di-un-uomo-ridicolo-di-fedor-dostoevskij/
LOCATION:Teatro Out Off\, Via Mac Mahon 16\, Milano\, 20155\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250318T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250323T160000
DTSTAMP:20260417T100346
CREATED:20250318T131356Z
LAST-MODIFIED:20250319T131507Z
UID:10000049-1742326200-1742745600@www.puntoelineamagazine.it
SUMMARY:ENEIDE di Virgilio
DESCRIPTION:Foto © Teatro Out Off Milano\nDal 18 al 23 marzo \nTeatro Out Off\, Milano  \nENEIDE \ndi Virgilio \nTraduzione Rosa Calzecchi Onesti\nAdattamento e interpretazione Paolo Musio\nSpazio sonoro/Composizione Francesca Fabrizi\nProduzione TPE – Teatro Piemonte Europa / Festival delle Colline Torinesi \nLettura dei 12 libri del poema Eneide di Virgilio articolata in sei serate. \nMartedì 18 marzo ore 19:30 Libri 1-4: durata h 2:30\nMercoledì 19 marzo ore 19:30 Libri 5-8: durata h 1:40\nGiovedì 20 marzo ore 19:30 Libri 9-12 durata h 1:30\nVenerdì 21 marzo ore 19:30 Prima metà. Libri 1-6: durata h 3:35\nSabato 22 marzo ore 19:30 Seconda metà. Libri 7-12: durata h 2:15\nDomenica 23 marzo ore 16:00 Lettura integrale. Libri 1-12: durata h 6 \nL’Eneide racconta la fuga da una città in fiamme per una guerra. Molti\, oggi fuggono o tentano invano di fuggire da città in fiamme. L’Eneide racconta quanto poco operi la ragione nelle cose umane\, mostrando l’insensatezza della guerra\, racconta viaggi pericolosi di profughi per mare\, naufragi\, separazioni e abbandoni\, lutti\, errori nel tenere la rotta\, errori nell’interpretazione dei segni dai quali ognuno cerca di far derivare le proprie scelte\, cerca di decifrare il proprio destino\, sia esso o no quello di fondare una città. L’Eneide racconta collisioni ma anche incontri tra mondi\, Oriente ed Occidente tra dialogo e conflitto. In questo scenario la diversità delle culture è all’origine della complessità del presente al punto che\, ora come allora\, possiamo felicemente scoprire che gli stranieri\, i diversi\, i senza patria siamo noi. \nFuori dalla logica antologica\, il percorso completo attraverso i 12 libri dell’Eneide di Virgilio dà la possibilità di trovare le relazioni tra le parti\, percepire il quadro complessivo\, seguire i vari motivi che vi si intrecciano come correnti sottomarine visibili da increspature sul mare. \nLa lunga durata\, il permanere a lungo nel racconto\, nell’intrico di emozioni\, azione e riflessioni della più alta poesia è un tentativo di rispondere con lo strumento attivo dell’immaginazione al consumo di microscopiche parti\, di brandelli di emozioni\, per lo più orrori\, ma anche stupore o bellezza da stereotipi\, che ci vengono somministrati ogni giorno. \nBrecht chiama “pensieri paralizzanti” quei pensieri che ci impediscono azioni di contrasto nei confronti di chi o cosa con il suo operato nega la nostra libertà\, crea e perpetua ingiustizia e così facendo distrugge le fondamenta del nostro vivere civile. La lettura pubblica dell’Eneide\, esperienza insieme intima e condivisa\, è vissuta da Paolo Musio come un atto politico\, contro i “pensieri paralizzanti”\, a partire da un’idea di mondo come modificabile. \n“Alla fine del primo libro dell’Eneide\, Didone ordina che si prepari una grande festa in onore di Enea e dei suoi compagni\, per celebrare l’incontro. Tutti gli invitati\, come anche gli ospiti\, sono arrivati lì da terre lontane\, c’è una città nuova da costruire\, tante aspettative\, ma nessuno sa nulla di cosa li attende in futuro. È una lunga notte in cui tutto sembra possibile. Un aedo intona una canzone\, la musica riecheggia nelle grandi stanze del palazzo. Dopo tanto dolore\, tanta fatica\, tanti pericoli sempre diversi e – noi lo sappiamo – prima di altrettante difficoltà\, speranze tradite\, rovesci di fortuna\, per una notte\, donne e uomini riuniti in nome dell’ospitalità ascoltano un cantore che ricorda loro l’avvicendarsi delle stagioni\, il cielo stellato che tacitamente gira sopra le loro teste\, il corso della luna e del sole. Quella notte essi sentono in sé tutto lo splendore e la fragilità della condizione umana. Sul finire della notte\, Didone\, sul nascere di un amore\, chiede ad Enea di raccontare la sua storia. Ripercorrerla è doloroso ma necessario. L’eco di quella notte giunge fino a noi\, ci chiama\, siamo tutti\, a pieno diritto\, invitati a partecipare.” Paolo Musio \nPaolo Musio Attore e autore di testi e di adattamenti teatrali. Diplomatosi come attore presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma nel 1987\, ha collaborato\, in parti di rilievo o come protagonista\, in Italia e