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SUMMARY:CEMENTO di Thomas Bernhard
DESCRIPTION:Foto: Roberto Trifirò © Teatro Out Off Milano\nDa martedì 10 febbraio a domenica 1° marzo  \nTeatro Out Off\nVia Mac Mahon 16\, Milano \nCemento\ndi Thomas Bernhard  \ntraduzione Claudio Groff \nadattamento drammaturgico e regia Roberto Trifirò\ncon Roberto Trifirò e Priscilla Cornacchia\nscene\, luci e costumi Gianni Carluccio \nassistente alla regia Alessio Boccuni\ncollaborazione ai movimenti Franco Reffo \ntecnico Iacopo Bertrand Bonalumi Lottieri\nfotografo Angelo Redaelli\nproduzione Teatro Out Off \nPrima nazionale \nSpettacolo inserito nell’abbonamento Invito a Teatro \nMartedì 10 febbraio debutta in prima nazionale al Teatro Out Off Cemento di Thomas Bernhard\, con l’adattamento drammaturgico e la regia di Roberto Trifirò. La nuova produzione Out Off\, in scena fino a domenica 1° marzo\, vede il regista milanese anche interprete accanto alla giovane attrice Priscilla Cornacchia. Con questo spettacolo Trifirò torna a confrontarsi con l’opera di Bernhard\, proseguendo il suo percorso di rigorosa esplorazione della scrittura dell’autore austriaco. Dopo L’apparenza inganna (2017)\, affronta il romanzo-monologo Cemento costruendo una regia che segue un radicale processo di disgregazione dell’identità\, del pensiero\, del linguaggio e della realtà che si sgretola sotto l’assedio della coscienza.\nProtagonista è il musicologo Rudolf\, bloccato dall’orrore della pagina bianca mentre tenta di iniziare a scrivere un saggio su Felix Mendelssohn. Il suo monologo è una stravagante requisitoria contro gli infiniti ostacoli che si frappongono alla stesura del saggio. Per cercare di superare questa impasse si trasferisce a Palma di Maiorca\, dove incontra Anna Härdtl. Da una situazione inizialmente statica\, Bernhard sorprende con una dinamica emozionante\, in cui il destino della giovane donna si dipana in una successione di colpi di scena.\nAlla tragica eccentricità di Rudolf si contrappone la “banale” tragicità di Anna: il musicologo si confronta con una morte che non è più astratta o letteraria\, ma reale e tangibile. La corsa al cimitero alle sette del mattino è il momento in cui il cemento della sua mente vacilla.\nProprio il cemento domina la scena: materia fisica e mentale\, muro e polvere\, peso e chiusura; uno spazio grigio e opprimente\, fatto di superfici ruvide e simmetrie vuote\, in cui l’eco della voce si moltiplica e ogni gesto è risucchiato dal silenzio delle cose. Un “antiteatro del movimento”\, dove anche i cambi di luogo sembrano accadere solo nella testa del protagonista e la stasi è condizione esistenziale.\nLa regia di Trifirò segue una tensione continua tra immobilità e scarto\, tra monologo mentale e ferita reale. L’attore si lascia attraversare dal testo\, in un lavoro fisico e vocale che procede per stratificazioni\, irrigidimenti e improvvise rotture. Il ritmo è circolare\, spezzato da brevi fenditure\, mentre la voce\, strumento centrale\, oscilla tra sarcasmo\, frustrazione e inattesa tenerezza. \nNote di regia\n«Ogni esistenza è un muro». Da questa immagine prende forma la mia lettura di Cemento. Rudolf è un uomo bloccato. Un intellettuale consumato dall’ambizione di scrivere un saggio su Mendelssohn Bartholdy\, ma incapace di iniziarlo. Tutto diventa alibi: la sorella\, il luogo\, il freddo\, il tempo perduto. La sua è una confessione impietosa\, ossessiva\, in cui la pagina bianca