Foto: Dante, Inferno – Corrado d’Elia, in scena alla SAala La Cavallerizza di Milano dall'11 al 23 giugno 2018
Foto: Dante, Inferno – Corrado d’Elia, in scena alla SAala La Cavallerizza di Milano dall'11 al 23 giugno 2018
Foto: Dante, Inferno – Corrado d’Elia © Compagnia Corrado d’Elia

Corrado d’Elia alla Sala La Cavallerizza di Milano affronta la prima cantica della Commedia dantesca con un percorso di narrazione poetica e umana

I numeri ricorrenti della Divina Commedia danno luogo a un’interpretazione esoterica del  capolavoro poetico di Dante Alighieri, a partire dal tre.
Tre sono le cantiche – Inferno, Purgatorio e Paradiso -, tre le guide – Virgilio, Beatrice e San Bernardo di Chiaravalle-, tre i versi che compongono le terzine incatenate in endecasillabi con cui è scritto il poema. Nei multipli, 33 i canti per ciascuna cantica dopo il prologo (per un totale di 100 che è il numero dell’Altissimo) e tre volte tre, cioè nove, i cerchi dell’Inferno, soggetto questo indagato da Corrado d’Elia nel suo nuovo spettacolo Dante, Inferno in scena alla Sala La Cavallerizza di Milano fino a sabato 23 giugno.

L’incipit numerologico con cui inizia la performance poetica non comporta una mera descrizione dell’opera, ma riassume una riflessione più complessa sui quei parametri che costituiscono l’essenza del vivere, specchiati nei loro riferimenti umani e divini. Il primo canto o prologo, il quinto con la tragedia d’amore di Paolo e Francesca, il XXVI con la Bolgia di Ulisse, personaggio collocato all’ottavo cerchio per fraudolenza a causa dell’inganno del Cavallo di Troia e per il suo disprezzo verso le cose sacre, la terribile vicenda del Conte Ugolino della Gherardesca che addenta il cranio dell’arcivescovo Ruggieri (canto XXXII), ritenuto da lui responsabile della sua terribile fine nella torre della Muda con i figli, da cui il presunto cannibalismo per sopravvivenza (canto XXIII), e infine l’orribile descrizione di Lucifero nelle acque gelide del lago Cocito, nel canto XXXIV, a cui segue il percorso lungo la burella verso il Purgatorio, sono i passaggi che D’Elia, con elegante semplicità, affronta nel suo cammino dentro l’Inferno dantesco individuando le allegorie con i drammi umani, siano essi sentimentali, epici o comportamentali.

Tutto questo include anche il sogno, la speranza, il desiderio, che l’ultimo verso dell’Inferno frappone al prosieguo del viaggio quale nota liberatoria: « E quindi uscimmo a rivedere le stelle». Concepimento astrale su cui lo spettacolo poggia le sue fondamenta drammaturgiche, nel reinterpretare la sostanza dell’opera poetica più celebrata come una naturale affinità con l’esistenza.

Giudizio: ****

Produzione COMPAGNIA CORRADO D’ELIA

Dante, Inferno
Progetto e regia di Corrado d’Elia
Con Corrado d’Elia

Assistente alla regia: Federica D’Angelo
Immagine e grafica: Chiara Salvucci
Organizzazione: Beatrice Nannetti Pozzi

Milano, MTM Sala La Cavallerizza, Corso Magenta 24
Dall’11 al 23 giugno 2018
www.mtmteatro.it
http:/corradodelia.it