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Alcuni poi affermano che l’anima è mischiata nell’universo: di qui, forse, Talete ha opinato che tutto è pieno di dei.
Aristotele, De anima, I, 5, 411a

Non importa che noi non crediamo che le sedie comuni [durante le prove in palcoscenico, n.d.a.] siano davvero un albero o una roccia, ma che crediamo vero quello che sentiamo davanti a quegli oggetti, fingendo che siano davvero un albero o una roccia.
K.S. Stanislavskij, Il lavoro dell’attore su se stesso

[…] l’opera dell’artista non si limita a parlarci in bella forma di un oggetto reale (una testa, un paesaggio, un evento umano, ecc.) e non si limita a parlarci in bella forma della bellezza di un oggetto, essa prima di tutto ci parla dell’oggetto stesso, ce lo spiega. L’opera d’arte spiega la realtà che essa raffigura, fa conoscere e trasmette le esperienze che l’artista ha fatto nella vita, insegna a guardare nella maniera giusta le cose di questo mondo.
B. Brecht, Scritti sulla letteratura e sull’arte

[…] il più bello è l’oggetto
che non esiste.
Z. Herbert

Dritto dritto nel cuore palpitante della tragedia barbara per eccellenza, quell’Hamlet culla di ogni “modernità”, Shakespeare incide, col bulino acuminato della sua intelligenza visionaria e metafisica, uno dei più potenti ed enigmatici emblemi della pratica teatrale: quello dello “specchio”. Tutto intento ad ordire la sua feroce trappola rivelatrice per scompaginare le losche trame della madre e dello zio, il giovine e melanconico principe di Danimarca – novello Oreste in un mondo ormai disertato dagli Dei –, ai comici giunti ai confini del mondo, nella depravata reggia di Elsinore, concretissimo regno della carne e dei sensi, spiega infatti che il «fine del recitare […] è, all’origine come oggi, di reggere… diciamo così… lo specchio alla natura, di mostrare la virtù col suo vero volto, la follia con la sua faccia, l’età e il corpo del tempo per ciò che sono, nella loro forma e stampo». Nulla di più chiaro – e oscuro – di questo gioco di “oggetti” e “riflessi”, di vero e di falso, di svelamenti ed occultamenti: il teatro come sofisticato dispositivo euristico che guarda alla realtà e da essa trae origine, ma che fatalmente la traspone in “altro” (consegnandola al tradimento del segno, alla chimera, al capriccio…). Il teatro che riflette il vero, lo racconta, lo evoca in assenza, lo mima, lo finge senza esserlo, lo cita in giudizio e lo nega. Ecco: nella sapida e lancinante pointe di Amleto, cortocircuitano in un baleno i due poli dialettici della gran macchina del teatro: la realtà e il suo infingimento, il “vero” e il suo “doppio” – stretti indissolubilmente nel rito della rappresentazione.

Secoli di studi precipitano in quell’immagine, compendio di ogni teatrologia: dalle ardite architetture di pensiero del barocco più o meno imploso dei teorici del grand siècle, alle “realistiche” liturgie borghesi, tra Illuminismo e Naturalismo, di Diderot e seguaci, alle gallerie di specchi anamorfici dell’antropologia turneriana (al modo di luna park dei saperi), giù giù fino alla reinvenzione neurologica della Poetica di Aristotele proposta con la recente teoria dei neuroni specchio. Secoli di studi, e ad un tempo secoli di esperienze sceniche, in un cangiante ventaglio di possibilità dischiuse tra la fuga nel fantastico o negli abissi siderali dell’astrazione per un verso e l’inseguimento maniacale del particulare, del dettaglio, della concreta e sanguinante e materialissima tranche de vie per l’altro. Le parole e le cose, come in un rapinoso sortilegio di Velázquez. Il Teatro e il Mondo, come in un lazzo riformato di Goldoni.

In questo nostro presente indebolito, regno di vuoti simulacri e sedotto dal virtuale, in questo nostro presente proteiforme e fissato in immagini, in cui il tessuto stesso della società è “differito” in “spettacolo”, in questo nostro presente iridescente e liquefatto, flottante, teatralmente, tra illusione della rappresentazione e verità della performance, la metafora di Amleto trova nuova forza ed energia, imponendosi come uno dei passaggi obbligati di reinvenzione dei linguaggi teatrali. Tanto più il reale si fa traccia o rumore, fake o post, tanto più si smarrisce l’origine, quanto più s’insinua tra le pieghe della creazione scenica contemporanea una sottile nostalgia della realtà, un sussulto di presenza. Si fissa una nuova grammatica delle “cose”, misura del nostro vivere e regola della teatralità.
Al di là di ogni disquisizione sul realismo e la verosimiglianza, è proprio questa prepotente volontà della scena contemporanea di farsi concretamente mondo (o di misurare concretamente la propria distanza dal mondo) che la Stagione 2022/2023 del Piccolo Teatro di Milano intende esplorare, consegnando agli spettatori un ricco e multiforme catalogo di possibilità di articolazione della relazione vita/teatro e di modi di intenderla.

Muovendo da una minuziosa lettura quanto più oggettiva possibile dell’archetipo amletico, c’è spazio, nel nuovo cartellone del Piccolo, per il gioco con la Storia, teso a reperire nella cronaca la matrice prima di ogni drammaturgia, così come si indulge nei meandri della cosiddetta autofinzione, percorrendo e ripercorrendo l’incerto crinale che oppone l’arte alla realtà. Il trompe l’œil tardobarocco del teatro nel teatro, in odor di commedia dell’arte, si sdoppia nella favolosa messa in prospettiva del reale (che da lontano – non si dimentichi – si vede meglio!) narrata nelle forme di un adamantino apologo pseudo-illuminista o di un dramma didattico à la manière de Brecht. L’esatta anatomia dei sentimenti e del vissuto dialoga col trattato scientifico (o fanta-scientifico) sui misteri del cosmo, con tanto di stranianti note a piè di pagina, così come con la libera messa in scena della schietta ed innocente verità dei corpi e dei loro irrefrenabili desideri. Il teatro documento, magari rimodulato secondo il classico montaggio dell’epos romanzesco o del cinema documentario, fa da contraltare alla limpida cartografia delle solitudini metropolitane, affidata ad un teatro che esce dalla scena per attraversare la città. E ancora, in un vertiginoso crescendo, sul filo degli spettacoli in Stagione si dà conto della verità tutta teatrale del linguaggio, della poesia, della fabula ed infine del rito – approdo ultimo di un teatro tutto teso ad identificarsi concretamente con la comunità. In una suprema e radicale rivendicazione profetica della verità politica schiacciante della presenza, scriveva Rousseau a D’Alembert nel 1758: «Piantate un palo adorno di fiori in mezzo a una piazza, riunitevi intorno il popolo, e avrete una festa. Ancora meglio: offrite gli spettatori come spettacolo, fateli attori essi stessi, fate che ciascuno si veda e si ami negli altri, affinché tutti siano più uniti».

