
Dal 5 all’8 marzo
prima milanese
Ideazione, drammaturgia, regia, spazio scenico e luci di Davide Iodice
Con Giorgio Albero, Gaetano Balzano, Danilo Blaquier, Federico Caccese, Stefano Cocifoglia, Giuseppe De Cesare, Simona De Cesare, Patrizia De Rosa, Gianluca De Stefano, Paola Delli Paoli, Chiara Alina Di Sarno, Ciro Esposito, Aliù Fofana, Cynthia Fiumanò, Marino Mazzei, Serena Mazzei, Giuseppina Oliva, Ariele Pone, Tommaso Renzuto Iodice, Giovanna Silvestri, Jurij Tognaccini, Renato Tognaccini
Con Compagnia Scuola Elementare Del Teatro APS
Conservatorio Popolare Per Le Arti Della Scena
Training e studi sul movimento Chiara Alborino e Lia Gusein-Zadé
Equipe pedagogica e collaborazione al processo creativo Monica Palomby, Eleonora Ricciardi
Tutor Danilo Blaquier, Veronica D’Elia, Mara Merullo
Cura del processo laboratoriale Scuola Elementare del Teatro APS
Versi Giovanna Silvestri
Realizzazione scene Ivan Gordiano Borrelli
Cura dei costumi Daniela Salernitano con Federica Ferreri
Tecnico audio Luigi Di Martinotecnico luci Simone Picardi
Direttrice di produzione Hilenia De Falco
Produzione Interno 5 – Teatro di Napoli/Teatro Nazionale
partner Campania Teatro Festival, Teatro Trianon Viviani, Forgat ODV
2024 Premio Speciale Ubu
2024 Premio ANCT Associazione Nazionale Critici del Teatro
«Pinocchio è il diverso, è tutti i diversi,
con la loro carica anarchica e dirompente».
Dal 5 all’8 marzo, al Teatro Menotti non va in scena uno spettacolo, ma un evento irripetibile: Pinocchio. Che cos’è una persona? di Davide Iodice arriva in prima milanese come un’esperienza collettiva da attraversare, un appuntamento raro in cui il teatro diventa comunità, presenza, responsabilità condivisa, Infatti il nuovo, potente lavoro di Davide Iodice è un attraversamento teatrale che prende le mosse dal capolavoro di Collodi per interrogare il concetto di normalità, di genitorialità, di comunità.
Davide Iodice nelle sue note spiega che «Pinocchio pone la questione del rapporto con la genitorialità; l’ispirazione è connessa al momento in cui Pinocchio ritrova suo padre nella pancia della balena. Geppetto gli dice che tra un po’ la candela si spegnerà e rimarranno al buio. Pinocchio risponde: “E dopo?” e Geppetto non riesce a trovare la risposta, la soluzione la troverà Pinocchio. Questo “dopo” è un po’ la domanda principale che si pone qualsiasi genitore di un ragazzo ‘straordinario’, come preferisco dire, nel senso di extra-ordinario, cioè fuori dall’ordinario». «La risposta – prosegue e sottolinea il regista – non spetta solo alla famiglia, ma anche alla società, alla comunità, a chi si occupa di assistenza. Geppetto è un genitore che ha un figlio generato da un pezzo di legno e vuole a tutti i costi renderlo “normale”. Noi che lavoriamo con la diversità e la fragilità, sappiamo come il concetto di normalità sia molto malinteso e pericoloso».
«Dopo tanti anni – continua Iodice – sento l’esigenza di fare un vero e proprio manifesto per e sulla disabilità. Ravviso spesso tanta retorica, tanta carità un po’ penosa su un mondo molto complesso e ricco, dove c’è una volontà di espressione da parte di questi ragazzi di essere visti per quello che sono. Ragazzi ai quali spiego che la “normalità” è il diritto ad avere momenti di felicità, di espressione, di condivisione».
A proposito dell’impegno progettuale della Scuola che dirige, Davide Iodice scrive: «Il lavoro di ridefinizione delle identità attraverso lo strumento dell’Arte, la centralità della persona e delle sue fragilità, sono i principi alla base della pedagogia della Scuola Elementare del Teatro, conservatorio popolare per le arti della scena. Più volte in questi anni la figura del burattino Pinocchio ci è stata di ispirazione. Da sempre ci siamo rivolti a lui come a un fratello simbolico dei ragazzi con sindrome di Down o di autismo, o Williams, o Asperger che compongono l’articolato gruppo di lavoro. Pinocchio e l’intera compagine simbolica della favola sembrano incarnare tutte le caratteristiche di un’adolescenza incomprensibile e incompresa, nel cui tormento si specchia una società di adulti in rovina. Pinocchio è il diverso, è tutti i diversi, con la loro carica anarchica e dirompente».
NOTE DI REGIA PINOCCHIO – che cos’è una persona?
