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SUMMARY:AHI MARIA!  Un teatro canzone per Rino Gaetano al Menotti di Milano
DESCRIPTION:Foto di scena: Ahi Maria! © Gianfranco Ferraro\n11- 21 dicembre / 27 – 31 dicembre 2025\n \nArrangiamenti musicali e Direzione Artistica Alessandro Nidi \nCon Andrea Miró\, Camilla Barbarito\, Laura Frascari\, Federica Garavaglia\, Francesca Tripaldi\, Sofia Weck e Maria Luisa Zaltron\nScene Lucia Rho \nCostumi Pamela Aicardi\nAssistente di produzione Debora La Rocca \nProduzione Tieffe Teatro \nSpettacolo sostenuto da Next Laboratorio delle idee 2025 \nUn omaggio teatrale e musicale a un cantautore scomodo e visionario \n\nDebutta in prima nazionale l’11 dicembre 2025 al Teatro Menotti di Milano Ahi Maria!\nUn teatro canzone per Rino Gaetano\, in scena fino al 31 dicembre con una speciale replica di Capodanno.\nUno spettacolo che non è un semplice tributo\, ma un atto di vita e di reinvenzione.\nUn cast interamente al femminile di attrici\, cantanti e musiciste dà corpo e voce a Berta\, Aida\, Gianna\, Lucia\, Maria\, Daniela\, Rosita\, le figure femminili delle canzoni di Rino Gaetano.\nUn cabaret degli anni ’80\, uno spazio alternativo attraversato dal pensiero anarchico e visionario di Gaetano. Un luogo di libertà dove si parla di cambiamento\, lotta\, rabbia\, amore e disincanto.\n“Ahi Maria” è il titolo di una delle canzoni più note e teatrali di Rino Gaetano. Un’invocazione grottesca\, surreale\, poetica. È da lì che nasce questo spettacolo\, che non è un concerto\, né una biografia\, ma un teatro-canzone: un viaggio dissacrante e appassionato tra le sue canzoni e il suo mondo\, tra parole e musica\, tra costume e visione.\nRino Gaetano – calabrese d’origine\, romano d’adozione – affonda le sue radici artistiche nel teatro cantina della Roma degli anni ’70\, tra sperimentazione\, ironia e disobbedienza creativa. Prima ancora che icona musicale\, è stato uomo di scena\, influenzato da Petrolini\, Ionesco\, Beckett\, Karl Valentin\, e da quel filone di autori “scomodi” che hanno saputo raccontare il mondo dal margine\, con il sorriso obliquo del grottesco.\n“Ahi Maria! Un teatro canzone per Rino Gaetano” è un omaggio alla sua capacità unica di trasformare il disincanto in linguaggio popolare\, di entrare nelle case degli italiani con canzoni che sembrano semplici ma sono cariche di senso\, sberleffi\, utopie e contraddizioni. Brani come “Mio fratello è figlio unico”\, “Nuntereggae più”\, “Gianna”\, “Escluso il cane”\, “Sfiorivano le viole” non sono solo canzoni: sono atti teatrali\, sketch sociali\, paradossi in musica che raccontano un Paese confuso e vivissimo.\nLo spettacolo è pensato come una forma di cabaret teatrale: tra monologhi\, canzoni e frammenti di dialogo\, per raccontare un tempo che esplodeva di speranze\, utopie e nuove identità. È anche un viaggio in un’Italia che voleva cambiare\, e che Gaetano raccontava con ironia tagliente e dolcezza disperata.\nNato a Crotone nel 1950 e scomparso tragicamente a Roma nel 1981 a soli 31 anni\, Rino Gaetano ha inciso un’impronta indelebile nella cultura musicale e nel costume italiano. Sempre in bilico tra successo e rifiuto\, tra palco e margine\, tra provocazione e poesia. Ahi Maria! è un modo per restituire la sua voce teatrale. Non per imitarla\, ma per evocarla: farla risuonare oggi\, in uno spazio scenico dove la musica incontra il teatro e il teatro si fa invocazione\, smorfia\, ballata\, memoria. Una messa laica per un clown tragico e visionario con addosso ancora il frac\, il cappello\, e quella smorfia buffa e malinconica che ride in faccia al potere. \nSPECIALE CAPODANNO\nIl Teatro Menotti propone per il 31 dicembre una replica speciale alle ore 22.30 dello spettacolo Ahi Maria! Un teatro canzone per Rino Gaetano\, un’occasione per salutare il nuovo anno tra ironia\, poesia e un pizzico di anarchia.\nA mezzanotte è previsto un brindisi con rinfresco aperto a tutto il pubblico.\nBiglietto €60\nA partire dalle ore 20.00\, il Meno Bistrot offrirà inoltre la possibilità di una cena pre-spettacolo per completare l’esperienza. Per maggiori info: https://www.teatromenotti.org/evento/ahi-maria—speciale-capodanno.aspx \n\nSTAGIONE 2025 | 2026 \nBIGLIETTERIA  \nPREZZI  \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nAbbonamento Menotti Card 4 ingressi €60\, 8 ingressi €110\n\nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online\nCon carta di credito e Satispay su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI SALA GRANDE\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:Odin Teatret: LE NUVOLE DI AMLETO - Teatro Menotti Filippo Perego