Crittato nel rebus di una scena concreta e vitale che non sa e non vuole rinunciare, attraverso le cose, al suo rapporto (genetico e fisiologico) con la realtà, proprio nel commercio col reale il teatro trova dunque, oggi, uno dei suoi sensi più profondi e dei suoi piaceri più veri. E proprio a partire da lì può tracciare una delle vie maestre (forse la principale?) per immaginare il domani. Nella sua irriducibile verità, il teatro, come ben sapeva Artaud, non è ancora, infatti, «l’unico luogo al mondo dove un gesto fatto non si ricomincia due volte»?

Claudio Longhi

LA STAGIONE:

Spingendo lo sguardo oltre le prospettive ridotte e frammentate a cui l’emergenza sanitaria ci aveva abituato, la Stagione 2022/2023 del Piccolo Teatro di Milano prova a ridisegnare il tradizionale orizzonte temporale delle programmazioni teatrali, da settembre a luglio.

Filo conduttore è il nodo che lega teatro e realtà, la capacità della scena di farsi “misura” per le cose del mondo, segnando uno spazio, rispetto ad esse, di distanza o di prossimità. La volontà di raccontare il reale, rifletterlo, evocarlo, talvolta imitandolo, altre distorcendolo, ma sempre proiettandolo nello specchio del palcoscenico, consegna al pubblico un catalogo polifonico e iridescente di “rifrazioni narrative” del reale, dove storia e cronaca, finzione e autofinzione, fantascienza e documentario si incrociano e sovrappongono, intersecando linguaggi e modalità espressive, canone e ricerca.

Come consuetudine, le produzioni del Piccolo si intrecciano con un fitto calendario di ospitalità e collaborazioni, vecchie e nuove, che completano la variopinta tavolozza della Stagione. L’impianto produttivo, oltre a vedere, in apertura, il ritorno di due importanti allestimenti, M Il figlio del secolo di Massimo Popolizio e Hamlet di Antonio Latella – segnati, al loro debutto, dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria –, e a mantenere fede, poco più avanti, all’appuntamento con l’eterno incanto di Arlecchino,si comporrà quasi esclusivamente di prime assolute come, ad esempio, Romeo e Giulietta, la prima regia per il Piccolo di Mario Martone, e come lo straordinario ritorno di Toni Servillo con un testo di Giuseppe Montesano, Tre modi per non morire, ma anche il primo allestimento teatrale de Il barone rampante, a cura di Riccardo Frati, che celebrerà sulla scena il centenario di Italo Calvino, mentre sempre a un altro anniversario, legato questa volta al nome di Giovanni Testori, presterà voce Umberto Orsini con Luchino. Visconti secondo Testori.

Si sviluppa ulteriormente il dialogo con gli artisti associati, nel quale si rispecchia la necessità dei processi culturali di muoversi come sistemi aperti, frastagliati, dialettici e di affidarsi a una articolata, continuativa, condivisa progettualità artistica. Già all’inizio del 2022 se ne erano visti i frutti con le produzioni affidate a Federica Rosellini e Pier Lorenzo Pisano, che torna con Carbonio, così come si rivedrà in scena Stefano Massini con quel meraviglioso congegno diacronico che sono le sue Storie, mentre il festival Presente indicativo aveva accolto, nel maggio scorso, Marcus Lindeen, Tiago Rodrigues e Marco D’Agostin (che sta per debuttare, l’8 e 9 ottobre, a Firenze nello spazio di Virgilio Sieni, Cango, con lo spettacolo Gli anni, del quale il Piccolo è coproduttore).

Nella Stagione 2022/2023, ribadendo l’obiettivo di avviare un percorso di conoscenza del loro lavoro, arricchito anche da momenti di approfondimento e confronto, tra gli artisti associati saranno presenti, come ospiti, Caroline Guiela Nguyen, regista per lo schermo e per la scenache, dopo il successo di Saigon, presenterà FRATERNITÉ, Conte fantastique, Marta Cuscunà con EARTHBOUND ovvero le storie delle camille, il collettivo teatrale Sotterraneo con una personale, mentre nuove produzioni e coproduzioni firmeranno per il Piccolo Christiane Jatahy con Depois do silêncio, Pascal Rambert con Prima, Liv Ferracchiati con HEDDA.GABLER. come una pistola carica, Davide Enia con Eleusi, Davide Carnevali con Ritratto dell’artista da morto e Il teatro tiene banco (importante progetto dedicato alle scuole), lacasadargilla con Anatomia di un suicidio di Alice Birch.

La geografia aperta, che è inscritta nel nome stesso del Piccolo, “Teatro d’Europa”, trova i suoi punti cardinali non solo nell’internazionalità delle coproduzioni (i già citati Depois do silêncio, Prima e Ritratto dell’artista da morto), ma anche in quella di quattro ospitalità: Gardenia 10 years later, spettacolo andato in scena la scorsa settimana, con cui il Piccolo ha partecipato ai festeggiamenti per il 50° anniversario del Teatro Franco Parenti, e le opere di tre artisti già affermati o che si stanno imponendo all’attenzione della scena contemporanea. Si tratta, come si diceva prima, di Caroline Guiela Nguyen,di Sébastien Foucault, attore che ha lavorato con Milo Rau e che molto deve al suo modo di intendere il teatro, con Reporters de guerre in apertura di Stagione,  e di Miet Warlop, artista visiva della nouvelle vague fiamminga, acclamata all’ultimo Festival di Avignone, che presenterà ONE SONG, quarto capitolo di HISTOIRE(S) DU THÉÂTRE  (progetto teatrale “antologico” il cui primo episodio, La reprise di Milo Rau, è andato in scena, in Italia, proprio al Piccolo). A rimarcare questo respiro internazionale saranno, infine, l’avventura (finalmente possibile!) di una tournée oltreoceano che porta in Uruguay, a Montevideo, Zoo di Sergio Blanco (mentre a girare l’Italia saranno Edificio 3 di Claudio Tolcachir e Storie di Stefano Massini) e i progetti europei, sui temi della sostenibilità e dell’inclusione, ai quali il Piccolo continua a dare un potente impulso.

