c/o Monastero del Carmine e Daste (Ex Centrale Elettrica Daste e Spalenga) – Bergamo

Mostre, incontri e riflessioni di alcuni dei più importanti fotografi contemporanei per indagare il regno della periferia: dalle carceri di Bispuri alle Baraccopoli di Ramazzotti passando da Bergamo, Palermo e oltre confine, attraverso luoghi lontani e non luoghi dell’anima.
A Bergamo: prorogate fino al 7 novembre le 9 mostre al Monastero del Carmine, visitabile fino al 1° novembre la mostra di Gabriele Basilico a Daste

Un grande successo di pubblico, eventi collaterali sold out, numerose visite in presenza con scuole e studenti e visite guidate molto partecipate con i fotografi delle mostre: con questi importanti risultati, l’Associazione FOTOGRAFICA annuncia la proroga fino al 7 novembre della terza edizione di FOTOGRAFICA, Festival di Fotografia Bergamo (venerdì – sabato – domenica dalle ore 10 alle 20), la rassegna biennale di fotografia d’autore organizzata in collaborazione con il Comune di Bergamo.

Molto soddisfatti dell’edizione in corso gli organizzatori del Festival Daniela Sonzogni, Alberto Roscini, Silvia Polinoro, Maurizio Romano, Mauricio Orellana e tutto il team di collaboratori che dichiarano: “La fotografia ha il pregio di essere un mezzo in grado di interessare persone di tutte le età: fa da ponte tra attualità, storia, presente e futuro. Indaga e osserva, espone e colpisce, coinvolge e avvicina. Anche quest’edizione sta ricevendo ottimi riscontri e risultati sempre più incoraggianti e conferma ancora una volta la bontà dell’idea di rendere Bergamo città di rilievo nel panorama della fotografia nazionale. Il programma espositivo offre un viaggio immersivo attraverso il ‘confine’ e le iniziative collaterali permettono di attrarre un pubblico trasversale di studenti, appassionati, esperti di fotografia e non, che possono scoprire nuovi punti di vista e avvicinarsi ai grandi temi di attualità che la fotografia circoscrive e affronta. Il festival è cresciuto molto, grazie anche alle splendide partnership e alla profonda sinergia con il territorio, con gli Enti e le Istituzioni che insieme a noi collaborano.”

Due le sedi espositive: Daste, in via Daste e Spalenga 13 e il Monastero del Carmine, in via Bartolomeo Colleoni 21 in Città Alta, che ospitano le 10 mostre proposte sul tema «Fuori dal Centro», una riflessione visiva a tutto tondo sulla Periferia in tutte le sue declinazioni. Luoghi non luoghi urbani e sociali, aree geografiche estreme e incontaminate, luoghi dell’anima e circondariali sofferti e vissuti.

Gabriele Basilico e la mostra “Attraversare Bergamo” a Daste (visitabile fino al 1° novembre)
A Daste, ex centrale elettrica Daste e Spalenga, oggi sede di prestigio per lo sviluppo culturale e ricreativo, si possono vedere gli scatti della serie Attraversare Bergamo di Gabriele Basilico, esposti grazie alla collaborazione con Ance Bergamo. Accesso gratuito per l’esposizione dedicata alla città, dove il fotografo ha effettuato nel 1998 un viaggio minuziosamente documentato, che mette in relazione architetture e spazi, contraddizioni ed assonanze grazie a un metodo di lavoro fatto di studio capillare e occhio meticoloso. Ne rimangono preziose foto, esposte per la prima volta, risultato di una verifica ottenuta in seguito al ‘gesto fondamentale del fotografo: il guardare’, come aveva lui stesso dichiarato in un’intervista dell’epoca.

Le mostre al Monastero del Carmine (prorogate e visitabili fino al 7 novembre)
Lo sguardo sulle periferie italiane e del mondo con Monika Bulaj, Francesco Faraci e Sergio Ramazzotti
Al Monastero del Carmine (a Bergamo Alta) sono esposte le altre 9 mostre. Si parte da “Malacarne: Kids come first” di Francesco Faraci. Gli scatti accolgono i visitatori e raccontano tre anni di attività del fotografo nelle viscere di Palermo. I bambini vengono prima di tutto, anche in quelle realtà percepite ai margini della società, dove sono in vigore leggi non scritte che, a volte, si è costretti a conoscere e ad assimilare come vere e proprie regole dello stare al mondo.
Broken songlines” di Monika Bulaj – mostra organizzata in collaborazione con FUJIFILM – è un percorso fotografico attraverso le ultime oasi d’incontro tra fedi, zone franche assediate dai fanatismi armati, patrie perdute dei fuggiaschi di oggi. Luoghi dove gli dèi parlano spesso la stessa lingua franca, e dove, dietro ai monoteismi, appaiono segni, presenze, gesti, danze, sguardi. Un cammino che la fotografa realizza con i nomadi, minoranze in fuga, pellegrini, ricercando il bello anche nei luoghi più tremendi.
In “Baraccopolis”, Sergio Ramazzotti offre uno sguardo che arriva dritto come un pugno allo stomaco su un fenomeno che interessa l’esistenza di un essere umano su sei. Periferia estrema della città, della società e della dignità umana, le baraccopoli interessano da vicino anche il nostro Paese. Cantine, roulotte, automobili e baracche: non luoghi che sorgono al confine dei contesti urbani, al confine della realtà.

