Foto di scena: Teste di legno © Fratelli Colla & Figli – Associazione Grupporiani
Foto di scena: Teste di legno © Fratelli Colla & Figli – Associazione Grupporiani

Foto di scena: Teste di legno © Fratelli Colla & Figli – Associazione Grupporiani

Da un’idea di Eugenio Monti Colla
estratti di spettacolo dal repertorio della Compagnia

musica di Danilo Lorenzini
scene, sculture e luci di Franco Citterio
costumi di Cecilia Di Marco e Maria Grazia Citterio
direzione tecnica di Tiziano Marcolegio
regia di Franco Citterio e Giovanni Schiavolin

produzione ASSOCIAZIONE GRUPPORIANI
Comune di Milano – Teatro Convenzionato
Regione Lombardia – Soggetto di rilevanza regionale

con i marionettisti della Compagnia Carlo Colla & Figli

voce narrante Carlo Decio

i musicisti
Danilo Lorenzini, pianoforte
Daniele Moretto, tromba

durata dello spettacolo: 65 minuti, atto unico
spettacolo consigliato dai 4 anni

da giovedì 19 a domenica 22 marzo 2026
giovedì, venerdì e sabato alle ore 20:00
domenica alle ore 16:00

al Teatro Gerolamo
piazza Beccaria, 8 – Milano
M1 fermata Duomo
tel. prenotazioni: 02.36590120
e-mail

Sito web

biglietti
a partire da 18€

I personaggi di Teste di legno sono animati a vista da marionettisti che utilizzano eccezionalmente marionette a fili corti e sagome dipinte.
Il marionettista è un artigiano che costruisce i propri oggetti come strumento espressivo per narrare storie, racconti e trame che portano lo spettatore in luoghi, epoche e dimensioni apparentemente lontani dalla propria realtà ma che, sorprendentemente, risultano esserne lo specchio o il riflesso.

Nei depositi della Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli, giacciono appesi, apparentemente inermi, più di tremila personaggi dalle caratteristiche e dalle fattezze più disparate, al punto che a volte ci si domanda in quale strana trama possano coesistere.
Attingendo proprio a questo vasto patrimonio, lo spettacolo propone un viaggio trasversale fra le tematiche del consueto repertorio ma che, in questo caso, si sviluppa su dimensioni differenti: la sfera artigianale, ossia il mestiere dell’animatore, e quella della vita dei personaggi di legno che immaginiamo possano esistere in una relazione appartenente solo a loro e al mondo della fantasia.

La parabola drammaturgica dello spettacolo si ispira alla trama del film (introvabile) Il sogno folle girato con le marionette della Compagnia Carlo Colla & Figli nel 1916 del quale ci sono pervenute solo le marionette e materiali documentari (articoli di giornale e canovaccio). Le marionette, al termine della giornata, abbandonate nei loro armadi, prendono una vita autonoma. Si presentano personaggi del mondo delle fiabe, della narrativa per ragazzi o di racconti fantastici ma, ad un tratto appare il più terribile di loro, Re Barbarus, che, trovando un ritaglio di giornale abbandonato dagli umani dove si parla di una “Grande Guerra”, viene folgorato dal folle sogno di conquistare il mondo.

In Teste di legno le idee prendono il sopravvento sulla realtà, gli ideali si gonfiano al punto da generare teste grosse che poi si sgonfiano e si rivelano teste piatte (riferimento a Teste tonde e teste a punta, Bertolt Brecht, 1931/34). Ma non tutto andrà per il verso giusto, visto che, al primo chiarore del mattino, al ritorno del marionettista, tutto viene riposto in ordine e anche Re Barbarus torna a essere una semplice marionetta avvolta nel groviglio dei propri fili. La trama del 1916 diventa incredibilmente e drammaticamente attuale, una sorta di denuncia a ogni potere forte.

Si affrontano il tema della spensieratezza, della semplicità, dell’amore e dell’armonia, in contrappunto a quello delle ombre, della tirannia, dell’oppressione e della megalomania. Tutto si trasforma in una sorta di danza di marionette e sagome, parodia dei sentimenti, dei pregi e dei difetti umani, nonché del rapporto fra l’uomo e il proprio pianeta, che, si spera, possa essere sempre “appeso a un filo di poesia”.

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