Foto del cast © Fulvio MichelazziTre persone. Una stanza senza specchi. Una notte eterna senza sonno. Il primo a giungere è un uomo, Garcin. Una voce lo accoglie, gli dà indicazioni, lo informa che da quella stanza non potrà andare da nessuna parte, ma nel frattempo lo rassicura sul fatto che non gli verrà fatto alcun male. Oltre quelle mura, altri corridoi, altre stanze, infiniti piani. Successivamente, arriva Ines. Anche lei, come precedentemente Garcin, si aspetta di essere torturata, scambia anzi Garcin per il suo boia. Tra i due c’è subito conflitto, la stessa stanza per entrambi è stretta. Ma ecco la terza persona, una giovane, di nome Estelle. But, in each of his five best-selling books, cialis on line Oz as dedicated a portion to new concepts that are really old concepts. There are many online drug stores that may offer you prescriptions unlawfully, don’t take after legitimate strategies for filling your remedy, and may not secure viagra 25 mg your individual data. And in recent years, more and more an issue in these modern times because people are using it as a no prescription cialis means to escape from their own worried spouses. Many people don’t https://regencygrandenursing.com/long-term-care/diabetes-care buy viagra without prescription want to purchase drugs online because they cost considerably less. Il suo arrivo crea subito una sorta di contesa tra Garcin e Ines, o meglio ancora, un gioco di attrazione e odio che vedrà colpi di scena e mutamenti sul fronte umorale. Un fatto è certo: i tre sono morti, e condannati a rimanere insieme per l’eternità. Virgilio Liberti inserisce il pubblico dentro la stanza, estesa a tutta la platea teatrale. Sul palco la scenografia si riduce a sole tre sedie – con lo schienale a forma di lapide su cui sono incisi i loro nomi – un tagliacarte e una statua di bronzo, oggetti la cui presenza rimane oscura fino alla fine.

L’espiazione dalle loro colpe viene giocata in quella virtuale prigione, quel luogo dal quale non è possibile fuggire. Ognuno riesce a vedersi solo nello sguardo dell’altro: in fondo gli occhi sono lo specchio dell’anima, ma in questo caso è la propria coscienza che si riflette nelle pupille di chi è osservato. Condannati a essere giudicati per sempre e dover condividere il tormento di un’esistenza, il loro oblio si risolve nelle parole conclusive di Garcin, che riassumono la filosofia di Sartre: l’Inferno sono gli altri.

Riccardo Magherini, Annig Raimondi e Maria Eugenia D’Aquino, rispettivamente nei ruoli di Garcin, Ines ed Estelle, riescono a trascinare per ottanta minuti lo spettatore nelle acque di un Averno psicologico nel quale si delinea la tragedia di uno sterminio di anime. Un testo, quello di Sartre, scritto in piena guerra e occupazione nazista (siamo nel 1942) e destinato a colpire la sensibilità dell’europeo evolutivo e ravveduto durante la Ricostruzione. Un’impietosa riflessione sull’umanità che porta a riconsiderare la ragione antropologica della nostra presenza oggi come allora.

Giudizio: ***

Produzione – PACTA . dei Teatri, ScenAperta Altomilanese Teatri, Gogmagog

A porte chiuse (Huis Clos) di Jean-Paul Sartre

Traduzione di Massimo Bontempelli

Dramaturg: Paolo Bignamini

Con Annig Raimondi, Maria Eugenia D’Aquino, Riccardo Magherini

Regia di Virginio Liberti

Voce del Cameriere: Antonio Rosti

Disegno luci: Fulvio Michelazzi

Scene e costumi: Horacio de Figueiredo

Suono: Tommaso Taddei

Consulenza drammaturgica: Paolo Bignamini

Assistenti alla regia: Roberta De Stefano e Carlo Decio

Milano, Teatro Oscar, via Lattanzio 58

Dal 23 marzo al 16 aprile 2011

biglietteria@pacta.org

www.pacta.org