Foto di scena: Sulla morte senza esagerare - Teatro Franco Parenti di Milano Sala Grande, 29 e 30 giugno 2020
Foto di scena: Sulla morte senza esagerare - Teatro Franco Parenti di Milano Sala Grande, 29 e 30 giugno 2020
Foto di scena: Sulla morte senza esagerare © Marta Perroni

La riapertura del Teatro Franco Parenti con la riproposta di un piccolo capolavoro del Teatro dei Gordi

Che cos’è la morte, se non lo spauracchio della vita da lei interrotta? Si nasce, si cresce, si opera, s’invecchia (nella maggior parte dei casi) e infine si muore, ma la falciatrice è sempre lì, latente, pronta a intervenire quando le condizioni umane glielo permettono. Da quando abbiamo la consapevolezza della sua presenza facciamo i conti con lei, con l’esercizio della prudenza o al contrario sfidandola, in qualche triste caso cercando il suo abbraccio, e comunque sappiamo che presto o tardi sarà il nostro ultimo incontro in questo mondo, condizione che la elegge a simbolo della nostra stessa esistenza in quanto obbligato punto di arrivo. In sostanza, lo spirito vitale ovvero la voglia di vivere è conseguente alla mortalità di un tracciato fisico che sappiamo prima o poi interrompersi. Ciò che raramente ci chiediamo è chi sia questa morte, personaggio che ci accompagna fin dal nostro primo vagito, e se il suo operato sia infallibile o a sua volta suscettibile di errori che condizionano la capacità e l’efficacia delle sue azioni.

Con questa nuova edizione di Sulla morte senza esagerare, un omaggio alla poetessa polacca Premio Nobel per la Letteratura Wisława Szymborska, scomparsa otto anni fa, l’ideatore e regista Riccardo Pippa ha inteso celebrare la ripartenza dopo l’emergenza sanitaria, affrontando in modo ironico l’entità oscura più temuta da sempre dall’uomo. Coprodotto dal Teatro Franco Parenti e il Teatro dei Gordi, lo spettacolo si avvale di un gioco di maschere studiate e preparate ad arte da Ilaria Ariemme, nella cornice di una divertente pantomima di circa un’ora interpretata da Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti e Matteo Vitanza, con situazioni di vita che interagiscono con la morte, non scevre da gesti di tenerezza commiste a gag comiche, intrise di accompagnamenti musicali che ruotano dal sacro al samba. Coppie anziane, malati, drogati e suicidi entrano in passerella per incontrare l’artefice della loro fine, ma in molti casi le anime degli ospiti tornano da dove sono venute. Del resto come può la stessa morte, da archetipo immortale, capire l’essenza di una dipartita? Un ossimoro che la porta a commettere errori nelle procedure, con tanto di incidenti di percorso e sostituzioni, nonché un tutor angelico per i dovuti accorgimenti correttivi.

Andata in scena sul palco della Sala Grande del Franco Parenti nelle serate del 29 e 30 giugno, questa rappresentazione mimica è un vero e proprio inno alla vita. Un’esistenza il cui arco temporale va affrontato con la cognizione di un destino beffardo che, proprio per la sua ineluttabilità, non deve far prevalere una paura esagerata nei confronti della morte. Reazione attiva dimostrata dalla stessa massiccia presenza di pubblico a teatro, in risposta a chi, dagli scranni istituzionali, ha inteso ignorare la necessità dello spettacolo dal vivo e di tutte le espressioni artistico performative, quali strumenti forieri di una coscienza partecipativa sotto il segno della creatività.

Giudizio: ****

Produzione Teatro Franco Parenti / Teatro dei Gordi

Sulla morte senza esagerare
Omaggio alla poetessa polacca Wisława Szymborska
Ideazione e regia di Riccardo Pippa
Di e con Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Matteo Vitanza

Scene, maschere e costumi di Ilaria Ariemme
Disegno luci: Giuliano Bottacin
Cura del suono: Luca De Marinis
Tecnico audio-luci: Alice Colla
Organizzazione: Camilla Galloni
Distribuzione: Monica Giacchetto

Milano, Teatro Franco Parenti, Sala Grande, via Pier Lombardo 14
29 e 30 giugno 2020
www.teatrofrancoparenti.it