Foto: Alessia Rollo © Visioni del Sud
Foto: Alessia Rollo © Visioni del Sud
Foto: Alessia Rollo © Visioni del Sud

Al Castello Volante nove sguardi raccontano il sud contemporaneo

Fino al 15 ottobre nove autori e autrici tra fotografia, video, archivi e installazioni, trasformano il Castello Volante in un percorso espositivo dedicato alle memorie, ai paesaggi e agli immaginari del Sud contemporaneo

Opening il 15 luglio

Le immagini non raccontano soltanto ciò che è stato: possono attraversare territori, riattivare memorie e suggerire nuove possibilità di lettura del presente. È da questa visione che si sviluppa Visioni del Sud, progetto curatoriale avviato nel 2017 e dedicato alla fotografia e alle arti visive contemporanee, che trasforma il Castello e il borgo di Corigliano d’Otranto in un laboratorio di ricerca, produzione artistica e confronto sui paesaggi culturali del Sud.

Ideato da Big Sur e curato da Francesco Maggiore e Paolo Pisanelli nell’ambito della XXIII Festa di Cinema del reale e dell’irreale – in programma dal 15 al 18 luglio – Visioni del Sud torna dal 15 luglio al 15 ottobre con un percorso che intreccia mostre, residenze artistiche, archivi, interventi site specific, laboratori e nuove produzioni.

Nato a partire dalla valorizzazione dell’archivio del fotografo Giuseppe Palumbo, straordinario patrimonio di immagini del Salento di inizio Novecento, il progetto sostiene la produzione artistica contemporanea e il riutilizzo di archivi storici e di recente formazione, promuovendo nuove narrazioni attraverso il dialogo tra immagini, territori e comunità.

Memorie, paesaggi e trasformazioni accomunano le ricerche dei protagonisti di questa edizione, chiamati a rileggere il Sud non come immagine unitaria o semplice luogo geografico, ma come spazio di relazione, appartenenza e immaginazione del presente. Il ritorno è il filo sottile che unisce i progetti: ai luoghi di origine, alle memorie, alle storie familiari e collettive, all’infanzia, ai paesaggi e alle contraddizioni del presente. Un movimento nomadico che attraversa l’edizione 2026 e apre nuove distanze da cui osservare il Sud contemporaneo.

PIERO PERCOCO – Still Here
In Still Here, mostra tra fotografia e video di Piero Percoco, fotografo autodidatta tra le voci più riconoscibili della nuova fotografia italiana, il paesaggio diventa il risultato di un’osservazione prolungata. Curata da Alice Caracciolo e realizzata in collaborazione con linea, la mostra nasce da un esercizio di ritorno: da oltre quindici anni Percoco attraversa gli stessi litorali, le stesse campagne, le periferie, le architetture rurali, i margini urbani e i luoghi dell’infanzia, costruendo un sapere fondato sulla durata dello sguardo. Le sue immagini intercettano l’inatteso dentro la vita quotidiana e restituiscono una geografia mobile in cui tracce umane, processi naturali, memorie sedimentate e trasformazioni recenti convivono senza gerarchie, lontano tanto dagli stereotipi turistici quanto dalle narrazioni nostalgiche.

MARCO CAZZATO – Come mio padre nella casa di suo padre
Con Come mio padre nella casa di suo padre, Marco Cazzato, illustratore e artista visivo attivo tra editoria e musica, presenta una mostra di illustrazioni, opere editoriali e video. Il progetto riunisce lavori tratti da Album (GRRRz Comic Art Books, 2016), I Sepolcri di Ugo Foscolo (Il Saggiatore, 2021), Racconti di Umanità (progetto Matera Capitale 2019, Corraini, 2019), insieme a una videoinstallazione tratta dagli spettacoli Nomadic. Canto per la biodiversità di Telmo Pievani e Gianni Maroccolo (2024) e Alone di Gianni Maroccolo (2018–2020). Archivi fotografici anonimi, memorie familiari, figure della tradizione letteraria, racconti popolari e paesaggi vissuti compongono una ricerca in cui il Sud diventa spazio di genealogie, migrazioni e appartenenze. Le immagini, spesso nate da fotografie private e da tracce sopravvissute alla scomparsa dei loro contesti originari, non ricostruiscono una memoria compiuta ma seguono le forme con cui questa continua a riaffiorare.