DESCRIPTION:Foto di scena: Le nuvole di Amleto © Stefano di Buduo\nDal 7all’11 maggio\nLE NUVOLE DI AMLETO\nDedicato a Hamnet e ai giovani senza futuro \nODIN TEATRET\nEUGENIO BARBA  \nPrima Nazionale  \nAttori Antonia Cioaza\, Else Marie Laukvik\, Jakob Nielsen\, Rina Skeel\, Ulrik Skeel\, Julia Varley \nDisegno luci e video Stefano Di Buduo \nConsulente film Claudio Coloberti \nCostumi Odin Teatret  \nSpazio scenico Odin Teatret \nDirettore tecnico Knud Erik Knudsen  \nAssistenti alla regia Gregorio Amicuzi e Julia Varley \nTesto\, drammaturgia e regia Eugenio Barba \nTesto Eugenio Barba e citazioni dall’Amleto di William Shakespeare \nDrammaturgia e regia Eugenio Barba \nProduzione Tieffe Teatro\, Odin Teatret\, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale \n\nDal 7 all’11 maggio\, al Teatro Menotti di Milano la Prima Nazionale del nuovo spettacolo di Eugenio Barba\, prodotto da Tieffe Teatro con Odin Teatret ed Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale.  Un evento molto atteso che segna il ritorno di uno dei maestri della scena contemporanea. Dopo il debutto milanese\, lo spettacolo sarà dal 14 al 18 maggio all’Arena del Sole di Bologna e alla Biennale di Venezia dal 2 al 4 giugno. \nQuesta nuova creazione di Barba\, regista e teorico tra i più influenti del Novecento\, propone una lettura profonda e originale di uno dei temi più affascinanti della storia del teatro\, intrecciando passato e presente in una riflessione intensa e appassionata. \n«…perché oggi Amleto? – si chiede Barba – Cosa dice oggi a noi la vicenda di un padre il cui fantasma appare al figlio e gli lascia il compito di uccidere e vendicarlo? Qual è l’eredità che abbiamo ricevuto dai nostri padri e che trasmetteremo ai nostri figli? Cosa succederebbe se Amleto\, come Antigone\, affermasse: non sono nato per condividere l’odio\, ma l’amore? Il dubbio rende l’uomo debole dice il principe di Danimarca». \nNel 1596\, Hamnet\, l’unico figlio maschio di William Shakespeare\, muore all’età di undici anni. Cinque anni più tardi Shakespeare perde suo padre e durante il periodo di lutto scrive La tragica storia di Amleto\, principe di Danimarca. Nell’ortografia irregolare dell’epoca “Hamnet” e “Hamlet” erano praticamente intercambiabili. Molti studiosi hanno scritto lunghi libri sulla relazione tra Hamnet e Hamlet. \nIl testo racconta del re danese Amleto\, che porta lo stesso nome del figlio\, avvelenato dal fratello Claudio e dalla moglie Gertrude che sono amanti. La loro passione si intreccia con un’altra tragica storia d’amore tra il principe Amleto e la giovane Ofelia. \nCosa dice oggi a noi la vicenda di un padre il cui fantasma appare al figlio e gli lascia in eredità il compito di uccidere per vendicarlo? Qual è l’eredità che abbiamo ricevuto dai nostri padri e che trasmetteremo ai nostri figli? \n\nNOTE DI REGIA DI EUGENIO BARBA \nQuando le nuvole fanno cambiare casa alle parole\nCercai nell’Amleto le linee in cui Shakespeare parla di nuvole. Le misi insieme e le usai come nucleo da cui sviluppare le prime scene di uno spettacolo la cui storia e il cui senso erano da scoprire durante le prove. È importante “umanizzare” il processo. Lo spettacolo cresce come una creatura vivente\, con una coerenza e un ritmo tutto suo. È un feto che deve essere difeso\, che ha già un’identità\, e quindi deve ricevere subito un nome. Battezzai lo spettacolo in gestazione Le nuvole di Amleto. Così Shakespeare entrò nello spazio delle nostre prove e delle nostre menti. È il processo intorno a un testo o a una storia reale o inventata a decidere. Sono le sue vicende a provocare le nostre reazioni e dobbiamo agire con cautela senza imporre la nostra volontà intrisa di pregiudizi. Non siamo noi a cercare le storie. Sono loro a bussare alla nostra porta\, a convincerci ad accoglierle\, a prenderci per mano e condurci nel loro mondo. Un certo tipo di processo creativo presume la rinuncia alle nostre propensioni e l’obbligo a seguire imprevisti\, proposte astruse\, malintesi e sbagli. Non è passività\, cecità\, o fede indolente nelle coincidenze. Seguo una storia ancora poco discernibile con tutti i miei sensi all’erta\, come una madre segue i passi del bambino che apprende a camminare e ad aprirsi una strada in un mondo sconosciuto. \nPerché oggi Amleto?