all’estero\, con i seguenti registi: Trionfo\, Patroni Griffi\, Salveti\, Testori\, Squarzina\, Castri\, Terzopoulos\, Barberio Corsetti\, Waas\, Cirillo\, Nekrosius\, Ronconi\, Cobelli\, Martone\, Rambert\, Bogomolov\, Popolizio\, Lenton\, Deflorian. Nel 1993 fonda la compagnia Quellicherestano\, con la quale realizza spettacoli da testi di autori come Brecht\, Jarry\, Achternbusch\, Büchner\, Müller\, Lorca\, Strindberg\, Plauto\, Schwab\, Moravia. Tra gli adattamenti: Il banchiere anarchico da F. Pessoa\, Eremos da C. Michelstaedter\, L’uomo invisibile da H. G. Wells e E. M. Cioran\, Il bosco da Robert Walser. A partire dal 2002 avvia una ricerca personale che lo porta a promuovere progetti interdisciplinari che coinvolgono artisti e musicisti tra cui Thorsten Kirchhoff\, Daniel Bacalov\, Riccardo Ancona. Nel 2012 inaugura lo spazio Idiòt a Torino\, nel quartiere di Porta Palazzo\, uno studio d’artista che si apre al pubblico in occasione di eventi. Idiòt è un progetto interdisciplinare basato su educazione e sguardo sulla società\, ricerca teatrale\, attenzione ai vari linguaggi dell’arte contemporanea. Per Idiòt allestisce gli spettacoli Voce\, con Thorsten Kirchhoff\, Uomo invisibile\, Furore da Steinbeck\, Sotto la scure silenziosa dal De rerum natura di Lucrezio. È tra i docenti collaboratori dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma. \nINFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: \nTeatro OUT OFF via Mac Mahon 16\, Milano  \nOrari spettacoli:\nMartedì 18 marzo ore 19:30 Libri 1-4: durata h 2:30\nMercoledì 19 marzo ore 19:30 Libri 5-8: durata h 1:40\nGiovedì 20 marzo ore 19:30 Libri 9-12 durata h 1:30\nVenerdì 21 marzo ore 19:30 Prima metà. Libri 1-6: durata h 3:35\nSabato 22 marzo ore 19:30 Seconda metà. Libri 7-12: durata h 2:15\nDomenica 23 marzo ore 16:00 Lettura integrale. Libri 1-12: durata h 6 \nLe durate si intendono con intervalli. \nBIGLIETTERIA:\nTel. 0234532140 | Mail biglietteriaoutoff@gmail.com\nBiglietteria aperta da lunedì a venerdì dalle ore 10.00 alle ore 16.00.\nRitiro biglietti negli uffici in via Principe Eugenio 22 dal lunedì al venerdì dalle ore 11.00 alle ore 13.00.\nRitiro biglietti in botteghino via Mac Mahon 16 dal martedì alla domenica un’ora prima dello spettacolo. \nPREZZI:\nIntero: 20€ | Under26: 14€ | Over65: 10€ \nABBONAMENTI:\nOutCard 50€ 4 ingressi a scelta per uno o più spettatori.\nJ&S Card – Junior (under26) & Senior (over65) 45€ 6 spettacoli.\nPassepartout Promozione riservata ai residenti del Municipio 8; acquistando la tessera a 10€ ingresso a 6€ per tutti gli spettacoli in programma. \nTrasporti pubblici: M5 FERMATA CENISIO; TRAM 14; TRAM 12; AUTOBUS 78  \n 
URL:https://www.puntoelineamagazine.it/evento/eneide-di-virgilio/
LOCATION:Teatro Out Off\, Via Mac Mahon 16\, Milano\, 20155\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250313T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250316T160000
DTSTAMP:20260417T100346
CREATED:20250311T134312Z
LAST-MODIFIED:20250311T134312Z
UID:10000047-1741897800-1742140800@www.puntoelineamagazine.it
SUMMARY:GIOBBE al Teatro Out Off di Milano
DESCRIPTION:Foto: Federico Olivetti\, regista – Giobbe © Drama Teatro e Teatro dei naufraghi – Teatro Out Off Milano\nDal 13 al 16 marzo\nTeatro Out Off\, Milano\nQuattro serate uniche per approfondire la figura di Giobbe con autorevoli personalità del mondo della cultura. \nIn scena:\nGIOBBE\nregia e scenografia Federico Olivetti\ncon Paolo Musio\, Francesco Sferrazza Papa e Flavio Capuzzo Dolcetta\ndrammaturgia Paolo Musio\, Federico Olivetti\nscenografia e costumi Emanuela Dall’Aglio\nluci Carmine Marino\nsuono Claudio Tortorici\nproduzione Drama Teatro e Teatro dei naufraghi \nOgni sera\, lo spettacolo è preceduto da quattro diversi incontri con Emanuele Trevi\, Enzo Bianchi\, Luigi Zoja e Haim Baharier \nProsegue la stagione del Teatro Out Off con quattro serate d’eccezione che vedranno eminenti personalità del mondo della cultura dialogare\, da prospettive differenti\, intorno ai temi\, di grande attualità\, spessore e complessità\, affrontati nello spettacolo Giobbe\, produzione Drama Teatro e Teatro dei naufraghi\, in scena per la prima volta a Milano da giovedì 13 a domenica 16 marzo: introdurranno lo spettacolo\, analizzando le tematiche presenti nella storia biblica\, il critico letterario e scrittore premio strega 2021 Emanuele Trevi (13 marzo)\, il saggista e monaco cristiano – fondatore della Comunità monastica di Bose – Enzo Bianchi (14 marzo)\, lo psicoanalista e sociologo Luigi Zoja (15 marzo) e il filosofo\, studioso e scrittore francese Haim Baharier\, tra i massimi esperti di ermeneutica biblica e del pensiero ebraico (16 marzo). Ogni serata sarà dunque un evento unico\, grazie agli incontri che precederanno lo spettacolo Giobbe\, con Paolo Musio\, Francesco Sferrazza Papa e Flavio Dolcetta\, la regia di Federico Olivetti\, che firma anche la drammaturgia insieme a Paolo Musio\, e i costumi di Emanuela Dall’Aglio\, Premio Ubu 2021 per i Migliori Costumi e Premio della critica 2012.