ALESSIA ROLLO – Altera Italia
Alessia Rollo è un’artista visiva nata nel Sud Italia, prosegue una ricerca quinquennale iniziata con Parallel Eyes. Altera Italia è il progetto che interroga criticamente il modo in cui il Sud Italia è stato raccontato dalla fotografia antropologica e documentaria tra gli anni Cinquanta e Sessanta, proponendo uno spostamento di sguardo: non una rappresentazione costruita dall’esterno, ma una narrazione capace di sottrarsi alle immagini stereotipate e cristallizzate che hanno a lungo definito l’immaginario del Meridione. Attraverso interventi analogici e digitali, immagini d’archivio e nuove fotografie dedicate ai rituali contemporanei vengono messe in dialogo in un allestimento immersivo, dove il rito non è osservato come oggetto di studio ma restituito come pratica viva, ancora capace di produrre senso nel presente. L’indagine mette così al centro il rapporto tra immagine, memoria e territorio, restituendo nuove prospettive sulle forme con cui identità, appartenenze e trasformazioni continuano a ridefinire il Sud contemporaneo.

COSIMO TERLIZZI – Stagioni
Cosimo Terlizzi è un artista visivo che lavora tra fotografia, video, performance e cinema. Con Stagioni conclude il suo percorso di ricerca dedicato a Lamia Santolina, il giardino botanico costruito e osservato nel corso degli anni come luogo di sperimentazione, cura e relazione con il vivente. Le quattro opere video, una per ciascuna stagione, osservano variazioni di luce, temperatura e comportamento delle forme di vita che abitano il giardino. Il paesaggio non appare come uno sfondo, ma come una presenza attiva, capace di modificarsi e reagire, rendendo visibili le relazioni che legano tra loro piante, fioriture, presenze animali e cicli naturali.

LUANA RIGOLLI – L’isola degli arrusi
Con L’isola degli arrusi, Luana Rigolli, artista che indaga il rapporto tra memoria, territorio e identità, ripercorre la storia dei quarantacinque uomini arrestati a Catania nel 1939 e confinati dal regime fascista sull’isola di San Domino per la loro omosessualità. Il progetto fotografico intreccia documenti, lettere, fotografie segnaletiche e luoghi ancora esistenti con immagini del presente, componendo una geografia della memoria fatta di assenze, sopravvivenze e silenzi. Le fotografie contemporanee non ricostruiscono la vicenda né illustrano i documenti, ma si soffermano sulle tracce attraverso cui il passato continua ad abitare il presente, interrogando ancora oggi i processi di appartenenza, esclusione e marginalizzazione delle identità.

EFREM BARROTTA – Vulcano
Il vulcano diventa corpo, materia e allegoria dell’esistenza in Vulcano, progetto artistico di Efrem Barrotta, illustratore e art director nato in Sicilia e attivo a Lecce. Realizzate attraverso stratificazioni di materiali di scarto e monotipi su carta velina, le opere restituiscono le due manifestazioni del vulcano, quella placida del riposo e quella dirompente dell’eruzione: due dimensioni che convivono anche nel corpo umano, tra manifestazioni esteriori e rifugi interiori.

DORIAN DAKHLIA – Vie
Vie è il progetto fotografico di Dorian Dakhlia, urbanista francese e geografo di formazione. Avviato a Parigi nel maggio 2024, il progetto prende forma lungo un cammino durato oltre un anno: più di 4.700 chilometri percorsi a piedi tra Europa e Medio Oriente, fino a Istanbul e al confine siriano. Le fotografie nascono dall’incontro tra il movimento del corpo nello spazio e i luoghi attraversati: città, periferie, paesaggi, architetture e zone di confine osservate attraverso il ritmo lento del cammino. Tra le tappe raggiunte durante il percorso c’è anche il Castello di Corigliano d’Otranto: le immagini raccolte lungo il viaggio ritornano ora nello stesso luogo, aggiungendo un’ulteriore traiettoria a una ricerca costruita sulle relazioni che nascono lungo l’attraversamento.