Si rinnova e si rafforza l’attenzione alla nuova drammaturgia anche nelle sue declinazioni editoriali (si arricchisce di titoli, infatti, in parallelo con la programmazione, la collana realizzata con il Saggiatore), così come la promozione e valorizzazione delle voci giovani della scena, in linea con la funzione stessa di servizio pubblico che il Piccolo indossa dalla sua nascita.
In quest’ottica, vengono accolte due importanti esperienze dedicate alla pedagogia teatrale e alla promozione di giovani artisti: École des Maîtres e Biennale Teatro. Si riannoda, inoltre, il dialogo con il pubblico e l’incontro, necessario e vivificante, con nuove platee, lavorando nel tempo, per proiettare l’esperienza teatrale, oltre il momento effimero della rappresentazione, in una galassia di iniziative anche quest’anno raccolte sotto il nome di Oltre la scena, nella sua doppia interlocuzione con gli spettatori e con le scuole; e lavorando nello spazio, in direzione ‘non 20121’, perché la proposta culturale si ramifichi e si irradi all’intero tessuto metropolitano, come ha dimostrato l’importante lavoro svolto nei quartieri dal festival IMMERSIONI, ancora in corso in questi giorni (fino al 14 settembre) o i solitari audio-percorsi urbani che Città sola di Olivia Laing ha ispirato a lacasadargilla e che attraverseranno la Stagione, da novembre a maggio.

Produzioni

La nuova Stagione si apre con il ritorno di due imponenti produzioni che hanno lasciato, tra il 2021 e il 2022, il segno di uno straordinario successo, penalizzato dalle conseguenze della pandemia. M Il figlio del secolo (Strehler, 28 settembre – 16 ottobre), lo spettacolo di Massimo Popolizio tratto dal romanzo di Antonio Scurati, e Hamlet (Studio, 1 – 30 ottobre) diretto da Antonio Latella, premio Ubu 2021 come miglior spettacolo e per la migliore attrice under 35, Federica Rosellini, tornano a celebrare in pienezza il senso più profondo del rito teatrale.

A dicembre (Studio, 1 – 22 dicembre) Liv Ferracchiati, artista associato, già ospite al Grassi nell’autunno 2021 con La tragedia è finita, Platonov di Čechov, si avvicina a Ibsen per indagare, con la sua personale HEDDA.GABLER. come una pistola carica, il cortocircuito tra convenzioni sociali e desiderio di libertà. In scena, Francesco Alberici, Liv Ferracchiati, Giulia Mazzarino, Renata Palminiello, Alice Spisa, Petra Valentini, Antonio Zavatteri.

Nello stesso periodo (1 – 22 dicembre), a 75 anni dal debutto, Arlecchino servitore di due padroni torna in via Rovello. Affidato, dopo la scomparsa di Strehler, della quale nel dicembre 2022 ricorre il 25° anniversario, a Ferruccio Soleri che ne ha curato l’attuale edizione insieme a Stefano de Luca e che, dalla Stagione 2018/19, ha passato il testimone del “batocio” a Enrico Bonavera, lo spettacolo più longevo della storia del teatro non smette di incantare generazioni di spettatori.

Un altro prezioso ritorno al Piccolo è quello di Toni Servillo, che mette in scena Tre modi per non morire (Studio, 11- 22 gennaio), un viaggio teatrale attraverso tre evocazioni di Giuseppe Montesano, tre momenti “culminanti” in cui alcuni poeti hanno messo in pratica l’arte di non morire: Baudelaire, Dante e i Greci e la celebrazione della poesia come antidoto alla paralisi del pensiero, alla non vita.

Storia di libertà, coraggio e perseveranza, Il barone rampante di Italo Calvino approda per la prima volta in teatro, con uno spettacolo prodotto dal Piccolo. Mentre nel 2023 ricorre il centenario della nascita dello scrittore, il regista Riccardo Frati cela nella storia di un dodicenne e della sua ribellione alla famiglia, una riflessione sul complesso e delicato tema delle relazioni e del rapporto tra infanzia e memoria (Grassi, 20 gennaio – 5 febbraio). In scena, Mauro Avogadro, Giovanni Battaglia, Nicola Bortolotti, Michele Dell’Utri, Diana Manea, Marina Occhionero, Francesco Santagada.

Dopo il successo della scorsa Stagione, torna Carbonio, scritto e diretto da Pier Lorenzo Pisano. L’alieno al centro della piéce – protagonista di alcuni video che hanno infiammato i social con venti milioni di visualizzazioni sui profili del Piccolo -, rientra allo Studio dal 7 al 26 febbraio, insieme a Federica Fracassi e Mario Pirrello, per riprendere il discorso sul rapporto degli esseri umani con l’infinito, all’ombra del Golden Record, ingenuo florilegio di umanità, lanciato nello spazio.

Un’indagine vertiginosa sull’amore, sulle eredità e sul generare: è Anatomia di un suicidio, testo mai rappresentato in Italia della trentacinquenne drammaturga britannica Alice Birch, un progetto di lacasadargilla, artisti associati (Grassi, 23 febbraio – 19 marzo). In scena, Caterina Carpio, Marco Cavalcoli, Lorenzo Frediani, Tania Garribba, Fortunato Leccese, Anna Mallamaci, Alice Palazzi, Federica Rosellini, Camilla Semino Favro, Petra Valentini, Francesco Villano.

Per la sua prima regia in una produzione del Piccolo Teatro, Mario Martone sceglie Romeo e Giulietta, la tragedia degli amanti veronesi, che William Shakespeare scrisse tra il 1594 e il 1596 e ambientò nel 1500, nel cuore del Rinascimento italiano. La sua versione, per la grande sala dello Strehler (2 marzo – 6 aprile), è affidata a una compagnia di giovanissimi, cui si affiancano alcuni professionisti della scena (cast in via di definizione).

Tra realtà e autofinzione, Davide Carnevali (artista associato, nella doppia veste di autore e regista) e Michele Riondino (in scena), portano allo Studio Ritratto dell’artista da morto (Italia ’41 – Argentina ’78), una coproduzione internazionale sul dramma delle sparizioni nelle dittature del Novecento (16 marzo – 6 aprile). Il testo, pubblicato in Italia da Einaudi e già presentato alla Münchner Biennale nel 2018, sarà riproposto in una nuova versione in francese alla Comédie de Caen, Comédie de Reims e Théâtre de Liège, coproduttori del progetto, nella Stagione 2023/24.

Arte e vita si intrecciano in Prima di Pascal Rambert (Grassi, 29 aprile – 28 maggio). Si apre con questa seconda coproduzione internazionale il trittico teatrale, che il regista, artista associato, ha pensato per tre stagioni del Piccolo (le parti successive saranno Durante e Dopo) e che, per la prima volta, ha scritto appositamente per attori italiani. Al centro dello spettacolo sono le vicende di una compagnia teatrale impegnata nella messa in scena di un testo ispirato alla Battaglia di San Romano di Paolo Uccello. In scena, Anna Bonaiuto, Anna Della Rosa, Marco Foschi, Leda Kreider, Sandro Lombardi.

Nel centenario della nascita di Giovanni Testori, Umberto Orsini – testimone privilegiato del rapporto Testori/Visconti, essendo stato il Candidezza nell’Arialda e il conte Max von Holnstein in Ludwig –, legge pagine da Luchino. Visconti secondo Testori (Strehler, 15 maggio), biografia ritrovata e in corso di pubblicazione da Feltrinelli, a cura di Giovanni Agosti. Lo spettacolo è in collaborazione con l’Associazione Giovanni Testori.