\nCon questi quattro eventi\, che uniscono gli incontri allo spettacolo\, il teatro Out Off offre al pubblico la possibilità di interrogare il libro di Giobbe\, riflettere da diversi punti di osservazione e approfondire i temi di uno dei più complessi e controversi testi della Bibbia. Il testo e lo spettacolo\, “rischiarati” da queste voci\, assumeranno così\, di replica in replica\, lineamenti differenti. \nSinossi\nGiobbe è un uomo sapiente e ricco. Possiede molte terre\, molti animali\, servi\, figlie e figli. Un giorno Satana propone a Dio una scommessa: se gli permetterà di toccare i beni di un uomo\, qualunque uomo\, anche il migliore – quell’uomo lo maledirà. Dio è d’accordo e affida a Satana Giobbe. Satana toglie a Giobbe ogni cosa e lo affligge di una malattia che gli procura dolore atroce in tutto il corpo. Tre personaggi arrivano da lontano per portargli conforto. Ma il loro proposito fallisce. \nLo spettacolo\nNello spettacolo con la regia di Olivetti\, Giobbe giace sotto un cielo sordo\, senza speranza\, divorato dall’angoscia\, dalla rabbia e dallo sdegno. Insieme a Giobbe\, sono in scena un ragazzo e un uomo che non accettano la sua condizione e che vedono la sofferenza dell’uomo\, innanzitutto\, come un errore. La salute\, conseguentemente\, è vista come un dovere. Il ragazzo\, vestito da Arlecchino\, è un illusionista che propone a Giobbe la cura dell’artificio: dipinge di cielo le pareti della sua casa malata\, alleggerisce i suoi passi\, distende il suo pensiero. L’uomo\, un beduino\, è invece l’avvocato di Dio: accusa Giobbe e vuole che si riconosca responsabile della propria sofferenza: “chi semina miseria\, sempre miseria mieterà” dice\, affermando così che chi vive nella pena\, senza dubbio ne è responsabile.\nLa vita di Giobbe è quasi meccanica: sbriga le faccende quotidiane\, senz’anima\, senza propositi\, senza alcun orizzonte. Spogliati da ogni valore\, i giorni di Giobbe si rivelano come un’angosciosa\, incessante\, ripetizione. In questo deserto di umanità\, in cui non c’è “niente di nuovo sotto il sole” (da un altro libro sapienziale\, il Qoelet)\, Giobbe si pone come la voce di una fede folle che nessuna catastrofe può abbattere. La sua certezza è che “nei cieli impossibili”\, dove la ragione è cieca\, ci sia un principio ordinatore che raccoglie in sé tutte le cose\, l’uomo e la storia.\n«Perché la sofferenza degli innocenti? Questa è stata la prima domanda con cui ho iniziato la mia ricerca. Non c’è parola che possa giustificare un simile scandalo. Mi sono indirizzato allora a un personaggio mitico – Giobbe – al quale la Bibbia dedica un intero libro\, forse il più difficile fra tutti». \nFederico Olivetti\, regista.\nLa leggenda di Giobbe è terribilmente attuale: in essa la questione del Male è oggetto di un dibattito appassionato\, irrisolto e\, forse\, irrisolvibile. Lo spettacolo non vuole dare risposte ma piuttosto porre domande e suggerire la possibilità di un altro ordine delle cose. Un ordine non comprensibile razionalmente ma solo intuibile\, attraverso l’arte che è sospensione della vita ordinaria. \nGli incontri prima e compartecipanti dello spettacolo\nAl centro dello spettacolo ci sono due grandi interrogativi: Se Dio esiste\, perché c’è il male? Perché vivere\, se nel mondo c’è il male? Emanuele Trevi introdurrà lo spettacolo da una prospettiva letteraria\, Enzo Bianchi proporrà una analisi teologica\, il sociologo e psicoanalista junghiano Luigi Zoja suggerirà un approfondimento dal punto di vita psicologico mentre Haim Baharier proporrà una riflessione filosofica. Gli incontri saranno occasione per offrire spunti di riflessione sul libro di Giobbe e sullo spettacolo. Ogni incontro permetterà quindi di guardare lo spettacolo in modo diverso e da più punti di vista. \nFederico Olivetti si è laureato in Storia e Filosofia all’Università di Padova. È stato assistente di Jacques Lassalle\, Benno Besson\, Bernard Sobel e Jean Francois Sivadier. È stato assistente e dramaturg per Massimo Castri e Luca Ronconi. È stato attore per Anton Milenin\, Giancarlo Cobelli e Carlo Cecchi. Ha lavorato per Peter Stein come