
Fondazione Cirulli
Via Emilia 275
40068 San Lazzaro di Savena (BO)
Fino a domenica 15 marzo 2026
Sulla scia della rivoluzione futurista del primo decennio del ‘900, la città risponde alle nuove esigenze imposte dalla modernità, luogo privilegiato dove velocità e movimento sono i simboli di un futuro già presente.
Le città diventano laboratori di sperimentazione di nuovi linguaggi urbanistici e architettonici dove il cemento, il ferro e il vetro assolvono al doppio compito di funzionalità e di bellezza e l’utilizzo delle nuove tecnologie come la luce elettrica, la radio, l’automobile, l’aereo contribuiscono a una forte accelerazione nello sviluppo del paese. La città “sale”, cresce su se stessa e si rinnova, rinnovando anche gli uomini che la abitano.
In esposizione opere, tra gli altri, di Umberto Boccioni, Athos Casarini, Nicholay Diulgheroff, Giovanni Korompay, Osvaldo Licini, Filippo Tommaso Marinetti, Ludovico Quaroni, Mario Ridolfi, Luigi Russolo, Mario Sironi, Adolfo Wildt, Luigi Gigiotti Zanini.
Le città visibili
Le rivoluzioni politico-sociali e materiali hanno prodotto repentine accelerazioni nello sviluppo del Paese e hanno contribuito a creare degli spazi di progettazione e di intervento creativi che da una parte si sono inseriti nel contesto di discussione internazionale – con il razionalismo, per esempio – e dall’altra hanno dato il via ad una azione di recupero delle forme del passato, secondo una logica di spostamento e “condensazione”, che sono all’origine di nuove forme teoriche e progettuali (postmodernismo).
La città e le sue architetture diventano una delle cifre di questa modernità che procede con movimenti di proiezione utopica, colma di ansia progettuale ma anche di remore anti-moderne.
La mostra propone una lettura breve ma intensa e multiforme dell’immaginario architettonico e urbano nella cultura italiana della prima metà del secolo scorso, recuperando le proposte più significative provenienti dall’architettura e dalle arti figurative.
La città moderna delle stazioni ferroviarie e degli aeroporti, delle fonderie, delle ciminiere delle fabbriche, dei gasometri e delle periferie disegna e fissa il nuovo volto urbano del Novecento. È “La città che sale”, che cresce su se stessa, rinnovandosi e rinnovando insieme la società e gli uomini che la compongono.
Gli artisti vivono la metropoli come un “organismo” vorace, indifferente nel suo continuo e incessante sviluppo, oppure la vedono come una gioiosa “macchina pulsante” da lanciare a tutta velocità verso l’avvenire.
Sulla scia della rivoluzione futurista del primo decennio del ‘900, gli architetti razionalisti italiani cercheranno di costruire concretamente il “futuro-presente” cercando di rispondere alle nuove esigenze imposte dalla modernità.
Le città diventano così laboratori di sperimentazione di nuovi linguaggi urbanistici e architettonici dove il cemento, il ferro e il vetro assolvono al doppio compito di funzionalità e di bellezza.
L’Archivio Animato
L’Archivio Animato è il concept espositivo che anima tutta la programmazione di Fondazione Cirulli, formula ideata da Jeffrey Schnapp, storico e figura di riferimento nel campo delle digital humanities.
L’intuizione è quella di «allontanarsi da formati espositivi e da forme di programmazione museale tradizionali per aprire invece uno spazio di sperimentazione tra archivio e spazio espositivo, una sorta di laboratorio di storia e cultura in cui invece del grande racconto si cerca la molteplicità, la simultaneità e l’agilità, valori futuristi per eccellenza (ma anche valori del tutto contemporanei), tramite l’adozione di formati ibridi, leggeri e freschi. L’archivio animato fa leva sulla diversità e l’eterogeneità di una collezione panoramica come quella di Fondazione Cirulli che spazia tra il capolavoro artistico, le arti decorative, la comunicazione, il design industriale e la cultura materiale e che comprende fotografie, disegni, quadri, sculture, oggetti, manifesti, volantini, carteggi, biglietti da visita, tessuti, riviste, libri… Ossia ogni forma di comunicazione socio-culturale. E consente istanze di accesso diretto a materiali (spesso non-canonici) che raccontano la storia del ‘900 italiano. Così possono coesistere frammenti di grandi mostre – su protagonisti del ‘900 italiano come Munari e Thayaht – con micromostre veloci sulla pubblicità o sul fotogiornalismo sociale in Emilia-Romagna durante gli anni Settanta».
Le città visibili. La nascita della città moderna tra immaginazione e realtà
Nuova sezione espositiva
INFO e comunicazioni:
T. 051 6288300
Dal 22 febbraio al15 marzo 2026
VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA:
ore 16:30-18:00
Ingresso + visita guidata: € 23,00 (ridotto € 20,00)
Prenotazione richiesta: info@fondazionecirulli.org
Fondazione Cirulli | Via Emilia 275 | San Lazzaro di Savena