Foto di scena © Spazio Tertulliano

Dal 19 al 22 dicembre 2011

La stagione teatrale di SPAZIO TERTULLIANO – direzione artistica Giuseppe Scordio – prosegue con la ripresa di ”Il tiglio. Foto di famiglia senza madre”. Forte del successo dello scorso anno, lo spettacolo torna in scena da lunedì 19 a giovedì 22 dicembre; la regia è di Massimiliano Speziani, anche interprete assieme a Filippo Gessi e Teresa Timpano. Tommaso Urselli firma il testo, che è tra i vincitori del Premio Borrello 2010, pubblicato sul n. 727 della rivista Sipario e in volume (La Mongolfiera Editrice). E’ stato presentato la prima volta in lettura al Teatroi, nell’ambito della rassegna Bancone di Prova e in forma di studio al Teatro della Cooperativa di Milano nella stagione 2009 dedicata a Franco Basaglia, e al Teatro Vittoria di Torino, per la rassegna sull’inclusione sociale organizzata da C-Lab, FondazioneCRT.

Lo spettacolo ci parla di disagio psichico, visto all’interno di un rapporto familiare, intimo e maldestro, tra incomprensioni, tenerezze, silenzi e dialoghi spesso irrazionali e surreali. Al centro de “Il Tiglio”, c’è la separazione, complicata e dolorosa, tra un figlio con problemi psichici e un padre ormai esasperato, anch’egli fragile psicologicamente e incapace di fronteggiare l’imprevedibilità del giovane. E’ così che, un po’ per viltà e un po’ per sua oggettiva inadeguatezza, il padre affida con una scusa il figlio ad una struttura protetta: Il Tiglio. Da un lato ci sono gli impacciati e maldestri tentativi di comunicare del padre, dall’altro le lucide osservazione di un figlio che proprio non riesce a comprendere perché deve stare in una casa con un nome, Il Tiglio appunto, che “certo sembra il paradiso”, ma dove si sente quasi prigioniero e trattato come un “robot” in quello che a tratti sembra un duello tra chi dei due è più bisognoso di aiuto psicologico. States, that have allowed its sale are going Get More Information cialis properien to double within the following five years. Diabetes can be acquired due to unhealthy lifestyle however the find out over here now viagra prescription most common form of diabetes is actually a danger component for having heart disease. Moreover, intake of grape fruit is also not low priced viagra safe. Not only does buy cialis on line chiropractic help heal the wounds and protect. 4.

Tra visite di turbolenta tenerezza, feroci incomprensioni, litigi, dialoghi beffardi e surreali procedono due vite asfittiche, fatte di emarginazione e di piccole miserie, di goffi tentativi volti alla ricerca di senso. Fino all’epilogo finale.

Note di regia

La messa in scena si propone di restituire il testo nella sua essenzialità, affidando totalmente agli attori la responsabilità di fare emergere il dramma primario o “primitivo” che attraversa la storia. Dramma condizionato dalla malattia o se vogliamo dall’handicap di uno dei due protagonisti; ma ad essere “handicappata”, malata, è la relazione tra un padre e un figlio.

Per meglio raccontare questo “disagio” si è preferito scommettere non su di un taglio per così dire naturalistico che prevederebbe, tra l’altro, la corrispondenza anagrafica tra attore e personaggio, ma solo sulla differenza fisica e sulla qualità energetica degli interpreti, nel tentativo di trascendere un concetto di immedesimazione e identificazione.

Il dramma prende corpo non solo dando vita alle parole dei due protagonisti ma viene amplificato dalla tessitura gestuale e fisica creata dagli attori, fatta di azioni e reazioni che con il dramma hanno a che fare per analogia, somiglianza e contrasto.

Testimone ambiguo assieme al pubblico di questo “scontro” tra padre e figlio è l’operatore sociale che ha i lineamenti accattivanti di un volto femminile.

Massimiliano Speziani

Note dell’autore

Il testo nasce non con l’intenzione di stare dentro un certo genere di teatro sociale o civile ma, avendo esperienza di lavoro come operatore in strutture per disabili psichici, dal contatto diretto con la materia trattata. Il cuore di questa materia è la relazione tra esseri umani; in questo caso un padre e un figlio
portatore di handicap psichico, e la loro separazione. Oltre al tema dell’handicap, presente nel testo, è soprattutto il malessere all’interno dello svolgersi di questa relazione il centro del lavoro, che evidentemente ci riguarda tutti da vicino. Mi piace riassumerne il senso attraverso il racconto di uno spettatore: “Durante lo spettacolo avevo la sensazione di guardare da una finestra l’interno di una casa; poi, man mano che si andava avanti, mi sono accorto che quella casa poteva essere casa mia.”

Tommaso Urselli

SPAZIO TERTULLIANO

MILANO, VIA TERTULLIANO, 68

02.49.47.23.69 – 320.68.74.363

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