drammaturgo. Al fianco di Bruce Myers ha debuttato alla regia\, allestendo Romeo e Giulietta per la scuola del Teatro Stabile di Torino. Ha fondato la compagnia “La rabbia giovane”\, mettendo in scena Persona\, Sonata d’autunno\, Les Riens di Bergman\, Il tempo e altrove di Isaksson\, Onora il padre e la madre di Kieslowski\, La signorina Else di Schnitzler\, Creditori e Danza di morte di Strindberg. Ha partecipato al progetto quadriennale “Isola della Pedagogia” condotto da Anatolij Vasiliev a Venezia e a Wroclaw. \nEmanuele Trevi scrittore e critico letterario\, ha pubblicato recentemente Sogni e favole\, Due vite (con cui ha vinto il Premio Strega) e La casa del mago. \nEnzo Bianchi monaco cristiano e saggista\, fondatore della Comunità di Bose; tra i suoi oltre 300 libri: La vita e i giorni. Sulla vecchiaia; Siamo tutti assetati. Gesù e la samaritana; L’arte della preghiera. \nLuigi Zoja sociologo e psicoanalista\, ha pubblicato ultimamente – per Bollati Boringhieri – Centauri. Alla radice della violenza maschile\, Paranoia e Il declino del desiderio. \nHaim Baharier matematico e psicanalista\, allievo di Emmanuel Levinas; insegna Talmud e Torah. Il libro La Genesi spiegata da mia figlia è nato da un ciclo di incontri presso il Teatro Dal Verme a Milano. \nINFORMAZIONI e PRENOTAZIONI:\nTeatro OUT OFF via Mac Mahon 16\, Milano \nProgramma e orari:\nGiovedì 13 marzo ore 20:30: apre Emanuele Trevi; a seguire lo spettacolo\nVenerdì 14 marzo ore 19:30: apre Enzo Bianchi; a seguire lo spettacolo\nSabato 15 marzo ore 19:30: apre Luigi Zoja; a seguire lo spettacolo\nDomenica 16 marzo ore 16.00: apre Haim Baharier; a seguire lo spettacolo \nPrezzi e biglietteria:\nIntero: 20€ | Under26: 14€ | Over65: 10€\nTel.: 0234532140 | M. biglietteriaoutoff@gmail.com\nBiglietteria aperta da lunedì a venerdì dalle ore 10.00 alle ore 16.30Ritiro biglietti negli uffici in via Principe Eugenio 22 dal lunedì al venerdì dalle ore 11.00 alle ore 13.00.\nRitiro biglietti in botteghino via Mac Mahon 16 dal martedì alla domenica un’ora prima dello spettacolo. \nABBONAMENTI:\nOutCard 50€ 4 ingressi a scelta per uno o più spettatori/spettatrici.\nJ&S Card – Junior (under26) & Senior (over65) 45€ 6 spettacoli.\nPassepartout Promozione riservata ai e alle residenti del Municipio 8; acquistando la tessera a 10€ ingresso a 6€ per tutti gli spettacoli in programma. \n\nTrasporti pubblici: M5 fermata Cenisio; tram 14; tram 12; autobus 78
URL:https://www.puntoelineamagazine.it/evento/giobbe-al-teatro-out-off-di-milano/
LOCATION:Teatro Out Off\, Via Mac Mahon 16\, Milano\, 20155\, Italia
CATEGORIES:Teatro
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250219T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250309T160000
DTSTAMP:20260417T100346
CREATED:20250211T184757Z
LAST-MODIFIED:20250211T185734Z
UID:10000042-1739993400-1741536000@www.puntoelineamagazine.it
SUMMARY:Cure di masturbazione per rimanere sano\, ovvero  IL RE DEL PLAGIO di Jan Fabre
DESCRIPTION:Foto di scena: Roberto Trifirò © Angelo Redaelli © Teatro Out Off\nDal 19 febbraio al 9 marzo \nTeatro Out Off\, Milano  \nPRIMA NAZIONALE  \nRegia\, interpretazione Roberto Trifirò\nScene\, costumi\, luci Gianni Carluccio\nTraduzione e drammaturgia Roberto Trifirò\nAssistente alla regia Tommaso Di Pietro\nTecnico Iacopo Bertrand Bonalumi Lottieri\nProduzione Teatro Out Off \nDebutta in prima nazionale\, mercoledì 19 febbraio al Teatro Out Off\, Cure di masturbazione per rimanere sano\, ovvero IL RE DEL PLAGIO di Jan Fabre\, monologo con la regia\, l’adattamento drammaturgico e l’interpretazione di Roberto Trifirò. Prosegue così la quarantennale relazione tra l’opera e la poetica del regista fiammingo e il Teatro Out Off diretto da Mino Bertoldo; iniziato nel 1985 e mai interrotto\, questo legame si è ulteriormente rinforzato nel 2023\, con l’ospitalità in prima nazionale al Teatro Out Off di Peak Mytikas. (On the top of Mount Olympus) e\, nel 2024\, con il Festival Fabre\, oltre che con numerose produzioni del Teatro Out Off su testi di Fabre. E proprio uno dei suoi monologhi “manifesto” sull’arte e sulla sua idea di posizione dell’artista nel mondo porta in scena Roberto Trifirò dal 19 febbraio al 9 marzo: con il testo Il re del plagio Fabre propone una profonda riflessione sul tema dell’autenticità\, reiterando il credo artistico della sua opera. Il re del plagio è l’artista-ciarlatano\, che difende l’imitazione come strumento di bellezza e di fragilità per creare arte e\, allo stesso tempo\, per plasmare la propria identità artistica. Un testo di metateatro\, in cui Fabre