Foto di scena: Il paese dei campanelli - Teatro Manzoni di Milano, mercoledì 8 gennaio 2020
Foto di scena: Il paese dei campanelli - Teatro Manzoni di Milano, mercoledì 8 gennaio 2020
Foto di scena: Il paese dei campanelli © Teatro Manzoni Milano

Al Teatro Manzoni di Milano è andato in scena in data unica -8 gennaio – l’operetta “Il Paese dei Campanelli”, della mitica Compagnia italiana di Operette, anno di produzione 2019, con la regia di Emanuele Gamba

Si ritiene che Il Paese dei Campanelli sia uno dei titoli più popolari del  repertorio dell’operetta;e uno dei più graditi al pubblico.
Presente sulla scena da ben 66 anni,la Compagnia italiana di Operette, anche questa volta fa centroe gli applausi molti.
Già in apertura di sipario,si entra in un mondo coloratocon personaggi che paiono sfuggitialla trama di un racconto fantasticato.
In un piccolo paese di un’isola olandesesi muovono le vicende familiari degli abitanti, che intrecciano relazioni di coppia e di amicizia.Tutto sembra scorrere secondo ritmi semplici e naturali,ma qualcosa di insolito rende speciale la vita di ogni giorno…o la complica un po’.

All’esterno di ogni casa,è appeso in alto un campanello, dall’aspetto innocente. Secondo una leggenda,se una moglie tradisce il marito, il campanello comincia a suonare, così che il tradimento diverrà di pubblico dominio.
Gli abitanti fanno perciò molta attenzione a non trasgredire. Ma un bel giorno approda al porto dell’isola una nave militare, costretta a fermarsi a causa di un incendio sviluppatosi a bordo.
Gli ufficiali scesi a terra non perdono tempo e colgono l’occasione della sosta per corteggiare le donne…pronte al momento opportuno a tradire i propri mariti.
A questo punto se ne vedono delle belle: è tutto un susseguirsi di vivaci siparietti, tra intrighi, equivoci, promesse di fedeltà e di amore eterno, tra battute divertenti e cantate, come in ogni operetta che si rispetti.
A questo proposito, le voci solistedi Giulia Mattarucco e di Claudio Pinto sono godibilissime.
Ma la storia ha il suo seguito, con l’arrivo delle mogli degli ufficiali, fatto che ristabilisce prontamente l’equilibrio.
Poichè saranno loro stesse a “ricambiare”, facendosi bellamente corteggiare dagli uomini dell’isola…con tanti inevitabili scampanellii!
La leggenda vuole che, ogni dieci anni, se in un certo giorno i campanelli resteranno muti, allora accadrà che avrà fine il sortilegio e i campanelli smetteranno di suonare. Da qui il tentativo di aderire alla richiesta; e a partire da qui, altra serie di giochi a incastro tra i personaggi.
Comunque, come è auspicabile, arriva il lieto fine … e pace sia.

Spettacolo di teatro e musica, l’operetta, su libretto di Carlo Lombardo, mantiene intatto il suo carattere di allegria e di leggerezza. L’andamento è brioso e non permette di annoiarsi.
Le battute e i dialoghi sono semplici, un po’ ingenui, a volte anche prevedibili: questo può essere un limite, ma anche una preziosa opportunità di ritornare ad apprezzare il valore della genuinità.
Musiche, coreografie, costumi sono coerenti nello stile.

Giudizio: **

 

COMPAGNIA ITALIANA DI OPERETTE

Il paese dei campanelli
Libretto: Carlo Lombardo

Musiche: Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato
Voci soliste: Giulia Mattarucco e Claudio Pinto
Coreografie: Monica Emmi
Costumi: Eugenio Girardi
Direzione musicale: Maurizio Bogliolo
Regia di Emanuele Gamba

Milano, Teatro Manzoni, Via Manzoni 42
Mercoledì 8 Gennaio 2020 ore 16,00
www.teatromanzoni.it