
Se vogliamo realizzare la verità, non proseguiamo ad affermare l’esistente.
Non esiste verità che non faccia rima con libertà.
E la libertà, vi assicuro, non è ancora un’area dismessa
(Da Libertà, in Poesia di Claudio Elli, OT.MA Edizioni, Milano, 1997)
In ricordo del Comitato di Liberazione Nazionale,
del Corpo Volontari della Libertà
e delle Brigate:
Garibaldi
Giustizia e Libertà
Matteotti
Fiamme Verdi
Brigate Mazzini
Altre formazioni autonome e organizzazioni partigiane autogestite
Da tempo si cerca di trasformare la ricorrenza del 25 aprile nella passerella di soggetti e situazioni che nulla hanno a che vedere con lo spirito autentico della celebrazione, causando uno sfregio a quella Resistenza che ha lottato per la conquista della libertà dall’occupazione straniera nel nostro Paese. Un’apostasia alimentata da una lettura distorta della storia, da quella relativa la Seconda Guerra Mondiale a quella più recente, dalla genuflessione delle governance occidentali alle volontà imperialiste di Usa, Nato, Ue e Israele, dalle imposizioni neoliberiste di holding e banche d’investimento internazionali alla disinformazione mediatica di troppa stampa che tradisce il proprio mandato. Il tutto, a discapito delle popolazioni sempre più pressate da strette speculative, tra le quali quella italiana, che lede il nostro libero arbitrio insieme a una capacità di crescita, quella voluta da imprenditori resistenti del calibro di Enrico Mattei e Adriano Olivetti, in nome di una vera pace.
A discapito delle provocazioni di piazza, come quella della presenza di una fantomatica Brigata Ebraica in realtà di marchio britannico (si legga la sua storia e formazione) con tanto di bandiera israeliana, oggi più che mai simbolo del sionismo imperante, piuttosto che dei neonazisti del battaglione Azov, nonché del pantomimico scontro tra finti “sinistri” e false destre sovraniste manovrate dalle grandi lobby internazionali che hanno affiancato Epstein & compagni di merenda (con tutta probabilità Mossad docet, secondo l’inchiesta della giornalista investigativa Whitney Webb, autrice del libro One Nation Under Blackmail e già vincitrice nel 2019 del prestigioso Serena Shim Award), esiste ancora chi celebra il 25 aprile come festa patriottica italiana, che dal passato partigiano si pone oggi come punto di partenza per l’affermazione di una vera sovranità del nostro Paese e di monito verso nuovi possibili attacchi al nostro libero arbitrio, in correlazione internazionale con la causa palestinese e l’eroica difesa dell’Iran dopo l’attacco americano e israeliano.
Il Coordinamento per la Pace di Milano, pur presente come voce fuori dal coro nella manifestazione partita da Porta Venezia, si è distinto con un presidio conclusivo in Piazza San Fedele, che ha fatto seguito ad alcuni interventi, già durante il corteo, di alcuni esponenti del mondo sociale e politico alternativo territoriale e internazionale, come il danzatore e coreografo Roman Froz Gorskiy, già presente nella Tre Giorni per la Pace a settembre presso il Ciq di via Fabio Massimo, e un esponente della delegazione iraniana.
Riportiamo di seguito il video con tutti gli interventi di piazza San Fedele, affinché possano essere un riferimento culturale per un’autentica lettura del 25 aprile e del suo valore storico e civile.
I Paralipòmeni © 2026 Claudio Elli
INFO:
Milano, Piazza San Fedele, sabato 25 aprile 2026
Sono intervenuti:
Vladimiro Vaia, Shokri Hroub, Sara Chessa, Giuseppe Salamone, Enrico Fedrighini, Nadia Garbellini, Claudio Elli, Simone Sollazzo e Pierpaolo Pecchiari
Moderatore: Leonardo Cribio (Coordinamento per la Pace)
Coordinamento per la Pace

