
Fiaba in due tempi di Eugenio Monti Colla
musica
Danilo Lorenzini e Giuseppe Azzarelli
scene e luci
Franco Citterio
costumi
Eugenio Monti Colla, realizzati dalla Sartoria della Associazione Grupporiani
parrucche di
Carla Colla
i marionettisti
Franco Citterio, Maria Grazia Citterio, Piero Corbella, Camillo Cosulich,
Debora Coviello, Cecilia Di Marco, Tiziano Marcolegio, Giovanni Schiavolin,
Paolo Sette, Alice Archinti
voci recitanti
Loredana Alfieri, Marco Balbi, Roberto Carusi, Piero Corbella, Fabio Mazzari, Lisa Mazzotti, Gianni Quillico, Franco Sangermano, Giovanni Schiavolin
registrazione musicale
LaRiS – Milano
soprano Patrizia Roca
tenore Andrea Thomas Gambetti
basso Francesco Sorichetti
strumentisti del LaRiS Ensemble: Erika Barba, flauto e ottavino;
Paolo Sportelli, clarinetto; Daniele Moretto, tromba;
Antonio Papetti, violoncello; Danilo Lorenzini, pianoforte.
effetti speciali
Paolo Sportelli e Giuseppe Azzarelli
assistente di studio
Claudio Marra
montaggio
Giovanni Schiavolin
direzione tecnica
Tiziano Marcolegio
regia
Eugenio Monti Colla
produzione
ASSOCIAZIONE GRUPPORIANI
Comune di Milano – Teatro Convenzionato
Regione Lombardia – Soggetto di rilevanza regionale
da sabato 24 gennaio a domenica 8 febbraio 2026
e da
sabato 11 a domenica 26 aprile 2026
giovedì, venerdì e sabato ore 20
domenica ore 16
Atelier Carlo Colla & Figli
via Montegani 35/1– Milano
M2 Abbiategrasso – tram 3
Biglietti:
intero: 16€, ridotto under 25: 10€, ridotto over 65: 8€
ridotto possessori carte Feltrinelli: 12€, ridotto soci Museo City: 12€
ridotto soci Musica al Tempio: 12€, ridotto Soci Teatri Possibili: € 8
per under 25,12 €, adulti, dipendenti del Comune di Milano: 10€
Esselunga: Carta Verde – A Teatro con Fidaty
Scuole (spettacoli su prenotazione): 8€
Lo spettacolo è inserito nell’abbonamento Invito a Teatro
durata: 85 minuti, incluso intervallo
adatto a un pubblico dai 4 anni
TUTTE LE RECITE SARANNO SOVRATITOLATE IN LINGUA ITALIANA
Contatti:
tel. 02 89531301 – 02 21119151
mail: info@marionettecolla.org
www-marionettecolla.org
SULLO SPETTACOLO
Metafora? Percorso poetico? Suggestione onirica? Forse Il pifferaio magico vuole essere un poco di tutto questo. Certamente le marionette hanno, per il loro specifico linguaggio, dovuto vivere di vita propria: da qui la rielaborazione della celebre fiaba dei Fratelli Grimm, che vede situazioni drammaturgiche complesse e personaggi nuovi.
La vita del borgo di Hamelin, gli antichi mestieri medioevali e il pragmatismo dell’amministrazione di un paese votato al fare e al produrre, vivono in contrappunto all’afflato contemplativo e poetico dei giovani protagonisti Hans e Lise che, guidati dalla gentilezza e dall’amore, vivono in armonia con il mondo della natura e l’affetto degli animali. La figura magica del Pifferaio, uno straniero che, giungendo da un “chissà dove”, vede e scruta i personaggi e la società del paese dall’esterno e interviene come elemento regolatore delle dinamiche del borgo, risulta monito per i potenti e nume tutelare degli animi puri.
La parabola drammaturgica restituisce alle marionette l’antica funzione satirica che, nel passato, le consacrò al ruolo di acute commentatrici degli eventi storici e dei mutamenti sociali. Ma accanto alla satira come non cedere allo struggente bisogno di nostalgia, di malinconia e di semplice poesia che questi “oggetti” in movimento suscitano: creature nuove nelle fattezze come nei ruoli, proiezione del fantasticare sui luoghi, sui suoni e sui momenti dell’azione, pronte a rivestire abiti sgargianti e colorati per “essere” sulla scena, finalmente attori.
Numerosi gli spunti per parlare di sé, di noi tutti, del tempo che fu, sottovoce, come si conviene a questo mondo in miniatura, osservati dal chiarore della luna che vede l’umanità muoversi a metà fra i sogni e i pensieri.