Dopo Entre chien et loup – presentato nel maggio 2022 in occasione del festival Presente Indicativo –, che indagava le meccaniche dal fascismo partendo dal film Dogville di Lars von Trier, e Before the sky falls, che puntava il dito contro la mascolinità tossica e il potere politico del patriarcato muovendo dallo shakespeariano Macbeth, Christiane Jatahy, Leone d’oro all’ultima Biennale di Venezia e artista associata, arriva alla conclusione della sua Trilogia degli orrori. Depois do silêncio (Studio, 16 – 18 maggio), sostenuto da una lunga e prestigiosa cordata internazionale, che vede il Piccolo tra i coproduttori, affronta direttamente la dittatura di Bolsonaro e la tragedia ambientale della deforestazione dell’Amazzonia.

Allo Studio, dal 23 al 28 maggio, Stefano Massini, primo italiano vincitore del Tony Award con Lehman Trilogy e artista associato, riprende il racconto delle sue Storie. Lo spettacolo torna al Piccolo per la quinta volta, da quando, nel giugno del 2020, vi debuttò segnando il tanto atteso rientro a teatro dopo il lockdown. E tornano, insieme a Massini, due irrinunciabili compagni di viaggio: Paolo Jannacci al pianoforte e Daniele Moretto alla tromba e flicorno.

Eleusi, come i misteri celebrati nell’antica Grecia, è la nuova avventura scenica di Davide Enia, artista associato: si tratta di un dittico corale sul tema del sacro, che si svolge contemporaneamente in due sedi del Piccolo, nell’arco di ventiquattr’ore (10 giugno). Lo spettacolo nasce da una riflessione su due luoghi simbolo di trasformazione: il Teatro Grassi, un tempo luogo di torture e violenze nazifasciste, e lo Studio Melato, ex Teatro Fossati che, risalente alla metà dell’Ottocento, ospitò spettacoli dialettali, riviste, operette, fu trasformato in cinema e restò a lungo chiuso, per essere riaperto da Strehler nel 1985 come luogo di sperimentazione.

L’intera Stagione è, infine, attraversata da Città sola, performance urbana, progetto metropolitano ideato da lacasadargilla. Gli spettatori potranno ascoltare la riduzione del testo di Olivia Laing, registrato e sonorizzato appositamente per questo progetto “a cielo aperto”, come un’intrusione narrativa mentre si cammina per la città di Milano. Ogni sabato e domenica mattina, da novembre a maggio, partendo dal Chiostro Nina Vinchi.

Il teatro tiene banco – Grazie al prezioso sostegno di Fondazione Banca del Monte di Lombardia, prende il via un palinsesto di spettacoli e di attività dedicate al pubblico in età scolare. A fare da perno scenico, tre spettacoli scritti e diretti da Davide Carnevali che, a partire da alcune delle opere più care alla tradizione letteraria italiana (ma non solo), rileggeranno il nostro rapporto con i classici: in Scatola Magica va in scena La favolosa battaglia dei topi e delle rane (3 – 20 novembre), che prende le mosse dal poemetto omerico già riscritto da Leopardi, per provare a parlare di guerra alle bambine e ai bambini delle elementari; allo Studio, Orlando hater e Angelica furiosa (20 marzo – 2 aprile) rivisiterà, per il pubblico adolescente delle scuole medie, il capolavoro di Ariosto con un occhio alla splendida “guida alla lettura” che ne ha fatto Italo Calvino, per toccare parità di genere e idealizzazione dell’amore ai tempi dei social; il teatro entrerà, infine, negli istituti superiori con un’AntigoneAntigone in cattedra (6 – 19 febbraio) allestita in classe: legalità e politica sono al centro di questa operazione brechtiana, in cui il teatro incontra storia, filosofia ed educazione civica. Intorno a questi titoli si svilupperanno non solo incontri di “accompagnamento alla visione” ma, con il coinvolgimento di un gruppo di attrici e di attori, veri e propri percorsi formativi: lezioni spettacolo e laboratori di avvicinamento alla nuova drammaturgia (questi ultimi dedicati alle scuole superiori), ma anche esperienze che facciano toccare con mano le potenzialità delle pratiche sceniche (laboratorio di lettura ad alta voce per insegnanti) o, semplicemente, rendano il teatro un luogo del quotidiano, attraverso spettacoli itineranti che ne raccontino spazi e professionalità (Benvenuti al Piccolo, Teatro Strehler, dal 13 al 31 marzo 2023).

Ospitalità internazionali – Dopo avere partecipato ai festeggiamenti del 50° anniversario del Teatro Franco Parenti accogliendo sul palcoscenico dello Strehler Gardenia 10 years later, cult internazionale che il coreografo Alain Platel, il regista Frank Van Laecke e il musicista Steven Prengels hanno creato da un’idea di Vanessa Van Durme, tre sono le ospitalità internazionali che si vanno ad aggiungere alla coproduzione Depois do silêncio di Chrisitane Jatahy.
Reporters de guerre (Grassi, 27 settembre, ore 19.30), prima creazione di Sébastien Foucault, drammaturgo, regista, attore (il pubblico italiano lo ha apprezzato in La reprise di Milo Rau), si interroga su come rappresentare la guerra in palcoscenico, a circa trent’anni dall’assedio di Sarajevo, dopo i massacri di Srebrenica e Tuzla. Tra teatro e documentario, lo spettacolo riflette sulla responsabilità della narrazione, con i suoi limiti, ma anche con l’impegno contro l’indifferenza e l’oblio.
In FRATERNITÉ, Conte fantastique (Strehler, 26 – 28 gennaio), Caroline Guiela Nguyen, autrice e regista di cinema e teatro, artista associata, affida a una compagnia di attrici e attori, professionisti e non, e cala in un immaginario distopico il racconto delle vite sospese dei sopravvissuti di un’improvvisa catastrofe planetaria e la testimonianza del dramma di quanti ignorano il destino dei propri cari, sorte comune ai migranti, ai profughi, alle vittime delle guerre.
Le Monde ne ha parlato come di «uno spettacolo emozionante, che cattura la vita e le sue infinite variazioni»; per il New York Times è «rumoroso, assurdo e incredibilmente divertente». È ONE SONG – HISTOIRE(S) DU THÉÂTRE IV (Strehler, 19 – 20 aprile), creazione dell’artista visiva Miet Warlop, belga, attiva tra Gent e Bruxelles e dal 2004 affermatasi sulla scena internazionale.
Si tratta del quarto di quella serie di “racconti teatrali” che, con NTGent, il regista Milo Rau ha commissionato in prima istanza a se stesso, quindi a Faustin Linyekula, Angélica Liddell e, appunto, a Warlop, sulla base della domanda: «Qual è la tua storia come artista teatrale?».