smaschera l’artificio scenico e rigetta radicalmente il concetto di originalità come assioma artistico. \nCome un imperatore\, l’attore-re si rivolge frontalmente al pubblico\, con lo scopo di sedurlo: in modo ingenuo e spontaneo gli chiede di rispettarlo\, stimarlo e accettarlo; si mette alla prova\, ricerca\, ripete. Il re del plagio è un angelo che vuole diventare uomo\, che vuole rinunciare alla sua immortalità ed essere ascoltato da un tribunale composto da “scimmie chiacchierine” – perché è così che vede gli umani- per giustificarsi\, difendersi ed essere ammesso nell’olimpo dell’umanità. Per riuscirci\, ha dovuto prima di tutto imparare a “parlare con le parole degli altri”\, a plagiare appunto. \nIl testo\, riadattato e interpretato da Roberto Trifirò\, ha più livelli di lettura: la caduta dell’angelo\, la genesi dell’uomo\, la riflessione sull’imitazione in generale e\, più concretamente\, sull’imitazione nell’arte\, e infine\, l’elogio dell’intertestualità. Il tema della copia e della falsificazione non sono nuovi nell’opera di Fabre: ne Il re del plagio\, che forma un dittico con L’imperatore della perdita del 1994\, la genesi dell’uomo è chiaramente associata alla sua capacità d’imitazione. Il testo riflette anche sul dualismo tra l’arte in quanto creazione ex nihilo (romanticismo e modernismo) e l’arte in quanto cultura mimetica (rinascimento e post-modernismo). \n«L’uomo non si crea mai a partire dal niente\, ma attraverso l’esempio di altri esseri umani. L’uomo è per definizione “cultura”\, e non “natura originale”. Il desiderio dell’angelo di diventare umano deriva dal fatto che gli uomini possono prendere dei rischi\, subire dei fallimenti\, perdere la partita\, ma anche desiderare e gioire\, al contrario dell’angelo che è al di sopra di tutto. L’angelo vuole diventare umano per poter comprendere gli uomini: un’aspirazione il cui tema è stato interpretato in modo mirabile nel film Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders. L’angelo che vuole diventare uomo\, nell’opera di Fabre\, è l’angelo che abiura il pensiero dell’originalità e che difende il caos socioculturale della letteratura e dell’arte come genio dell’imperfetto\, l’arte umana per eccellenza. Si pensi alla celebre asserzione del filosofo e scrittore Paul Valéry: “Ce qui est fini\, n’a pas été fait.” (Cahiers\, 1894-1914). Il re del plagio combatte contro l’ossessione dell’originalità\, della purezza e del fondamentalismo creativo. L’intertestualità e il plagio sono qualità umaniste: lo scambio di conoscenze\, di testi\, di frasi\, di parole\, dal primo disegno rupestre fino alla copia\, sono l’impronta attuale. Il desiderio profondo dell’angelo di diventare uomo non implica in alcun caso un’immagine idealizzata di quest’ultimo. Si tratta\, al contrario\, dell’amore che suscita l’uomo nel suo difficile esercizio d’equilibrio tra l’angelo e il diavolo che sono in lui. «È tempo di diventare umani e di comprendere che siamo dei mostri.» Mostri nel senso di Frankenstein: l’uomo che si crea\, che si clona. Il re del plagio prende anche in prestito\, nel suo processo di umanizzazione\, delle parti dal pensiero di Albert Einstein\, Gertrude Stein\, Ludwig Wittgenstein e dalle quattro “Stein” alle quali John Brockman ha dedicato un libro negli anni ‘80.» Roberto Trifirò. \nINFORMAZIONI:\nTeatro OUT OFF via Mac Mahon 16\, Milano\nDal 19 al 23 febbraio; dal 26 febbraio al 2 marzo; dal 5 al 9 marzo 2025 \nORARI SPETTACOLI:\nmercoledì\, venerdì e sabato ore 19.30\ngiovedì ore 20.30\ndomenica ore 16.00 \nPRENOTAZIONI:\n0234532140 | M. biglietteriaoutoff@gmail.com\nBiglietteria aperta da lunedì a venerdì dalle ore 10.00 alle ore 16.00. \nRitiro biglietti negli uffici in via Principe Eugenio 22 dal lunedì al venerdì dalle ore 11.00 alle ore 13.00.\nRitiro biglietti in botteghino via Mac Mahon 16 dal mercoledì alla domenica un’ora prima dello spettacolo. \nPREZZI:\nIntero: 20€ | Under26: 14€ | Over65: 10€ \nSpettacolo inserito nell’abbonamento Invito a Teatro. \nABBONAMENTI:\nOutCard 50€ 4 ingressi a scelta per uno o più spettatori/spettatrici.\nJ&S Card – Junior (under26) & Senior (over65) 45€ 6 spettacoli.\nPassepartout Promozione riservata ai residenti del Municipio 8; acquistando la tessera a 10€ ingresso a 6€ per tutti gli spettacoli in programma. \nTrasporti pubblici: M5 FERMATA CENISIO; TRAM 14; TRAM 12; AUTOBUS 78  \n 
URL:https://www.puntoelineamagazine.it/evento/cure-di-masturbazione-per-rimanere-sano-ovvero-il-re-del-plagio-di-jan-fabre/
