
Studio Esse a casa Esselunga,
Castello Sforzesco, Cortile delle Armi
Venerdì 20 febbraio, ore 17
Agorà della Cultura – Il teatro dello sport
1976-2026: racconti paralimpici
Cinquant’anni di agonismo e di sfide
Incontro con Martina Caironi e Linda Casalini
Coordina Silvia Romani
Ai XXV Giochi Olimpici Invernali (6-22 febbraio), il Piccolo Teatro di Milano, primo teatro italiano ad aderire all’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, dedica un mese di programmazione speciale. Mentre proseguono le repliche di SLAVA’S SNOWSHOW (fino al 22 febbraio), presso lo Studio Esse di Casa Esselunga, nel Cortile delle Armi del Castello Sforzesco, proseguono gli appuntamenti dell’Agorà della Cultura – edizione olimpica, dal titolo Il teatro dello sport.
Il secondo incontro, in programma venerdì 20 febbraio, alle ore 17, vede Martina Caironi e Linda Casalini, coordinate da Silvia Romani, confrontarsi sulla parabola storica e agonistica delle Paralimpiadi
Nate dall’intuizione del neurochirurgo Ludwig Guttmann, che nel secondo dopoguerra riconobbe nello sport uno strumento di riabilitazione, autonomia e dignità per i veterani con lesioni spinali, le Paralimpiadi si sono affermate come uno dei più significativi laboratori di agonismo contemporaneo. Dopo l’avvio dei Giochi di Stoke Mandeville nel 1948 e il riconoscimento ufficiale dei Giochi Paralimpici estivi nel 1960 a Roma, è nel 1976, a Örnsköldsvik, in Svezia, che prende forma la prima edizione delle Paralimpiadi invernali sulla neve. Da allora, l’evoluzione delle discipline, delle categorie e delle tecnologie ha accompagnato una trasformazione profonda del modo di intendere la competizione. Oggi, le Paralimpiadi invernali sono il risultato di un ampliamento progressivo delle possibilità: dall’accesso di atleti con diverse disabilità all’introduzione di nuove specialità, fino alla costruzione di un linguaggio sportivo che coniuga inclusione e agonismo.
Nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, a cinquant’anni dalla prima edizione dei Giochi Paralimpici invernali, Martina Caironi dialoga intorno alle Paralimpiadi con Linda Casalini, Rappresentante della Giunta Nazionale del CIP – Comitato Italiano Paralimpico.
AGORÀ DELLA CULTURA
Il teatro dello sport
Una piazza aperta a 360°, dove riscoprire il piacere di conoscere, ma anche di riconoscersi come parte attiva della società civile. Con questo spirito, la seconda edizione di Agorà della cultura propone un ciclo di appuntamenti dedicati ai Giochi Olimpici e Paralimpici invernali, indagandone il mito, la storia e l’immaginario. Tre incontri, che guardano allo sport come fatto culturale e sociale, capace di riflettere trasformazioni profonde: dal mito antico dell’agone alle stagioni olimpiche che hanno segnato la storia del paese, dalla nascita e dall’evoluzione dell’esperienza paralimpica fino alle suggestioni letterarie dello sport sulla neve e sul ghiaccio. Per ciascun appuntamento, due nomi d’eccezione – studiose e studiosi, esperte ed esperti di settore – danno vita a conversazioni aperte, tra divulgazione, approfondimento e confronto, coordinate dalle domande e dagli interventi di Silvia Romani, professoressa ordinaria di Mitologia, Religioni del mondo classico e Antropologia del mondo classico all’Università degli Studi di Milano.
Gli eventi, realizzati in collaborazione con Esselunga “Partner of Milano Cortina 2026” e ospitati nei nuovi spazi di Studio Esse a Casa Esselunga, nel Cortile delle Armi del Castello Sforzesco, si inseriscono nel palinsesto dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.
Venerdì 6 marzo, ore 17.00
L’Italia e le Olimpiadi invernali
Cortina 1956 / Torino 2006 / Milano Cortina 2026
Incontro con Sergio Giuntini e Maria Canella / Coordina Silvia Romani
Cortina d’Ampezzo, 1956: settant’anni fa l’Italia ospitava la settima edizione dei Giochi Olimpici invernali. Da poco entrata nelle case, la televisione restituiva l’immagine di un Paese che si misurava con la modernità e si presentava al mondo in una nuova, smagliante veste internazionale. E mentre Cortina diventava una meta di culto del turismo globale, non solo sportivo, quelle Olimpiadi segnarono un passaggio decisivo nella presenza femminile ai Giochi, davanti e dietro le quinte. Cinquant’anni dopo, l’Italia tornava sotto ai riflettori: Passion lives here è il motto delle Olimpiadi di Torino 2006, che, accanto alle imprese sportive che ne hanno scandito il palmarès, ridefinirono l’immagine della città – dall’entusiasmo delle piazze ricolme, alla rinnovata relazione tra spazio urbano e paesaggio alpino –, attivando un diffuso sentimento di appartenenza e restituendo a Torino un nuovo posizionamento internazionale. Cosa lega queste edizioni dei Giochi Olimpici invernali a Milano Cortina 2026? Per rispondere, Sergio Giuntini e Maria Canella dialogano intorno all’esperienza delle Olimpiadi come fenomeno culturale e sociale, capace di riflettere le trasformazioni del Paese.
Venerdì 13 marzo, ore 17.00
SERATA DI LETTURE “OLIMPICHE”
Il senso dello sport per la neve
Appunti per un’Olimpiade, con Lino Guanciale
Una serata di letture dedicata ai Giochi Olimpici invernali come immaginario collettivo e come spazio di tensione tra ideale e realtà, attraversando valori, narrazioni e rappresentazioni legate allo sport, alla montagna e al corpo in competizione.
Muovendosi liberamente tra riferimenti storici, suggestioni letterarie e materiali documentari, le Olimpiadi emergono come luogo simbolico in cui si intrecciano disciplina e desiderio, attesa e caduta, celebrazione e silenzio. Il freddo, la quota, la fatica e il gesto atletico diventano elementi drammaturgici, capaci di evocare non solo l’impresa sportiva, ma anche la dimensione umana del limite.
L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria su www.piccoloteatro.org