è metafora di un’esistenza schiacciata dal pensiero e mai agita. In lui non c’è più slancio creativo\, solo accumulo\, stratificazione\, paralisi. In fondo\, Cemento è un’autopsia del nostro presente. Il cemento è quello dei casermoni senza volto\, delle periferie mute\, del turismo di massa\, dei loculi senza storia. È simbolo dell’amorfo\, del morto\, dell’irreversibile. È ciò che resta quando tutto il resto è stato rimosso. Ecco perché ho scelto di non cercare redenzione\, né poesia. Solo una lenta sedimentazione. Solo materia. Solo il muro.\nRoberto Trifirò \nINFORMAZIONI e prenotazioni::\nCemento: da martedì 10 febbraio a domenica 1° marzo\nTeatro OUT OFF via Mac Mahon 16\, Milano\nOrari spettacoli: martedì e giovedì ore 20:30 | mercoledì\, venerdì e sabato ore 19:30 | domenica ore 16:00\nPrezzi: Intero: 20€ | Under26: 14€ | Over65: 10€\nTel. 0234532140 – Mail: biglietteriaoutoff@gmail.com – Web: teatrooutoff.it\nRitiro biglietti negli uffici in via Principe Eugenio 22 dal lunedì al venerdì dalle ore 11.00 alle ore 14.00.\nRitiro biglietti in botteghino via Mac Mahon 16 da martedì alla domenica un’ora prima dello spettacolo.\nTrasporti pubblici: M5 FERMATA CENISIO; TRAM 14; TRAM 12; AUTOBUS 78
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SUMMARY:IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO di Fëdor Dostoevskij
DESCRIPTION:Foto di scena: Mario Sala – Il sogno di un uomo ridicolo\, regia di Lorenzo Loris © Erica Falcinelli\nDa giovedì 3 a giovedì 17 aprile \nTeatro Out Off\, Milano  \nTraduzione e adattamento Fausto Malcovati e Mario Sala \nRegia Lorenzo Loris\nCon Mario Sala \nScena Daniela Gardinazzi \nCostumi Nicoletta Ceccolini \nConsulenza musicale Ariel Bertoldo\nProduzione Teatro Out Off \nSpettacolo inserito nell’abbonamento Invito a Teatro \nRecensione di Claudio Elli del 31 maggio 2019 \nDa giovedì 3 a giovedì 17 aprile torna in scena al Teatro Out Off Il sogno di un uomo ridicolo\, traduzione e adattamento di Fausto Malcovati e Mario Sala del racconto fantastico di Fëdor Dostoevskij scritto intorno al 1876. La regia di Lorenzo Loris\, con l’interpretazione di Mario Sala (produzione Teatro Out Off)\, mette al centro dello spettacolo la necessità dell’utopia proprio in un momento in cui il presente\, più che un sogno fantastico\, sembra essere un incubo distopico. \nUn uomo ripercorre la sua vita e le ragioni per cui si sente estraneo alla società del suo tempo. Ogni interesse\, ogni impulso vitale sembra in lui ormai drammaticamente destinato a esaurirsi nel nulla\, quando ecco che la svolta salvifica sembra presentarglisi in forma di sogno\, suggerendo un’improvvisa quanto inaspettata opportunità di riscatto. Il racconto decolla così insieme al suo protagonista\, si sposta di piano e approda in altri mondi: le anguste pareti di una povera stanza in affitto esplodono letteralmente nello spazio\, e una rivelazione di trascinante potenza si offre disinteressata agli occhi dell’uomo con la forza di una resurrezione per il suo corpo segnato dal dolore e dalla sconfitta. La felicità sulla Terra può esistere\, e cercarla non solo ha senso\, ma è forse l’unica cosa che abbia senso fare: questo ci dice ancora oggi Dostoevskij. L’uomo ridicolo lo sa\, l’ha vista e toccata con mano; il suo sogno gliel’ha inequivocabilmente mostrata. La sua condizione allora non gli è più di peso\, e il tempo della sua vita diventa un tempo pieno di parole da regalare\, di semplici verità da