Foto: Marc Chagall - Villaggio con sole offuscato, 1950 - Olio su tela, 73,5x69,5 cm. - Collezione privata © Marc Chagall, by SIAE 2025
Foto: Marc Chagall - La sposa dai due volti, 1927 - Collezione privata © Chagall, ® by SIAE 2025
Foto: Marc Chagall – La sposa dai due volti, 1927 – Collezione privata © Chagall, ® by SIAE 2025

L’affluenza di pubblico che si registra davanti a grandi mostre come quella recentemente conclusasi a Palazzo Strozzi dedicata al Beato Angelico – che ha raggiunto cifre record, con oltre 250.000 visitatori alla Fondazione e più di 100.000 al Museo di San Marco – e quella attualmente in corso a Palazzo dei Diamanti di Ferrara, che omaggia Marc Chagall, evidenzia quanto sia ancora vivo nel pubblico il desiderio di confrontarsi con i “classici”

Artisti, per citare le parole di Vittorio Sgarbi, «che non appartengono alla storia, ma che sono essi stessi storia… che sono con noi anche quando non ci sono più».
La mostra ferrarese, organizzata da Fondazione Ferrara Arte e Arthemisia e curata da Paul Schneiter e Francesca Villanti, presenta una selezione di circa 200 opere del maestro russo (Lëzna, 7 luglio 1887 – Saint-Paul-de-Vence, 28 marzo 1985) tra dipinti, disegni, incisioni e litografie, affiancate da due ambienti immersivi: nel primo è possibile ammirare la ricostruzione della cupola realizzata dall’artista per l’Opéra Garnier di Parigi evocante la Ruota della Vita- un omaggio ai 14 compositori  tra i più importanti della storia della musica europea- accompagnata da pannelli esplicativi e da un touch screen, consente di esplorare nel dettaglio il soffitto dipinto; nella seconda sala, avvolta dalla musica ipnotica ed evocativa del compositore francese Mathias Durand, è esposta una replica delle dodici vetrate ideate nel 1961 per la sinagoga dell’Hebrew Medical Center di Kiryat Hadassah, nei pressi di Gerusalemme dove la luce diventa colore, materia viva e spirituale.

Il percorso allestitivo attraversa l’intera vita dell’artista in una sorta di antologica che segue un tracciato libero e poetico, presentando opere in gran parte provenienti da collezioni private (alcune già esposte da Arthemisia, come quelle precedentemente selezionate in occasione della mostra Sogno e magia a Palazzo Albergati a Bologna).
Dal dipinto che apre l’esposizione, Villaggio russo del 1929, ambientato nella Vitebsk dell’infanzia, si passa a lavori che intrecciano memoria, religione, sogno e realtà in cui ritorna la figura dell’amata Bella Rosenfeld, suo grande primo amore, musa e modella e della seconda fedele compagna, Valentina- Vavà- Brodsky. Si viene così ben presto catapultati in quel mondo unico e straordinario dell’artista dove compaiono violinisti che suonano sui tetti, suonatori di Shofar, asini e mucche volanti, galli (animali simbolici e al contempo legati alla memoria di una trascorsa vita rurale), paesaggi nello sfondo sempre sospesi, cupole ortodosse, personaggi che sembrano fluttuare in uno spazio senza tempo: immagini che traducono in pittura il ritmo della musica, la nostalgia, la reverie.

Si giunge quindi nelle sale dedicate alle illustrazioni delle Favole di La Fontaine, commissionate dal grande mercante Ambroise Vollard: incisioni nelle quali la tecnica dell’acquaforte si mescola a quella della puntasecca e che porteranno Chagall alla consacrazione, consentendogli di integrarsi pienamente nell’entourage artistico parigino. Il percorso prosegue con il potente dipinto Exodus del 1948, in cui un drammatico evento di cronaca — il tentativo disperato e vano di 4.500 ebrei di tornare in Palestina dalla Francia — si trasfigura in un racconto biblico di respiro universale.
Dopo l’esilio americano, il percorso conduce idealmente a Parigi, città fortemente significativa per l’artista che diviene linfa vitale d’ispirazione, luogo fisico ricco di fascino e spazio interiore; il visitatore viene dunque condotto (e sedotto) verso la suggestiva sala degli specchi dove i quadri sono intervallati da pareti specchianti e in cui si evidenzia e amplifica il tema del doppio: volti, figure e personaggi si moltiplicano in un allestimento immersivo che coinvolge anche il riguardante.

Segue una selezione di lavori che coincide con il trasferimento dell’artista nel Sud della Francia: Chagall, affascinato dai paesaggi di Vence, acquistò negli anni Cinquanta un’abitazione e, dopo sedici anni, decise di trasferirsi nel vicino villaggio di Saint-Paul-de-Vence, presso la villa La Colline, dove visse fino alla morte. Questo periodo segna una produzione pittorica gioiosa, dominata da atmosfere vibranti e audaci. La mostra prosegue quindi con una sezione interamente dedicata ai fiori, una vera e propria esplosione di colore, amore e vitalità, sintesi dell’artista stesso: il vaso simboleggia lo sradicamento, così come il bouquet di fiori recisi richiama l’impermanenza.

A conclusione del percorso, una saletta è stata intitolata significativamente, Pace: Chagall consegna a una colomba bianca (dipinta nel ‘49 dopo il ritorno dall’esilio americano) insieme a un libro aperto, un messaggio di speranza quanto mai attuale, vita e pace devono essere inscindibili.
Chagall, sottraendosi a qualsiasi classificazione rigida, si può senza dubbio considerare anticipatore di un certo surrealismo, o di quello che è stato definito un “fauvismo onirico”; egli costruisce un mondo altro, non lineare, fatto di emozioni sovrapposte che si amalgamano con grazia: malinconia e gioia, dolore e incanto, memoria, tradizione e contemporaneità.

Non a caso Apollinaire lo definì un artista “surnaturelle”, oltre la natura, nel senso che Chagall scardina ciò che siamo normalmente abituati a vedere con gli occhi: propone una lettura del tempo non lineare e una realtà visionaria, costituita da emozioni molteplici e dicotomiche che coesistono armoniosamente, fino a dare forma a un vero e proprio lessico visivo: quello di un pittore-poeta, funambolo in grado di muoversi con leggerezza tra la crudezza dell’esperienza della vita e la continua meraviglia, ancora di un attualità sorprendente, capace di parlare al nostro tempo.

Foto: Marc Chagall - Villaggio con sole offuscato, 1950 - Olio su tela, 73,5x69,5 cm. - Collezione privata © Marc Chagall, by SIAE 2025
Foto: Marc Chagall – Villaggio con sole offuscato, 1950 – Olio su tela, 73,5×69,5 cm. – Collezione privata © Marc Chagall, by SIAE 2025

Chagall, testimone del suo tempo
Palazzo dei Diamanti
Corso Ercole I d’Este, 21, 44121 Ferrara
11 ottobre 2025 – 8 febbraio 2026

Aperture serali straordinarie fino alle 22.30:
venerdì 6 e sabato 7 febbraio

INFO e prenotazioni
tel. 0532 244949 – diamanti@comune.fe.it
info@arthemisia.it

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