Foto: Conte Alberto Uva © Paola Raimondi
Foto: Conte Alberto Uva © Paola Raimondi
Foto: Conte Alberto Uva © Paola Raimondi

Sul finire del mese di febbraio (e dell’inverno), approfittando della riapertura di ville e musei, è stato possibile visitare la Villa Sormani Marzorati Uva, situata in Piazza Sormani a Missaglia, nel lecchese. La villa, dalla storia millenaria, è uno scrigno di sapere e di bellezza

Il Conte Alberto Uva, uno dei discendenti della antica casata, appassionato di storia, di arte militare, di verde e, non ultimo, di politica, fa da anfitrione e da guida, in un percorso all’interno della villa e sull’affaccio del grande parco, con parole colte e sapienti.
Grazie a lui e al suo indefesso impegno, la villa stessa si può considerare un centro di conoscenza e di cultura del territorio -la Brianza-, con lo scopo di conservare e di diffondere le memorie storiche e tenerne vive le tradizioni.

Non è a caso che in apertura, all’interno della piccola ma suggestiva cappella, dà lettura di un brano tratto da I Promessi Sposi, dove si descrive la diffusione della peste in Lombardia.
Efficacemente il conte collega il periodo storico che stiamo vivendo al 600, per farci capire come tutto si ripeta nel libro della Storia. Ed è proprio qui la scoperta che l’antica pavimentazione originaria ricopre un ossario, dove trovarono sepoltura i morti della peste del 1656, appunto.
Nella cappella si entra direttamente dalla Piazza Sormani, attraverso il nuovo ingresso aperto con il nuovo portale e le due grandi finestre, realizzato in occasione dei rifacimenti del corpo centrale della villa (fra il 1648 e il 1720).

Ma osserviamo la struttura e conosciamo qualche cenno di storia della Villa, palazzo seicentesco, affacciato su una terrazza naturale al centro del paese, che è circondato dalle prime colline della Brianza.
Edificata probabilmente dalla famiglia Pirovano (antichi signori del luogo), sulle rovine di un castrum romano, vi fu annessa una cappella gentilizia, dedicata alla Beata Vergine ( Santa Maria in Castro primae poi Santa Maria in Villa).

Nel XVI secolo la Signoria dei Missaglia passò dai Pirovano ai Sormani e nel 1648 Don Paolo Sormani acquistò il feudo di Missaglia e Brianza (uno dei più vasti del territorio), venendo così insignito del titolo di Primo Conte di Missaglia dall’imperatore di Spagna Filippo IV.
Fra il 1648 e il 1720 il “castello”, come veniva denominato all’epoca, subì numerose trasformazioni, con la realizzazione del corpo centrale e il nuovo ingresso della cappella.

Ma fu soltanto nel 1942 che si procedette al suo restauro ad opera della contessa Rachele Sormani e del consorte Giuseppe Orsenigo Marzorati.
Infine ricordiamo che nel più vicino 1965 il dottor Gaetano Uva (padre del conte), riportò alla luce la struttura originaria, ritrovando così l’antica pietra trecentesca; si aprirono le monofore, si trovarono manufatti di epoca romana: una punta di giavellotto, una frombola, una moneta( del 22 d. c.) e offerte votive.
All’interno della cappella si trova un’urna in cotto, con inciso il nome “Marchionis Caveneghis”, con un teschio.

Si tratta dei resti del marchese Giorgio Clerici di Cavenago (aiutante di campo del primo conte di Missaglia Don Paolo Sormani), perito nella battaglia di Belgrado del 1717, nel corso della guerra Austro-Veneta- Turca.
Degno di nota è anche l’affresco della Madonna con bambino, del tardo Quattrocento, con richiami alla scuola di Bernardino Luini.

Da ricordare che il corpo del dottor Gaetano Uva si trova qui in un sarcofago, per sua espressa volontà e per meriti scientifici acquisiti.
L’arioso, vasto parco sul quale si affaccia la villa e dal quale sembra prendere respiro, contribuisce ad accrescere il fascino del luogo.
Due lunghi viali alberati invitano al passeggio e alla meditazione camminata.

La facciata prospicente ad esso consta di tre piani, dove si affacciano le stanze; al primo piano, uno stemma nobiliare in pietra del casato Sormani, sovrasta la balconata centrale.
Le numerose sale, visitabili di volta in volta, ci immergono nell’atmosfera della vita sette/ottocentesca, quali: la sala del tè,  la sala della musica, la sala da biliardo, che abbiamo avuto il piacere di ammirare.
Al piano terra si entra nel vivo della storia: nella sala delle uniformi, infatti, si possono guardare, osservare (ma non indossare, ahimè), cimeli risorgimentali di grande interesse.

La visita, con la guida appassionata e molto sapiente del Conte Alberto Uva, arricchita da amenità, aneddoti, ma soprattutto accurata nella ricostruzione storica del passato, offre ai visitatori la preziosa opportunità di volgersi all’indietro, per meglio comprendere il presente; e di volare con l’immaginazione a tempi andati, ma ancora ricchi di fascino.
Nella sala da concerto un attore riveste i panni dell’antico padrone di casa e ci parla, con il sovrano distacco che gli spetta.

Si viene così a sapere che spesso la Villa è sede di eventi culturali di musica e teatro.
Diversi infatti sono i servizi offerti dalla Villa: visite guidate della stessa e del parco, ospitalità per eventi privati e ricevimenti nuziali.
Un breve, bel servizio della Rai, andato in onda su Rai 5, ora visibile su Raiplay e su Youtube, secondo il progetto “Arte e Cultura Villa Sormani” regala, a chi fosse interessato, una presentazione di questo magico luogo.

Secondo i decreti anti-covid, dopo l’apertura straordinaria, organizzata dall’associazione “Lombardia Segreta” nel febbraio scorso, ora la Villa è nuovamente chiusa.
Attende, (e noi con lei), la prossima riapertura, per rivelare tutta la sua bellezza.

VILLA SORMANI MARZORATI UVA
Piazza Sormani 1, Missaglia (Lecco)

Contatti:
albertouva@globaltrain.it
www.villasormanimissaglia.com