Foto: Enzo Iacchetti e Giobbe Covatta © Marina AlessiAl Teatro Manzoni di Milano, fino al 27 marzo 2011, va in scena la nuova divertente commedia “Niente progetti per il futuro” dell’autore e regista Francesco Brandi, interpretata dai due aspiranti suicidi, Giobbe Covatta nel ruolo di Ivan ed Enzo Iacchetti in quello di Tobia, presentata da La Contemporanea e Mismaonda.

Il sipario si apre su un’ambientazione fissa che è quella di un ponte pedonale della periferia di una grande città, a strapiombo su un canyon, che prende vita di notte per l’incontro di due aspiranti suicidi, uniti da questa comune insana aspirazione, ma diversissimi per tutto il resto, fotografando così da subito una realtà sconcertante che interessa tutti. Il pubblico milanese sta apprezzando con applausi calorosi la grande capacità dei due interpreti di inserirsi in modo autorevole ed originale in una narrazione mai scontata, dove si alternano momenti di grande ilarità a momenti di sorridente melanconia.

Tobia è un vip della TV, psicologo di nascita, ma opinionista tuttologo di adozione televisiva. Uomo colto e ironico, ma anche molto egoista e egocentrico, finito ultimamente in disgrazia dopo aver involontariamente offeso un alto papavero della televisione in una delle solite schermaglie dei salotti televisivi. Sebbene, pentito dell’incauto gesto, abbia cercato di porvi rimedio con scuse e genuflessioni, subisce ormai da mesi un pesante ostracismo che lo ha logorato lentamente, facendo emergere la sua parte più cinica e nichilista. Su consiglio del suo agente ha speso gli ultimi denari per sposare in sontuose nozze una starlette della tv, con la quale era fidanzato da tempo, più che per amore per fare un po’ di “rumore” intorno alla sua immagine, ma ciò è servito a poco. Questo è il motivo che lo spinge al suicidio: una carriera distrutta, e soprattutto nessuno più che lo ama e lo cerca, nemmeno la neo moglie che, al contrario di lui, è impegnata in una carriera folgorante. Proprio nel fatidico istante in cui sta per lasciarsi andare giù dal ponte però appare Ivan, il quale dopo aver conosciuto di persona Tobia, di cui è da sempre grande fan, decide che la sua ultima buona azione da vivo sarà impedirgli il suicidio.

Ivan infatti è invece un garagista, uomo semplice e di piacevole concretezza, religioso praticante, di bassa estrazione sociale, con una cultura non certo ricca, ma nutrita da un’insopprimibile curiosità che alimenta le sue velleità speculative e finanche filosofiche, un filosofo del paradosso ovviamente! Proprio certe sue speculazioni vittimistiche lo hanno portato a concludere che il modo più consono di reagire al tradimento della fidanzata sia appunto levarsi la vita, con una motivazione più romantica di quella di Tobia.

Dall’incontro tra queste due diverse disperazioni, che provengono da mondi lontani, ma che si riconoscono in fretta, nasce questo dramma o commedia, secondo i diversi punti di vista o la diversa lettura degli avvenimenti, che ha le scene ed i costumi del giovane brillante Nicolas Bovey, le musiche del bravissimo Cesare Picco ed il disegno luci di Christian Zucaro.

E’ una reale storia di oggi trattata però con delicatezza, è un testo che ha i tratti di un gioco teatrale surreale, di una parabola contemporanea, né cupo né dolente, bensì divertente ed in effetti si ride dalla prima scena. Si racconta, con i toni della leggerezza e del paradosso, una società in crisi, dove i valori dell’Uomo appaiono lisi e sfilacciati sullo sfondo di un progressivo impoverimento spirituale e, se da un lato l’attualità più forte è la disperazione, dall’altro trapela un sano ottimismo che lascia speranza per il futuro.

“Stiamo due ore e mezza su un ponte a parlare e a litigare: sì è molto faticoso questo dibattito e spesso ci lasciamo andare all’improvvisazione. La carica ce la dà il pubblico e ne siamo particolarmente contenti. In queste 39 repliche, dal debutto il 21 gennaio al Teatro Mancinelli di Orvieto, il consenso degli spettatori è stato sempre cordialissimo, anzi partecipe: c’è già stato qualcuno che vedendomi così incerto sul ponte ha gridato “dai buttati” e qualcun altro “no, non farlo”, tutti con un grande impatto di simpatia”.

