Foto: pubblico HYSTRIO FESTIVAL © Gabriele Lopez
Foto: pubblico HYSTRIO FESTIVAL © Gabriele Lopez
Foto: pubblico HYSTRIO FESTIVAL © Gabriele Lopez

Nella serata conclusiva di “Hystrio Festival” sono stati consegnati ieri 20 settembre i Premi Hystrio ai vincitori e alle vincitrici. Insigniti del Premio alla Vocazione anche i talenti under30, insieme al Premio Ugo Ronfani per attori/attrici ancora in formazione

Si è conclusa ieri 20 settembre al Teatro Elfo Puccini di Milano, in una Sala Shakespeare gremita e calorosa, la quinta edizione di Hystrio Festival” diretta da Claudia Cannella, organizzata da Hystrio – Associazione per la diffusione della cultura teatrale. L‘’ipervetrina della scena under 35’ nata dal lavoro di ricerca, di visione e incontro che impegna insieme la direzione, la redazione, le collaboratrici e i collaboratori del trimestrale Hystrio ha proposto con successo 10 spettacoli (ai quali si è aggiunta una replica straordinaria, a grande richiesta, per uno spettacolo sold out), 5 letture sceniche in collaborazione con Situazione Drammatica/Progetto Il copione, la mise en espace del testo vincitore del Premio Hystrio Scritture di Scena, un incontro dedicato a una panoramica sui/sulle direttori artistici/direttrici artistiche under 35, le audizioni dei finalisti del Premio Hystrio alla Vocazione, e la serata finale con la consegna dei Premi Hystrio 2026.

Questa edizione, ben seguita sia dalla stampa regionale sia nazionale, con oltre 30 giornalisti e critici, visitatori unici, ospitati (per un totale di quasi un centinaio di presenze distribuite su tutti gli eventi del festival), ha registrato un grande afflusso di pubblico con più di 1500 ingressi agli eventi.

La quinta edizione di Hystrio Festival, inserita nel palinsesto del Comune di Milano “Milano è viva”, è realizzata con il contributo del MiC – Ministero della Cultura, di Fondazione Cariplo e di Fondazione Banca del Monte in collaborazione con oltre 20 partner istituzionali e progettuali che permetteranno al festival di propagare la sua azione ben oltre la sua durata. Una rete composta da Teatri Nazionali e Teatri delle Città, il Premio Riccione/Tondelli, il Teatro Fontana di Milano e Associazione Culturale Tinaos (Udine)/FESTIL_Festival estivo del Litorale consentirà, infatti, di aggiungere nuove tappe di una tournée in cui saranno presentati i testi selezionati tra i finalisti del Premio Hystrio Scritture di Scena rivolto a giovani drammaturghi under35, attraverso le letture sceniche degli stessi, prodotte nell’ambito di Hystrio Festival e a cura di Associazione Situazione Drammatica/Progetto Il copione, coordinato da Tindaro Granata con la collaborazione di Renato Gabrielli.

Nel corso della serata finale di Hystrio Festival, presentata da Alessandro Lussiana e Valeria Perdonò, sono stati assegnati i Premi Hystrio, giunti alla XXXV edizione, selezionati dalla giuria composta dai collaboratori, dai redattori e dalla direttrice della rivista Hystrio, Claudia Cannella. Tra i più prestigiosi premi del teatro italiano, il Premio Hystrio si articola in differenti sezioni dedicate ai diversi ambiti e talenti della scena, dalla regia all’interpretazione, dalla drammaturgia alla progettualità, dalle compagnie emergenti a quelle che valorizzano il linguaggio del corpo.
Di seguito tutte le motivazioni che hanno accompagnato la consegna dei premi.