confidare\, senza patemi\, a chi\, tra una risata e l’altra le vuole ascoltare. \nAll’improvviso accade che quest’uomo\, afflitto dall’inutilità di essere al mondo\, riprenda forza e vigore attraverso un sogno e ritrovi la volontà e la gioia di vivere. Decide di trasmettere agli altri la propria straordinaria esperienza\, basata su una verità incontrovertibile\, tanto semplice ed evidente da non essere vista: l’amore salverà l’umanità e ciò che la circonda. Questo è ciò che lo stravagante protagonista vuole comunicarci e\, per questo\, viene scambiato per un pazzo. In fondo\, il testo di Dostoevskij sta tutto qui. La nostra scelta per rappresentarlo è stata radicale: abbiamo prosciugato ogni aspetto predicatorio\, cercando di far emergere oltre che un valore religioso più universale\, anche una visione profeticamente apocalittica del mondo contemporaneo su cui poter riflettere\, filtrata però attraverso il candore e la simpatia del protagonista. Sulle tavole di un teatro in disarmo\, in uno spazio svuotato\, uno spazio destinato alla finzione in cui non c’è più niente da fingere\, assistiamo al confronto fra uno strano individuo e le sue avventurose fantasie; una specie di clown\, che vorrebbe svelare una verità importante a coloro che lo ascoltano ma non intendono prenderlo sul serio. Lui ne è cosciente e ne soffre. Ma in fondo non gli importa. Basta che il suo messaggio salvifico prima o poi raggiunga qualcuno e risvegli le anime morte delle persone che incontra. Se ponessimo\, per un attimo\, l’attenzione sulle piccole meschinità quotidiane che tutti noi commettiamo nei confronti degli altri\, allora capiremmo quante volte perdiamo l’occasione di tendere una mano a un nostro simile in difficoltà per trasmettergli anche il più semplice gesto d’amore. L’egoismo\, la corruzione\, la malvagità non sono inevitabili\, il Male non è insito nella natura umana; una nuova via è possibile\, una nuova umanità\, in pace con sé stessa e con la Terra\, può nascere e prosperare. Dostoevskij sceglie\, per diffondere “la lieta novella”\, un uomo insignificante\, un emarginato: proprio dai più umili può iniziare il riscatto.\nLorenzo Loris\, regista. \nIn questo testo affiora il grande tema dell’amore: l’uomo\, ci dice Dostoevskij\, è nato per amare\, per dividere con i propri simili affetto\, tenerezza\, comprensione. E se siamo circondati da violenze\, delitti\, perversioni\, guerre cerchiamo anche noi di far affiorare il sogno (forse\, appunto\, il sogno di un uomo ridicolo) di un’altra possibilità più umana\, per noi umani. Troppo spesso ce ne dimentichiamo\, anche noi travolti dal nostro quotidiano affanno: ma è così semplice un gesto d’amore verso chi ci sta vicino. Ecco quello che l’uomo ridicolo vuole predicare: amatevi. E lo prendono per pazzo. Non importa. Basta che il messaggio arrivi. Cadrà nel vuoto\, forse. O germoglierà. E allora forse qualche frammento dell’età dell’oro si realizzerà su questa nostra terra così desolata. La bellezza salverà il mondo\, ci dice Dostoevskij ne “L’idiota”: non è la bellezza esteriore\, è una bellezza interiore che nasce dall’amore.\nFausto Malcovati \nINFORMAZIONI e prenotazioni:\nTeatro OUT OFF via Mac Mahon 16\, Milano  \nOrari spettacoli:\nmartedì\, giovedì ore 20:30 | mercoledì\, venerdì e sabato ore 19:30 | domenica ore 16:00 \nDurata: 80 minuti \nPrenotazioni e informazioni: T. 0234532140 | M. biglietteriaoutoff@gmail.com\nBiglietteria aperta da lunedì a venerdì dalle ore 10.00 alle ore 16.30.