«Più volte in questi dieci anni la figura del burattino Pinocchio ci è stato di ispirazione. Da sempre ci siamo rivolti a lui come a un fratello simbolico dei ragazzi con sindrome di Down o di autismo, o Williams, o Asperger che compongono l’articolato gruppo di lavoro. Come pure appartiene alla stessa famiglia di quei ragazzi “miracolosamente” sottratti al crimine o in pieno percorso di ridefinizione della propria esistenza all’uscita del carcere che non hanno potuto (?) o saputo (?) evitare. Pinocchio e l’intera compagine simbolica della favola sembrano incarnare tutte le caratteristiche di un’adolescenza incomprensibile, incompresa, nel cui tormento a tratti gioiosamente furioso, a tratti cupo e irredimibile, si specchia una società di adulti da macchietta o in rovina. Pinocchio è il diverso, è tutti i diversi, con la loro carica anarchica e dirompente ma è pure il legno ‘stuprato’ come diceva Bene, dalla perversione ‘dell’immagine e somiglianza’ aggiungo io di un Padre, di tutta una Società normalizzante per la quale il concetto di Persona ha canoni rigidi, di convenzione, borghesi. Pinocchio, in una prima stesura, finiva con l’impiccagione del burattino, come a segnare un’impossibilità di uscita, poi corretta da Collodi con una definitiva, conciliante, benevola trasformazione in bambino, in Persona. Si, ma che cos’è una Persona?»
Davide Iodice
DAVIDE IODICE
Diplomato in regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma con il Maestro Andrea Camilleri. È tra i fondatori della compagnia libera mente di cui è stato direttore artistico. È stato condirettore artistico del Centro di Ricerca Teatro Nuovo di Napoli. È ideatore e direttore artistico della Scuola Elementare del Teatro | conservatorio popolare per le arti della scena. È responsabile dei progetti di arte e inclusione sociale per il Teatro Trianon Viviani. Ha collaborato a vario titolo con Carmelo Bene, Leo De Berardinis, Carlo Cecchi, Roberto De Simone. Ha lavorato e lavora con il teatro in diversi luoghi del disagio, dall’Ospedale Psichiatrico S. Maria della Pietà di Roma al Carcere di Volterra, a quelli della Giudecca e di Nola, fino al dormitorio pubblico di Napoli e all’OPG di Secondigliano. Il suo teatro e il suo lavoro pedagogico, oltre che in Italia, sono stati prodotti e accolti in Francia, Inghilterra, Spagna, Svizzera, Germania, Svezia, Albania, Macedonia, Kossovo, Bosnia Erzegovina, Ungheria. Il suo teatro è oggetto di pubblicazioni su libri e riviste specialistiche nazionali e internazionali e di diverse tesi di laurea e dottorato. Per il suo lavoro ha ricevuto numerosi premi nazionali e internazionali. Tra gli ultimi: 2023 Premio Internazionale Ivo Chiesa – Una vita per il teatro; 2024 Premio Speciale Ubu per Pinocchio/che cos’è una persona? e per la Scuola Elementare del teatro- conservatorio popolare per le arti della scena; 2024 Premio ANCT Associazione Nazionale Critici del Teatro; 2024 Premio internazionale della critica Golden Mask al Mess International Festival di Sarajevo per Vizita.
La SCUOLA ELEMENTARE DEL TEATRO
Giunta al suo undicesimo anno di attività, la Scuola nasce negli spazi dell’Ex Asilo Filangieri dall’incontro tra il dott. Giuseppe Cafarella, presidente dell’associazione FORGAT ODV, e il regista Davide Iodice, che condividono il bisogno di realizzare un progetto di pedagogia sociale in grado di offrire opportunità di inclusione e di crescita personale a fasce svantaggiate.
La SCUOLA ELEMENTARE DEL TEATRO è un progetto di arte e inclusione sociale a partecipazione gratuita, un’opportunità di ricerca e formazione permanente, un laboratorio produttivo, una rete di cooperazione. La platea privilegiata è quella con disagio economico e sociale e con disabilità fisica e intellettiva. È articolata in cicli laboratoriali interdipendenti nei quali ci si allena all’autonomia creativa e si viene progressivamente chiamate/i a partecipare al processo pedagogico. Nel 2020 le allieve e gli allievi storici del progetto si sono costituite/i in Associazione di Promozione Sociale assumendosi la responsabilità diretta della cura e degli sviluppi dell’intero progetto e della titolarità della metodologia su cui si sono formate/i.Dal 2013 la Scuola Elementare del Teatro è accolta nei luoghi dell”Ex Asilo Filangieri riabitati dalla comunità di lavoratori e lavoratrici dell’arte, della cultura e dello spettacolo, che da allora la sostiene insieme a Forgat e Interno 5. Dal 2021 è accolta e sostenuta inoltre dal Teatro Trianon Viviani e dal Teatro di Napoli-Teatro Nazionale.
STAGIONE 2025 | 2026
BIGLIETTERIA:
PREZZI
- Intero – 32.00 € + 2.00 € prevendita
- Ridotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita
- Abbonamento Menotti Card 4 ingressi €60, 8 ingressi €110
TEATRO MENOTTI
Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 0282873611 – biglietteria@teatromenotti.org
ORARI BIGLIETTERIA
Dal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo
Domenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo
Acquisti online
Con carta di credito e Satispay su www.teatromenotti.org
ORARI SPETTACOLI SALA GRANDE:
Dal martedì al sabato ore 20
Domenica ore 16.30
Lunedì riposo