Foto: Ninety Percent of Everything - Fish Tank © U-BOOT Lab
Foto: Ninety Percent of Everything - Fish Tank © U-BOOT Lab
Foto: Ninety Percent of Everything – Fish Tank © U-BOOT Lab

Installazione Multicanaler

Tiziana Alocci, Fathom 30°, Fish Tank, Simone Lezzi, Stellare
a cura di Maria Pina Usai

4 settembre – 4 ottobre 2026
Sala Liguria, Palazzo Ducale
Piazza Matteotti 9, Genova

vernissage: 4 settembre ore 18:00
orari: da lunedì a domenica 10-19 / venerdì e sabato 10-20

ingresso gratuito

Dal 4 settembre, U-BOOT Lab presenta, negli spazi di Palazzo Ducale a Genova, Ninety Percent of Everything, installazione multicanale realizzata in collaborazione dai collettivi Fish Tank e Fathom 30° insieme alla data artist Tiziana Alocci e alla factory sonora Stellare, con il contributo del fotografo Simone Lezzi. Il progetto installativo nasce in seguito alla call internazionale di U-BOOT Lab volta alla selezione di artiste e artisti per una residenza curata da Maria Pina Usai e svoltasi dal 15 al 30 maggio 2026 tra Palazzo Ducale Genova, il porto operativo, la stazione sperimentale del CNR-IAS e in navigazione a bordo della nave cargo Grendi.

Il progetto, realizzato da U-BOOT Lab in collaborazione con Fondazione Palazzo Ducale Genova con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando Starter – Cultura e creatività per la sfida ambientale, esplora il porto come dispositivo critico di relazione tra flussi commerciali, equilibri ecologici e dinamiche sociali.

Come afferma Ilaria Bonacossa, Direttrice di Palazzo Ducale, «La residenza e l’installazione sollecitano un confronto tra arte contemporanea, ricerca scientifica e territorio, invitando il pubblico a riflettere sulle infrastrutture invisibili che regolano la nostra quotidianità e sulle implicazioni ambientali, sociali e geopolitiche della logistica».

L’opera, infatti, indaga il rapporto tra logistica marittima e crisi climatica, intesa come esito sistemico delle interconnessioni tra ecologia, lavoro, dinamiche economiche, geopolitiche e consumo globale.

Basata su pratiche di data visualization e data sonification, l’installazione assume come materia di ricerca artistica dataset provenienti dalla ricerca scientifica, dalla logistica marittima e dal lavoro di campo svolto durante la residenza. Immagini in movimento, suoni e fotografie, dati relativi ai flussi navali, alla biodiversità marina, alle infrastrutture portuali, alle merci e al lavoro marittimo si intrecciano alle testimonianze raccolte sul campo, e si traducono in un linguaggio audiovisivo capace di rendere percepibili relazioni normalmente invisibili. Più che rappresentare i dati, l’opera ne interpreta le connessioni, trasformando informazioni eterogenee in un’esperienza che invita il pubblico a interrogare il proprio ruolo all’interno di questo sistema.

Come afferma la curatrice Maria Pina Usai «Il progetto propone un rovesciamento di prospettiva rispetto a una lettura che considera la logistica marittima esclusivamente come causa di impatti ambientali, e invita a interrogare il ruolo che ciascuna di noi esercita nel sostenere questo sistema attraverso le proprie scelte quotidiane di consumo. L’obiettivo non è soltanto rendere visibile un’infrastruttura normalmente invisibile, ma spostare il pubblico da spettatore a soggetto direttamente coinvolto. In questa prospettiva, Ninety Percent of Everything riconosce alle pratiche artistiche e culturali la capacità di costruire nuovi immaginari e di attivare forme di consapevolezza che possano contribuire a orientare comportamenti più sostenibili, in coerenza con gli obiettivi del bando Starter – Cultura e creatività per la sfida ambientale».

L’INSTALLAZIONE “NINETY PERCENT OF EVERYTHING”

L’installazione audiovisiva si articola in una grande proiezione su due canali, accompagnata da due visualizzazioni che restituiscono in tempo reale i flussi di navigazione e i dati generati dalle comunicazioni tra le navi.

La proiezione è il centro dell’opera e si compone di immagini in movimento, registrazioni sonore, data visualization, data sonification e image-to-sound systems, in cui dati scientifici, logistici e documentari si intrecciano con le testimonianze raccolte durante la residenza artistica. Le interviste insieme ai ritratti realizzati da Simone Lezzi restituiscono voce e volto alle persone che, attraverso il proprio lavoro, rendono possibile il funzionamento della logistica marittima, mettendo l’esperienza umana in dialogo con i dati che descrivono il sistema. Ne emerge un racconto del sistema portuale e marittimo come infrastruttura che connette ecologie, economie, lavoro, tecnologie e consumo globale.