Premio Hystrio all’Interpretazione 2026 a Vinicio Marchioni
«A Vinicio Marchioni, attore che ha costruito nel teatro il centro della propria ricerca, attraversando i classici e la drammaturgia contemporanea, va il Premio Hystrio all’Interpretazione 2026. Una carriera nata e cresciuta sul palcoscenico, nutrita dall’incontro con maestri come Giuseppe Marini, Luca Ronconi e Antonio Latella, e sviluppata attraverso una pluralità di esperienze che hanno progressivamente definito un interprete lontano da ogni facile riconoscibilità. Da Casa di bambola a Itaca, da Un tram che si chiama Desiderio a Rosencrantz e Guildenstern sono morti, Marchioni ha fatto della scena non soltanto un luogo di rappresentazione, ma uno spazio di interrogazione dell’attore e del personaggio. È una ricerca che ha trovato e trova una particolare intensità nell’incontro con Antonio Latella, regista con il quale condivide una concezione del teatro come luogo di rischio, di scarto, di messa in discussione delle certezze dello spettatore. Come nelle sue due ultime prove – Chi ha paura di Virginia Woolf? e Riccardo III – in cui è interprete capace di sottrarre il personaggio al naturalismo e di restituirne tutta la complessità psicologica, costruendolo per incrinature, silenzi, improvvise esplosioni. Il Premio Hystrio all’interpretazione riconosce dunque non soltanto una prova d’attore, ma soprattutto la coerenza di un percorso che, anche quando la notorietà cinematografica e televisiva avrebbe potuto allontanarlo dalla scena, ha tenacemente mantenuto nel teatro il centro della propria identità artistica».

Premio Hystrio alla Regia 2026 a Fabiana Iacozzilli
«Un’esplorazione delle infinite declinazioni del dolore, in cui la lucidità anche spietata dell’analisi si accompagna a un’autentica empatia. Questo il filo rosso del lavoro di Fabiana Iacozzilli, regista e autrice capace di sviluppare una drammaturgia che, alla parola, preferisce spesso il gesto del performer e l’espressività straniante dei puppets. Iacozzilli ha raggiunto piena visibilità sulla scena nazionale nel 2019 con La classe, un “docupuppets per marionette e uomini”, in cui una certa discendenza kantoriana era sfondo per un tutt’altro che accondiscendente ritratto della scuola italiana e, in generale, di un approccio all’educazione ancora fondato sul senso di colpa cattolico e sul patriarcato. Nondimeno, si è rivolta anche al grande tema della cura degli anziani, con un’inversione dei ruoli tra genitori e figli dolorosa e conturbante. Di rapporti con un padre e poi con una madre ormai ridiventati bambini, Iacozzilli ha trattato in Una cosa enorme (2020) e poi ne Il grande vuoto (2023). I puppets tornano, però, nell’ultimo lavoro, Oltre, ispirato al disastro aereo sulle Ande nel 1972. Puppets-manichini a dimensioni reali movimentati da altrettanti performer per raccontare una vicenda “storica” incentrata sui medesimi temi: il dolore, la vita che spesso dipende dalla morte di altri, l’abbandono e l’assenza che diventano fertile occasione di rinascita. Per il rigore, l’inventività, l’autentica urgenza di questo percorso, Fabiana Iacozzilli si aggiudica il Premio Hystrio alla Regia 2026».

Premio Hystrio alla Drammaturgia 2026 a Federico Bellini
«Non si sa mai dove metterla una buona storia. Nel dubbio però, affidarla a Federico Bellini è sempre un’ottima idea. Questione di scrittura, certo. E di una sensibilità più ampia, ramificata. Che mette la parola (il talento) al servizio del progetto. Dello spettacolo. Senza per questo perdere autorialità. Anzi. I suoi testi si muovono in bilico fra necessità scenica e un’affascinante stratificazione di sensi e di rimandi. Cornice caleidoscopica e di profonda cultura. Dove non c’è nulla di narcisistico. Insomma: un po’ drammaturgo, un po’ dramaturg. Come si è visto anche nella lunga collaborazione con Antonio Latella: 25 anni di teatro insieme, affinità elettiva. Che ha portato a una lunga serie di titoli capaci di segnare profondamente la scena di questo primo quarto di secolo: dal Moby Dick del 2007 a Querelle; dal Don Chisciotte all’adattamento testoriano de I Trionfi; dall’indagine sul pensiero di Giordano Bruno in La cena de le ceneri a Le benevole o il Dante/Pasolini presentato al Theatertreffen; dal fondamentale tutoraggio drammaturgico svolto nella Santa Estasi ai recentissimi Wonder Woman o Zorro. Ma non è solo nell’orizzonte latelliano che si è mosso il drammaturgo romagnolo. I suoi testi sono stati portati in scena fra gli altri da Pierpaolo Sepe, Michele Sinisi, Andrea De Rosa. Mentre una menzione a parte meriterebbe il lavoro da traduttore, arrivato fino al Riccardo III di Shakespeare. Gran maestro della parola, Federico Bellini, a cui va un meritatissimo Premio Hystrio alla Drammaturgia».