Ospitalità – Con Le memorie di Ivan Karamazov (Grassi, 4 – 16 ottobre), Umberto Orsini, diretto da Luca Micheletti, affronta per la terza volta il personaggio più complesso, controverso e tormentato creato da Dostoevskij;
De Filippo torna allo Strehler (18 – 30 ottobre) con una delle sue opere meno note, Ditegli sempre di sì. Carolina Rosi, Tony Laudadio e una compagnia di altri dieci straordinari attori, giocano sul confine tra salute e malattia mentale, guidati da Roberto Andò;
il collettivo teatrale Sotterraneo, artisti associati, presenta una personale al Teatro Grassi. Il trittico è composto da Shakespearology e Overload (19 e 20 ottobre, 19 e 21.30) e da L’Angelo della Storia (22 e 23 ottobre);
dopo il successo, nel 2019, di Si nota all’imbrunire con Silvio Orlando, Lucia Calamaro torna al Grassi (25 ottobre – 6 novembre) con Darwin inconsolabile (un pezzo per anime in pena), per esplorare, con la consueta ironica lucidità, l’animo umano di fronte alle relazioni, agli affetti, al dolore, all’esperienza del lutto;
Filippo Dini dirige e interpreta Il crogiuolo (Strehler, 1 – 10 novembre), uno dei testi di Arthur Miller più feroci nei confronti della società americana. La caccia alle streghe che nel 1692 travolse la cittadina di Salem si fa proiezione e spietata condanna delle psicosi sociali contemporanee;
Cirano deve morire (Studio, 2 – 6 novembre) è una riscrittura per tre voci del Cyrano de Bergerac di Rostand, uno spettacolo-concerto che trasforma la poesia in vorticoso rap, firmato da Leonardo Manzan, giovane talento rivelatosi alla Biennale Teatro di Latella;
Davide Enia, oltre alla produzione per il Piccolo, Eleusi, è in Stagione con Italia-Brasile 3 a 2. Il ritorno (Grassi, 8 – 20 novembre) a quarant’anni da una partita epica, a venti da uno spettacolo ormai storico;
il Milano Flamenco Festival torna al Teatro Strehler, proponendo, come consuetudine, un segmento autunnale (12 novembre) in coda agli appuntamenti dell’estate 2022 – Mujer de pie della coreografa Sara Cano – e la nuova edizione 2023, la sedicesima, dal 26 giugno al 1° luglio;
dopo i trionfi di Macbettu – premio Ubu come spettacolo dell’anno 2017 –, Alessandro Serra torna a Shakespeare con La tempesta (Strehler, 15 – 27 novembre), omaggio straziante alla potenza del teatro e opera dalla tellurica forza politica;
per la prima volta in italiano, La seconda sorpresa dell’amore di Marivaux (Grassi, 23 – 27 novembre) viene presentato con la regia di Beppe Navello, per incoraggiare la conoscenza di quello che è, probabilmente, il drammaturgo più grande del Settecento francese;
con Il sogno di un uomo ridicolo (29 novembre – 4 dicembre) Gabriele Lavia ripropone lo sconcertante testo di Dostoevskij, che l’ha accompagnato per tutta la vita e che ora allestisce allo Strehler, a lui dedicando un eccezionale ritorno;
nella stessa sala tornano anche gli allievi e le allieve della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala per il consueto appuntamento natalizio con Cenerentola (13 – 22 dicembre), il balletto di Sergej Prokof’ev, con la coreografia di Frédéric Olivieri, e per lo spettacolo istituzionale di primavera (5 – 7 maggio);
in La mia vita raccontata male (Strehler, 28 dicembre – 8 gennaio), attraverso la prosa di Francesco Piccolo, Claudio Bisio racconta, accompagnato da due musicisti d’eccezione, una vita come tante, tra romanzo di formazione, biografia divertita e pensosa e catalogo di inciampi;
il Teatro Grassi incornicia nuovamente la ormai storica collaborazione con la Compagnia marionettistica Carlo Colla & Figli, con il tradizionale doppio appuntamento, a Natale, con Lo schiaccianoci (28 dicembre – 6 gennaio) dal balletto di Čajkovskij e, nel periodo estivo, con Il mostro turchino (27 giugno – 9 luglio), nuova produzione dalla fiaba tragicomica di Carlo Gozzi;
Processo Galileo (Strehler, 10 – 15 gennaio), regia a quattro mani firmata da Andrea De Rosa e Carmelo Rifici, compone, in tre sequenze, tre differenti processi, per indagare, con diversi linguaggi e modalità espressive, la nostra contemporaneità;
Roberto Andò porta in scena Ferito a morte (Strehler, 17 – 22 gennaio) di Raffaele La Capria, recentemente scomparso, Premio Strega 1961, in una versione creata per il palcoscenico da Emanuele Trevi, anche lui vincitore, sessant’anni dopo, di uno Strega;
con Europeana. Breve storia del XX secolo (Grassi, 21 marzo – 2 aprile), Lino Guanciale, in dialogo con la fisarmonica dello sloveno Marko Hatlak, trasforma il fiume di episodi e racconti di Ourednik in una frase lunga come uno spettacolo, ripercorrendo gli entusiasmi, le tragedie e gli slanci del Novecento;
amori non corrisposti e illusioni perdute: Leonardo Lidi porta in scena Il gabbiano (Strehler, 11 – 16 aprile), primo dei grandi capolavori di Čechov e prima tappa di un progetto che il regista dedica allo scrittore e che avrà i suoi capitoli successivi in Zio Vanja e Il giardino dei ciliegi;
dopo La scortecata – in scena al Grassi nell’aprile 2019 – Emma Dante torna a confrontarsi con Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile e lo fa, questa volta allo Studio (11 – 23 aprile), con Pupo di zucchero, celebrazione della morte e festa della vita;
Marta Cuscunà, artista associata, dopo la personale in scena al Teatro Grassi nel febbraio 2022, ambienta allo Strehler (27 – 30 aprile) EARTHBOUND ovvero le storie delle camille, uno spettacolo di fantascienza ispirato al pensiero eco-femminista della filosofa Donna Haraway;
la figura di Edipo è al centro dei due spettacoli che Chiara Guidi incastona nel cerchio dello Studio: Edipo. Una fiaba di magia (27 – 30 aprile) e Edipo re di Sofocle (4 – 7 maggio). Il dittico rilegge il mito con una fiaba legata agli antichi culti della fertilità e con un’indagine sul potere drammaturgico della voce;
tra cinema, teatro e ritmi da serie tv, Massimo Popolizio, con Uno sguardo dal ponte (Strehler, 9 – 21 maggio), affronta il secondo Arthur Miller della Stagione, un’opera perfetta ed enigmatica come una tragedia greca;
Mimmo Borrelli porta in scena La cupa. Fabbula di un omo che divinne albero (Studio, 10 – 14 maggio) la saga, antica e modernissima, di due famiglie divise dall’odio, raccontata con una scrittura visionaria, declinata in migliaia di versi di una lingua napoletana potente e incantatrice;
Valter Malosti dirige Manuel Agnelli, Casadilego, Roberto Latini, Michela Lucenti e un cast in via di definizione, in Lazarus (Strehler, 23 – 28 maggio), opera rock definita dal quotidiano The Independent «il regalo d’addio di David Bowie al mondo»;
dal libro di Cristina Cattaneo, Naufraghi senza volto, una lettura teatrale (Grassi, 20 – 25 giugno), affidata alle voci di Laura Curino e Renato Sarti, racconta il dramma dei naufragi nel Mediterraneo.

