Foto di scena: Il disprezzo della donna – Frosini/Timpano - La Spezia, Fuori Luogo, sabato 18 febbraio 2023
Foto di scena: Il disprezzo della donna – Frosini/Timpano - La Spezia, Fuori Luogo, sabato 18 febbraio 2023
Foto di scena: Il disprezzo della donna – Frosini/Timpano © Francesco Tassara

drammaturgia, regia e interpretazione Elvira Frosini e Daniele Timpano
disegno luci Omar Scala
disegno del suono Lorenzo Danesin
costumi Marta Montevecchi
collaborazione alla drammaturgia e regia Francesca Blancato
organizzazione Laura Belloni
produzione Scarti – Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione, Frosini / Timpano – Kataklisma teatro
in collaborazione con Salerno Letteratura Festival
immagine del manifesto Valentina Pastorino
si ringraziano: Natale Romolo, Marzio Venuti Mazzi, Lorenzo Pavolini, Paolo Di Paolo, Alfio Petrini, Valentina Cannizzaro, Francesca La Scala, Miriam Fricano, Festival DiverCity (Milano), Marballu’s Fest (Carloforte), Timbre Teatro (Poggibonsi)

Elvira Frosini e Daniele Timpano, eccentrica e geniale coppia artistica della scena contemporanea, tornano a Fuori Luogo con la loro ultima e folgorante fatica, prodotta proprio con gli spezzini Scarti – Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione. Sabato 18 febbraio alle ore 21.15 debutta a Il Dialma – Cantiere Creativo Urbano il dissacrante Disprezzo della donna. Il futurismo della specie, una cantata a due voci dedicata ai futuristi ed al disprezzo della donna: uno spettacolo  – come spiegano gli artisti nelle note – contro la donna che ostacola la marcia dell’uomo, contro quei fantasmi romantici che si chiamano donna unica, amore eterno e fedeltà, contro il femminismo e contro la famiglia, contro la democrazia e contro il parlamentarismo. Uno spettacolo femminista, composto da materiali che non lo sono affatto, in cui l’immaginario sulla donna che emerge con violenza ci appare lontanissimo, eppure ancora riconoscibile e attuale, quasi sempre fastidioso e intollerabile. Attorno al tema della donna si addensano altri temi, altrettanto riconoscibili oggi: pacifismo, interventismo, la politica e la guerra, la marginalità dell’arte e degli artisti, i nazionalismi, il populismo, l’omofobia, l’industria del turismo, l’individualismo esasperato.

Il movimento che voleva rompere tutti i ponti con il passato ed ha rivoluzionato tutti i codiciartistici, rispetto alla donna è profondamente, anche se contraddittoriamente, tradizionale,costantemente in bilico tra il rifiuto degli schemi romantici e della tradizione ed il continuaread inscriversi in una visione del mondo patriarcale e maschile. Liberamente tratto dadiversi testi e manifesti di Filippo Tommaso Marinetti, Maria D’Arezzo, Enrica Piubellini,Volt, Depero, Emilio Settimelli, Giovanni Papini, Valentine De Saint-Point, Rosa Rosà,Adele Clelia Gloria, Irma Valeria, Libero Altomare, Benedetta Cappa Marinetti ed altriautori ed autrici del Futurismo italiano, Disprezzo della donna è una cantata dove non sicanta perché non c’è più niente da cantare,tutt’al più si può stonare, nel tentativo di capireperché il Futurismo non aveva futuro.

E prima dello spettacolo, alle ore 19, da non perdere, Donne eppur Futuriste, studio – incontro con Francesca Cattoi, organizzato nell’ambito di Tea Time, rassegna parallela alla programmazione di Fuori Luogo – da un’idea di Andrea Cerri, curato da Francesca Cattoi e Francesca Lombardi – per presentate attraverso le immagini, alcune delle “donne eppur futuriste”, che hanno animato la scena culturale italiana e che, facendosi apprezzare dai futuristi, hanno superato la retorica e la violenza espressa nel manifesto teorico di Marinetti nel 1909.

Note allo spettacolo
Disprezzo della donna. Il futurismo della specie è un lavoro che è insieme in continuità ediscontinuità con i nostri spettacoli precedenti. Questo spettacolo è davvero un fattopersonale: l’idea di un lavoro sul Futurismo italiano viene da molto lontano, questi testi girano nelle nostre teste da decenni. Daniele Timpano dichiara:«Io ne sono composto, come se questi autori, testi, musiche, immaginaricontraddittori, a mezza via tra rivoluzione e reazione, fossero i mattoncini lego checompongono il mio corpo. Sento ad esempio un parallelismo evidente conl’influenza culturale, ma anche emotiva e corporale, dei cartoni animati giapponesi.In qualche modo Marinetti & Friends rappresentano, nella mia testa, la versione“colta” ed iperbolicamente avanguardista delle serie animate avveniristiche e superomiste che guardavo da bambino e adolescente. Tra l’immenso Gazurmah, uccello meccanico “che ha grandi ali fatte per abbracciare le stelle” costruito “senza la complicità della Vulva” dal Mafarka marinettiano come prolungamento immortale di sé ed il Mazinga Z, gigante meccanico costruito dallo scienziato giapponese Kabuto, c’è una relazione immediata, che storicamente è forse unadiretta filiazione, o forse no, ma che nel mio immaginario è un’associazioneviolenta, irrazionale ed emotiva che non ammette dubbi».Se il caso di Daniele Timpano corrisponde ad una sorta di imprinting infantile, il rapporto dientrambi con questi testi, il desiderio di dedicare un lavoro alle contraddizioni del futurismoitaliano – che poi sono tuttora le contraddizioni del nostro stesso paese – ha attraversatobuona parte delle nostre vite. È di fine anni ‘90 un primo incontro di Elvira Frosini con imateriali legati alla cucina futurista, ed è del 2004 un aurorale laboratorio intensivorealizzato da Daniele Timpano con gli studenti dell’Università La Sapienza di Roma che haprodotto un CD audio di letture e reinvenzione di testi futuristi, Gli uccisori del chiaro diluna, divenuto poi un piccolo spettacolo corale con lo stesso titolo con musiche originali diNatale Romolo nel 2005. Nel 2009 abbiamo ripreso in mano questi autori e testi per unciclo di letture commissionate da Radio3 Rai con la cura di Lorenzo Pavolini perfesteggiare il centenario del Futurismo italiano. Un primo progetto di spettacolo firmatoFrosini/Timpano, Uccisi dal chiaro di luna, tutto incentrato sulla marginalità dell’arte e degliartisti – 100 anni fa come ai giorni nostri – è rimasto per anni nel cassetto.

INFO e biglietteria
Il Dialma – via Monteverdi, 113 – La Spezia – 3332489192 (anche via whatsapp)
lun- ven dalle 16 alle 19
fuoriluogo@associazionescarti.com

Biglietti Singoli (spettacoli al Dialma)
Intero – 13 euro – Ridotto under30 – 10 – Convenzionati Scarti – 8 – Studenti under19 – 5 euro