Premio Hystrio-Altre Muse 2026 a Compagnia Factory Transadriatica
«Factory Compagnia Transadriatica, guidata da Tonio De Nitto, ha costruito nel tempo un modello di produzione, promozione e diffusione teatrale radicato nel territorio e insieme aperto al confronto internazionale. La compagnia ha saputo coniugare ricerca artistica, attenzione alla comunità e dialogo con pubblici diversi, dalla rilettura dei classici al teatro civile, dalle produzioni per le nuove generazioni a una programmazione capace di qualificare l’offerta culturale del Nord Salento. Attraverso rassegne e progetti come Kids Festival e le attività dedicate al teatro ragazzi, Factory ha contribuito alla crescita di una cultura teatrale partecipata, creando reti virtuose tra Comuni, artisti, operatori e comunità locali. I laboratori per l’infanzia, la centralità riconosciuta ad artisti con disabilità e i percorsi di valorizzazione della memoria collettiva, testimoniano un’idea di teatro accessibile e condivisa. Factory sviluppa una ricerca fondata su una forte identità autoriale e sui temi della legalità, della multiculturalità e della cittadinanza attiva, riconosciuta anche attraverso tournée e collaborazioni internazionali, dal Cile al Giappone. Rilevante è poi il lavoro di valorizzazione degli artisti del territorio e il legame con AMA (Accademia Mediterranea dell’Attore), riferimento per la formazione attoriale in Puglia. A Factory Compagnia Transadriatica, esempio virtuoso di teatro come produzione artistica, presidio culturale e bene comune, assegniamo con gioia il Premio Hystrio Altre Muse 2026».

Premio Hystrio-Iceberg 2026 a Alice Sinigaglia
«Le interessano il difforme e forse anche il deforme, il fuori misura e il fuori canone. Alice Sinigaglia va veloce ma pensa molto. Nata a La Spezia nel 1996 da una famiglia di musicisti che l’ha educata all’arte e all’anarchia, Sinigaglia si diploma in regia alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi nel 2022, ma comincia a darsi da fare prima e, con Il canto del bidone, è finalista al Premio Scenario nel 2021, anno in cui assume la direzione artistica del Festival Tutta la vita davanti, finestra under 35 parte di “Fuori Luogo/Gli Scarti” di La Spezia. Regista di talento e di temperamento, firma autoriale decisa e altrettanto decisa vocazione al lavoro di gruppo, in questi pochi anni si è presa la scena senza chiedere il permesso. Con il fratello Davide scrive e interpreta Concerto fetido su quattro zampe, per Madri di Diego Pleuteri firma una rabdomantica regia molto sonora, mentre con una trentina di colleghi coetanei orchestra l’intrepido Progetto Orlando, assalto quasi punk all’Ariosto che diventa meditazione sulla guerra e sulle trappole della narrazione indicando l’utopia di un’impresa teatrale quasi impossibile e proprio per questo perseguita con ostinazione. Con Uno spettacolo gigantesco, poggiato sulle possenti spalle di Gargantua e Pantagruele, l’insubordinazione si fa radicale: facendo degenerare la forma, Sinigaglia dimostra di controllarla molto bene. A questa artista che irrobustisce la nostra fiducia nelle nuove generazioni teatrali, va il Premio Hystro Iceberg 2026».