\nHamnet e Hamlet (Amleto) erano nomi intercambiabili in Inghilterra nei registri di fine sedicesimo e inizi del diciassettesimo secolo. Shakespeare aveva battezzato suo figlio Hamnet/Hamlet con il nome di un amico\, suo vicino di casa a Stratford. Nel 1596 Hamnet/Hamlet muore all’età di undici anni nella casa di Henley Street. Intorno al suo capezzale la madre\, le sue due sorelle e i nonni paterni pensano al padre distante\, a Londra\, dove vive stabilmente guadagnandosi il pane come attore e scrittore di drammi. Come gli spiegheranno l’improvvisa malattia e il decesso del figlio? Cinque anni più tardi\, nel 1601\, Shakespeare perde suo padre. Ora è l’unico a portare il nome che scomparirà con lui. Durante il periodo di lutto scrive La tragica storia di Amleto\, principe di Danimarca. Rielabora un testo esistente (oggi perduto) in cui aveva recitato nella sua gioventù il ruolo del fantasma. La storia di Amleto era stata narrata dal francese François de Belleforest che\, a sua volta l’aveva presa da una cronica medioevale in latino del danese Saxo Gramaticus. Un racconto di assassinio e vendetta all’epoca pre-cristiana dei vichinghi in cui era dovere del figlio uccidere l’assassino del padre. Nell’Amleto di Saxo Gramaticus così come nel racconto di Belleforest non ci sono spettri. Non ce n’era bisogno perché l’assassinio era dominio pubblico\, proprio come l’obbligo di vendicarsi. Shakespeare trasforma l’omicidio in un segreto. Da qui l’arrivo del fantasma\, deus ex machina\, che racconta come sia stato ucciso. La prima versione del testo di Amleto fu pubblicata in quarto nel 1603 e l’ultima in folio nel 1623 dopo la sua morte. La versione finale del folio è più lunga e più completa di quella del quarto. Include più scene e circa 600 nuove parole inglesi con sette lunghi monologhi che non sono azione ma riflessioni interiori. Oggi lo sappiamo bene: il monologo è una tecnica dei personaggi per trasmettere allo spettatore quello che sta succedendo dentro di loro. Il quarto del 1603 è la metà del testo del folio del 1623\, circa 2.000 versi – ovvero due ore di recitazione\, la durata abituale di uno spettacolo. È sicuramente la versione utilizzata dagli attori per la rappresentazione al Globe. La versione del folio comporta più di 4.000 versi\, ben quattro ore di rappresentazione\, impossibile per quel tempo. I soliloqui aggiunti all’ultima versione in folio sono “letteratura” pensata e aggiunta da Shakespeare per i lettori che compreranno le sue opere come libri.\nTutte queste informazioni\, però\, non mi aiutano a rispondere alla domanda: perché oggi Amleto? Cosa dice oggi a noi la vicenda di un padre il cui fantasma appare al figlio e gli lascia il compito di uccidere e vendicarlo? Qual è l’eredità che abbiamo ricevuto dai nostri padri e che trasmetteremo ai nostri figli? Cosa succederebbe se Amleto\, come Antigone\, affermasse: non sono nato per condividere l’odio\, ma l’amore? Il dubbio rende l’uomo debole dice il principe di Danimarca. Forse in queste domande risiede il mio errore: giudicare il valore e il senso della mia esistenza e del mio agire secondo norme che appartengono alla società\, a una causa\, a una quantificabile utilità o a uno scopo del teatro. Siamo tutti influenzati da quelli che ci hanno preceduti e da quello che avviene nel presente. Il teatro\, con la sua storia e le sue tecniche è un fiume. Anche senza volerlo\, se tu ci entri dentro\, ne esci bagnato. Se per me il teatro è il paese della nostalgia\, è perché nutre il sogno del possibile nell’impossibile\, della fantasia nella realtà\, dello stupore nella banalità\, della danza nella stasi. La possibilità di condividere l’azione insieme ad altre persone. Da qui la profonda gratitudine per i miei attori e per tanti vivi e morti che mi insegnarono un mestiere la cui energia può intensificare e illuminare il senso incomunicabile della mia vita. Avanzo tentando di capire se il mio corpo-mente ha trovato ancora una volta la strada. Mi identifico impulsivamente con le azioni degli attori: un abbraccio tra intelletto e istinto\, tra disciplina e rischio. Sconosciuto mi è lo spettacolo e sconosciuto il suo senso. Non è un enigma\, ma un mistero. Come la vita. Diceva T.S. Eliot: ogni generazione sbaglia a proposito di Shakespeare in modo nuovo. \nODIN TEATRET\nL’Odin Teatret (www.odinteatret.org) è stato fondato da Eugenio Barba nel 1964 a Oslo\, in Norvegia con quattro giovani rifiutati alla scuola nazionale di teatro. Nel 1966 l’Odin Teatret si trasferì in Danimarca e trasformò in laboratorio teatrale una stalla di una fattoria fuori Holstebro. Nel 1983\, il nome fu cambiato in Nordisk Teaterlaboratorium/Odin Teatret come cornice di un’istituzione dalle numerose attività artistiche e