\nRitiro biglietti negli uffici in via Principe Eugenio 22 dal lunedì al venerdì dalle ore 11.00 alle ore 13.00.\nRitiro biglietti in botteghino via Mac Mahon 16 dal mercoledì alla domenica un’ora prima dello spettacolo. \nPrezzi:\nIntero: 20€ | Under26: 14€ | Over65: 10€ \nSpettacolo inserito nell’abbonamento Invito a Teatro. \nABBONAMENTI:\nOutCard 50€ 4 ingressi a scelta per uno o più spettatori/spettatrici.\nJ&S Card – Junior (under26) & Senior (over65) 45€ 6 spettacoli.\nPassepartout Promozione riservata ai e alle residenti del Municipio 8; acquistando la tessera a 10€ ingresso a 6€ per tutti gli spettacoli in programma. \nTrasporti pubblici: M5 FERMATA CENISIO; TRAM 14; TRAM 12; AUTOBUS 78
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SUMMARY:ENEIDE di Virgilio
DESCRIPTION:Foto © Teatro Out Off Milano\nDal 18 al 23 marzo \nTeatro Out Off\, Milano  \nENEIDE \ndi Virgilio \nTraduzione Rosa Calzecchi Onesti\nAdattamento e interpretazione Paolo Musio\nSpazio sonoro/Composizione Francesca Fabrizi\nProduzione TPE – Teatro Piemonte Europa / Festival delle Colline Torinesi \nLettura dei 12 libri del poema Eneide di Virgilio articolata in sei serate. \nMartedì 18 marzo ore 19:30 Libri 1-4: durata h 2:30\nMercoledì 19 marzo ore 19:30 Libri 5-8: durata h 1:40\nGiovedì 20 marzo ore 19:30 Libri 9-12 durata h 1:30\nVenerdì 21 marzo ore 19:30 Prima metà. Libri 1-6: durata h 3:35\nSabato 22 marzo ore 19:30 Seconda metà. Libri 7-12: durata h 2:15\nDomenica 23 marzo ore 16:00 Lettura integrale. Libri 1-12: durata h 6 \nL’Eneide racconta la fuga da una città in fiamme per una guerra. Molti\, oggi fuggono o tentano invano di fuggire da città in fiamme. L’Eneide racconta quanto poco operi la ragione nelle cose umane\, mostrando l’insensatezza della guerra\, racconta viaggi pericolosi di profughi per mare\, naufragi\, separazioni e abbandoni\, lutti\, errori nel tenere la rotta\, errori nell’interpretazione dei segni dai quali ognuno cerca di far derivare le proprie scelte\, cerca di decifrare il proprio destino\, sia esso o no quello di fondare una città. L’Eneide racconta collisioni ma anche incontri tra mondi\, Oriente ed Occidente tra dialogo e conflitto. In questo scenario la diversità delle culture è all’origine della complessità del presente al punto che\, ora come allora\, possiamo felicemente scoprire che gli stranieri\, i diversi\, i senza patria siamo noi. \nFuori dalla logica antologica\, il percorso completo attraverso i 12 libri dell’Eneide di Virgilio dà la possibilità di trovare le relazioni tra le parti\, percepire il quadro complessivo\, seguire i vari motivi che vi si intrecciano come correnti sottomarine visibili da increspature sul mare. \nLa lunga durata\, il permanere a lungo nel racconto\, nell’intrico di emozioni\, azione e riflessioni della più alta poesia è un tentativo di rispondere con lo strumento attivo dell’immaginazione al consumo di microscopiche parti\, di brandelli di emozioni\, per lo più orrori\, ma anche stupore o bellezza da stereotipi\, che ci vengono somministrati ogni giorno. \nBrecht chiama “pensieri paralizzanti” quei pensieri che ci impediscono azioni di contrasto nei confronti di chi o cosa con il suo operato nega la nostra libertà\, crea e perpetua ingiustizia e così facendo distrugge le fondamenta del nostro vivere civile. La lettura pubblica dell’Eneide\, esperienza insieme intima e condivisa\, è vissuta da Paolo Musio come un atto