Fausto Asperti, Famiglia su una Vespa, Bergamo, 1961© Museo delle storie di Bergamo - Archivio fotografico Sestini, fondo Fausto Asperti
Fausto Asperti, Famiglia su una Vespa, Bergamo, 1961
© Museo delle storie di Bergamo – Archivio fotografico Sestini, fondo Fausto Asperti

Quattro incontri per leggere e capire il presente attraverso il passato

La seconda edizione, dal 26 settembre al 28 novembre, propone un viaggio a ritroso dal Novecento al Medioevo con quattro grandi storici italiani: Simona Colarizi, Arianna Arisi Rota, David Salomoni e Beatrice Del Bo

INFO

Quattro storici, quattro epoche e altrettanti appuntamenti per attraversare a ritroso i secoli e ritrovare nel passato le chiavi di lettura del nostro presente. Torna a partire da sabato 26 settembre la seconda edizione di “Raccontare la Grande Storia”, il ciclo di incontri promosso e organizzato dal Museo delle storie e dal Comune di Bergamo, insieme a Università degli studi di Bergamo e Associazione Amici del Museo storico di Bergamo, patrocinato dalla Camera di Commercio di Bergamo.

Dopo il tutto esaurito registrato dagli incontri della prima edizione, disponibili anche sul canale youtube del Museo, il ciclo rinnova l’incontro tra ricerca e divulgazione, affidando a quattro autorevoli storici il racconto delle trasformazioni, delle vicende e delle figure che hanno segnato il Novecento, il Risorgimento, il Rinascimento e il Medioevo. Un percorso attraverso i secoli che prende le mosse dalle collezioni del Museo delle storie e dal patrimonio cittadino, mettendo in relazione la storia nazionale con le testimonianze attraverso le quali il Museo racconta la storia attraverso le sue diverse sedi.

Tutti gli appuntamenti si tengono alle ore 17.00, nella Sala Sestini del Palazzo dei Contratti e delle Manifestazioni, in via Francesco Petrarca 10 a Bergamo. L’ingresso è libero e gratuito.

“Raccontare la Grande Storia” è dedicato alla memoria di Mauro Gelfi, primo direttore del Museo storico di Bergamo (oggi Museo delle storie di Bergamo) e rinnova una delle vocazioni centrali dell’istituzione: mettere in dialogo il rigore della ricerca con un racconto accessibile e capace di coinvolgere pubblici diversi

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