didattiche\, con una casa editrice\, produzione di film\, festival e iniziative nella comunità. Nel 2022 l’Odin Teatret ed Eugenio Barba hanno lasciato il Nordisk Teaterlaboratorium e continuano la loro attività in Danimarca e nel resto del mondo. Nel 2024\, le attività dell’Odin Teatret includono spettacoli in Danimarca e all’estero\, didattica e seminari\, un intenso contatto con gruppi di teatro anche attraverso progetti europei\, la residenza intensiva annuale Odin Home dalla durata di nove giorni a Ringkøbing-Skjern\, l’annuale Transit Festival dedicato alle donne nel teatro a Stendis\, e la Poesia del giovedì in collaborazione con altre istituzioni di Holstebro. In collaborazione con la Fondazione Barba Varley (www.fondazionebarbavarley. org) l’Odin Teatret è attivo nella produzione di film e video didattici\, nella pubblicazione di libri\, nell’appoggio a individui e gruppi in situazioni svantaggiate\, in sessioni dell’ISTA (International School of Theatre Anthropology)\, spettacoli con il multiculturale Theatrum Mundi Ensemble\, la rivista “JTA – Journal of Theatre Anthropology” e una serie di film sull’antropologia teatrale scaricabili gratuitamente. Al centro di questa collaborazione c’è il LAFLIS\, Living Archive Floating Islands (www.LAFLIS.org)\, creato dopo la donazione di Barba della sua biblioteca e del suo patrimonio artistico alla Regione Puglia in Italia. È a Lecce\, presso la Biblioteca Bernardini\, che rivive la storia dell’Odin Teatret\, così come l’ingente documentazione sul Transit Festival diretto da Julia Varley\, sul Magdalena Project e sui gruppi del Terzo Teatro. È disponibile un archivio digitalizzato con documenti risalenti al 1960\, quando Barba si recò in Polonia per studiare regia e incontrò il giovane Grotowski. I legami intrecciati durante 60 anni hanno portato allo sviluppo di un ambiente professionale e accademico in cooperazione con università\, gruppi e associazioni culturali. Le esperienze dell’Odin Teatret\, con 86 spettacoli presentati in 67 paesi e in contesti sociali diversi\, hanno generato una particolare cultura con radici nella diversità culturale e nel principio del “baratto”: gli attori dell’Odin Teatret si presentano con il loro lavoro per un ambiente specifico\, che a loro volta risponde con canti\, musiche e danze della propria cultura. \nSTAGIONE 2024 | 2025 \nBIGLIETTERIA \nPREZZI \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nAbbonamento Menotti Card 4 ingressi €60\, 8 ingressi €110\n\nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online \nORARI SPETTACOLI\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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DESCRIPTION:Foto di scena: Laura Marinoni © Laila Pozzo\nPer Fabrizio De André \nDal 10 al 18 gennaio 2025 \nIdeato e diretto da Emilio Russo\nCon Laura Marinoni \nArrangiamenti musicali di Alessandro Nidi \nMusica dal vivo Nidi Ensemble\nPianoforte Alessandro Nidi\nPercussioni Sebastiano Nidi\nTrombone Filippo Nidi\nFisarmonica e sax Andrea Coruzzi\nArrangiamenti musicali di Alessandro Nidi \nCostumi Pamela Aicardi\nLuci Mattia De Pace \nTotal look di Laura Marinoni a cura di Antonio Marras \nProduzione Tieffe Teatro in collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi \nDal 10 al 18 gennaio al Teatro Menotti ritorna in scena L’amore scoppiò dappertutto\, un omaggio a Fabrizio De André tra parole e musica\, con Laura Marinoni e un quartetto di musicisti con arrangiamenti di Alessandro Nidi. \nVentisei anni di assenza. Era l’11 gennaio 1999 e\, per noi che restavamo\, sembrava impossibile continuare le nostre vite senza Fabrizio De André\, senza la sua musica\, senza la sua poesia\, senza il suo sguardo lucido e penetrante sul mondo. Ci sbagliavamo: è rimasto con noi\, e la sua presenza è oggi più forte che mai\, estendendosi anche alle generazioni che non l’hanno conosciuto in vita. La sua luce non si è affatto spenta. \nNon per ricordarlo\, poiché non ce n’è affatto bisogno\, ma per festeggiarlo\, abbiamo pensato ad uno spettacolo a modo nostro\, tra le parole e la musica\, con nuovi pensieri e ricordi che creano un intreccio di emozioni tra il palco e la platea. Sul palcoscenico una grande protagonista delle nostre scene LAURA MARINONI\, che con sensibilità\, energia e intensità “naviga” tra le parole e le canzoni lungo il filo rosso dei temi cari a Fabrizio De André. \nUn viaggio senza soluzione di continuità\, uno sguardo trasversale e originale\, un racconto di parole e musica che spazia tra riferimenti alti (Baudelaire\, Villon\, Mutis) e storie