
Il dialogo tra Tiziano Terzani e suo figlio Folco sull’essenza della vita, nella tappa conclusiva di un lungo cammino alla ricerca della verità.
Regia Emilio Russo
Con Nicolas Errico e Chiara Tomei, accompagnati dalla Viola del Maestro Danilo Rossi
Tratto dall’omonimo libro di Folco e Tiziano Terzani
Produzione Tieffe Teatro Milano
La fine è il mio inizio torna a teatro in una nuova e speciale occasione di incontro con il pubblico. Dopo il debutto nel 2024, lo spettacolo va nuovamente in scena per una tappa solidale a favore della Fondazione Banco dell’energia, realizzata in collaborazione con A2A, in programma lunedì 30 marzo 2026 alle ore 20.00 al Teatro Menotti di Milano.
Al centro della rappresentazione l’ultimo, intenso dialogo tra Tiziano Terzani e suo figlio Folco, un confronto che attraversa memoria e presente e che si trasforma in un’eredità da consegnare al futuro. Un racconto commovente e necessario frutto della produzione di Tieffe Teatro Milano.
In un equilibrio delicato tra ricordo, confessione e scoperta, Nicolas Errico e Chiara Tomei danno voce ai figli di Terzani, custodi di una storia che non è solo rievocazione biografica, ma incontro vivo con un pensiero capace di parlare al nostro tempo: la fragilità che diventa visione, la paura che si trasforma in conoscenza, il viaggio inteso come ricerca interiore.
Lo spettacolo si intreccia alla presenza musicale di Danilo Rossi, storica Prima Viola del Teatro alla Scala di Milano, che attraverso il profondo suono del suo strumento accompagna e amplifica le emozioni del racconto, non come semplice commento, ma come respiro che evoca e guida.
Nella regia di Emilio Russo, la rappresentazione restituisce la forza luminosa dello sguardo di Terzani: l’ironia, la spiritualità concreta, la fiducia ostinata nella possibilità di osservare il mondo e sé stessi, con occhi nuovi. Ne nasce un viaggio teatrale intimo e universale, un invito ad ascoltare e a rallentare, a interrogarsi e a riconoscere ciò che davvero conta: il tempo, l’amore, la responsabilità, la capacità di restare umani.
La fine è il mio inizio ha anche un valore sociale: i proventi della serata saranno devoluti alla Fondazione Banco dell’energia, un ente senza scopo di lucro nato per aiutare le persone in difficoltà economica attraverso la realizzazione di iniziative legate al contrasto della povertà energetica.
Lo spettacolo è aperto a tutti i cittadini a fronte di una donazione minima alla Fondazione Banco dell’energia e alla prenotazione del biglietto, per i quali è possibile procedere tramite la pagina dedicata.
Fondazione Banco dell’Energia
È un ente senza scopo di lucro che ha l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere, attraverso il meccanismo della solidarietà indiretta, persone e famiglie in situazione di vulnerabilità economica e sociale, ponendo particolare attenzione al tema della povertà energetica. Dal 2016 Banco dell’energia ha raccolto e donato oltre 13 milioni di euro e supportato più di 17.000 beneficiari, operando attraverso interventi in sostegno di persone in difficoltà e iniziative formative e di sensibilizzazione per aumentare la cultura e la consapevolezza sui consumi e l’efficientamento energetico. Tra queste, il Manifesto “Insieme per contrastare la povertà energetica”, a cui a oggi hanno aderito oltre 100 stakeholder tra istituzioni, organizzazioni del terzo settore, associazioni e istituti di ricerca, network che garantisce la realizzazione di numerosi progetti di solidarietà su tutto il territorio nazionale. Fanno parte del Board della Fondazione Banco dell’energia, oltre ai Soci Fondatori A2A e le sue Fondazioni AEM, ASM e LGH, anche Edison, Eni Plenitude ed Iren.
Teatro Menotti Filippo Perego
Con oltre 50 anni di storia, il Teatro Menotti è oggi riconosciuto come una delle istituzioni culturali più significative nel panorama italiano, convenzionato con Regione Lombardia e Comune di Milano, è stato recentemente insignito del titolo di Teatro della Città di rilevante interesse culturale dal Ministero della Cultura. Un riconoscimento che ne conferma il ruolo strategico non solo come presidio artistico, ma come attivatore di relazioni sociali, crescita collettiva e sviluppo del pensiero critico. Con la storica direzione artistica di Emilio Russo, il teatro si dedica alla drammaturgia contemporanea e ai linguaggi che intrecciano attualità, parola e musica. Negli ultimi anni ha prodotto spettacoli ispirati a grandi protagonisti italiana e internazionale, coinvolgendo spesso giovani attori. Le produzioni sono distribuite nei principali teatri italiani e presenti nei più importanti festival nazionali e internazionali. La sala, da 500 posti, è stata recentemente ristrutturata e ampliata grazie al contributo del Trust Filippo Perego di Cremnago.