LOCATION:Teatro Out Off\, Via Mac Mahon 16\, Milano\, 20155\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20240503T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20240505T163000
DTSTAMP:20260417T100346
CREATED:20240426T111323Z
LAST-MODIFIED:20240426T111323Z
UID:10000019-1714764600-1714926600@www.puntoelineamagazine.it
SUMMARY:4:48 PSYCHOSIS  di Sarah Kane
DESCRIPTION:Foto di scena: 4:48 Psychosis – Elena Arvigo © Pino Le Pera\nDal 3 al 5 maggio 2024 \ntraduzione Barbara Nativi\nregia Valentina Calvani\ncon Elena Arvigo\nscene\, costumi e luci Valentina Calvani e Elena Arvigo\nmusiche originali Susanna Stivali\nfoto Pino Le Pera \nproduzione Teatro Out Off e Compagnia Elena Arvigo \n«Io credo che la gente possa cambiare\, credo che sia possibile per noi\, come specie\, cambiare il nostro futuro. Ed è per questo che scrivo quello che scrivo».\n«Mi diceva che il suo scrivere feroce aveva lo scopo di denunciare al mondo quanta ferocia c’è nel mondo».\n(estratti intervista a Sarah Kane di Rodolfo di Giammarco) \nRecensione di Claudio Elli del 4 luglio 2014 \nTeatro OUT OFF via Mac Mahon 16\, Milano\nuffici via Principe Eugenio 22\ntelefono  02 34532140\ninfo@teatrooutoff.it – www.teatrooutoff.it \n \nA venticinque anni dalla scomparsa di Sarah Kane\, la discussa drammaturga britannica\, figura determinante del cosiddetto in-yer-face theatre\, il Teatro Out Off\, per celebrare il valore della sua opera nel teatro non solo europeo\, propone al pubblico milanese lo spettacolo 4:48 Psychosis.\nTre saranno le repliche per lo spettacolo più rappresentativo della poetica dissacrante di Sarah Kane. In scena dal 3 al 5 maggio 2024\, 4:48 Psychosis è l’ultimo testo scritto dall’autrice e tradotto da Barbara Nativi\, Premio Ubu 2002 proprio per traduzione e messa in scena di Sarah Kane.\nDiretto da Valentina Calvani\, 4:48 Psychosis\, spettacolo che ha ottenuto numerosi e straordinari consensi dalla critica\, è una partitura lirica\, una sinfonia sull’amore e sull’assenza di amore attraversato in versione integrale da Elena Arvigo che dà voce e corpo ad uno dei testi più controversi\, assoluti e intimi del teatro contemporaneo mondiale. \n4:48 Psychosis non aderisce alla forma teatrale convenzionale. La parola della Kane\, autrice rivoluzionaria è flusso di pensiero: 24 quadri in cui non ci sono indicazioni per la messa in scena né temporali né psicologiche. 4:48 Psychosis descrive il luogo senza confini\, senza le barriere che dividono la realtà dall’immaginazione. 4:48 Psychosis racconta la fragilità dell’amore\, la ribellione dall’ordine costituito\, la tenacia di fronte all’irrinunciabilità della speranza sentimentale. 4:48 Psychosis non è dunque l’ultima lettera di un suicida ma una preghiera\, una richiesta di ascolto e di amore. 4:48 Psychosis perché viviamo in una società sorda\, anestetizzata in cui non c’è spazio per emozioni così estreme\, forti\, devastanti. Una società che si ostina a “voler curare”\, invece che “prendersi cura”. C’è bisogno di un teatro che risvegli “nervi e cuori” e 4:48 Psychosis porta alla luce il desiderio di speranza celato nel disagio\, offrendo al pubblico l’opportunità di riscoprire il senso di compassione e umanità affinché la speranza diventi una possibilità mai più tradita. Questa lettura di 4.48 Psychosis non vuole essere uno spettacolo sulla follia ma uno spettacolo luminoso\, un inno alla vita\, nonostante la consapevolezza del suo essere effimera e sfuggevole riscoprendo così il senso vitale che abita ogni stato di dolore.\nLo spettacolo è stato scelto nel 2019 come unica rappresentazione teatrale all’interno della rassegna “I’m much fucking angrier than you think. Il teatro di Sarah Kane vent’anni dopo” convegno organizzato dal Teatro Mercadante di Napoli in collaborazione con L’Università L’Orientale e curata dal prof Roberto Davascio. \nINFORMAZIONI E PRENOTAZIONI \nTeatro OUT OFF via Mac Mahon 16\, Milano \nOrari spettacoli:\nvenerdì\, sabato ore 19.30\ndomenica ore 16.00 \nTel. 0234532140 / biglietteriaoutoff@gmail.com\nlunedì › venerdì ore 10.00 › 16.00 \nRITIRO BIGLIETTI\nUffici\nvia Principe Eugenio\, 22\nlunedì – venerdì  ore 11.00 › 13.00\nBotteghino\nvia Mac Mahon\, 16\nmartedì – domenica 1 ora prima dello spettacolo \nTrasporti pubblici: M5 FERMATA CENISIO; TRAM 14; TRAM 12; AUTOBUS 78 \nPREZZO\nIntero: 20 euro\nUnder26: 14 euro\nOver65: 10 euro \nABBONAMENTI\nOutCard\n50€   4 ingressi a scelta per uno o più spettatori\nJ&S Card – Junior (under26) & Senior (over65)\n45 €   6 spettacoli \nPassepartout Promozione riservata ai residenti del Municipio 8; acquistando la tessera a 10 Euro ingresso a 6 Euro per tutti gli spettacoli in programma.
