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SUMMARY:LA FINE È IL MIO INIZIO
DESCRIPTION:Foto: Tiziano Terzani © Teatro Menotti Filippo Perego Milano\nsabato 30 novembre ore 17.00\ndomenica 1° dicembre ore 11.00 \nLA FINE È IL MIO INIZIO\ntratto dal libro di Tiziano Terzani\nregia Emilio Russo\ncon Chiara Tomei e Antonio Perretta\nmusica dal vivo di Danilo Rossi \nINFO \nUna lettura scenica intensa e commovente\, tratta da uno dei libri più amati di Tiziano Terzani\nIl racconto dell’ultima tappa di un lungo viaggio alla ricerca della verità\, una vita trascorsa esplorando\, imparando e cercando di comprendere il mondo \nQuesto spettacolo itinerante guiderà il pubblico attraverso diverse tappe all’interno del teatro\, partendo dal foyer e attraversando spazi trasformati in frammenti del suo straordinario percorso. Ogni angolo del teatro diventerà una scena viva\, un momento del suo incredibile viaggio\, fatto di incontri\, emozioni e profonde riflessioni. \nDedicato ai giovani\, questo racconto celebra la fantasia\, la curiosità verso l’ignoto e il coraggio di vivere una vita autentica e libera. È il ritratto di un’esistenza straordinaria\, ricca di avventura\, amore e significato\, capace di toccare l’animo di ciascuno. \nUn’esperienza di intensa emozione che invita a riflettere sul valore e sul senso dell’esistenza. \nSpettacolo + aperitivo: 11€*\n*il biglietto comprende lo spettacolo+aperitivo (vino o bibita + degustazioni di prodotti) \n 
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SUMMARY:STORIA DI UNA CAPINERA di Giovanni Verga
DESCRIPTION:Foto di scena: Storia di una capinera © Francesco Maria Attardi\nENRICO GUARNERI e NADIA DE LUCA \nPrima Milanese \nProduzione Teatro Abc Catania – Ass. Progetto Teatrando\nRegia Guglielmo Ferro\nCon Enrico Guarneri e Nadia De Luca\nCon la partecipazione straordinaria di Emanuela Muni  \nE (in ordine alfabetico) \nRosario Marco Amato – Verdiana Barbagallo – Federica Breci \nAlessandra Falci – Elisa Franco – Loredana Marino – Liborio Natali \nRegista collaboratore Giampaolo Romania \nScene Salvo Manciagli – Musiche Massimiliano Pace – Costumi Sartoria Pipi  \nDurata spettacolo 90’ con intervallo \n\nStoria di una capinera\, in scena al Menotti dal 13 al 18 febbraio\, è la passionale narrazione della novizia Maria con il riadattamento di Micaela Miano\, per la messinscena di Guglielmo Ferro\, che ne ricodifica la struttura drammaturgica del romanzo per fare emergere il rigido impianto culturale e umano delle famiglie dell’epoca.\nLa vicenda si concentra su un unico nucleo narrativo: la storia della povera Maria\, raccontata attraverso le lettere che scrive ad una compagna di convento (Marianna). Il cambiamento interiore di Maria nasce da una sua provvisoria liberazione\, dal contatto con la natura\, dal suo ritrovarsi con la famiglia nelle terre di Monte Ilice mentre a Catania infuria il contagio del colera. “Il mio pensiero non è imprigionato sotto le oscure volte del coro\, ma si stende per le ombre maestose di questi boschi\, per tutta l’immensità di questo cielo e di quest’orizzonte…”\nLa storia si snoda tutta sul filo di un progressivo itinerario spirituale: quella esperienza fa sorgere in lei il senso d’una vita più libera e aperta\, e l’avvia a concepire una crescente avversione per l’ambiente conventuale dove ha trascorso da educanda gli anni dell’adolescenza. Di qui\, scopre l’amore. Il giovane Nino è l’idolo un po’ sfocato che accende nella protagonista la fiamma di una passione inestinguibile. Ma il rapporto è troncato sul nascere dall’intervento dei familiari: Nino sposerà la sorella di Maria (Giuditta)\, acconciandosi a un matrimonio giudizioso e senza fantasticherie. Maria sarà costretta a rientrare in convento dove si spegnerà dopo una lunga e penosa agonia.\nTimida e fragile come una capinera\, e rinchiusa come l’uccellino in gabbia\, fra le grigie mura di un convento: così è Maria\, nel celebre romanzo epistolare di Giovanni Verga\, che regala un affresco della Sicilia borghese ottocentesca\, ma anche un toccante esempio di scrittura introspettiva\, di critica sociale\, di partecipazione per il destino dei più deboli… “Storia di una capinera” – di cui rimane memorabile la versione cinematografica di Franco Zeffirelli – arriva a teatro con il nuovo allestimento a cura del regista Guglielmo Ferro e\, fra gli interpreti\, Enrico Guarneri e Nadia De Luca. \nNOTE DI REGIA:\nEcco perché l’ho intitolata Storia di una Capinera\, così Giovanni Verga introduce il suo romanzo epistolare\, una di quelle intime storie\, che passano inosservate tutti i giorni\, storia di un cuore tenero\, timido\, che aveva amato e pianto e pregato senza osare di far scorgere le sue lagrime o di far sentire la sua preghiera\, che infine si era chiuso nel suo dolore ed era morto. \nPerché\, se Maria è vittima\, non lo è dell’amore peccaminoso per Nino che fa vacillare la sua vocazione\, ma lo è del vero peccatore ‘verghiano’ che è il padre Giuseppe Vizzini.