Collaborazioni – LaStagione 2022/2023 è impreziosita, come sempre, da collaborazioni storiche e dall’annodarsi di nuovi legami.
Dopo due anni in versione forzatamente ridotta, ritorna, con sei appuntamenti al Teatro Studio (8 – 17 settembre), MITO SettembreMusica;
la Società del Quartetto propone La lunga strada di sabbia. Il viaggio in Italia di Pier Paolo Pasolini (Grassi, 1° ottobre), concerto a tre voci a cura di Federico Tiezzi, con Sandro Lombardi, il mezzosoprano Monica Bacelli e, al pianoforte, Andrea Rebaudengo;
l’Orchestra Sinfonica di Milano riempie di musica la sala del Teatro Studio, con tre appuntamenti (3 ottobre, 16 gennaio, 12 giugno) tra classicismo viennese, Novecento e contemporaneità; nel mese di giugno, si rinnovano, infine, le collaudate sinergie con Milano per Gaber (Grassi, 12 – 18 giugno) e con il MIX, Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer, che arriva alla sua 37° edizione (Strehler e Studio, 15 – 18 giugno).

Non 20121 – Il Piccolo Teatro riafferma con convinzione la necessità, per il teatro, di uscire, non solo metaforicamente, dalle proprie sedi, e raggiungere i cittadini anche nei luoghi della loro quotidianità. In quanto rito collettivo per eccellenza, il teatro può e deve avere un ruolo cruciale nel ricostruire un’idea di comunità e nel ricucire gli sfrangiamenti del tessuto metropolitano che la pandemia ha contribuito ad allargare. Prolungando, quindi, i fili già tesi con le “escursioni” della Stagione estiva 2021 e l’esperienza recente di Milano è Viva nei Quartieri, il Piccolo coproduce, insieme a mare culturale urbano, il festival IMMERSIONI. laboratorio di linguaggi performativi nei quartieri, con la direzione artistica di Andrea Capaldi. Nucleo di questa prima edizione è la restituzione di studi e residenze artistiche che hanno messo al centro la relazione tra l’artista, i cittadini e il loro immaginario: il lavoro sulle drammaturgie partecipate, esito della call Indagine Milano con i cittadini di quattro quartieri non centrali della città; lo spettacolo I Di/Versi della compagnia Balletto Civile, un lavoro di ricerca tra società e atto poetico a partire dai madrigali di Monteverdi; la rassegna dedicata al podcast Voci immerse a cura di Audible; la presentazione del testo vincitore della call ConTest Amleta, Associazione di promozione sociale per la lotta contro le disparità di genere nel mondo dello spettacolo.

Palcoscenici in formazione – Sostenere e favorire la formazione delle nuove realtà emergenti: con questa precisa volontà il Piccolo Teatro accoglie nei suoi spazi due importanti esperienze dedicate alla pedagogia teatrale e alla promozione di giovani artisti: École des Maîtres e Biennale Teatro.
La 30° edizione dell’École des Maîtres, master internazionale di alta formazione strutturato in forma itinerante in più Paesi europei, ideato da Franco Quadri, vede da quest’anno l’ingresso del Piccolo tra i partner. Il maestro dell’edizione 2022 è l’argentino Claudio Tolcachir, autore e regista di Edificio 3, lo spettacolo con cui si era aperta la Stagione 2021/22 del Piccolo, drammaturgo rappresentato in oltre venti Paesi del mondo, con una pluriennale esperienza come pedagogo.
Il corso, intitolato La creazione accidentale, per sedici attori e attrici (quattro per ogni Paese promotore) si tiene quest’anno in lingua spagnola e ha una durata complessiva di 38 giorni, nelle varie sedi dei partner: Udine (25 agosto – 5 settembre), Liegi (6 – 8 settembre), Lisbona (9 – 11 settembre), Coimbra (12 – 16 settembre), Milano (17 – 21 settembre), Caen (22 – 26 settembre), Reims (27 settembre – 1° ottobre). La tappa milanese, oltre a offrire una finestra sul lavoro di questa edizione, grazie a una restituzione aperta al pubblico programmata per il 21 settembre al Teatro Grassi, si configurerà come vero e proprio momento di incontro tra giovani generazioni. Inaugurando una collaborazione inedita con Hystrio Festival, il Piccolo metterà infatti in dialogo i 16 allievi dell’École des Maîtres con i 40 attori under 30 finalisti al Premio Hystrio alla Vocazione 2022, facendo del palcoscenico un vero e proprio crocevia della scena europea di domani.
Dall’anno 2021, sotto la direzione di ricci/forte, la Biennale Teatro ha promosso, nell’ambito di Biennale College Teatro, un bando che intende promuovere nuovi autori under 40. Le drammaturgie vincitrici (Veronica di Giacomo Garaffoni e En abyme di Tolja Djokovic) sono state presentate in forma di lettura scenica, la prima con la curatela di Federica Rosellini, la seconda con quella di Fabiana Iaccozzilli. E proprio il testo di Tolja Djokovic andrà in scena in forma di mise en lecture venerdì 23 settembre al Teatro Grassi in una serata riservata ad allievi attori e a esperti di didattica teatrale, con la regia della stessa Iaccozzilli e la partecipazione degli attori Simone Barraco, Oscar De Summa, Francesca Farcomeni ed Evelina Rosselli.

