Foto di scena: Assetati © Ivan Nocera
Foto di scena: Assetati © Ivan Nocera
Foto di scena: Assetati © Ivan Nocera

Dal 5 all’8 novembre, “Assetati” di Wajdi Mouawad, con Davide Pascarella, inaugura la rassegna per “artiste e artisti che non hanno ancora addomesticato lo sguardo”

Di Wajdi Mouawad
Regia e spazio scenico: Davide Pascarella

Con Davide Pascarella
Dramaturgo e assistente alla regia: Alessandro Businaro
Immagini e oggetti: Maria Spadoni
Disegno luci: Carmine Pierri
Assistente stagista: Maurizio Campobasso
Datrice luci: Desideria Angeloni
Foto di scena: Ivan Nocera
Voce registrata: Cecilia Fabris
Consulenza alla traduzione: Édouard Pénaud
Produzione: Teatro di Napoli – Teatro Nazionale
In collaborazione con: A.M.A. Factory 

Progetto vincitore della terza edizione del Premio Leo de Berardinis per artisti e compagnie under 35

Con l’intento di dare spazio a voci che cercano nuove forme per raccontare il presente e a una generazione che fatica a trovare il proprio posto nel mondo, nasce “Insolenti”, la nuova rassegna del Teatro degli Angeli dedicata alle drammaturgie contemporanee.

A inaugurare il progetto, dal 5 all’8 novembre 2026, è “Assetati” di Wajdi Mouawad, con Davide Pascarella, solo in scena nei panni di tre personaggi le cui storie si rincorrono senza mai incontrarsi. Un testo che attraversa le ferite dell’adolescenza, la solitudine e il desiderio di trovare un posto nel mondo, interrogando il confine tra realtà e immaginazione e il potere dell’arte di dare forma alle inquietudini del presente.

«Con “Assetati” inauguriamo INSOLENTI, la nuova sezione del Teatro degli Angeli dedicata alle artiste e agli artisti che, per anagrafe o per un qualche fuoco segreto, non hanno ancora addomesticato lo sguardo.», spiega Gianmarco Bizzarri, direttore artistico junior del Teatro Oscar e del Teatro degli Angeli e curatore della rassegna. «Sono convinto in particolare che questa proposta, insieme a “Io sono verticale” di Francesca Astrei (che abbiamo ospitato nella rassegna estiva), siano tra le interpretazioni più forti di quanto sta accadendo in questi giorni, anche a Milano. La sete cui fa riferimento il titolo di Mouawad – una sete di vita, ma che in un attimo può diventare caustica – non è forse la stessa che ha spinto in strada centinaia di giovani nelle ultime settimane? C’è chi si chiude in camera e taglia i contatti col mondo, chi protesta pacificamente e chi sfonda vetrine: sono tutti accomunati dalla sensazione che in questa società non si trovano a casa.
Cosa possiamo fare? Quei meravigliosi matti che sono Gabriele Allevi, Luca Doninelli e Giacomo Poretti hanno costruito un teatro per dare spazio a questa sete: è una bella scommessa, e io non posso che essergliene grato».

Scritto nel 2006 dall’autore libano-canadese Wajdi Mouawad, Assetati (in francese Assoiffés) affronta il bisogno di dare un nome al dolore e di trovare una via per attraversarlo. La sete evocata dal titolo è insieme desiderio di vita e mancanza che consuma, tensione verso qualcosa che sembra irraggiungibile. La scrittura intreccia linguaggio quotidiano e dimensione poetica, riferimenti alla scienza e alla cronaca, dando voce a personaggi attraversati da ferite profonde. Ne emerge una riflessione sull’adolescenza, sulla bellezza come possibilità di salvezza e sui sogni che, anche quando vengono abbandonati, continuano a chiedere di essere ascoltati.

Nella messinscena di Pascarella, i tre protagonisti del racconto prendono forma attraverso un unico corpo scenico, in uno spazio indefinito, a metà tra la vita e la morte, la cronaca e la poesia.

Davide Pascarella, attore, regista e drammaturgo, sceglie di affidare tutti e tre i ruoli alla propria interpretazione, facendo emergere le differenze tra le voci e i mondi interiori dei personaggi. La regia mette così in evidenza il modo in cui i linguaggi si incontrano e si scontrano, si condizionano a vicenda e lasciano tracce negli altri. Realtà e finzione si sovrappongono progressivamente: il testo immaginato da Boon, quello scritto da Mouawad e la scena teatrale si intrecciano fino a superare i confini della rappresentazione, coinvolgendo lo spettatore in un’esperienza che continua idealmente anche fuori dal teatro.

I prossimi appuntamenti della rassegna:

  • “Quando sarò immortale”, 15 – 18 Dicembre 2026 – di Bianca Montanaro, con Giulia Villa
    Una storia che parte da un angelo custode e dalla domanda su cosa significhi essere vivi, dopo che il suicidio di un essere umano incrina tutte le sue certezze.
  • “Un comune immortale”, 14 – 17 gennaio 2027 – di e con Alessandro Colombo
    La vicenda di Andre Agassi, talento controverso del tennis, raccontata a partire dall’infanzia e dal rapporto con il padre, tra genio, disciplina e il prezzo del successo.
  • “Efesto cascau do’ cielu”, 5 – 7 marzo 2027 – di e con Salvo Drago
    Una rilettura del mito di Efesto, dio imperfetto ed escluso dagli altri dèi, tra dolore, amore tradito, ironia e passione.
  • “Mai più Majorana”, 15 – 17 aprile 2027 – di Francesco Maruccia, Anna Manella, Leonardo Castellani, con Anna Manella, Francesco Maruccia
    Un viaggio onirico sulle tracce della scomparsa del fisico Ettore Majorana, tra scienza, dubbi, rimpianti e interrogativi ancora aperti.

Biglietti:
18,00 € / INTERO
14,00 € / UNDER30, OVER65
13,00 € /DESIDERA CARD (acquistabile solo in cassa)
10,00 € / UNIVERSITÀ, SCUOLE DI TEATRO, DESIDERA CARD (acquistabile solo in cassa)

Orario:
Giovedì 5 Novembre 2026, ore 20.30
Venerdì 6 Novembre 2026, ore 20:30
Sabato 7 Novembre 2026, ore 20:30
Domenica 8 Novembre 2026, ore 16.00

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