degli ultimi\, dei diseredati. In scena un quartetto di musicisti con gli arrangiamenti non convenzionali di ALESSANDRO NIDI in grado di dare nuove sonorità alle canzoni e ai momenti teatrali dello spettacolo. \nUn atto d’amore per il più grande dei nostri cantautori\, racchiuso in un titolo\, che rappresenta anche uno dei suoi ultimi appunti. “E poi a un tratto l’amore scoppiò dappertutto” \nSpettacolo sostenuto da NEXT- Laboratorio delle Idee \n  \nSTAGIONE 2024 | 2025 \nBIGLIETTERIA \nPREZZI \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nAbbonamento Menotti Card 4 ingressi €60\, 8 ingressi €110\n\nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo \nAcquisti online \nORARI SPETTACOLI:\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:IL BAR SOTTO IL MARE da Stefano Benni
DESCRIPTION:Foto di scena: Il bar sotto il mare – Regia di Emilio Russo © Alessandro Fibbi\nDal 12 al 31 dicembre 2024\n \nCon Fabrizio Checcacci\, Roberto Andrioli\, Lorenzo degli Innocenti \nRegia e adattamento Emilio Russo\nMusiche dal vivo Cosimo Zannelli\nMusiche Fabrizio Checcacci e Cosimo Zannelli\nScene e costumi Pamela Aicardi \nLuci Mattia de Pace \nProduzione Tieffe Teatro / La Macchina del Suono \nPrima milanese \nDal 12 al 31 dicembre\, in prima milanese al Teatro Menotti\, va in scena Il bar sotto il mare\, tratto dall’omonimo romanzo di Stefano Benni. Un luogo magico e senza tempo\, dove le storie si intrecciano e i personaggi diventano indimenticabili. \nÈ il bar in cui tutti vorremmo perderci almeno una notte\, per ascoltare i racconti di personaggi straordinari: il barista enigmatico\, l’uomo col cappello\, il vecchio con la gardenia\, la sirena ammaliatrice\, il marinaio solitario\, l’uomo invisibile\, la bionda misteriosa\, la pulce del cane nero e molti altri avventori\, ciascuno con il suo bagaglio di follie e meraviglie. \nOgni storia\, con la sua comicità surreale e la sua profonda umanità\, ci farà ridere\, riflettere e sognare\, riportandoci a quella dimensione dell’immaginazione in cui è ancora possibile sorprendersi e non prendersi troppo sul serio. \nLa nostra versione teatrale di uno dei capolavori di Stefano Benni si propone di catturare questa stessa magia\, portando sul palco il suo mondo illogico\, immorale e irresistibilmente poetico. Parole e musica si fondono in uno spettacolo che restituisce la follia ragionata di questi personaggi incredibili\, che tanto somigliano alle persone che incrociamo nella vita reale. \nIn scena\, un trio di compagni di viaggio composto da Fabrizio Checcacci\, Roberto Andrioli e Lorenzo degli Innocenti: attori versatili e carismatici\, capaci di recitare\, cantare e danzare con energia travolgente\, dando vita a uno spettacolo unico e irripetibile.  Accanto a loro\, la musica dal vivo di Cosimo Zannelli\, che arricchisce e amplifica le emozioni dello spettacolo.\nUn viaggio teatrale dove l’assurdo diventa ragione e l’immaginazione prende il comando\, per una serata che farà divertire\, emozionare e sognare spettatori di ogni età. \nLe poesie di Stefano Benni – come Dormi Liù\, Hooligan Love\, Quello che non voglio\, Ma che notte è\, Little Red Hood – si trasformano in canzoni originali\, grazie alle musiche composte da Fabrizio Checcacci\, che riesce a tradurre in note la forza evocativa delle parole del grande scrittore bolognese. \nIl 31 dicembre replica speciale di Capodanno alle ore 22 per salutare il nuovo anno con brindisi finale. \nSTAGIONE 2024 | 2025 \nBIGLIETTERIA:\nPrezzi\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nAbbonamento Menotti Card 4 ingressi €60\, 8 ingressi €110 \nSPECIALE CAPODANNO:\nOre 22\nIntero – 55.00€\nRidotto under/over – 45.00€ \nTEATRO MENOTTI:\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA:\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online\nCon carta di credito su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI:\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:Nuova edizione di LIBERTÀ OBBLIGATORIA