SOPHIA GIUSTIZIERI – Le visioni di Gennariello (Musiche di Albis Umbra)
Le visioni di Gennariello è l’intervento mixed media di Sophia Giustizieri, artista visiva e fotografa che lavora con pratiche ibride tra fotografia, collage e interventi analogici e digitali sull’immagine. Il progetto, con le musiche originali di Albis Umbra, prende avvio da Gennariello, film scritto e realizzato nel 1957 in pellicola Super 8 dal fotografo e cineamatore Paolo Maggiore e recentemente digitalizzato dall’Archivio Cinema del reale nell’ambito del Premio Zavattini. Ambientato a Praiano, paese di pescatori sulla Costiera amalfitana, il film racconta le vicende di un bambino alle prese con le difficoltà della vita quotidiana, uno sguardo partecipe su un’Italia segnata dalla povertà, dalle aspirazioni e dai piccoli gesti che accompagnano la crescita. Attraverso pittura, collage e disegno, l’artista interviene sulle immagini d’archivio per ampliare le possibilità di lettura del racconto, riportando al centro temi come l’infanzia, le differenze sociali e il rapporto tra padre e figlio raccontati con realismo, affidandosi alla forza evocativa delle immagini.
Albis Umbra è il progetto musicale di Alessio Micello, producer, chitarrista e DJ attivo dal 2022, che intreccia elettronica, ambient, folktronica e sperimentazione sonora in un immaginario intimo ed evocativo, attraversato da suggestioni arcane e mediterranee.

MAURIZIO BUTTAZZO – Dacci oggi la nostra plastica quotidiana
Con Dacci oggi la nostra plastica quotidiana, tornano tra gli spazi del Castello le installazioni luminose di Maurizio Buttazzo, fotografo, designer, artigiano, artista e inventore pugliese. I suoi oggetti luminosi, composti da plastica e materiali riutilizzati, modificano la percezione del luogo, trasformando terrazze, corti e percorsi in spazi di attraversamento, incontro e osservazione. La luce non è impiegata come elemento decorativo, ma disegna percorsi, apre soglie, orienta lo sguardo e favorisce nuove modalità di relazione con l’architettura e il paesaggio, rivelando aspetti inattesi degli spazi del Castello.
Visioni del Sud conferma la vocazione della Festa a mettere in dialogo fotografia, arti visive, archivi, territori e comunità, costruendo un laboratorio aperto in cui le immagini diventano strumenti di conoscenza, confronto e immaginazione del futuro.

La Festa di Cinema del reale e dell’irreale 2026 è un progetto di Big Sur, realizzato con le associazioni OfficinaVisioni e Cinema del reale, con il patrocinio del Comune di Corigliano d’Otranto. Intervento finanziato con risorse del Fondo di rotazione a valere sull’Accordo per la coesione della Regione Puglia 2021-2027.

Visioni del Sud
15 luglio > 15 ottobre 2026 –
Castello di Corigliano d’Otranto (Lecce)

Dal martedì alla domenica: 9:00 – 13:00 (ultimo ingresso ore 12:00)
17:00 – 21:00 (ultimo ingresso ore 20:00)
Chiuso tutti i lunedì

Ingresso: ticket 7 euro (include la visita del castello e delle mostre)

Per info: visionidelsud.it

Contatto Whatsapp +39 351 913 7972

XXIII Festa di Cinema del reale e dell’irreale
15-18 luglio 2026 – Castello Volante, Corigliano d’Otranto (Lecce)

La programmazione completa con gli orari delle proiezioni, lə ospiti, le mostre e gli appuntamenti collaterali sarà disponibile nelle prossime settimane sui canali ufficiali della Festa di Cinema del reale e dell’irreale e del Castello Volante.

Ingresso: 5 € per le quattro serate, sabato 18 luglio dalle 23 in poi ingresso 10 € per la Festa della Festa.

INFO e aggiornamenti: cinemadelreale.it

 

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