Premio Hystrio-Corpo a Corpo 2026 a Marta Ciappina
«Dal sangue calabrese che scorre nelle sue vene attinge quella concretezza e coerenza che guida le sue scelte. Da Varese che l’ha vista nascere e crescere prende l’operosità incessante e senza sosta che ne contraddistinguono il percorso. Da Roma, luogo diventato ormai la sua base, assorbe la flessibile abilità di coniugare gli opposti in un’equilibrata sintesi. Marta Ciappina nella sua carriera di danzatrice è sempre rimasta fedele a se stessa, pur consapevole dei rischi conseguenti per la sua figura artistica. Nel sistema della danza contemporanea italiana, connotato dalla ricerca continua e famelica di autori, lei ha scelto di essere e rimanere un’interprete. Con perseveranza e dedizione si è fatta strumento di idee coreografiche di altri autori, incarnandole col proprio corpo-mente. La sua nitidezza ed essenzialità scenica ha connotato nel corso degli anni le opere di illustri coreografi, quali Michele Di Stefano/mk, Marco D’Agostin e Alessandro Sciarroni, ammantandoli della sua personale grammatica. Coraggiosa e ancora una volta contro corrente anche la scelta di interpretare lavori di autori mai incontrati prima (Silvia Gribaudi, Francesca Pennini/CollettivO CineticO, Sotteraneo, Emio Greco|Pieter C. Scholten) in Catalogo, che sarà in scena il prossimo 31 ottobre a Romaeuropa Festival. Per lo straordinario percorso artistico, svolto con estrema coerenza e rigore, conferiamo a Marta Ciappina il Premio Hystrio-Corpo a Corpo 2026».

Premio Hystrio Twister 2026 a “Tre sorelle – Nevica. Che senso ha?”, scritto e diretto da Liv Ferracchiati (Prod. Teatro Stabile di Torino).

Assegnato a uno spettacolo votato dal pubblico mediante un sondaggio online su una rosa di 10 titoli di spettacoli selezionati dalla redazione e dai collaboratori di “Hystrio”, il Premio Hystrio-Twister va a “Tre sorelle – Nevica. Che senso ha?”, scritto e diretto da Liv Ferracchiati (Prod. Teatro Stabile di Torino).

Questa la motivazione ricavata dalle testimonianze degli utenti della rete che lo hanno votato: «Ho visto questo spettacolo quattro volte e mi sono sempre emozionata. Liv ha la capacità di raggiungere il cuore della vita e restituire quel che ha scoperto al pubblico» – «Una rilettura raffinata e coinvolgente. Liv Ferracchiati dirige con misura e intelligenza uno spettacolo intenso, delicato, attuale e attraversato da struggente umanità» – «Uno spettacolo che coinvolge con i suoi crescendo e diminuendo. A colpire è l’attenta cura dei dettagli, dai dialoghi dal ritmo serrato in cui voci diverse si intrecciano agli importantissimi oggetti del teatro di Čechov, fino alle musiche, ai costumi, all’impeccabile interpretazione degli attori. Tutto lascia lo spettatore incollato alla sedia, facendogli perdere la cognizione del tempo» –  «Una riscrittura piena di vita, tremori e dolori. Una rivisitazione coraggiosa e intelligente del testo di Čechov, ricca di riferimenti sottili e spunti di riflessione importanti per il tempo in cui viviamo. Incantevole, sorprendente, meraviglioso, originale, eterno e fragile, autentico, immenso» – «Uno spettacolo che parla direttamente alla sensibilità di oggi. La riscrittura di Ferracchiati dimostra che la stagnazione e il soffocamento dei desideri raccontati da Čechov nel 1900 non sono affatto lontani da noi, ma riflettono perfettamente le nostre incertezze attuali. Un lavoro profondo, sul bisogno umano di riscatto e di cambiamento, che lascia il segno».

Premio Hystrio-Scritture di Scena 2026 a Marco Trotta

La giuria del Premio Hystrio-Scritture di Scena – formata da Leonardo Lidi (presidente), Emanuele Aldrovandi, Magdalena Barile, Federico Bellini, Laura Bevione, Fabrizio Caleffi, Claudia Cannella, Roberto Canziani, Ivonne Capece, Sara Chiappori, Tindaro Granata, Stefania Maraucci, Roberto Rizzente, Letizia Russo, Francesco Tei e Diego Vincenti – dopo lunga e meditata analisi dei 116 copioni in concorso, ha deciso, all’interno di una rosa di 6 testi finalisti (“La rabbia è una malattia borghese” di Michele Brasilio, “Tecnica di concimazione umana” di Samuele Finocchiaro, “Se solo ti pettinassi” di Elisa Grilli, “Il chiasso delle cose” di Federico Malvaldi, “L’Apocalisse, o quello che ne rimane” di Emanuele Sicignano e Aurelio Vatteroni, “Un bambino” di Marco Trotta), di assegnare il Premio Hystrio-Scritture di Scena 2026 a: “Un bambino” di Marco Trotta: «Semplice, implacabile, disperato, sobrio. Drammatico nel senso più classico, “Un bambino” si distingue per la chiarezza e la forza della situazione drammaturgica, capace di generare un conflitto immediato, etico e profondamente teatrale, sostenuto da una scrittura solida, da una progressione efficace, da personaggi ben definiti. Un’interessante struttura allegorica che titola le scene con le sette virtù cardinali e teologali crea un contrasto tra ideali morali e miserie umane dei protagonisti».

