
Dagli anni Ottanta, le trasformazioni politiche nel nostro Paese sono state molteplici e tutte hanno influenzato il rapporto degli italiani con le scelte elettorali. In particolare quattro grandi eventi internazionali: la fine del colonialismo; il crollo dell’Unione Sovietica e del comunismo in Europa; la crescita della Cina; i flussi migratori verso l’Europa. I partiti politici italiani si sono sviluppati e sono mutati anche alla luce di slittamenti più sotterranei, definendo un panorama in eterno cambiamento
All’epoca dei grandi partiti ideologici e identitari – DC e PCI su tutti –, è seguita quella dei poli, conclusasi con la caduta di Berlusconi e l’avvento dei governi tecnici, mentre la rappresentanza partitica ha continuato a frantumarsi e ricomporsi attorno a nuovi attori, come il M5S e Fratelli d’Italia. I blocchi politici si sono contrapposti in forma transitoria e mutevole, stabilendo alleanze e rinnovando ostilità, formando governi e sfasciando coalizioni. Cosa ne è stato nel frattempo del sentimento politico degli italiani? Come e perché è cambiato il loro rapporto con il voto?
Quarant’anni un’indagine condotta sul voto degli italiani, Renato Mannheimer torna, questa volta con Pasquale Pasquino, ad analizzare le scelte elettorali nel nostro Paese, per tentare di analizzare fenomeni storici in continuo divenire.

Il libro è basato e corredato da molti dati, gran parte dei quali è tratta da sondaggi recenti ed esclusivi.
Il volume inizia con un inquadramento del sistema politico italiano in un contesto internazionale, le sue caratteristiche e la evoluzione dal dopoguerra ad oggi in modo comparato.
Si passa poi ad una analisi sulla partecipazione elettorale, in cui venne analizzato quanto i cittadini sono informati sulla politica, quanto se ne interessano, quanto hanno un atteggiamento attivo o passivo verso la politica o addirittura di disgusto o disaffezione, un fenomeno che ha portato alla crescita delle astensioni.
Gli autori studiano poi la mobilità elettorale. Si sa che i risultati delle elezioni sono spesso, almeno in qualche misura, differenti da quelle precedenti. Ci si può domandare di conseguenza quanti elettori sono “mobili”, vale a dire quanti si spostano da un partito all’altro in occasione di diverse elezioni e, specialmente, quali sono le loro caratteristiche sociali e politiche e quali sono i loro percorsi in termini di voto.
Un approfondimento è poi dedicato alla dimensione sinistra-destra. Come è noto, è sulla base di queste categorie che spesso gli elettori si sono orientati in passato per esprimere la loro scelta e che ancora oggi servono da bussola a molti cittadini. Ma secondo molti osservatori la dimensione sinistra-destra è invece obsoleta. Quanti cittadini trovano valida ancora questa dimensione? E quanti si collocano a sinistra o a destra? E, ancora, come sono caratterizzati gli elettori dei vari partiti sulla base di questa tipologia?
Il libro mostra come la dimensione sinistra-destra sia ancora valida, ma assai meno efficace di un tempo per una larga quota di cittadini.
Viene poi analizzato in dettaglio l’elettorato dei singoli partiti: per ciascuno è descritta la composizione sociale e specialmente il “mercato elettorale”, vale a dire l’ambito politico verso il quale il partito può progettare di allargarsi.
Gli autori approfondiscono poi le motivazioni del voto. Perché, sulla base di quali elementi e ragionamenti si sceglie un partito piuttosto che un altro al momento delle elezioni?
Questa analisi viene effettuata comparandola con un’analoga realizzata nel 1985, ciò che permette di mostrare l’evoluzione delle motivazioni di voto nel tempo, con una grande accentuazione del voto di disaffezione e di protesta.
Nell’ultimo capitolo, infine, c’è una sorta di conclusione che ipotizza la possibile evoluzione futura del nostro sistema politico.
Pasquale Pasquino (Napoli 1948) ha lavorato al Centre National de la Recherche Scientifique a Parigi, ha insegnato al dipartimento di Politics e alla Law School della New York University. Ora insegna alla LUISS. Le sue pubblicazioni riguardano la storia della teoria politica e costituzionale e il ruolo delle corti nelle democrazie liberali.
Renato Mannheimer (Milano 1947) lavora da più di cinquant’anni nel campo delle ricerche e dei sondaggi di opinione. Fa parte dell’Advisory Board dell’istituto Eumetra. Ha insegnato in diversi atenei del nostro Paese ed è stato visiting professor in varie università europee e degli Usa. Ha pubblicato quindici libri su temi politici e sociali e numerosi articoli su riviste scientifiche italiane e straniere.
Pasquale Pasquino e Renato Mannheimer, Gli italiani e il voto
Baldini + Castoldi, 2025, pagine 128, € 16,00