politico\, contro i “pensieri paralizzanti”\, a partire da un’idea di mondo come modificabile. \n“Alla fine del primo libro dell’Eneide\, Didone ordina che si prepari una grande festa in onore di Enea e dei suoi compagni\, per celebrare l’incontro. Tutti gli invitati\, come anche gli ospiti\, sono arrivati lì da terre lontane\, c’è una città nuova da costruire\, tante aspettative\, ma nessuno sa nulla di cosa li attende in futuro. È una lunga notte in cui tutto sembra possibile. Un aedo intona una canzone\, la musica riecheggia nelle grandi stanze del palazzo. Dopo tanto dolore\, tanta fatica\, tanti pericoli sempre diversi e – noi lo sappiamo – prima di altrettante difficoltà\, speranze tradite\, rovesci di fortuna\, per una notte\, donne e uomini riuniti in nome dell’ospitalità ascoltano un cantore che ricorda loro l’avvicendarsi delle stagioni\, il cielo stellato che tacitamente gira sopra le loro teste\, il corso della luna e del sole. Quella notte essi sentono in sé tutto lo splendore e la fragilità della condizione umana. Sul finire della notte\, Didone\, sul nascere di un amore\, chiede ad Enea di raccontare la sua storia. Ripercorrerla è doloroso ma necessario. L’eco di quella notte giunge fino a noi\, ci chiama\, siamo tutti\, a pieno diritto\, invitati a partecipare.” Paolo Musio \nPaolo Musio Attore e autore di testi e di adattamenti teatrali. Diplomatosi come attore presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma nel 1987\, ha collaborato\, in parti di rilievo o come protagonista\, in Italia e all’estero\, con i seguenti registi: Trionfo\, Patroni Griffi\, Salveti\, Testori\, Squarzina\, Castri\, Terzopoulos\, Barberio Corsetti\, Waas\, Cirillo\, Nekrosius\, Ronconi\, Cobelli\, Martone\, Rambert\, Bogomolov\, Popolizio\, Lenton\, Deflorian. Nel 1993 fonda la compagnia Quellicherestano\, con la quale realizza spettacoli da testi di autori come Brecht\, Jarry\, Achternbusch\, Büchner\, Müller\, Lorca\, Strindberg\, Plauto\, Schwab\, Moravia. Tra gli adattamenti: Il banchiere anarchico da F. Pessoa\, Eremos da C. Michelstaedter\, L’uomo invisibile da H. G. Wells e E. M. Cioran\, Il bosco da Robert Walser. A partire dal 2002 avvia una ricerca personale che lo porta a promuovere progetti interdisciplinari che coinvolgono artisti e musicisti tra cui Thorsten Kirchhoff\, Daniel Bacalov\, Riccardo Ancona. Nel 2012 inaugura lo spazio Idiòt a Torino\, nel quartiere di Porta Palazzo\, uno studio d’artista che si apre al pubblico in occasione di eventi. Idiòt è un progetto interdisciplinare basato su educazione e sguardo sulla società\, ricerca teatrale\, attenzione ai vari linguaggi dell’arte contemporanea. Per Idiòt allestisce gli spettacoli Voce\, con Thorsten Kirchhoff\, Uomo invisibile\, Furore da Steinbeck\, Sotto la scure silenziosa dal De rerum natura di Lucrezio. È tra i docenti collaboratori dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma. \nINFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: \nTeatro OUT OFF via Mac Mahon 16\, Milano  \nOrari spettacoli:\nMartedì 18 marzo ore 19:30 Libri 1-4: durata h 2:30\nMercoledì 19 marzo ore 19:30 Libri 5-8: durata h 1:40\nGiovedì 20 marzo ore 19:30 Libri 9-12 durata h 1:30\nVenerdì 21 marzo ore 19:30 Prima metà. Libri 1-6: durata h 3:35\nSabato 22 marzo ore 19:30 Seconda metà. 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SUMMARY:Cure di masturbazione per rimanere sano\, ovvero  IL RE DEL PLAGIO di Jan Fabre