Oltre la scena / a misura d’uomo – È il perpetuo scambio tra verità e rappresentazione il fil rouge della nuova Stagione del Piccolo: un confronto difficile da arginare, che eccede le quinte e gli spettacoli, per trovare spazio anche in tutte quelle attività che il Piccolo ha immaginato oltre la scena e che comporranno un ricco palinsesto di eventi e iniziative a sé stanti. Sotto il nome di Oltre la scena – a misura d’uomo si raccolgono incontri e conversazioni con gli artisti (Parole in pubblico/ Pre-performance talk), ma anche gli incontri con le “cose” della scena (Tante care cose!), in cui ospiti ed esperti – talvolta lontanissimi tra loro e dal mondo teatrale – saranno chiamati a riflettere intorno ad alcuni “oggetti-talismano” degli spettacoli, offrendo una duplice prospettiva, pragmatica e immaginifica. Non mancheranno gli appuntamenti dedicati al mondo dell’editoria (Segnalibro) con letture e presentazioni di libri, né le rassegne cinematografiche (Sguardi paralleli), ideate in collaborazione con gli artisti e diffuse in diverse sale-partner nella città. E ad attraversare la città saranno anche le camminate teatrali e le visite-spettacolo (Walk_Talk). Infine, per chi ha voglia di sperimentare in prima persona le pratiche della scena, saranno organizzati atelier e masterclass (Teatro in platea), mentre chi preferisce partecipare da remoto al “quotidiano” teatrale, sul sito e sui social del Piccolo saranno pubblicati, mese per mese, podcast, video e moltissimi altri contenuti digitali (PiccoloSmart). Attività gratuite (se non specificato diversamente) aperte a tutta la cittadinanza per fare del teatro un luogo del quotidiano, appunto a misura d’uomo.

Oltre la scena / per le scuole – Il denso programma di attività formative dedicato al mondo della Scuola, pensato per avvicinare le giovani spettatrici e i giovani spettatori ai linguaggi e alle forme della scena, si compone di molteplici format. Dalle lezioni spettacolo (Blitz come delle vere e proprie incursioni didattiche), a scuola o in digitale, coinvolgendo le classi in azioni teatrali e in momenti di confronto con gli artisti, ai Laboratori di visione, incontri digitali e in presenza rivolti alle scuole secondarie di primo e secondo grado e dedicati agli spettacoli di produzione. Dai Dossier didattici – Education Pack, approfondimenti digitali per studentesse, studenti e docenti, ai PCTO, i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento che continuano in modalità ibrida: in digitale e in presenza. Due i percorsi proposti per la Stagione 2022-2023: un laboratorio di drammaturgia rivolto alle scuole secondarie di secondo grado e un percorso legato all’artigianalità teatrale con particolare riferimento alla scenotecnica e alla realizzazione dei costumi. In La magica scatola di Arlecchino. Laboratorio per la scuola primaria, partendo dalla Scatola Magica del Teatro Strehler i bambini e le bambine, con la guida di Roberta Mangano e delle sarte del Piccolo Teatro impareranno a conoscere i caratteri più celebri dell’opera goldoniana e daranno vita a un nuovo costume realizzato con materiali di riciclo. Infine, Teatro aperto. Visite guidate agli spazi teatrali propone un viaggio dietro le quinte per scoprire segreti, aneddoti e mestieri legati alla storia del teatro.

Info e prenotazioni educational@piccoloteatromilano.it

Progetti europei – Mai come in questo momento il tema della sostenibilità si lega in maniera indissolubile alle politiche culturali. È con questa consapevolezza che, dopo essere stato il primo teatro in Europa ad aver aderito a “New European Bauhaus” – la rete culturale e interdisciplinare promossa dall’Unione Europea per favorire la diffusione di un nuovo Green Deal europeo – il Piccolo prosegue nel proprio impegno di fare del teatro un centro attivo e propulsivo di una cultura sostenibile.
Lo fa concretamente attraverso lo sviluppo di due progettualità, STAGES e Future Laboratory, che nella scorsa primavera hanno ricevuto il riconoscimento della Commissione Europea, vincendo il finanziamento del programma “Europa Creativa”, e che entreranno nel vivo nel corso della Stagione.
§In piena continuità con i processi di raggiungimento dei target di sostenibilità di Europe 2030, STAGES – Sustainable Theatre Alliance for a Green Environmental Shift è un esperimento teatrale che vuole rivoluzionare il modo in cui il settore culturale affronta il concetto di sostenibilità: 14 importanti enti teatrali gireranno l’Europa (arrivando fino a Taiwan) con nuovi spettacoli focalizzati sulla crisi climatica e tuttavia né persone né oggetti si sposteranno per rendere possibili queste tournée. I partner di STAGES si impegnano infatti a ripensare i processi delle tournée mettendo in scena i due spettacoli creati da Katie Mitchell e Jérôme Bel per il Théâtre Vidy-Lausanne, utilizzando cast e set locali e persino elettricità generata dal vivo sul palco. Ogni partner del progetto, inoltre, farà uso delle lezioni di Doughnut Economics per sottoporsi a un nuovo processo di auto-analisi – il Piccolo ha già attivato in questo senso una preziosa collaborazione con il Politecnico di Milano – al fine di identificare i cambiamenti necessari su temi quali la progettazione degli edifici, gli spostamenti degli spettatori e l’equilibrio fra lavoro e vita privata.§
Con Future Laboratory il Piccolo partecipa a un network di 12 partner europei per dare vita a un progetto pilota per residenze di ricerca, destinate a quindici artisti emergenti, sul tema dell’inclusione sociale in Europa. Al termine del percorso, gli artisti avranno la possibilità di presentarne i risultati a tutti i teatri partner, durante un evento internazionale e plenario. L’apertura dei lavori sarà a Liegi tra il 6 e l’8 ottobre 2022 con una Masterclass internazionale, mentre la prima residenza artistica milanese è prevista nel febbraio 2023.

La Scuola del Piccolo Teatro – La didattica teatrale è da sempre il cuore della vita del Piccolo Teatro di Milano, che dal 1987 possiede una propria Scuola di Teatro, fondata da Giorgio Strehler, intitolata a Luca Ronconi e attualmente diretta da Carmelo Rifici. Nel mese di settembre, prende il via la seconda annualità del corso “Claudia Giannotti”.