DESCRIPTION:Foto di scena: Libertà obbligatoria – Teatro Menotti Filippo Perego © Laila Pozzo\nDal 28 al 31 ottobre 2024 \nDi Giorgio Gaber e Sandro Luporini \nAdattamento e regia Emilio Russo \nCon Enrico Ballardini\, Gianluigi Fogacci\, Lisa Galantini Andrea Mirò e Musica da Ripostiglio \nScene Federico Biancalani \nCostumi Pamela Aicardi \nLuci Andrea Violato \nAssistente alla regia Chiara Callegari  \nProduzione Tieffe Teatro \nIn collaborazione con la Fondazione Giorgio Gaber \nRecensione di Claudio Elli \nDal 28 al 31 ottobre al Menotti torna in scena LIBERTÀ OBBLIGATORIA\, seconda tappa del progetto Gaber\, con cui il “teatro canzone” sottolinea l’universalità del pensiero gaberiano anche a diversi decenni di distanza. \nDopo il successo di FAR FINTA DI ESSERE SANI a Milano e in tournée nazionale (spettacolo vincitore del Premio Franco Enriquez 2022)\, Emilio Russo adatta e dirige ancora un testo “storico” e controverso come LIBERTÀ OBBLIGATORIA del 1976\, che contiene temi e contenuti assolutamente attuali. Di Libertà Obbligatoria Sandro Luporini scrive a distanza di anni: “Sia io sia Giorgio abbiamo sempre considerato “Libertà obbligatoria” uno dei nostri lavori migliori in assoluto”. \nIn scena lo straordinario gruppo di FAR FINTA DI ESSERE SANI con la piccola orchestra MUSICA DA RIPOSTIGLIO e i suoi esplosivi arrangiamenti a miscelare musiche e generi\, la voce unica di ANDREA MIRÒ\, gaberiana per vocazione e ormai per definizione\, cantante/attrice dotata di grazia\, profondità e presenza e il talento prismatico di ENRICO BALLARDINI. A questo bellissimo ensemble\,  per dare ancora più peso e valore alle parole e ai contenuti\, si aggiungono due attori di grande forza teatrale come GIANLUIGI FOGACCI e LISA GALANTINI\, per uno spettacolo collettivo che sarà leggero e profondo\, ironico ed emozionante e che proverà a restituire il grande senso civile\, culturale\, ma anche spettacolare e popolare di quella straordinaria e indimenticabile esperienza che è stato il teatro-canzone di cui\, per molti\, proprio Libertà Obbligatoria è stata l’espressione più compiuta e coerente. \nNote di Regia\nPur con le dinamiche del teatro-canzone e quindi con la costruzione non convenzionale e contaminata del suo straordinario “fare” teatro\, mi piace considerare Giorgio Gaber come un classico da interpretare e\, pur nella sua universalità\, provare a contestualizzare. \nI personaggi\, gli attori e musicisti della nostra versione\, rappresentano come nella profetica lettura epocale di Gaber e Luporini\, i “reduci” di una rivoluzione mancata. Forse per eccesso di ideologia e scarsità di concretezza e bisogno reale\, oppure semplicemente perché hanno vinto gli altri con le loro regole antiideologiche basate su consumismo\, individualismo e modelli produttivi feroci. I “reduci” finiranno per adeguarsi- forse- o perlomeno di porsi domande su sé stessi e sul proprio futuro\, mentre il tempo stringe\, gli anni passano e magari ci saranno ancora posti da occupare e non ci sarà più tempo per la coscienza collettiva. “A quarant’anni siamo già a raccontare ai nipoti che noi buttavamo tutto in aria…” \nI reduci incarnano il pensiero gaberiano attraverso i conflitti di visioni contrapposte\, nonostante le esperienze ancora condivise\, ma destinate a divergere nel futuro. C’è chi è meno lucido\, ancora combattivo\, se non combattente\, deluso\, incazzato e si rifugia nel passato e nei sogni. Sono quelli che guardano indietro. Ci sono anche quelli più analitici\, disposti a fare i conti con quel presente che hanno combattuto sino a ieri. Accettano l’onda nuova\, ma sino a un certo punto. Compromessi forse sì\, ma contro la DC! Guardano in avanti con sospetto.\nCome tutti i classici\, anche per Libertà Obbligatoria sono consentite interpretazioni e attualizzazioni. Nel nostro caso\, come già è successo in parte per Far Finta di Essere Sani\, ci piace pensare di mantenere la forza\, i contenuti e le emozioni non più nell’originaria formula monologante\, ma attraverso una lettura collettiva tra musicisti e attori. In particolare\, in Libertà Obbligatoria\, a detta degli stessi autori\, lo sviluppo della parte testuale miscelata a canzoni ormai “storiche”\, diventa quasi preponderante. Per questo ho ritenuto opportuno e niente affatto “audace” aggiungere attori di teatro\, Lisa Galantina e Gianluigi Fogacci\, per incarnare ancora di più le parole di Giorgio Gaber e Sandro Luporini.\nHo voluto mantenere i riferimenti storici dell’epoca\, perché mi paiono efficaci. È un testo molto politico\, forse il più politico del teatro canzone perché Gaber e Luporini fanno i conti definitivi con il ’68\, profetizzano (piuttosto in anticipo) la deriva ideologica e non solo dei movimenti (ora Attila fa il consigliere regionale…). \nEmilio Russo \nSTAGIONE 2024 | 2025 \nBIGLIETTERIA \nPREZZI: \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nAbbonamento Menotti Card 4 ingressi €60\, 8 ingressi €110\n\nTEATRO MENOTTI:\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA:\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online\nCon carta di credito su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI:\nore 20
