Foto: P.zza Sant’Agostino (MO) - Come un Origami © Rolando Paolo Guerzoni
Foto: P.zza Sant’Agostino (MO) - Come un Origami © Rolando Paolo Guerzoni
Foto: P.zza Sant’Agostino (MO) – Come un Origami © Rolando Paolo Guerzoni

L’11 dicembre la prima apertura dell’ex Ospedale Sant’Agostino

Dalla piazza centrale di Modena, prende il via il percorso che porterà alla nascita del nuovo ecosistema arte, scienza, ricerca e innovazione
A introdurre il progetto è “Origami”, l’installazione che anticipa la futura copertura cinetica firmata da Carlo Ratti con Chuck Hoberman

Progetto: Carlo Ratti Associati

Non un nuovo museo, ma nuovo modo di intendere il patrimonio: non più luogo da conservare, ma infrastruttura culturale capace di produrre conoscenza, ricerca, innovazione e nuove relazioni con la città. È questo il progetto di AGO, il grande intervento di restauro e rifunzionalizzazione del complesso Settecentesco dell’ex Ospedale Sant’Agostino a cura di Fondazione di Modena che, dall’11 dicembre 2026, inizierà ad aprire progressivamente i propri spazi al pubblico, dando vita a uno dei più significativi progetti culturali italiani degli ultimi anni.

Ad anticiparne la visione è “Origami”, il modello in scala della futura copertura cinetica destinata al Cortile delle Tenaglie, installato in Piazza Sant’Agostino, nell’ambito delle iniziative dell’Estate modenese, come primo segno pubblico della trasformazione in corso. Non una semplice installazione temporanea, ma la traduzione visibile di uno dei principi fondativi del progetto AGO: la capacità dell’architettura di adattarsi, trasformarsi e rispondere alle diverse esigenze delle persone e dello spazio pubblico.

Progettata dallo studio CRA–Carlo Ratti Associati in collaborazione con l’artista e ingegnere statunitense Chuck Hoberman, la futura copertura sarà una struttura leggera e mobile, ispirata alla geometria degli origami, capace di aprirsi e richiudersi modificando il grado di luce, protezione e apertura del cortile. Una volta realizzata, entro il 2029, consentirà al cuore del complesso di accogliere durante tutto l’anno mostre, spettacoli, incontri e attività quotidiane, trasformandolo in una piazza dinamica e riconfigurabile.

Il modello fisico oggi visibile in piazza, nato dalla collaborazione tra CRA, Hoberman Associates e Articulated Artworks, permette di comprendere concretamente il movimento della futura struttura e porta nello spazio urbano un primo frammento dell’architettura che caratterizzerà AGO. Attraverso l’immagine dell’origami, il progetto racconta così il passaggio da una forma all’altra: dall’ex ospedale al nuovo polo culturale, dal patrimonio storico a uno spazio aperto alla contemporaneità, dal cantiere alla sua futura vita pubblica.

Con circa 22.000 metri quadrati destinati a ospitare musei, archivi, collezioni, laboratori, ricerca e formazione, e inserito nel più ampio sistema dei Campi di Modena, che insieme al Palazzo dei Musei raggiunge una superficie complessiva di circa 43.000 metri quadrati, AGO rappresenta un modello innovativo di collaborazione tra Fondazione di Modena, Comune di Modena, Università di Modena e Reggio Emilia e istituzioni culturali del territorio.

Firmato dallo studio CRA-Carlo Ratti Associati, insieme a Italo Rota, il progetto coniuga il recupero di un edificio storico del Settecento con una visione contemporanea dello spazio culturale: un’architettura flessibile, aperta e riconfigurabile, pensata per favorire l’incontro tra arti, scienze, tecnologia e cittadinanza.

L’apertura dell’11 dicembre rappresenterà la prima tappa di un percorso progressivo, che accompagnerà il pubblico alla scoperta dell’edificio restaurato e della sua nuova identità culturale. In quella occasione inaugurerà anche una mostra, curata da CRA-Carlo Ratti Associati e Fondazione AGO, che metterà in dialogo oltre 150 opere provenienti dalle collezioni di Fondazione AGO, dall’Università di Modena e Reggio Emilia, dal Museo della Figurina, dalle Gallerie Estensi e dal Museo Civico, insieme a importanti prestiti e nuove commissioni di artisti internazionali. L’esposizione riunirà circa 50 artisti e svilupperà una riflessione sui grandi temi dell’abitare, del curare e dell’esplorare, mettendo in relazione patrimonio storico, ricerca scientifica e linguaggi contemporanei.

AGO non nasce infatti come un singolo museo, ma come un ecosistema culturale capace di mettere in connessione istituzioni, discipline e pubblici differenti. Un progetto destinato a diventare un nuovo punto di riferimento nazionale e internazionale, accompagnando Modena in una nuova stagione di valorizzazione del patrimonio attraverso il dialogo tra cultura umanistica, ricerca scientifica, innovazione e spazio pubblico.

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