URL:https://www.puntoelineamagazine.it/evento/448-psychosis-di-sarah-kane/
LOCATION:Teatro Out Off\, Via Mac Mahon 16\, Milano\, 20155\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20240314T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20240328T203000
DTSTAMP:20260417T100346
CREATED:20240312T121944Z
LAST-MODIFIED:20240312T121944Z
UID:10000013-1710448200-1711657800@www.puntoelineamagazine.it
SUMMARY:IL DELITTO KARAMAZOV di Fëdor Dostoevskij
DESCRIPTION:Foto di scena: Il delitto Karamazov © Stefano Sgarella\nDal 14 al 28 marzo 2024\ndrammaturgia Fausto Malcovati\ncon Mario Sala\, Lucio Nardi\, Antonio Gargiulo\, Matteo Vitanza\, Giuseppe Gambazza\nregia Lorenzo Loris\ncostumi Nicoletta Ceccolini\nmusiche realizzate dagli allievi della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado del corso di composizione (IRMus)\nscene Stefano Sgarella e Lorenzo Loris\nluci e video Saba Kasmaei \nproduzione Teatro Out Off e CTB – Centro Teatrale Bresciano\nspettacolo inserito nell’abbonamento Invito a Teatro \n \n  \n  \n \nLa Russia in crisi\nRussia. Fine anni ’70 dell’Ottocento. Minacciosi segnali di protesta lampeggiano ovunque. Le riforme avviate nel 1861 dallo zar Alessandro II (abolizione della servitù della gleba\, sistema giudiziario\, struttura militare) non hanno sortito l’effetto auspicato\, il paese è nel caos\, il terrorismo prende sempre più piede (e culminerà con l’assassinio dello zar nel marzo 1881)\, contestazioni e rivolte ovunque. In questo clima incandescente Dostoevskij scrive il suo ultimo romanzo\, I fratelli Karamazov: lo conclude alla fine del 1880 e muore pochi mesi dopo. Vi riassume tutti i grandi temi che attraversano l’intera sua opera narrativa.\nPerché il suo paese non ha pace? Quali sono i tarli che lo corrodono? Uno fra tutti: la crisi della famiglia. La famiglia è il fondamento di una società sana\, se manca quello tutto si sfascia\, istituzioni\, principi\, comportamenti. Ecco il tarlo\, ecco il vizio. La grande idea che guida il romanzo è proprio questa: la società russa è malata e sta precipitando verso la dissoluzione perché manca il tessuto connettivo che è quello della famiglia.\nNe sono un esempio i Karamazov. Un padre lascivo\, debosciato\, due mogli umiliate\, bistrattate\, vilipese\, tre figli abbandonati a se stessi\, cresciuti tra estranei\, senza affetto\, senza disciplina\, senza tenerezza. Di lì\, dal non amore\, dalla sbadata assenza di attenzione nascono i conflitti\, le rivalità\, le ribellioni. Nel microcosmo turbolento dei Karamazov si riflette il macrocosmo della Russia calpestata\, devastata\, esasperata.\nNell’atmosfera dissoluta di una famiglia “casuale” (è una definizione di Dostoevskij) matura l’idea del parricidio. Perché deve vivere un padre che non sa cosa sia la paternità\, che ricorda a malapena il nome dei suoi figli? Vero. D’altra parte\, chi ha diritto di decidere sulla vita o la morte di un essere umano? Alla domanda risponde Ivan\, il figlio intellettuale\, ateo\, irriducibile nemico dell’armonia del creato: se Dio permette violenze e torture di esseri innocenti come i bambini\, allora davvero “tutto è permesso”\, afferma sfrontato. Parole ambigue\, avventate\, incaute\, soprattutto se ascoltate da un personaggio privo di scrupoli come Smerdjakov\, figlio illegittimo del perverso padre Karamazov\, dunque fratellastro di Ivan. Ivan\, il cattivo maestro\, instilla in Smerdjakov il bacillo del parricidio: in casa Karamazov l’odio inficia tutti i rapporti\, ma è Smerdjakov che traduce in gesto omicida l’intolleranza reciproca di tutti i membri della famiglia. Un gesto di cui Smerdjakov non vuole assumersi la responsabilità: è l’esecutore materiale\, ma la responsabilità morale non è sua\, è tutta di Ivan\, il vero ispiratore della violenza. “Sei tu il vero assassino” gli grida Smerdjakov nell’ultimo incontro e si impicca per non ammettere il delitto. La storia si chiude con un errore giudiziario: viene condannato l’innocente fratello Mitja e Ivan\, incapace di difenderlo\, affonda nella febbre cerebrale. Lo sfascio è completo. Non c’è pace per i Karamazov. La loro disintegrazione si propaga. Non c’è pace per la Russia.\nFausto Malcovati \nDalle note di regia\nInizio di un percorso intorno e dentro l’uomo\nDopo un lungo percorso di otto mesi di studio ed elaborazione il testo creato dal professor Fausto Malcovati – che con grande pazienza e particolare sensibilità ha ascoltato e discusso i suggerimenti degli attori e del regista – è arrivato a compimento.  Il risultato è un lavoro drammaturgico che non vuole essere la riduzione della celebre opera di Dostoevskij. La scintilla intorno a cui si è costruito l’adattamento è scaturita dalle tre scene che nel romanzo si susseguono tra il figlio intellettuale Ivan e il fratellastro-servo Smerdjakov\, sulle responsabilità filiali relative al parricidio. Il lavoro drammaturgico ha cercato di far emergere due temi fondamentali e molto attuali: l’errore giudiziario e le responsabilità derivanti dall’uso delle parole da parte di chi esercita un potere e può dunque influenzare negativamente i comportamenti dei propri simili.\nIl compito che ci siamo prefissi è proprio dare voce a quelle parole e corpo a quei personaggi\, inventando una dimensione teatrale entro cui collocarli. Vorremmo riportare in superficie persone e storie dimenticate e intendiamo far riemergere dal buio e dall’oblio fantasmi che\, ritornando a nuova vita\, ci svelino la storia di un parricidio e del suo processo\, i cui eventi sono scolpiti per sempre fra le pagine di uno dei più grandi capolavori letterari della storia.