La giuria ha poi deciso di segnalare:Tecnica di concimazione umana” di Samuele Finocchiaro «per l’ambizione della visione e per la costruzione di un immaginario distopico personale, ancora in fase di maturazione ma ricco di potenziale, grazie a una struttura eclettica, che alterna monologhi e dialoghi dissociati, realismo e immagini iperboliche» e “L’Apocalisse, o quello che ne rimane” di Emanuele Sicignano e Aurelio Vatteroni «per l’originalità del dispositivo scenico e la capacità di intercettare con intelligenza le dinamiche contemporanee legate all’identità e al digitale. Un ritratto corale di cosa possa significare essere giovani oggi, che utilizza bene gerghi e modalità comunicative delle nuove generazioni».

Altri testi sono stati segnalati dai partner di Hystrio Festival.

Tecnica di concimazione umana” di Samuele Finocchiaro viene segnalato da PAV/Fabulamundi – Beyond Borders?, «per la capacità di esplorare, con un intreccio drammaturgico consapevole, la labilità del confine tra la vita e la morte e tra l’esistenza e la sua memoria, nonché tra l’angoscia dell’assenza di senso nel proprio esistere e la possibilità di ritrovarlo nel paradosso della metamorfosi e del divenire altro da sé. Una drammaturgia efficace che coniuga con disincantato respiro esistenziale e non scontata sensibilità ecologista, tormenti umani senza tempo e logoranti preoccupazioni del contemporaneo».

“Il chiasso delle cose” di Federico Malvaldi riceve la segnalazione di In Scena! Italian Theatre Festival New York: «Il testo indaga con originalità il profondo disagio esistenziale di una persona fragile, attraverso una scrittura sensibile e toccante, capace di scuotere lo spettatore affrontando temi sempre attuali: il peso dei condizionamenti sociali sulla psiche e sulla crescita dell’essere umano, il disagio di una diversità percepita ma mai davvero definita, quel sentirsi fuori dal branco senza riuscire a trovare una direzione, in un percorso che intreccia le inquietudini dell’essere con quelle del diventare adulti».

ATecnica di concimazione umana” di Samuele Finocchiaro spetta anche la segnalazione del Teatro Fontana, «per la qualità e l’originalità della scrittura, capace di costruire un linguaggio personale e una precisa tensione teatrale. Un testo che rivela un significativo potenziale di sviluppo scenico e che il Teatro Fontana desidera accompagnare mettendo a disposizione uno spazio di residenza, con la possibilità di ospitarne successivamente un reading o una mise en espace nell’ambito della stagione 2027-28».

Premio Hystrio alla Vocazione a Lorena Nacchia e Edoardo Sàbato.
Dopo accurata valutazione dei 241 iscritti al Premio Hystrio alla Vocazione 2026, 40 di loro sono stati ammessi alle selezioni finali di Milano. In questa sede la giuria – composta da Fabrizio Caleffi, Claudia Cannella, Monica Conti, Stefano Cordella, Liv Ferracchiati, Giovanni Ortoleva, Andrea Paolucci, Elena Russo Arman, Roberto Rustioni, Gilberto Santini, Serena Sinigaglia – ha deciso di assegnare il Premio Hystrio alla Vocazione 2026 a Lorena Nacchia e Edoardo Sàbato.

Queste le motivazioni:

Lorena Nacchia
«Milanese d’adozione, diplomata alla Scuola Civica Paolo Grassi, ha attraversato epoche e generi mostrando di avere molte frecce al suo arco: anticonvenzionale Kostja nel Gabbiano checoviano, immaginifica nella reinvenzione dell’Astolfo ariostesco, di antiretorica ironia ne ‘A livella di Totò e di lacerante intensità in When the Rain Stops Falling di Bovell».