Accanto alla proiezione principale, due superfici di proiezione sospese ospitano visualizzazioni che si aggiornano in tempo reale, mantenendo l’installazione costantemente connessa ai processi della logistica marittima. La prima è alimentata da un’antenna AIS/VHF in sola ricezione, dello stesso tipo di quelle comunemente utilizzate a bordo di navi e imbarcazioni. L’antenna, già impiegata dal collettivo Fish Tank durante la residenza artistica, è installata all’interno dello spazio espositivo e riceve esclusivamente i messaggi AIS (Automatic Identification System) trasmessi in chiaro dalle imbarcazioni in navigazione nel porto di Genova. I dati ricevuti vengono elaborati e tradotti in una visualizzazione generativa che rende percepibili le comunicazioni invisibili tra navi, porto e infrastrutture costiere.

La seconda visualizzazione restituisce una cartografia dinamica del traffico delle navi merci su scala più ampia, elaborata a partire dai dati AIS provenienti da reti globali di monitoraggio della navigazione. Le rotte delle navi cargo si aggiornano continuamente, collocando il porto di Genova all’interno del sistema logistico internazionale e rendendo visibile la dimensione planetaria delle infrastrutture che sostengono la circolazione delle merci.

Le due visualizzazioni introducono nell’installazione una dimensione temporale aperta e in continua evoluzione. Ogni visita coincide con una configurazione diversa dei dati, generata dai movimenti reali delle navi nel momento stesso in cui il pubblico attraversa lo spazio espositivo.

L’installazione è accompagnata, nella sala accanto, da cartografie, appunti, riferimenti scientifici, dataset, immagini e materiali di lavoro prodotti durante la residenza, che documentano il processo di ricerca e le relazioni costruite tra artistə, ricercatorə, istituzioni scientifiche e operatoə del sistema portuale. Concepita come uno spazio in continua evoluzione, l’ambiente continuerà a trasformarsi per tutta la durata della mostra attraverso i contributi emersi dal public program che vede al centro incontri, workshop e momenti di confronto. I partecipanti saranno invitati a condividere la propria relazione con il porto e la navigazione, contribuendo alla costruzione di un patrimonio diffuso di memorie, esperienze e relazioni. Una selezione dei materiali raccolti confluirà nella pubblicazione conclusiva del progetto, estendendo il dispositivo di ricerca oltre il momento della residenza e della mostra.

LA RESIDENZA E IL PROGETTO DI RICERCA

La ricerca ha coinvolto i collettivi under 35 Fish Tank (Jennifer Yue Yuen Yu e Shawn Pak Hin Tang – Hong Kong – Bremen) e Fathom 30° (Tamara Keller, Sofia Daniela Rudi Kent e Sun Woo Yoon / Svizzera – Corea del Sud – Regno Unito), selezionati attraverso una call internazionale che, alla sua prima edizione, ha raccolto candidature provenienti da 18 Paesi tra Europa, Asia, Africa e America. I collettivi sono stati selezionati da una giuria composta dai soggetti promotori e presieduta da Ilaria Bonacossa. Fish Tank ha sviluppato una ricerca sul suono subacqueo come strumento di orientamento e mappatura delle relazioni spaziali all’interno del porto, attraverso registrazioni di segnali sonori e vibrazioni provenienti dalle infrastrutture marittime. Fathom 30° ha indagato le interruzioni nelle operazioni portuali — scioperi, rallentamenti, sospensioni — come momenti in cui emergono le fragilità ecologiche, politiche e logistiche del commercio globale.

La residenza si è svolta dal 15 al 30 maggio 2026 tra Palazzo Ducale Genova, il porto operativo, la stazione sperimentale del CNR IRBIM e la navigazione a bordo della nave cargo Grendi. I collettivi hanno avuto la possibilità di accedere alle infrastrutture portuali, confrontarsi con lavoratori e lavoratrici del mare, ricercatori e operatori della logistica, raccogliendo immagini, suoni e testimonianze e analizzando dataset scientifici e logistici relativi ai flussi navali, alla biodiversità marina, alle infrastrutture portuali, alle merci, al lavoro marittimo. Il percorso si è sviluppato con la guida della factory sonora Stellare (Ale Bavo, FiloQ e Raffaele Rebaudengo) e della data artist Tiziana Alocci, con la curatela di Maria Pina Usai / U-BOOT Lab, il supporto scientifico della biologa marina Francesca Garaventa (CNR IRBIM ) e il contributo fotografico di Simone Lezzi.

Ninety Percent of Everything si costruisce così come un processo di ricerca e produzione condiviso, attraverso un dialogo continuo tra artistə, mentor, curatela, ricerca scientifica, comunità portuale e marittima. Una rete di connessioni che si estende oltre il porto di Genova, portando l’esito della ricerca anche al Terminal Grendi del Porto di Cagliari, e successivamente all’Embarcadère nel Vieux Port, nell’ambito del partenariato tra l’Observatoire des publics et des pratiques de la culture MESRI/AMU. Infine, la quarta città ospitante è Londra, grazie alla collaborazione con The Heath Studio.

