Foto: Locandina evento © Gaia Gulizia
Foto: Alejandro Jodorowsky (al centro) © Gaia Gulizia
Foto: Alejandro Jodorowsky (al centro) © Gaia Gulizia

Quando sono venuta a sapere che il 19 maggio Alejandro Jodorowsky avrebbe tenuto a Siviglia un incontro pubblico a seguito della proiezione del suo docufilm “Psicomagia. Un arte para sanar” (al Fibes di Siviglia come prima assoluta) ho promesso a me stessa che sarei stata parte dell’evento.
Ho avuto la fortuna di incontrare Alejandro – del quale divoro qualsiasi opera fin da ragazzina, e su cui ho scritto una parte rilevante della mia tesi di laurea attingendo anche dall’esperienza di studio con suo figlio Cristòbal – in altre occasioni in passato, e nella mia lista dei desideri era in evidenza una nuova opportunità di vederlo e ascoltarlo in carne e ossa, ovunque fosse possibile nel mondo.
Quello che è avvenuto a Siviglia è stato un incontro di magia e Umanità: Alejandro Jodorowsky riesce a comunicare con il mondo non solo attraverso il suo innegabile carisma e il talento di Artista e Sanador che lo rendono unico nel panorama mondiale, ma anche attraverso la semplicità di un Essere Umano che si offre senza maschere né copioni.
Questo nuovo Incontro è stata un’emozione viva e un Dono di vita.
L’evento è stato organizzato da Aranzazu Ezpeleta, fondatrice e direttrice della Fondazione La Casa y El Mundo (Fundación la Casa y el Mundo-Proyectos Sociales y Culturales) che ha realizzato in passato altri eventi con protagonista lo stesso Alejandro Jodorowsky

Ma partiamo dalla presentazione del suo film, girato nel 2019 grazie ad una campagna di crowdfunding di cui sono stata orgogliosa donatrice insieme a tante altre persone, i cui nomi sono citati e intrecciati nell’immagine simbolo della locandina dei titoli di coda; “Psicomagia. Un arte para sanar” è un compendio dell’opera di guarigione attraverso il canale dell’arte di cui Alejandro Jodorowsky è pioniere: le storie dei protagonisti, che hanno generosamente e coraggiosamente offerto pubblicamente le loro ferite e i loro traumi antichi e recenti accettando l’invito di Alejandro a trasmutarli e ri-crearli con un atto psicomagico, ovvero un’azione che attraverso la metafora – che è di fatto il linguaggio dell’inconscio – comunica alla mente un’informazione nuova e rinnovatrice, si alternano, riecheggiando l’una nell’altra, a dimostrazione che siamo tutti fratelli di Cammino.

Il film a tratti commuove, e sempre coinvolge e tiene viva l’attenzione dall’inizio alla fine.  La presenza discreta e al tempo stesso quasi paterna di Alejandro si avverte viva e potente anche quando è fuori campo: sembra di intravedere in trasparenza la sua mano che prende quella di ognuna delle persone che a lui si sono affidate, accompagnando verso la guarigione e la libertà dell’Essere.
Le storie dei protagonisti alternano gli atti psicomagici a spezzoni di celebri opere filmiche dello stesso Jodorowsky (“La Montagna Sacra”, “El Topo”, “Santa Sangre”, “Poesia sin fin” “La Danza de la Realidad”) dove lo stesso campo del surreale che informa gli atti psicomagici emerge forte e potente.

Foto: Locandina evento © Gaia Gulizia
Foto: Locandina evento © Gaia Gulizia

La psicomagia effettua il percorso inverso del surrealismo, plasmando l’inconscio a beneficio del proprio ben-Essere esistenziale, per spezzare catene e purificare nodi antichi; la psicomagia, che affonda le sue radici nell’arte e in una visione magico – poetica del vivere, nasce inizialmente nella forma di massaggio iniziatico, in quanto Alejandro Jodorowsky ritiene il contatto fisico e l’espressione corporea elementi fondanti per raggiungere una catarsi profonda.

C’è tanta tenerezza, e insieme un fuoco che arde e che parla del desiderio profondo di ogni essere umano di sentirsi accolto, riconosciuto, vivo nell’Amore a cui tutti aneliamo, anche quando ne neghiamo il desiderio.

A seguito della proiezione Alejandro sale sul palcoscenico accompagnato dall’amata moglie Pascale Montandon Jodorowsky, lei stessa artista raffinata, che con Alejandro forma PascALEjandro (“La sintesi di due esseri, che formano un’unione androgina alchemica”) non un duo ma un’Unità artistica e d’Amore che intreccia le loro voci e i loro cuori in un’opera co-creata. Con loro un amico ventennale, lo scrittore Diego Moldes Gonzàlez, che presenta la serata.

Alejandro ci ringrazia di essere presenti, ci chiama suoi amici, propone di cantare insieme, e subito nasce una bolla in cui ci si sente parte di un Essere collettivo, potente e creativo. Alejandro ci ricorda che «nel cervello c’è un mistero che possiamo raggiungere».

Bisogna insegnare alla ragione il linguaggio del sogno

La commozione avvolge tutta la platea, insieme ad una gratitudine profonda per quanto di unico e prezioso quel bambino cresciuto in un remoto deserto cileno, che non immaginava che un giorno sarebbe stato applaudito da oltre mille persone accorse da varie parti del mondo, ha apportato nel mondo, a beneficio di moltissime persone.

Alejandro ci insegna a praticare l’immaginazione attiva che permette di uscire dal nostro microcosmo di limitazioni, credenze e paure per aprirsi alla vastità del Cosmo e accedere ad una visione più ampia.

Sembra di sentire la stessa emozione dei partecipanti dell’atto psicomagico collettivo che Alejandro ha condotto in Messico in ricordo delle persone morte nelle lotte fra i narcos: siamo co-protagonisti di un’esperienza di comunione amorevole che resterà unica e indimenticabile.

Qualcuno dalla platea urla: “Eres eterno!” Sì, Alejandro Jodorowsky non ha età, come chi riesce a comunicare attraverso l’essenza dell’Anima.

Articolo condiviso con Gaia e l’Incanto. Esplorazioni d’Arte e Cultura(e)

 

PER SAPERNE DI PIÙ

Trailer film “Psicomagia. Un’Arte per guarire”

 

 

 

In collaborazione con la casa editrice Taschen Alejandro Jodorowsky ha recentemente realizzato il volume da collezione “Art Sin Fin” (in edizione limitata e autografata), che racchiude tutto il suo processo artistico: dai fumetti, all’arte performativa, alla filmografia.
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