\nSulla scena saranno evocate le anime dei protagonisti\, che prenderanno forma via via sempre più consistente in una dimensione Hitchcockiana fatta di intrighi\, di sospensioni e di ambiguità non risolte. \nPartire da Dostoevskij per conoscere e analizzare meglio il nostro tempo\nL’idea dello spettacolo è quella di utilizzare l’ultima parte del romanzo per costruire un thriller avvincente: il parricidio è stato compiuto\, Fëdor Karamazov è stato ucciso e l’imputato principale è il figlio maggiore Dmitrij.\nIl secondo figlio\, Ivan\, al momento del delitto si trovava a Mosca. L’ unico che insiste sull’innocenza di Dmitrij è il fratello più giovane\, Alëša.\nMa c’è un personaggio che “complica” la situazione: Smerdjakov\, anche lui figlio di Fëdor\, frutto di una relazione extraconiugale.\nSmerdjakov ascolta soprattutto i discorsi di Ivan\, l’intellettuale della famiglia\, sulla profonda ingiustizia della creazione. Ivan\, ateo convinto\, dichiara che se sono possibili\, nel nostro mondo\, spaventose violenze su creature innocenti come i bambini\, allora tanto vale abbandonare ogni morale e ammettere che “tutto è permesso”.  Dell’atmosfera di violenza che regna in casa Karamazov si nutre proprio Smerdjakov che\, come gli altri fratelli\, odia il padre\, il quale lo ha sempre umiliato.\nLo spettacolo\, oltre a raccontare un drammatico errore giudiziario\, porta in primo piano le teorie immorali di Ivan\, il “cattivo maestro”\, per usare un termine legato a un triste periodo della nostra storia contemporanea. L’attualità del discorso dostoevskiano è tutta concentrata sulla responsabilità delle parole: Ivan Karamazov induce al delitto senza compierlo e si ritiene innocente fino al momento in cui si rende conto di aver corrotto la coscienza altrui predicando l’immoralità.\nPuò essere interessante\, scavando nel testo dostoevskiano\, riferire l’ultima parte dei “Fratelli Karamazov” alle responsabilità degli odierni comunicatori politici. Sono coscienti del ruolo che svolgono nella vita sociale e dell’influsso delle loro parole sui cittadini? Come Ivan Karamazov\, con i suoi discorsi\, ha istigato un delitto\, così le parole dei politici\, se proferite avventatamente o\, peggio\, con il fine di strumentalizzare tensioni e passioni\, possono scatenare odio e violenza. Ancora una volta\, insomma\, Dostoevskij\, scavando nell’animo umano\, ci fornisce una preziosa chiave di lettura per il presente. \nPassato e presente si legano e si compenetrano\nE quanto risultano profetiche le parole che il pubblico ministero pronuncia al termine del processo\, rivolgendosi alla corte. «Ricordate che siete i difensori della nostra verità\, i difensori della nostra sacra Russia\, dei suoi fondamenti\, della sua famiglia\, di tutto quel che di Santo è in lei! Sì\, qui rappresentate la Russia in questo dato momento\, e non soltanto in questa sala risuonerà la vostra sentenza ma in tutta la Russia\, e tutta la Russia vi presterà ascolto in quanto suoi difensori e giudici\, e sarà rincuorata o avvilita dalla vostra sentenza. Non tormentate la Russia e le sue aspettative\, la nostra trojka fatale vola a rotta di collo e forse verso la rovina. E da che tempo ormai nell’intera Russia tendono le braccia e implorano di fermare questa galoppata indiavolata e caotica. E se per ora ancora gli altri popoli si fanno da parte per lasciar passare la trojka che galoppa a rotta di collo\, allora può darsi che non sia affatto per deferenza nei suoi confronti\, ma semplicemente per orrore. Per orrore e\, forse\, per disgusto nei suoi confronti\, e ancora è un bene che si facciano da parte ma forse si decideranno e smetteranno di farsi da parte\, e diventeranno un muro solido dinnanzi alla visione che si precipita in avanti\, e saranno loro stessi a fermare la folle corsa della nostra sfrenatezza\, per salvare sé stessi\, la cultura e la civiltà! Abbiamo già sentito queste voci preoccupate provenienti dall’ Europa. Cominciano già a risuonare. Non tentatele\, non aumentate l’odio crescente con una sentenza che giustifichi l’assassinio di un padre da parte del figlio».\nLorenzo Loris \nINFORMAZIONI E PRENOTAZIONI\nTeatro OUT OFF via Mac Mahon 16\, Milano \nOrari spettacoli:\nmartedì\, mercoledì\, giovedì ore 20.30\nvenerdì\, sabato ore 19.30\ndomenica ore 16.00 \nPrenotazioni e Informazioni\n0234532140 / biglietteriaoutoff@gmail.com\nlunedì › venerdì ore 10.00 › 16.00 \nRitiro biglietti\nUffici via Principe Eugenio\, 22\nlunedì – venerdì  ore 11.00 › 13.00 \nBotteghino\nvia Mac Mahon\, 16\nmartedì – domenica 1 ora prima dello spettacolo \nTrasporti pubblici: M5 FERMATA CENISIO; TRAM 14; TRAM 12; AUTOBUS 78 \nPREZZO\nIntero: 20 euro\nUnder26: 14 euro\nOver65: 10 euro \nABBONAMENTI\nOutCard\n50€   4 ingressi a scelta per uno o più spettatori\nJ&S Card – Junior (under26) & Senior (over65)\n45 €   6 spettacoli\nPassepartout Promozione riservata ai residenti del Municipio 8; acquistando la tessera a 10 Euro ingresso a 6 Euro per tutti gli spettacoli in programma. \nTelefono  02 34532140\ninfo@teatrooutoff.it – www.teatrooutoff.it \nFB @teatrooutoff   Instagram @teatrooutoff   Linkedin @TeatroOutOff
URL:https://www.puntoelineamagazine.it/evento/il-delitto-karamazov-di-fedor-dostoevskij/
LOCATION:Teatro Out Off\, Via Mac Mahon 16\, Milano\, 20155\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ORGANIZER;CN="Tratro Out off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
END:VCALENDAR