U-BOOT Lab
Nata come gruppo di ricerca multidisciplinare nel 2008 tra Cagliari, Genova e Milano e costituitasi Associazione di Promozione Sociale nel 2012, U-BOOT Lab sviluppa progetti di innovazione sociale a base culturale, con un approccio basato sull’ibridazione tra ricerca artistica e scientifica come metodologia per il coinvolgimento attivo delle comunità. Tra i progetti principali, oltre a Zones Portuaires Genova: Tunèa (vincitore del Creative Living Lab 3 DGCC MIC, esposto al Padiglione Italia della 19. Biennale di Architettura di Venezia), Abitare Costa Paradiso, Giudicesse2030 e Carcere spazio urbano (Padiglione Italia, 13. Biennale di Architettura di Venezia, 2012).

Fish Tank
Duo formato da Jennifer Yue Yuen Yu e Shawn Pak Hin Tang (Hong Kong / Brema), attivo tra sound art e digital media. Durante la residenza il duo ha esplorato la città-porto di Genova e la nave cargo Grendi Star come luoghi di lavoro e di risonanza sonora. Utilizzando antenne per intercettare segnali e guidatə dalla mentorship di Stellare, ha registrato paesaggi sonori subacquei e le vibrazioni della nave attraverso idrofoni e microfoni a contatto, portando alla luce tracce di lavoro, emozione e geopolitica nella vita marittima.

Fathom 30°
Collettivo transnazionale formato da Tamara Keller, Sofia Daniela Rudi Kent e Sun Woo Yoon (Svizzera / Irlanda / Corea del Sud / UK), nato all’interno del Centre for Research Architecture di Goldsmiths, University of London. Durante la residenza il collettivo ha indagato le interruzioni nelle operazioni portuali — scioperi, rallentamenti, sospensioni — come momenti in cui emergono le fragilità ecologiche, politiche e logistiche del commercio globale.

Tiziana Alocci
Tiziana Alocci (1989, Genova) è una data artist, creative director e docente con base a Londra. Laureata in Communication Design presso il Politecnico di Milano, lavora a livello internazionale tra arte, tecnologia e visualizzazione dei dati. La sua pratica è definita come una cartografia poetica del presente, capace di esplorare fenomeni invisibili attraverso paesaggi sonori e sistemi informativi, unendo storytelling emotivo e rigore scientifico. Ha collaborato con istituzioni come Gucci, National Gallery (Londra), Lufthansa Group, BBC, The Guardian e Condé Nast; le sue opere sono state esposte presso Unit London, la Royal Danish Academy, The British Library, Fondation EDF e C3 Mexico City. È parte del Board of Advisors di TEDx e fondatrice dello studio di data design NECESSITY.INK. In residenza ha guidato il percorso dedicato alle pratiche visuali e data-driven, esplorando le relazioni tra dati, narrazione ed esperienza sensibile.

Stellare
Stellare è una sound factory fondata dai produttori Ale Bavo, FiloQ e Raffaele Rebaudengo (Genova–Torino), che vive la musica in modo libero, fondendo la sperimentazione elettronica con la musica classica, il jazz e la registrazione dei suoni naturali. Una ricerca che può partire da un tema emotivo, sociale, etico o paesaggistico per tracciare il percorso di una nuova geografia sonora. Tra i progetti precedenti, The Ocean Without Us (con dati scientifici CNR sui contaminanti marini), La camera del mare con il fotografo Alessandro Toscano, Fare Luce di Davide Livermore per il 20° anniversario del G8 di Genova. In residenza ha accompagnato il lavoro sonoro dei collettivi, sviluppando pratiche di ascolto, sonificazione dei dati e ricerca sul rapporto tra infrastrutture, ambiente e percezione.

CREDITI:
Ninety Percent of Everything
è un progetto di U-BOOT Lab in collaborazione con Fondazione Palazzo Ducale Genova
con il patrocinio di Observatoire des publics et des pratiques de la culture – MESRI/AMU
con il contributo di Stellare, Itinerari Paralleli, The Heath² Studio
con il supporto di Autorità di Sistema Portuale Mar Ligure Occidentale e Grendi
con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo – Bando “Starter – Cultura e creatività per la sfida ambientale”
Il bando Starter si propone di promuovere la produzione creativa e artistica, specie giovanile, e processi culturali per sensibilizzare sulle grandi sfide del presente, incentivando la cultura della sostenibilità ambientale.

INFO:
info@u-boot.it
segreteriaorganizzativa@u-boot.it
Sito web

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