
Tanto tuonò che si mise a piovere…
Sempre più i venti di guerra manifestano il loro invito al conflitto attraverso megafoni mediatici e voci monocorde di governance e finte opposizioni più o meno di tutta Europa. Il dispregio nei confronti dell’opinione pubblica sull’oneroso finanziamento a Zelensky mostrato dal ministro italiano della difesa Guido Crosetto presso i microfoni della BBC, nonché le affermazioni fatte da diversi esponenti della “sinistra” sulla pericolosità della Russia di Putin, non ultimo quella di un Valter Veltroni che ha affermato la necessità di un riarmo europeo per frenare l’espansionismo russo in caso di vittoria contro l’Ucraina, lo stesso Veltroni reduce di una folle intervista a un sofisticato programma di AI pubblicato sul Corsera a cui ha chiesto espressamente un suo pensiero su Trump (sic!), sono solo tasselli di un progetto guerrafondaio che se non fermato porterà immancabilmente a un’ulteriore catastrofe non solo in Europa.
Il processo di delegittimazione delle piazze con incidenti ad hoc attribuiti dallo stesso Crosetto a presunte “ombre russe” o in alternativa a un fantomatico Movimento 17 ottobre, con il fermo poi revocato del giornalista freelance di origini marocchine Youssef Siher, forse più per manifeste simpatie con la causa palestinese condivisa con la propria moglie Sagia Hammoud che per veri indizi, non deve in alcun modo scoraggiare la mobilitazione e le proteste in atto contro la guerra e il carovita che le sconsiderate scelte pro-belliche italiane, al pari di quelle di altri Paesi dentro e fuori UE, tra i quali Francia e Albania, con la complicità di tutto il sistema politico e i canali d’informazione mainstream stanno irresponsabilmente perpetrando. Lo sciopero di oggi indetto dal sindacato di base alternativo USB, che vede l’adesione del Coordinamento della Pace di Milano, è un primo passo di mobilitazione generale a cui deve seguire una costante azione sul territorio per una reale pace di contenuto. La diserzione di qualsiasi eventuale chiamata alle armi deve prima esprimere un intento sociale e culturale, pur nelle differenze, che suoni come un inequivocabile rifiuto di queste logiche speculative finanziarie e una crescita consapevole del nostro ruolo di cittadini. Buona Resistenza!…
Claudio Elli

Ma l’asino è d’oro?
Con Claudio Elli, Ettore Distasio,
il Re del Mare
e la partecipazione straordinaria
dell’artista e docente Silvia Battisti
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