\nGiuseppe che\, rimasto vedovo\, manda in convento a soli sette anni la primogenita\, condannandola all’infelicità.  Un uomo che per amore\, paura e rispetto delle convenzioni causa a Maria la morte del corpo e dello spirito. È sul drammatico rapporto padre figlia\, sui loro dubbi e tormenti che si mette in scena la storia della Capinera.  La stanza del convento è il centro della scena\, Maria non esce da quella prigione\, e il padre Giuseppe ne è il carceriere. Entrambi dolorosamente vittime e carnefici. Ogni evento che deflagra nella mente di Maria\, ogni personaggio altro che scardina il viaggio del noviziato di Maria\, sono gli elementi drammaturgici per sviscerare il dramma interiore di un padre che finisce per uccidere la figlia. È il racconto di legami infelici\, di dinamiche familiari per noi oggi impossibili da immaginare ma che Verga racconta con l’inesorabilità di una condanna.\nNon c’è redenzione per Maria\, non c’è redenzione per il padre Giuseppe\, e nemmeno per noi. Perché la redenzione non appartiene alla Sicilia di Giovanni Verga.\n(Guglielmo Ferro) \nTEATRO MENOTTI:\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA:\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online\nCon carta di credito \nORARI SPETTACOLI:\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:Torna UCCELLI di ARISTOFANE
DESCRIPTION:Foto di scena: Uccelli di Aristofane © Gianfranco Ferraro\nProduzione TieffeTeatro Milano \nAdattamento e regia Emilio Russo \nCon Enrico Ballardini\, Camilla Barbarito\, Giulia D’Imperio\, Nicolas Errico\, Claudio Pellegrini\, Maria Vittoria Scarlattei\, Emilia Scatigno\, Jacopo Sorbini\, Chiara Tomei \nVoce Camilla Barbarito\nProduzione e arrangiamenti musicali Fabio Marconi\nScene Francesco Fassone\nCostumi Pamela Aicardi \nInterventi di teatro d’ombra della Compagnia Controluce \nDurata spettacolo 100’ con intervallo \nRecensione di Claudio Elli del 1° febbraio 2019 \nTorna in scena al Menotti dal 1°all’11 febbraio Uccelli\, la commedia senza tempo di Aristofane che il regista Emilio Russo ha realizzato intrecciando parole e musica e affidandosi a una compagnia di giovani e talentuosi attori. \nPisetero ed Evelpide\, cittadini ateniesi\, decidono di lasciare la polis per andare in cerca di un posto dove trascorrere la vita senza grattacapi\, lontano dai meccanismi complicati della vita sociale e istituzionale di Atene.\nIn un immaginario luogo tra terra e cielo\, lontano da noie e dispiaceri\, i due realizzano un sogno utopico: quello di una città che rinnovi la perduta età dell’oro\, quando gli uccelli\, più antichi di Crono e dei Titani\, padroni del tempo\, erano sovrani di una patria dolce e materna\, senza leggi né violenza. \nSpettacolo vincitore del Premio Nazionale Franco Enriquez 2019\, sezione migliore adattamento e regia. \n«Aristofane nella Grecia del 414 A.C.\, mentre il suo mondo si sgretola tra guerre e scontri ideologici e generazionali\, riesce a fermare il tempo\, a cercare una via di fuga nell’immaginario\, a disegnare un impossibile mondo possibile. Uomini e Dei accumunati da corruzione e avidità\, saranno da ora in poi divisi da Nubicuculia\, la città costruita sulle nuvole\, e dal sogno di libertà e partecipazione degli uccelli suoi abitanti\, che decideranno per una vita senza leggi e senza denaro.\nSarà proprio in questo “spazio”\, quello della voglia di cambiamento\, quello della rivoluzione possibile\, quello delle pulsioni adrenaliniche\, che proveremo a raccontare il capolavoro del più grande poeta comico della commedia classica.\nUn racconto senza tempo\, attualizzato nel linguaggio\, tra Cervantes\, George Orwell e Alfred Jarry\, ma anche Totò\, eppure con estrema fedeltà alle dinamiche e agli intrecci dei personaggi originari. \nIn scena una compagnia di giovani interpreti tra parole e musica in uno spettacolo che restituisce la forza comica e le emozioni della straordinaria e controversa opera del grande poeta ateniese. Per il racconto/viaggio dei due “profughi” alla ricerca della città e della vita ideale utilizzeremo diversi linguaggi\, dal teatro d’ombre\, al canto\, al movimento all’interno di una scenografia che richiama gli spalti di un teatro antico\, specchio della platea reale in un gioco ad incastro tra il tempo e lo spazio».\nEmilio Russo  \nPREZZI\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita \nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online Vivaticket \nCon carta di credito su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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