DESCRIPTION:Foto di scena: Roberto Trifirò © Angelo Redaelli © Teatro Out Off\nDal 19 febbraio al 9 marzo \nTeatro Out Off\, Milano  \nPRIMA NAZIONALE  \nRegia\, interpretazione Roberto Trifirò\nScene\, costumi\, luci Gianni Carluccio\nTraduzione e drammaturgia Roberto Trifirò\nAssistente alla regia Tommaso Di Pietro\nTecnico Iacopo Bertrand Bonalumi Lottieri\nProduzione Teatro Out Off \nDebutta in prima nazionale\, mercoledì 19 febbraio al Teatro Out Off\, Cure di masturbazione per rimanere sano\, ovvero IL RE DEL PLAGIO di Jan Fabre\, monologo con la regia\, l’adattamento drammaturgico e l’interpretazione di Roberto Trifirò. Prosegue così la quarantennale relazione tra l’opera e la poetica del regista fiammingo e il Teatro Out Off diretto da Mino Bertoldo; iniziato nel 1985 e mai interrotto\, questo legame si è ulteriormente rinforzato nel 2023\, con l’ospitalità in prima nazionale al Teatro Out Off di Peak Mytikas. (On the top of Mount Olympus) e\, nel 2024\, con il Festival Fabre\, oltre che con numerose produzioni del Teatro Out Off su testi di Fabre. E proprio uno dei suoi monologhi “manifesto” sull’arte e sulla sua idea di posizione dell’artista nel mondo porta in scena Roberto Trifirò dal 19 febbraio al 9 marzo: con il testo Il re del plagio Fabre propone una profonda riflessione sul tema dell’autenticità\, reiterando il credo artistico della sua opera. Il re del plagio è l’artista-ciarlatano\, che difende l’imitazione come strumento di bellezza e di fragilità per creare arte e\, allo stesso tempo\, per plasmare la propria identità artistica. Un testo di metateatro\, in cui Fabre smaschera l’artificio scenico e rigetta radicalmente il concetto di originalità come assioma artistico. \nCome un imperatore\, l’attore-re si rivolge frontalmente al pubblico\, con lo scopo di sedurlo: in modo ingenuo e spontaneo gli chiede di rispettarlo\, stimarlo e accettarlo; si mette alla prova\, ricerca\, ripete. Il re del plagio è un angelo che vuole diventare uomo\, che vuole rinunciare alla sua immortalità ed essere ascoltato da un tribunale composto da “scimmie chiacchierine” – perché è così che vede gli umani- per giustificarsi\, difendersi ed essere ammesso nell’olimpo dell’umanità. Per riuscirci\, ha dovuto prima di tutto imparare a “parlare con le parole degli altri”\, a plagiare appunto. \nIl testo\, riadattato e interpretato da Roberto Trifirò\, ha più livelli di lettura: la caduta dell’angelo\, la genesi dell’uomo\, la riflessione sull’imitazione in generale e\, più concretamente\, sull’imitazione nell’arte\, e infine\, l’elogio dell’intertestualità. Il tema della copia e della falsificazione non sono nuovi nell’opera di Fabre: ne Il re del plagio\, che forma un dittico con L’imperatore della perdita del 1994\, la genesi dell’uomo è chiaramente associata alla sua capacità d’imitazione. Il testo riflette anche sul dualismo tra l’arte in quanto creazione ex nihilo (romanticismo e modernismo) e l’arte in quanto cultura mimetica (rinascimento e post-modernismo). \n«L’uomo non si crea mai a partire dal niente\, ma attraverso l’esempio di altri esseri umani. L’uomo è per definizione “cultura”\, e non “natura originale”. Il desiderio dell’angelo di diventare umano deriva dal fatto che gli uomini possono prendere dei rischi\, subire dei fallimenti\, perdere la partita\, ma anche desiderare e gioire\, al contrario dell’angelo che è al di sopra di tutto. L’angelo vuole diventare umano per poter comprendere gli uomini: un’aspirazione