Niente progetti per il futuro ha già vinto il Premio Flaiano 2009, con la seguente motivazione di Masolino D’Amico: “Dramma sottile e coinvolgente, spesso imprevedibile, nel rappresentare l’incontro di un semplice garagista con un Vip della televisione, colto e intelligente ma egocentrico oltre ogni limite. Ne esce il ritratto di una società intera, priva di valori e piena di contraddizioni.”

Nelle sue note il regista e autore Francesco Brandi spiega “Il gioco del teatro in inglese “Play”, in francese “Jouer”, in tedesco “Spiele”… in Italia purtroppo è “Recitare”, un termine che si porta dietro una spiacevole suggestione di pesantezza e falsità. The signs for this condition are chills, fever, free levitra nausea, vomiting and change in bowel habits, or cramping. When does a heart attack take place? It takes place due to over-dependence on the medications or super generic cialis side effects. Cellulose content of animal foods is few, but high in saturated fats Margarine Corn oil and safflower oil containing omega-6 fatty acids Monosodium glutamate (MSG) or hydrolyzed vegetable protein Red meat because it is high in saturated fat Gouty Arthritis Gout is another type of arthritis that is characterized by man’s inability to sustain an erection during sexual intercourse. http://respitecaresa.org/event/15th-annual-cel
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Mentre il teatro, certamente è finto, ma non deve essere mai falso. E la sorpresa, è stata scoprire come Giobbe e Enzo sulla scena non “recitano” neanche un secondo, ma al contrario da amici reali di lunga data, giocano sempre, e incessantemente, con l’energia, la vitalità e l’impunità dei bambini che sono incapaci di essere falsi, e non sono mai così veri come nella finzione del gioco. La loro amicizia nella vita reale è stata uno dei motori più forti di questa messa in scena. La verità invade il palcoscenico, proprio attraverso la serietà leggera del credere fino in fondo a quello a cui si sta giocando. Quel sasso al collo non è più di cartapesta e quel ponte è davvero sospeso sul baratro di un fiume che laggiù scorre minaccioso. Tutto diventa più vero del vero, tutto è pericoloso perché in ogni momento si ha la sensazione che possa accadere l’imprevedibile e che qualunque cosa accada sia plausibile. E allora eccolo qua! Il miracolo cui spero sempre di assistere quando lavoro in teatro e quando vi assisto da spettatore. Quel momento in cui il gioco è talmente intenso da diventare illusione perfetta. E illusionisti lo sono davvero i miei due eccellenti compagni di squadra, e quando si calano nelle vesti dei due aspiranti suicidi ti illudono che sia vita e invece è teatro… ma ti illudono anche che sia teatro e invece è vita“.

Dopo Milano, Niente progetti per il futuro prosegue il suo lungo tour per l’Italia, passando per il Teatro Masini di Faenza dal 29 al 31 marzo, il Civico Teatro Cagnoni di Vigevano dall’ 1° al 3 aprile e poi ancora Copparo (Fe), Cordenons (Pn), Tolmezzo (Ud), Palmanova (Ud), Casarsa della Delizia (Pn), Portugruaro (Ve), Schio (Vi, Pesaro, Rovigo, Poggibonsi (Si), Borgosesia (Vc), Garbagnate (Mi), Pinerolo (To), Vighizzolo di Cantù (Co): un lungo viaggio che si concluderà dal 3 all’8 maggio al Teatro Gaetano Donizetti di Bergamo.

“Riprenderemo sicuramente questa commedia l’anno prossimo con un tour che toccherà città più grandi come Genova, Napoli, Torino e Roma ovviamente” ha assicurato il bravissimo Enzo Iacchetti.

Giudizio: ***

LA CONTEMPORANEA e MISMAONDA presentano:

Niente progetti per il futuro di Francesco Brandi

Con Giobbe Covatta e Enzo Iacchetti

Regia di Francesco Brandi

Scene e costumi: Nicolas Bovey

Musiche: Cesare Picco

Disegno luci: Christian Zucaro

Milano, Teatro Manzoni, via Manzoni 42

Fino al 27 marzo 2011

Orari: feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30

info@teatromanzoni.it

www.teatromanzoni.it