
Dal 14 al 19 marzo 2026 la galleria Fondantico di Tiziana Sassoli parteciperà a TEFAF Maastricht, il più autorevole appuntamento internazionale dedicato alle belle arti, all’antiquariato e al design, presentando un nucleo di importanti dipinti che attraversa cinque secoli di storia della pittura, dalla fine del Quattrocento alla metà del Novecento.
Il percorso si apre con una straordinaria tavola raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Sebastiano, Giovanni Evangelista, Antonio Abate e Giacomo eseguita dal ferrarese Lorenzo Costa negli anni giovanili (1485 circa), come dimostra la prossimità ai modi intensamente espressivi di Ercole de’ Roberti. Segue la grande tela, datata 1567, con Mercurio che consegna la mela d’oro a Paride di Lorenzo Sabatini, esempio eloquente della sofisticata cultura manierista bolognese.
Di particolare interesse sono il rame, brillante come uno smalto, di Francesco Cavazzoni ispirato all’incisione con l’Assunzione e Incoronazione della Vergine di Albrecht Dürer, e la tela eseguita a monocromo nella quale Bartolomeo Schedoni offre una prima idea del dipinto con la Sacra Famiglia oggi conservato alla Reggia di Napoli. A Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, appartiene una smagliante tavoletta con la Fuga in Egitto, primizia giovanile databile al 1615 o poco oltre, nella quale il paesaggio assume un ruolo primario, come testimonia l’ampia veduta che si apre alle spalle delle figure.
Entro la prima metà del Seicento si collocano altri dipinti di grande fascino, quali La Giustizia e la Pace del senese Antiveduto Grammatica; la Salomé con la testa di san Giovanni Battista a “lume di notte” di Giacomo Massa (nel quale è stata riconosciuta l’attività del cosiddetto “Candlelight Master”); e la Maddalena penitente eseguita dalla celebre pittrice Artemisia Gentileschi negli anni della sua maturità artistica trascorsa a Napoli, dove si trasferì nel 1630.
Il percorso prosegue nel secolo successivo con due opere di uno dei protagonisti assoluti della cultura pittorica del secondo Settecento italiano, Gaetano Gandolfi: la tela con gli Argonauti, già esposta alla Mostra del Settecento bolognese del 1935, e quella datata 1795 raffigurante l’Apparizione di Gesù Bambino a sant’Antonio da Padova.
Accanto agli Old Masters saranno presentate anche seducenti opere della seconda metà dell’Ottocento: il piccolo olio su cartone in cui il ferrarese Giovanni Boldini ritrasse, con ogni probabilità, la madre Benvenuta Caleffi; le due tele con il Mercato di Costantinopoli e la Preghiera della sera di Alberto Pasini, tra i massimi esponenti dell’Orientalismo; e l’Odalisca che fuma della rara pittrice milanese Sofia Grancini, formatasi all’Accademia di Brera.
Ai primissimi anni del Novecento risalgono infine Il Foro di Pompei di John William Godward, tra i più raffinati interpreti del tardo Neoclassicismo inglese, e il dipinto raffigurante un’elegante signora con il cane del tortonese Cesare Saccaggi. Chiude il percorso il Ritratto della Regina Elisabetta II eseguito nel 1960 da Pietro Annigoni in collaborazione con il suo allievo Romano Stefanelli.