il cui tema è stato interpretato in modo mirabile nel film Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders. L’angelo che vuole diventare uomo\, nell’opera di Fabre\, è l’angelo che abiura il pensiero dell’originalità e che difende il caos socioculturale della letteratura e dell’arte come genio dell’imperfetto\, l’arte umana per eccellenza. Si pensi alla celebre asserzione del filosofo e scrittore Paul Valéry: “Ce qui est fini\, n’a pas été fait.” (Cahiers\, 1894-1914). Il re del plagio combatte contro l’ossessione dell’originalità\, della purezza e del fondamentalismo creativo. L’intertestualità e il plagio sono qualità umaniste: lo scambio di conoscenze\, di testi\, di frasi\, di parole\, dal primo disegno rupestre fino alla copia\, sono l’impronta attuale. Il desiderio profondo dell’angelo di diventare uomo non implica in alcun caso un’immagine idealizzata di quest’ultimo. Si tratta\, al contrario\, dell’amore che suscita l’uomo nel suo difficile esercizio d’equilibrio tra l’angelo e il diavolo che sono in lui. «È tempo di diventare umani e di comprendere che siamo dei mostri.» Mostri nel senso di Frankenstein: l’uomo che si crea\, che si clona. Il re del plagio prende anche in prestito\, nel suo processo di umanizzazione\, delle parti dal pensiero di Albert Einstein\, Gertrude Stein\, Ludwig Wittgenstein e dalle quattro “Stein” alle quali John Brockman ha dedicato un libro negli anni ‘80.» Roberto Trifirò. \nINFORMAZIONI:\nTeatro OUT OFF via Mac Mahon 16\, Milano\nDal 19 al 23 febbraio; dal 26 febbraio al 2 marzo; dal 5 al 9 marzo 2025 \nORARI SPETTACOLI:\nmercoledì\, venerdì e sabato ore 19.30\ngiovedì ore 20.30\ndomenica ore 16.00 \nPRENOTAZIONI:\n0234532140 | M. biglietteriaoutoff@gmail.com\nBiglietteria aperta da lunedì a venerdì dalle ore 10.00 alle ore 16.00. \nRitiro biglietti negli uffici in via Principe Eugenio 22 dal lunedì al venerdì dalle ore 11.00 alle ore 13.00.\nRitiro biglietti in botteghino via Mac Mahon 16 dal mercoledì alla domenica un’ora prima dello spettacolo. \nPREZZI:\nIntero: 20€ | Under26: 14€ | Over65: 10€ \nSpettacolo inserito nell’abbonamento Invito a Teatro. \nABBONAMENTI:\nOutCard 50€ 4 ingressi a scelta per uno o più spettatori/spettatrici.\nJ&S Card – Junior (under26) & Senior (over65) 45€ 6 spettacoli.\nPassepartout Promozione riservata ai residenti del Municipio 8; acquistando la tessera a 10€ ingresso a 6€ per tutti gli spettacoli in programma. \nTrasporti pubblici: M5 FERMATA CENISIO; TRAM 14; TRAM 12; AUTOBUS 78  \n 
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DESCRIPTION:Foto di scena: 4:48 Psychosis – Elena Arvigo © Pino Le Pera\nDal 3 al 5 maggio 2024 \ntraduzione Barbara Nativi\nregia Valentina Calvani\ncon Elena Arvigo\nscene\, costumi e luci Valentina Calvani e Elena Arvigo\nmusiche originali Susanna Stivali\nfoto Pino Le Pera \nproduzione Teatro Out Off e Compagnia Elena Arvigo \n«Io credo che la gente possa cambiare\, credo che sia possibile per noi\, come specie\, cambiare il nostro futuro. Ed è per questo che scrivo quello che scrivo».\n«Mi diceva che il suo scrivere feroce aveva lo scopo di denunciare al mondo quanta ferocia c’è nel mondo».\n(estratti intervista a Sarah Kane di Rodolfo di Giammarco) \nRecensione di Claudio Elli del 4 luglio 2014 \nTeatro OUT OFF via Mac Mahon 16\, Milano\nuffici via Principe Eugenio 22\ntelefono  02 34532140\ninfo@teatrooutoff.it – www.teatrooutoff.it \n \nA venticinque anni dalla scomparsa di Sarah Kane\, la discussa drammaturga britannica\, figura determinante del cosiddetto in-yer-face theatre\, il Teatro Out Off\, per celebrare il valore della sua opera nel teatro non solo europeo\, propone al pubblico milanese lo spettacolo 4:48 Psychosis.