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SUMMARY:NUOVA BALERA PIZZIGONI
DESCRIPTION:Foto di scena: Nuova Balera Pizzigoni © Laila Pozzo\nIl debutto al teatro Menotti di uno spettacolo in cui il ballo diventa metafora della vita \nPrima Nazionale \nProduzione: Tieffe Teatro Milano/Artemis Danza\nScritto e diretto da Emilio Russo \nCon:\nAttori Lucia Vasini\, Enrico Ballardini\, Lisa Galantini\, Alessandro Sampaoli\, Emilia Scatigno\nDanzatorii di Artemis Danza Michelle Atoe\, Arianna Cunsolo\, Mattia Molini\, Christian Pellino\nMusicisti Alessandro Centolanza (voce e chitarra)\, Daniele Di Marco (fisarmonica)\, Gianmarco Straniero (contrabbasso)\nCoreografie Monica Casadei\nCostumi Pamela Aicardi\nAssistente regia Chiara Callegari\nspettacolo sostenuto da NEXT- Laboratorio delle Idee edizione 2023 \nDal 13 al 22 giugno\, in scena in Prima Nazionale al Teatro Menotti\, “Nuova Balera Pizzigoni“\, uno spettacolo che racconta il fascino della balera\, un luogo in cui il tempo sembra sospeso e le emozioni si intrecciano attraverso danze\, canti e amori. La balera\, simile a un teatro con i suoi riti codificati\, diventa spazio di confessioni silenziose per i suoi ballerini e avventori\, rivelando storie antiche e nuove.\nLa gestione della balera è affidata alla famiglia allargata dei Pizzigoni. Nonostante i rapporti conflittuali e le ostilità tipiche di ogni famiglia\, i Pizzigoni riescono a creare una propria armonia\, trasformando il locale da ballo in un rifugio di sogni e passioni.\nLa Balera Pizzigoni nasce negli anni ’40 e la storia che raccontiamo si svolge durante la grande nevicata di Milano del 1985. In quella notte di neve\, quando tutto sembrava fermo\, qualcuno ha varcato inaspettatamente le sue porte\, deciso a ballare nonostante le difficoltà. Le musiche che risuonano in questo luogo incantato sono internazionali e mai banali: dalla Mazurka di Nino Rota al Tango della Gelosia\, fino a Tutti i Frutti di Little Richard.\nIn scena cinque attori: Lucia Vasini\, Enrico Ballardini\, Lisa Galantini\, Alessandro Sampaoli\, ed Emilia Scatigno; quattro danzatori: Michelle Atoe\, Arianna Cunsolo\, Mattia Molini\, Christian Pellino; e tre musicisti: Alessandro Centolanza (voce e chitarra)\, Daniele Di Marco (fisarmonica) e Gianmarco Straniero (contrabbasso). \nNOTE DI REGIA:\n«Nuova Balera Pizzigoni\, liberamente ispirata da “Ballando Ballando” di Ettore Scola e dalle storie di ballerini e balere\, si danza e si racconta di quella vita sospesa tra la pedana e i tavolini\, di quel breve istante che precede il “Sì\, grazie”\, degli abbracci sconosciuti\, perduti o ritrovati\, dei passi incerti che avanzano verso la pista e che\, come per magia\, diventano leggeri al ritmo della musica\, il cui battito risuona come quello del nostro cuore.\nLo spettacolo celebra l’umanità\, l’amore e la musica\, offrendo un viaggio emozionante tra passato e presente\, dove ogni passo di danza racconta una storia e ogni nota musicale evoca ricordi indimenticabili.\nIl ballo\, con i suoi luoghi e riti\, si trasforma in una potente metafora delle esistenze umane. Entrare in una sala da ballo significa esibirsi\, confrontarsi\, lottare con sé stessi e con gli altri\, cercando di mostrare il meglio di sé senza rivelare troppo. Come nella vita reale\, ciò che conta è mantenere un certo mistero\, senza svelare tutto.\nBalera Pizzigoni è un luogo che rimane sé stesso nei decenni del nostro racconto\, pur cambiando abitudini e attitudini\, pur conoscendo le gioie e i dolori\, le piccole vittorie e le grandi sconfitte\, continua ad aprire il sabato sera per accogliere solitudini\, desideri\, sogni e passioni\, le poche parole cancellate dalla musica\, i pensieri di case lontane\, amori perduti\, tenerezza ritrovata\, quotidianità opache e vite scintillanti.\nBalera Pizzigoni è anche un teatro trasformato in grande pista da ballo o\, se volete\, un grande circo al confine del tempo\, tra leggerezza\, divertimento\, sorprese\, emozioni e qualche malinconia\, così come è la vita\, provando a togliere filtri e barriere tra attori\, ballerini\, musicisti e il pubblico». \nEmilio Russo \nPREZZI: \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nLink d’acquisto\n\nTEATRO MENOTTI:\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA:\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online con carta di credito su www.teatromenotti.org \nORARI SPETTACOLI:\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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SUMMARY:CRISI DI NERVI - Tre atti unici di Anton Čechov