Le edizioni – Avviata con la Stagione 2021/22, nell’anno del centenario di Giorgio Strehler, la collaborazione tra il Piccolo Teatro e il Saggiatore nasce con il proposito di rinsaldare il rapporto dei lettori con la scrittura per la scena. Oltre alla serie dedicata al grande regista, che ha visto la pubblicazione di Lettere agli italiani, presentato all’interno di BookCity 2021, e di Shakespeare Goldoni Brecht, il progetto vuole portare a conoscenza del pubblico anche nuovi autori teatrali, italiani e internazionali, dando così anche un approdo editoriale a quell’attenzione alla nuova drammaturgia che caratterizza l’impianto produttivo del teatro. Per quanto concerne i drammaturghi nazionali, hanno visto la luce Big Data B&B, testo dello spettacolo di Laura Curino, prodotto dal Piccolo e dal Politecnico di Milano, intorno al tema dei dati sensibili (prefazione di Roberta Carpani); Abbecedario per il mondo nuovo, raccolta di ventisei brevi drammaturgie di autori e autrici under 35 (prefazione di Gerardo Guccini), diffuse dal Piccolo sui canali social, in forma di podcast; Carbonio, di Pier Lorenzo Pisano, vincitore del 56° Premio Riccione per il Teatro (prefazione di Mario Tozzi). Particolare rilievo è stato dato alla pubblicazione di autori stranieri. Uno spettacolo per chi vive in tempi di estinzione di Miranda Rose Hall (prefazione di Telmo Pievani), Zoo di Sergio Blanco (prefazione di Roberto Marchesini), Due amici di Pascal Rambert (prefazione di Chiara Elefante), Trilogia delle identità di Marcus Lindeen (la traduzione è sempre di Chiara Elefante), Teatro (traduzioni di Vincenzo Arsillo e Valeria Illuminati) che illustra il lavoro di Tiago Rodrigues attraverso tre testi, Catarina e la bellezza d’ammazzar fascisti, Coro degli amanti e Nella misura dell’impossibile. Per la Stagione 2022/23, il lavoro del Piccolo con il Saggiatore prosegue con il nuovo testo di Liv Ferracchiati, elaborazione originale dell’artista a partire da Hedda Gabler di Ibsen, e con Anatomia di un suicidio di Alice Birch, tra gli esempi più alti della qualità della drammaturgia inglese contemporanea. È, inoltre, in cartellone, con appuntamenti disseminati nell’arco della Stagione, la ripresa di Città sola, progetto ideato da lacasadargilla, riduzione e drammaturgia di Fabrizio Sinisi, dall’omonimo romanzo di Olivia Laing, edito in Italia da il Saggiatore. Nell’ambito di BookCity 2022, sono previste iniziative congiunte legate al romanzo e alla performance.

IL CALENDARIO:

Gardenia 10 years later
8 – 9 settembre, Teatro Strehler

MITO Settembre Musica
8 – 17 settembre, Teatro Studio

IMMERSIONI
9 – 14 settembre, Piccolo Teatro

École des Maîtres
21 settembre, Teatro Grassi

En abyme | Biennale Teatro
23 settembre, Teatro Grassi

Reporters de guerre
27 settembre, Teatro Grassi

M Il figlio del secolo
28 settembre – 16 ottobre, Teatro Strehler

Hamlet
1 – 30 ottobre, Teatro Studio Melato

La lunga strada di sabbia
1° ottobre, Teatro Grassi

La Sinfonica allo Studio
3 ottobre | 16 gennaio | 12 giugno, Teatro Studio Melato

Le memorie di Ivan Karamazov
4 – 16 ottobre, Teatro Grassi

Ditegli sempre di sì
18 – 30 ottobre, Teatro Strehler

una personale | Sotterraneo
19 – 23 ottobre, Teatro Grassi

Darwin inconsolabile (un pezzo per anime in pena)
25 ottobre – 6 novembre, Teatro Grassi

Città sola
novembre – maggio, Chiostro Nina Vinchi

Il crogiuolo
1 – 10 novembre, Teatro Strehler

Cirano deve morire
2 – 6 novembre, Teatro Studio Melato

La favolosa battaglia dei topi e delle rane
3 – 20 novembre, Scatola Magica

Italia-Brasile 3 a 2. Il ritorno
8 – 20 novembre, Teatro Grassi

Mujer de pie | Milano Flamenco Festival
12 novembre, Teatro Strehler

La tempesta
15 – 27 novembre, Teatro Strehler

La seconda sorpresa dell’amore
23 – 27 novembre, Teatro Grassi

Il sogno di un uomo ridicolo
29 novembre – 4 dicembre, Teatro Strehler

HEDDA.GABLER. come una pistola carica
1 – 22 dicembre, Teatro Studio Melato

Arlecchino servitore di due padroni
1 – 22 dicembre, Teatro Grassi

Cenerentola | Accademia Teatro alla Scala
13 – 22 dicembre, Teatro Strehler

La mia vita raccontata male
28 dicembre – 8 gennaio, Teatro Strehler

Lo schiaccianoci | Colla
28 dicembre – 6 gennaio, Teatro Grassi

Processo Galileo
10 – 15 gennaio, Teatro Strehler

Tre modi per non morire
11 – 22 gennaio, Teatro Studio Melato

Ferito a morte
17 – 22 gennaio, Teatro Strehler

Il barone rampante
20 gennaio – 5 febbraio, Teatro Grassi

FRATERNITÉ, Conte fantastique
26 – 28 gennaio, Teatro Strehler

Antigone in cattedra
6 – 19 febbraio, nelle scuole

Carbonio
7 – 26 febbraio, Teatro Studio Melato

Anatomia di un suicidio
23 febbraio – 19 marzo, Teatro Grassi

Romeo e Giulietta
2 marzo – 6 aprile, Teatro Strehler

Benvenuti al Piccolo
13 – 31 marzo, Teatro Strehler

Ritratto dell’artista da morto
COPRODUZIONE INTERNAZIONALE
16 marzo – 6 aprile, Teatro Studio Melato

Orlando hater e Angelica furiosa
20 marzo – 2 aprile, Teatro Studio Melato

Europeana. Breve storia del XX secolo
21 marzo – 2 aprile, Teatro Grassi

Il gabbiano
11 – 16 aprile, Teatro Strehler

Pupo di zucchero
11 – 23 aprile, Teatro Studio Melato

ONE SONG – HISTOIRE(S) DU THÉÂTRE IV
19 – 20 aprile, Teatro Strehler

EARTHBOUND ovvero le storie delle camille
27 – 30 aprile, Teatro Strehler

“Edipo”: tra infanzia e voce
27 aprile – 7 maggio, Teatro Studio Melato

Prima     
COPRODUZIONE INTERNAZIONALE
29 aprile – 28 maggio, Teatro Grassi

Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala
5 – 7 maggio, Teatro Strehler

Uno sguardo dal ponte
9 – 21 maggio, Teatro Strehler

La cupa. Fabbula di un omo che divinne albero
10 – 14 maggio, Teatro Studio Melato

Luchino. Visconti secondo Testori
15 maggio, Teatro Strehler

Depois do silêncio
COPRODUZIONE INTERNAZIONALE
16 – 18 maggio, Teatro Studio Melato

Lazarus
23 – 28 maggio, Teatro Strehler

Storie
23 – 28 maggio, Teatro Studio Melato

Eleusi
10 giugno, Teatro Grassi e Teatro Studio Melato

Milano per Gaber
12 – 18 giugno, Teatro Grassi

MIX 37° Festival internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer
15 – 18 giugno, Teatro Strehler e Teatro Studio Melato

Naufraghi senza volto
20 – 25 giugno, Teatro Grassi

Milano Flamenco Festival
26 giugno – 1° luglio, Teatro Strehler

Il mostro turchino | Colla
27 giugno – 9 luglio, Teatro Grassi

INFO: www.piccoloteatro.org