\nTre saranno le repliche per lo spettacolo più rappresentativo della poetica dissacrante di Sarah Kane. In scena dal 3 al 5 maggio 2024\, 4:48 Psychosis è l’ultimo testo scritto dall’autrice e tradotto da Barbara Nativi\, Premio Ubu 2002 proprio per traduzione e messa in scena di Sarah Kane.\nDiretto da Valentina Calvani\, 4:48 Psychosis\, spettacolo che ha ottenuto numerosi e straordinari consensi dalla critica\, è una partitura lirica\, una sinfonia sull’amore e sull’assenza di amore attraversato in versione integrale da Elena Arvigo che dà voce e corpo ad uno dei testi più controversi\, assoluti e intimi del teatro contemporaneo mondiale. \n4:48 Psychosis non aderisce alla forma teatrale convenzionale. La parola della Kane\, autrice rivoluzionaria è flusso di pensiero: 24 quadri in cui non ci sono indicazioni per la messa in scena né temporali né psicologiche. 4:48 Psychosis descrive il luogo senza confini\, senza le barriere che dividono la realtà dall’immaginazione. 4:48 Psychosis racconta la fragilità dell’amore\, la ribellione dall’ordine costituito\, la tenacia di fronte all’irrinunciabilità della speranza sentimentale. 4:48 Psychosis non è dunque l’ultima lettera di un suicida ma una preghiera\, una richiesta di ascolto e di amore. 4:48 Psychosis perché viviamo in una società sorda\, anestetizzata in cui non c’è spazio per emozioni così estreme\, forti\, devastanti. Una società che si ostina a “voler curare”\, invece che “prendersi cura”. C’è bisogno di un teatro che risvegli “nervi e cuori” e 4:48 Psychosis porta alla luce il desiderio di speranza celato nel disagio\, offrendo al pubblico l’opportunità di riscoprire il senso di compassione e umanità affinché la speranza diventi una possibilità mai più tradita. Questa lettura di 4.48 Psychosis non vuole essere uno spettacolo sulla follia ma uno spettacolo luminoso\, un inno alla vita\, nonostante la consapevolezza del suo essere effimera e sfuggevole riscoprendo così il senso vitale che abita ogni stato di dolore.\nLo spettacolo è stato scelto nel 2019 come unica rappresentazione teatrale all’interno della rassegna “I’m much fucking angrier than you think. Il teatro di Sarah Kane vent’anni dopo” convegno organizzato dal Teatro Mercadante di Napoli in collaborazione con L’Università L’Orientale e curata dal prof Roberto Davascio. \nINFORMAZIONI E PRENOTAZIONI \nTeatro OUT OFF via Mac Mahon 16\, Milano \nOrari spettacoli:\nvenerdì\, sabato ore 19.30\ndomenica ore 16.00 \nTel. 0234532140 / biglietteriaoutoff@gmail.com\nlunedì › venerdì ore 10.00 › 16.00 \nRITIRO BIGLIETTI\nUffici\nvia Principe Eugenio\, 22\nlunedì – venerdì  ore 11.00 › 13.00\nBotteghino\nvia Mac Mahon\, 16\nmartedì – domenica 1 ora prima dello spettacolo \nTrasporti pubblici: M5 FERMATA CENISIO; TRAM 14; TRAM 12; AUTOBUS 78 \nPREZZO\nIntero: 20 euro\nUnder26: 14 euro\nOver65: 10 euro \nABBONAMENTI\nOutCard\n50€   4 ingressi a scelta per uno o più spettatori\nJ&S Card – Junior (under26) & Senior (over65)\n45 €   6 spettacoli \nPassepartout Promozione riservata ai residenti del Municipio 8; acquistando la tessera a 10 Euro ingresso a 6 Euro per tutti gli spettacoli in programma.
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