DESCRIPTION:Foto di scena: Crisi di nervi – Regia di Peter Stein – Il cast © Tommaso Le Pera\n23 maggio | 9 giugno  \nCRISI DI NERVI. TRE ATTI UNICI DI ANTON ČECHOV \nPETER STEIN \nPrima milanese \nProduzione Tieffe Teatro Milano e Teatro Biondo Palermo\nRegia Peter Stein\nAdattamento di Peter Stein e Carlo Bellamio \nL’orso con Maddalena Crippa\, Alessandro Sampaoli\, Sergio Basile\nI danni del tabacco con Gianluigi Fogacci\nLa domanda di matrimonio con Alessandro Averone\, Sergio Basile\, Emilia Scatigno \nAssistente alla regia Carlo Bellamio\nScene Ferdinand Woegerbauer\nCostumi Anna Maria Heinreich\nLuci Andrea Violato \nDurata 90 minuti  \nDopo il successo de IL COMPLEANNO di Harold Pinter nella passata stagione\, il grande regista tedesco Peter Stein dirige una straordinaria compagnia mettendo in scena CRISI DI NERVI. Tre atti unici di Anton Čechov\, che ha debuttato in Prima Nazionale lo scorso 10 maggio al Teatro Biondo di Palermo e sarà in scena al Menotti dal 23 maggio al 9 giugno.\nStein ritorna ad uno dei suoi autori di riferimento creando una non consueta modalità produttiva artistica attorno ad un gruppo di attori e collaboratori\, per una continuità creativa collettiva di notevole spessore. Stein ha scelto L’ORSO\, I DANNI DEL TABACCO\, LA DOMANDA DI MATRIMONIO e per l’interpretazione MADDALENA CRIPPA\, ALESSANDRO AVERONE\, GIANLUIGI FOGACCI\, ALESSANDRO SAMPAOLI\, EMILIA SCATIGNO e SERGIO BASILE che si alterneranno nelle varie pièce\, che lo stesso Čechov non ancora trentenne definiva “scherzi scenici”: sono i drammi più piccoli del mondo… in generale\, è molto meglio scrivere cose piccole che grandi: poche pretese e successo assicurato. Cos’altro? In realtà gli atti unici del grande autore russo sono stati rappresentati in tutto il mondo. Scritti tra il 1884 e il 1891 e ispirati alla commedia francese e al genere del vaudeville\, molto alla moda in Francia ai tempi di Čechov\, sono stati fonte di ispirazione e di studio per gli attori e gli scrittori di teatro e divertimento per intere generazioni di spettatori di tutte le lingue. \nNote di Regia\nDopo l’insuccesso delle sue prime due opere\, il giovane Čechov giurò di non scrivere mai più per il teatro drammatico e decise di dedicarsi esclusivamente ai vaudeville. Questa circostanza ci ha regalato una serie di atti unici\, pieni di sarcasmo\, di comicità paradossale\, di stravagante assurdità e di folle crudeltà\, e che a loro volta sono diventati il terreno fertile per l’esperienza e la preparazione delle grandi opere della maturità dell’autore.\nNelle tre opere esemplari che presentiamo\, i personaggi di volta in volta si fanno prendere da crisi di nervi\, si ammalano\, sono preda di attacchi isterici o litigano in continuazione fra loro.\nNe L’Orso il protagonista quasi muore dalla rabbia\, per un debito che non gli viene rimborsato da parte di una donna\, che lui arriva a sfidare a duello\, per finire in ginocchio a chiederle di diventare sua moglie.\nNe I Danni del Tabacco un presunto oratore deve tenere una conferenza sugli effetti negativi del tabacco\, ma\, tra starnuti e attacchi d’asma\, confessa in realtà di voler mettere fine alla vita disastrosa che conduce come marito della propria moglie.\nNe La Domanda di Matrimonio il futuro sposo\, per timidezza e altre difficoltà fisiche\, non riesce a porre alla futura sposa la fatidica domanda\, e anzi si mette a litigare con lei\, che a sua volta gli ribatte a muso duro ed è preda di un attacco isterico quando lui cade svenuto per ipocondria.\nL’estrema comicità\, l’esasperazione e gli eccessi di crudeltà utilizzati dall’autore\, possono funzionare soltanto se accompagnati da un sottofondo realistico e psicologicamente giustificato. Comunque si tratta pur sempre di opere di Čechov. Sono questi i presupposti su cui gli attori hanno dovuto lavorare. Speriamo di averlo fatto con successo.\nPeter Stein \nBIGLIETTERIA: \nPREZZI \n\nIntero – 32.00 € + 2.00 € prevendita\nRidotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita\nLink d’acquisto\n\nTEATRO MENOTTI\nVia Ciro Menotti 11\, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org \nORARI BIGLIETTERIA\nDal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30\, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo\nDomenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo\nAcquisti online con carta di credito \nORARI SPETTACOLI\nDal martedì al sabato ore 20\nDomenica ore 16.30\nLunedì riposo
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