Edoardo Sàbato
«Ventitreenne, da Bari a Milano per diplomarsi alla Scuola del Piccolo Teatro, s’impossessa di drammaturgie eterogenee, interpretandole con taglio personale di forte impatto emotivo. Molteplici e non scontati i registri e i sentimenti che ha saputo esprimere, dal grottesco al tragico, dai toni dolenti a quelli spregiudicati, spaziando tra Eduardo e Shakespeare, Dante e gli elisabettiani, Modugno e Melchionna».

Premio Ugo Ronfani a Dino Galiano
Dal 2015 Hystrio ha istituito il Premio Ugo Ronfani, destinato ai più giovani partecipanti al Premio alla Vocazione, talenti con un percorso formativo ancora da concludere. A vincerlo quest’anno è Dino Galiano. «Napoletano, ventiduenne, diplomando al Centro Sperimentale di Cinematografia, ha colpito la giuria per la maturità e la duttilità con cui ha affrontato brani di Checov, Simonetta e Leone Ginzburg, unite a una naturale eleganza e capacità di giocare su diverse corde interpretative».

Premio Mariangela Melato per giovani attori professionisti a Marta Malvestiti e Andrea Ibba Monni.
Durante la cerimonia dei Premi Hystrio viene assegnato anche, dal 2015, il Premio Mariangela Melato per giovani attori professionisti, per ricordare Mariangela Melato e celebrare lo spazio insostituibile che ha occupato nella storia della cultura teatrale, ma anche per cercare nelle nuove generazioni qualcuna delle caratteristiche che hanno contribuito alla grandezza di un’attrice che è sempre nel nostro cuore: la curiosità, la voglia di mettersi ogni volta in gioco, di ricominciare da capo, il piacere di spaziare fra i cosiddetti generi senza pregiudizi, di sparigliare le carte, il rispetto per i modelli del passato, unito alla capacità di ribaltarli per andare oltre, per trovare la propria voce, unica e inimitabile. Quest’anno ricevono il Premio Mariangela Melato:

Marta Malvestiti
«Diplomata alla scuola del Piccolo Teatro diretto da Luca Ronconi, Marta Malvestiti ha lavorato con registi come Leonardo Lidi, Carmelo Rifici, Valerio Binasco e Declan Donnelan. Attrice capace di attraversare linguaggi differenti, dal comico al drammatico, si distingue per una recitazione rigorosa e al tempo stesso umana, capace di dare ai personaggi corpo, voce e complessità. La sua incisiva presenza scenica rivela un’attenzione particolare all’ascolto, al ritmo e alla relazione con lo spazio e con gli altri interpreti. Nel suo percorso si è confrontata coi grandi testi della tradizione e con la drammaturgia contemporanea, mettendo la propria sensibilità al servizio di una visione del teatro sempre viva, rigorosa, aperta alla sperimentazione e alle sfide. A questo proposito ci piace ricordare, fra tutte, la sua divertente e al tempo stesso toccante interpretazione di Briciola, una cagnetta loquace, sentimentale ed affettuosa nello spettacolo “Resteremo per sempre qui buone ad aspettarti” di Diego Pleuteri, con la regia di Leonardo Lidi».

Andrea Ibba Monni

«Ci sono artisti per i quali il teatro è un mestiere e altri per i quali il teatro diventa un modo per guardare il mondo e per incontrarlo. Andrea Ibba Monni appartiene a pieno titolo a quest’ultima categoria. Attore, regista, autore e formatore – ha dedicato al palcoscenico una parte importante della propria vita, scegliendo non soltanto di interpretare e creare, ma anche di trasmettere ad altri la sua esperienza e la sua passione per l’arte teatrale, attraverso il lavoro del suo gruppo Ferai Teatro, attivo dal 2007. Il suo è un percorso estremamente originale fatto di ricerca, sperimentazione e incontri, fino alla creazione del suo fantasmagorico “Diva – Meglio all’inferno con i tacchi che in cielo con le ballerine”, in cui, attraverso la creazione di un suo rutilante alter ego nella figura della divina Greta Sofia Pilloni, reinventa l’arte del travestimento in uno spettacolo divertente, commovente, empatico e superficialmente profondissimo».

INFO:
www.hystrio.it

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