Da Bergamo al Piccolo Pamir fino alla periferia della malattia con Giovanni Diffidenti, Silvia Alessi e Fausto Podavini
L’altra faccia. Tra Verdellino, Zingonia e Ciserano” è il progetto fotografico di Giovanni Diffidenti che narra l’attività di Sguazzi Onlus, “A Beautiful Wave”. Le immagini catturano il lavoro di recupero dell’associazione su questo territorio tra il 2018 e il 2019 e portano a conoscenza del processo che ha coinvolto le Torri di Ciserano, documentando come erano appena prima e durante l’abbattimento. Sono le storie di ragazze e ragazzi che vivono, interagiscono, vogliono confrontarsi e mettersi in gioco l’uno con “l’altro”. Gli altri sono la ragazza senegalese che gioca a basket con il ragazzo pakistano o l’istruttore bosniaco che insegna parkour al giovane italiano.E ancora, Silvia Alessi ritrae la quotidianità delle popolazioni che abitano una delle periferie del mondo poste tra i 3 e i 4 mila metri sul livello del mare. “Il Piccolo Pamir Afghano” è una raccolta di immagini che immortalano il Corridoio Wakhan, una lunga striscia di terra larga pochi chilometri nell’Afghanistan nordorientale. Il Corridoio è divenuto vicolo cieco in seguito alla chiusura di tutte le frontiere, pattugliate a vista, rendendone impossibile l’uscita.
Quello di “MiRelLa” di Fausto Podavini, invece, è un racconto lungo quattro anni, iniziato come uno studio sulla malattia, diventato presto narrazione di vita quotidiana. Mirella e Luigi sono uniti da 43 anni, dei quali gli ultimi sei hanno lottato contro la malattia degenerativa di Luigi, l’Alzheimer, che offusca i ricordi e cambia le persone inesorabilmente. La loro è una storia senza confini, racconto emotivo ed intenso di una sorta di periferia dell’anima: un non luogo che colpisce le persone indipendentemente dal sesso, dal ceto sociale, dal paese di provenienza.

I detenuti e le periferie di terre lontane con Valerio Bispuri, Emile Ducke e Christian Rota
I “Prigionieri” di Valerio Bispuri sono i detenuti delle carceri italiane: gli invisibili che vivono in un luogo non luogo, da sempre ai margini della società. Dopo aver concluso “Encerrados”, viaggio fotografico durato dieci anni attraverso 74 carceri del Sud America, Bispuri nel 2014 decide di continuare a esplorare il mondo dei detenuti nelle carceri italiane. “Prigionieri”, “Encerrados” e “Paco” formano la trilogia della libertà perduta. Una narrazione del quotidiano che esplora le condizioni di vita quotidiana dei detenuti e capire difficoltà, bisogni, emozioni. Con Emile Ducke andiamo a bordo di un convoglio ospedaliero che viaggia in città remote della Siberia. “Diagnosis” è il racconto fotografico del treno di San Luca, che per due settimane, dieci volte l’anno, attraversa l’entroterra russo, per offrire l’assistenza sanitaria mancante a chi abita in quelle terre remote, lontane, fredde. Questo lavoro è stato premiato nella categoria Short Story del World Report Award|Documenting Humanity, il concorso internazionale del Festival della Fotografia Etica di Lodi. Infine, la “Physis” che si incontra in questo progetto di Christian Rota è quella di “terre lontane” alla periferia del mondo, vissute come “luogo salvifico” che riduce a nulla il nostro antropocentrismo di fronte ad una Natura che è potenza creatrice e distruttrice, che opera incurante dell’uomo mortale. Da vedere per comprenderne la profondità e la bellezza.

Foto: Archivio Gabriele Basilico - Attraversare Bergamo 1998 © Gabriele Basilico
Foto: Archivio Gabriele Basilico – Attraversare Bergamo 1998 © Gabriele Basilico

FOTOGRAFICA
Festival di Fotografia Bergamo “Fuori dal Centro”

Date:
dal 2 ottobre al 1° novembre 2021 – le mostre al Monastero del Carmine sono prorogate al 7 novembre

Dove:
Bulaj, Faraci, Ramazzotti, Diffidenti, Alessi, Podavini, Bispuri, Ducke, Rota
c/o
Monastero del Carmine – via Colleoni 21, Città Alta, Bergamo
Basilico c/o Daste, via Daste e Spalenga, 13 Bergamo – mostra visitabile fino al 1° novembre

Apertura:
venerdì, sabato e domenica – dalle ore 10 alle ore 20
Apertura speciale lunedì 1° novembre

I biglietti di ingresso sono acquistabili in loco, senza prenotazione.
Per prenotazione e acquisto biglietti online, anche dei singoli eventi e workshop:
www.fotograficafestival.it

Ticket ingresso per Mostre c/o Monastero del Carmine*
7 euro intero – 6 euro ridotto (dai 14 ai 24 anni se studenti, 65 anni compiuti, iscritti FAI, iscritti Festival Acli Molte Fedi)
Gratuito: under 14 anni, giornalisti, portatori di disabilità

Ticket ingresso Mostra Basilico c/o Daste: Gratuito

Per info:            
www.fotograficafestival.it

Fotografica-Festival di Fotografia Bergamo è organizzato dall’Associazione di promozione culturale Fotografica in collaborazione con il Comune di Bergamo e grazie al sostegno di BCC Bergamo, di FUJIFILM, al partner istituzionale Istituto per il Credito Sportivo e ai numerosi sponsor che hanno deciso di appoggiare l’iniziativa.
I luoghi che ospitano le mostre del Festival sono sanificati 24 H su 24 H grazie a Purifying Technology.