Adriano Olivetti davanti alle Officine ICO (Ingegnere Camillo Olivetti) © Archivio Fondazione Adriano Olivetti
Adriano Olivetti davanti alle Officine ICO (Ingegnere Camillo Olivetti) © Archivio Fondazione Adriano Olivetti
Adriano Olivetti davanti alle Officine ICO (Ingegnere Camillo Olivetti) © Archivio Fondazione Adriano Olivetti

Con Claudio Elli ed Ettore Distasio viene offerto all’Osteria dell’Asino un menù dedicato alle figure di Adriano Olivetti e Mario Tchou, morti entrambi in modo misterioso rispettivamente il 27 febbraio 1960 per una presunta “ischemia cerebrale” durante un viaggio in treno e il 9 novembre 1961 a causa di un incidente d’auto, due personaggi che per intuito imprenditoriale e genialità forgiarono la prima grande azienda elettronica della storia, con incursioni sulla figura di Enrico Mattei, fondatore dell’Eni, anch’egli ucciso in un presunto attentato aereo il 27 ottobre 1962.

Una puntata che parte però anche in questo caso con la protesta degli agricoltori, argomento già affrontato la settimana scorsa con l’intervento dell’organizzatore milanese dei presidi.

Sono presenti le interviste telefoniche a Danilo Calvani, presidente nazionale del Cra (Comitati Riuniti Agricoli) e Galgano Palaferri, organizzatore di Torino e responsabile territoriale di UpL (Unione per le Libertà), avvenute ieri, giovedì 1° febbraio.

Capitani d’industria e forze contadine. Il nostro genius loci

Foto: Enrico Mattei, Adriano Olivetti e il giornalista critico letterario Geno Pampaloni, mentre visitano le "Ediz. di Comunità", 1952
Foto: Enrico Mattei, Adriano Olivetti e il giornalista critico letterario Geno Pampaloni, mentre visitano le “Ediz. di Comunità”, 1952

Quante volte l’eccellenza italiana è stata tradita? Molti non conoscono i meriti del nostro Paese ottenuti in alcuni campi ritenuti estranei alla nostra storia industriale e produttiva, come l’informatica e l’energia. Troppo spesso si liquida l’Italia, anche da parte della cosiddetta informazione o meglio disinformazione nazionale, come di uno Stato che ha sempre dipeso completamente da altri non solo per l’approvvigionamento delle risorse a noi necessarie, ma anche per le vette tecnologiche, facendo cadere nell’oblio capitani d’industria come Adriano Olivetti, che fu a capo della più importante azienda elettronica nel mondo, ed Enrico Mattei, che da “liquidatore” dell’Agip creò l’Eni, un ente che per politiche e dimensione preoccupò le cosiddette “Sette Sorelle” del regime petrolifero internazionale, ovvero dapprima Royal Dutch Shell, Standard Oil of New Jersey (poi Exxon) e la Anglo-Persian Oil Company (APOC, diventata poi British Petroleum), a cui si aggiunsero Mobil, Chevron, Gulf e Texaco.

Foto: Olivetti Elea 9003
Foto: Olivetti Elea 9003

Allo stesso modo Olivetti, con la sua divisione elettronica, che forgiò grazie all’ingegno dell’ingegnere italocinese Mario Tchou il primo vero pc della storia (l’Elea 9003) già nel 1957, disturbò fortemente quegli apparati industriali statunitense e britannico che ricevevano fondi pubblici per le loro ricerche in quel campo per scopi militari. Non per niente Adriano Olivetti fu indagato dalla Cia, come testimoniato da documenti desecretati negli stessi Usa, così come Mattei si fece molti nemici per ragioni geopolitiche. Le loro morti misteriose, unitamente a quella di Tchou poco più di un anno dopo quella di Olivetti, risuonano ancora più inquietanti dopo la rapida liquidazione della divisione elettronica di Olivetti a favore della General Electric americana, così come la perdita di quella visione politica globale e internazionale che la gestione industriale di Mattei rappresentava.

Foto: l’ingegnere Mario Tchou
Foto: l’ingegnere Mario Tchou

Ciò non toglie che l’esempio di questi paladini del progresso italiano sia ancora oggi un modello da poter sostenere, soprattutto per quel forte senso d’impresa che li portava a mirare l’orizzonte di un progresso sociale legato alla crescita economica. In particolare Adriano Olivetti, personaggio protagonista con Mario Tchou di questa puntata dell’Osteria dell’Asino, credeva al principio secondo cui il profitto aziendale deve essere reinvestito a beneficio della comunità, non solo con servizi territoriali, ma anche con attività di elevato spessore culturale fruite dagli stessi lavoratori. Un pensiero in controtendenza con quella robotizzazione dell’uomo che una politica informatica contemporanea intende sostenere, ma soprattutto l’espressione di una volontà sovrana che intende promuovere l’evoluzione, per crescita intellettuale e valoriale, del nostro Paese.

Foto: Danilo Calvani, presidente del C.R.A. (Comitati Riuniti Agricoli)
Foto: Danilo Calvani, presidente del C.R.A. (Comitati Riuniti Agricoli)

Per questa ragione abbiamo voluto unire il ricordo vivo di Olivetti e Tchou, con il loro genio tradito, alla lotta che i nostri agricoltori stanno conducendo insieme a molti cittadini contro una dissennata politica dell’Unione Europea, che vorrebbe sospendere per motivi di un’irreale emergenza la coltivazione dei prodotti eccellenti della nostra biodiversità, a favore di coltivazioni intensive ogm, grano con glifosato, carne sintetica, di provenienza canadese e nordamericana, nonché sostituire sulle nostre tavole i prodotti genuini della tradizione alimentare con larve d’insetti, farine di grillo, locuste, “latte” di scarafaggio e via discorrendo. Una lotta per la salute condotta in alleanza agli agricoltori di altri Paesi come Francia, Belgio, Germania, Slovacchia, Polonia, Spagna e Grecia, che i militanti del Cra, acronimo di Comitati Riuniti Agricoli, traditi da una politica che rischia di cancellare le nostre eccellenze alimentari, intende proseguire a oltranza. Una lotta per il ripristino della civiltà contro le politiche di Bruxelles che grandi visionari come Olivetti, Tchou e Mattei avrebbero di certo sostenuto. E noi con loro …
(Claudio Elli)

Foto: logo Osteria dell’Asino © Punto e Linea Magazine
Foto: logo Osteria dell’Asino © Punto e Linea Magazine

Ma l’asino è d’oro?

Con Claudio Elli, Ettore Distasio, Tribuzio,
il Re del Mare e Gustavo

Partecipano in diretta telefonica Danilo Calvani e Galgano Palaferri

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